lunedì 8 settembre 2008

Alemanno

Tolto il fatto che io lo odio di un odio profondo e personalissimo.
Tolto il fatto che quando è diventato sindaco di Roma io ho pianto di rabbia.
Tolte le dichiarazioni sulla via per Almirante, quel galantuomo.
Tolti i saluti romani in Campidoglio.
Tolte le mille cazzate dette e fatte in questi mesi.

La nuova uscita del SindacoFascista è agghiacciante: il regime "non fu il male assoluto e non mi sento di condannarlo", le leggi razziali (che qualora Alemanno non lo sapesse sono state fatte da quel regime che lui non si sente di condannare) "quelle sono state il vero male assoluto".
Come se si potessero scindere le due cose. Come dire che se Mussolini si fosse limitato ad uccidere Matteotti, a proibire la libertà di stampa e i partiti e a mandare gli oppositori in vacanza al confino, il regime non sarebbe stato poi 'sta gran tragedia.
Poco importa se quel regime ci ha portato in guerra, se ha fatto morti, se ha torturato indiscriminatamente uomini, donne, ragazzi...

La comunità ebraica, giustamente, si incazza:
Renzo Gattegna, presidente dell'Unione delle Comunità ebraiche : "Le leggi furono emanate dal regime fascista, mi sembra difficile separare le due cose. Bisogna essere cauti".
Piero Terracina, che è tornato da Auschwitz e magari ha qualcosa da insegnarci: "Le leggi razziali ci sono state perché c'è stato il fascismo".
Più cauto Pacifici, presidente della Comunità ebraica di Roma, che aspetta  "un chiarimento, anche se ho motivo di credere che il pensiero espresso dal nostro sindaco volesse arrivare a conclusioni diverse".

Si incazza perfino Veltroni, perché a tutto c'è un limite.
Il centrodestra ovviamente è con Alemanno:
Cutrufo, vicesindaco di Roma, dice che la sinistra è ferma a settant'anni fa, come se il passare del tempo potesse cancellare la verità.
Cicchitto, da grande storico, dice che Alemanno "ha detto cose non destituite di fondamento".

Alemanno ovviamente fa un passo indietro, come spesso è capitato dal maledetto giorno in cui è diventato sindaco di Roma: "La polemica che si è generata in questi giorni è stata basata più sui titoli giornalistici che sulla realtà delle mie affermazioni. Quindi, farà fede ciò che dirò adesso nel discorso ufficiale". Comodo, in effetti: ieri dico una cazzata, oggi vedo come va e al massimo dico un'altra cosa e decido che fa fede solo quella. Dice che spiegherà quello che voleva dire oggi durante la cerimonia al Parco della Resistenza (oggi sono i 65 anni della difesa di Roma).

Vorrei commentare, ma credo che il tutto sia abbastanza.
 

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