lunedì 15 settembre 2008

Ripulirsi

Dice Fini che il problema reale è che in Italia non c’è una destra che ammetta definitivamente di riconoscersi nei valori dell’antifascismo, cioè uguaglianza, libertà e giustizia sociale. Dice che questi valori (“alcuni valori della Costituzione”) hanno guidato e guidano la destra e sono “a pieno titolo antifascisti”. Che i valori lo siano non c’è dubbio, che abbiano guidato e guidino la destra lascia perplessi. Dove sono giustizia e uguaglianza sociale davanti agli immigrati, ai poveri, a chi crede in un dio che non è quello del papa?
Per non perdere del tutto la faccia davanti ai giovani camerati però ribadisce che non tutti gli antifascisti erano democratici e che i repubblichini erano comunque in buona fede.
Un po’ la stessa difesa dei criminali di guerra nazisti: noi non sapevamo, eseguivamo solo gli ordini, credevamo fosse giusto così.
Alemanno prende le distanze da se stesso, dice che è giusto e che con questo dichiara conclusa la polemica dei giorni scorsi e che tutti si riconoscono nella svolta di Fiuggi. Per fortuna Fini c’ha messo la pezza. La Russa annuisce. E cita Pansa, Violante e De Gregori (che però in quella canzone era molto chiaro sul fatto che “dalla parte sbagliata si muore”).
Storace ha una tesi tutta sua: “Fini vuole riportare indietro l’Italia di settant’anni”, “si può essere democratici senza essere antifascisti”. E qui vorrei dire al buon Francesco che basta leggere qualcosa, magari gli scritti dello stesso Mussolini per capire che democrazia e fascismo decisamente non vanno d’accordo.
Donna Assunta Almirante, invece, si incazza proprio: “Io a Gianfranco lo conosco bene. È una persona gentile e a modo, ma a me non mi può ingannare”. In fondo era pur sempre il cocco del suo caro marito, che militò nella Rsi. Forse non si sentiva bene o magari la bambina non l’ha lasciato dormire.

I giovani di An restano perplessi, c’è chi se ne va dicendo a Fini che ha perso la coerenza, chi fischia, chi ricorda che “Alemanno si che è un camerata, mica come questo qui”. E c’è chi piagnucola: “è difficile accettare chi dice che i morti non sono tutti uguali. Con questa stessa motivazione non ci lasciano parlare nelle scuole”. C’è chi cita Nietzsche e chi invece ricorda le bonifiche (l’ArgutoNonno che non ho mai conosciuto diceva che in vent’anni le avrebbe bonificate pure lui, c’era poco da bullarsene. E che avrebbe preferito le paludi a quello che sono stati quegli anni).
La Meloni, invece, c’ha un successone, quando ricorda che l’antifascismo “è stato a volte usato per giustificare l’assassinio di ragazzi di 16 anni negli anni settanta”. Ok, mi dispiace per i ragazzi di 16 anni, ma gli amici loro si difendevano benissimo, anzi, alzavano parecchio il tiro. Troppo scontato risponderle che il fascismo era usato dagli amici suoi per ammazzare ragazzi di 16 anni negli anni settanta.
La Beccalossi, vicepresidente della Lombardia, ci fa commuovere con storie di vita vissuta: “capisco i miei suoceri che fascisti lo sono stati davvero. Quando hanno sentito le parole del Presidente della Camera, che loro vedono come un figlio, si sono sentiti gratuitamente offesi”.
Anche l’ArgutaNonna si sentiva gratuitamente offesa quando i fascisti andavano a devastare l’osteria di suo padre, o quando è stata sfollata è non c’era da mangiare. Vi faccio commuovere anche io?

Intanto in ciociaria, durante una gara di bellezza Priebke augura buona fortuna alle miss e da un bacio a tutte le donne. Molte giovani di belle speranze non avevano la più pallida idea di chi fosse il vecchio che le salutava seduto davanti alla sua libreria. Qualcuno però era cervellomunito e dotato di memoria, ha fischiato e gridato vergogna. Un padre ha detto che se l’avesse saputo non avrebbe permesso a sua figlia di partecipare. E meno male, non sono solo io che mi scandalizzo per certe cose.
L’organizzatore, alla domanda “ma come t’è venuto in mente” ha blaterato che se vogliamo davvero parlare di pace e non fare solo vuoti discorsi è il caso di non far più soffrire un povero vecchio per una guerra finita tanti anni fa.
Per chi non lo sapesse, il povero vecchio ha ammazzato più di 300 persone alle Fosse Ardeatine, poi se n’è andato in pace santa a vivere la sua troppo lunga vita.

E scritte inneggianti alla Rsi sono apparse sulle lapidi di due morti delle Fosse Ardeatine.

Fini continua la sua opera di ripulitura, cercando di estenderla anche al suo partito, per intenderci quello di gente che fino a ieri (letteralmente) continuava a mettere sullo stesso piano i partigiani che lottavano per la libertà e i repubblichini, che combattevano per toglierla definitivamente, gente che ancora rompe le palle col grande statismo di Mussolini (ma se ha straperso la guerra e distrutto il paese come si fa a dire che era un grande statista?).

Fini ormai è riconosciuto come un democratico, anche se ogni tanto c’ha qualche svisata, come quando disse a Di Pietro che essere interrotti durante un discorso in Parlamento dipende da “ciò che si dice”.
Abbiamo un ex (?) fascista presidente della camera, che traghetta i suoi verso un futuro rispettabile (?) e ovviamente tutti abboccano. Anche se Ingrao ricorda una cosa importante, che nessuno sottolinea: “per quanto positiva, la critica di Fini è pur sempre parziale […] non iscrive il fascismo italiano dentro la tragedia del nazifascismo. […] non cita mai Hitler, che di Mussolini fu un alleato stretto se non un duro comandante”.
Come quando tutti hanno plaudito al discorso del 25 Aprile, nel quale Fini, che comunque è un grande parlatore, tocca ammetterlo, non ha mai parlato di Resistenza al nazifascismo, ma di una non meglio precisata lotta contro l’occupante.

E Sabato c’è stata la “notte bianca dei municipi” o come cavolo si chiama, quella che il SindacoExPostFascista ha dovuto fare per non perdere la faccia (basta notti bianche, sono altre le cose cha farò io per Roma, Eja eja ala là) e i soldi che entreranno nelle casse del comune. La festa dei municipi amministrati dal Centrosinistra è stata un successo e solo uno del municipi di destra ha organizzato qualcosa: ai Prati Fiscali c’è stata la “notte bianca a luci rosse spente”, si è parlato di come eliminare la prostituzione. Ospite d’onore, Gasparri…

Poveri noi.

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