giovedì 9 ottobre 2008

Arguzia&l'eutanasia

C'è tutto questo gran parlare di eutanasia.
Alcune persone diventano quasi un simbolo del sacrosanto diritto a una morte decorosa, su altre ci si accanisce senza alcun pudore e "carità" (tipo la donna incinta di Genova, che fu tenuta in vita per far nascere il bambino. Sirchia blaterava qualcosa sul diritto alla vita del nascituro decidendo di fatto che la donna -in generale e non nel particolare- non è altro che un contenitore di carne).

Io non so cosa voglia dire avere una persona cara in quelle terribili condizioni, ma so che quando la mia amatissima Nonna è morta, ho pensato "meno male". E l'amavo, tantissimo. Al punto che vederla soffrire mi faceva più male che pensare che non l'avrei vista mai più, che non avrei più dormito sulle sue gambe mentre guardava Sentieri, che non mi avrebbe più presa in giro e non avremmo riso insieme.
Nonna è morta di vecchiaia, più o meno, il suo caso non ha nulla in comune con quello di una ragazza giovane in coma da più di un decennio. Ma se mi avessero detto che avrei potuto continuare a vederla come vegetale, io non avrei avuto dubbi: avrei preferito lasciarla morire in pace.

Io credo che noi siamo ciò che siamo perché pensiamo, parliamo, interagiamo con chi ci circonda. Sono le relazioni che stabiliamo col mondo esterno che ci rendono "persone".
Cosa resta quando tutto questo non c'è più? Cosa diventiamo?

Provo a pensare a quello che vorrei io, che non sono niente di speciale, solo una persona come moltissime altre.
Amo leggere e nuotare. Mi piace parlare con la gente per la strada, vedere chi passa mentre bevo una cosa seduta al bar. Mi piace il mare e bere birra col mio Amico parlando di mille stronzate che capiamo solo noi.
Amo girare sola per Roma col mio motorino e andare al cinema al primo spettacolo. Mi piace ascoltare la musica, ballare, starmene svaccata sul divano a rincoglionirmi di tivvù.
Cosa sarei senza tutto questo?

Dicono che la vita vada difesa "dal concepimento e fino alla fine naturale". Ma cosa c'è di "naturale" in una macchina che respira per te? Cosa c'è di naturale in un sondino che ti nutre? Nel non potere interagire con gli altri?

3 commenti:

  1. oh finalmente rieccoti
    clap clap agli ultimi post da daniela in poi totalmente d'accordo
    su tutto
    (ma proprio tutto)

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  2. Mia adorata, l'argomento è spinoso, la cosa migliore sarebbe poter decidere da soli per se stessi, quindi si al testamento biologico, se non hai deciso tu, è bene che decida che ti ama.
    Fine della storia.

    kisses
    Azzurra

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  3. anch'io sono daccordo con te, e con azzurra per il testamento biologico...

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