mercoledì 15 ottobre 2008

Grazie.

In questo paese (e in troppe altre parti del mondo) se provi a denunciare criminalil e conniventi, rischi di essere fatto fuori.
Saviano ha 28 anni, poco meno di me e l'ha fatto. Ha avuto il coraggio di sfidare i Casalesi, di raccontare la vita di Casal di Principe, degli affari sporchi della politica.
Il risultato è che vive sotto scorta, minacciato di morte, infamato ed esiliato dai conterranei che lo vedono come una minaccia.
A 28 anni non si può vivere così, ma è "stupido - oltre che indecente - rinunciare a se stessi, lasciarsi piegare da uomini di niente, gente che disprezzi per quel che pensa, per come agisce, per come vive". Solo che c'è bisogno di una pausa, di provare a vivere una vita normale.

"Voglio una vita, ecco. Voglio una casa. Voglio innamorarmi, bere una birra in pubblico, andare in libreria e scegliermi un libro leggendo la quarta di copertina. Voglio passeggiare, prendere il sole, camminare sotto la pioggia, incontrare senza paura e senza spaventarla mia madre. Voglio avere intorno i miei amici e poter ridere e non dover parlare di me, sempre di me come se fossi un malato terminale e loro fossero alle prese con una visita noiosa eppure inevitabile."

Dice di essere diventato una persona diversa per colpa della solitudine cui è costretto.

Io vorrei solo dirgli grazie, perché se uno sacrifica tutto se stesso per la verità, per raccontare e denunciare, va ringraziato.

1 commento:

  1. non deve essere per niente facile trovarsi in una situazione simile. Ha avuto tanto coraggio ... e comunque non so se esiliare può permettergli di vivere tranquillo

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