lunedì 24 novembre 2008

Incazzata sciolta

Incazzata sciolta

Così mi ha definita una donna di noidonne mentre sedute alla fontana di piazza Esedra aspettavamo la partenza del corteo.

 

Sono arrivata all’Esedra e ho pensato che eravamo poche, ma poi la gente ha cominciato ad arrivare e altre donne si sono unite al corteo strada facendo.
Alla fine eravamo circa cinquantamila. Non male per un corteo autorganizzato.


Lo spezzone più bello era senza dubbio quello di Action-a: donne di tutti i colori che sfilavano per i diritti di tutte.

Un corteo che ha voluto ricordare ancora una volta che la violenza sulle donne -non lo si ripete mai abbastanza- non è una questione di ordine pubblico. Le donne vengono violentate umiliate e uccise dai loro padri, dai mariti, i compagni. Purtroppo non basta evitare i luoghi isolati e restare in casa la sera: l’assassino ha le chiavi delle nostre case. Vive e lavora con noi e non viene da lontano.

Eppure è proprio sul corpo delle donne che si sono giocate le ultime campagne elettorali.

 

Una cosa sola di quel bel corteo non mi ha trovata d’accordo: l’eccessiva connotazione sessuale.

Il mio essere eterosessuale non mi rende meno donna di una lesbica.

Se mi depilo e provo piacere nel fare l’amore con un uomo non è perché non ho mai conosciuto l’amore vero e sono vittima del patriarcato. Il patriarcato mi rende vittima in altro modo: impedendomi di fatto di fare carriera, di arrivare alle massime cariche politiche, impedendomi di essere pagata quanto un uomo, obbligandomi a dimostrare di valere  quanto (spesso più) di un collega maschio.

Essere eterosessuale non mi rende una donna meno capace di portare le proprie richieste, di protestare e non mi rende immune da violenze e umiliazioni.

Non so quanto questo battere sulla identità sessuale possa aiutarci in una lotta politica.

1 commento:

  1. è importantissimo battersi contro la violenza sulle donne, io ne so qualcosa...
    baci
    Viola

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