venerdì 31 ottobre 2008

E quando arriva lo sciopero, a scioperar!*

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C’era “troppa” gente, non vedevo una manifestazione per la scuola di questa portata da anni.
Materne, elementari, medie, scuole superiori, università.

Studenti, maestri, genitori, tutti insieme a dire no a una riforma dannosa, fasulla, che avrà il solo risultato di impoverire la scuola pubblica. Una riforma fatta di soli tagli, indiscrimitati e vergognosi.

I bambini facevano il girotondo con le mamme e le maestre, c’erano anche quei bolscevichi della Montessori. E tutti quei bambini strumentalizzati ridevano come pazzi, sguazzavo nelle pozzanghere, correvano avanti e indietro.

Un ragazzino di 7/8 anni urlava solitario: “Gelmini, Gelmini, ciucciati i calzini”.

I più grandi cantavano e urlavano con tutto il fiato a disposizione.

Un corteo immenso, pacifico, gioioso.
Arrivati a piazza del Popolo dal palco ci hanno detto che la coda del corteo doveva ancora partire da Piazza Esedra. Ho ascoltato i dirigenti dei Sindacati (bellissimo il discorso di Epifani) e poi ho deciso di risalire verso piazza Barberini per rifare il corteo con gli studenti universitari.

Il cielo è stato clemente e non è scesa nemmeno una goccia. Tornando a casa ho incontrato decine e decine di ragazzi che continuavano a manifestare sulla via del ritorno.

E a via del Corso ho mandato un bacio a Mussi, che mi ha risposto, poi è venuto verso di me.
Abbiamo camminato per un po’ a braccetto: “Eh, stavolta Berlusconi ha esagerato, con la scuola non si scherza. E pare che oggi Roma sia tutta un corteo”. Gli ho detto che il SindacoDegliAltri dice che è ora di smetterla con tutte ‘ste manifestazioni a Roma e lui “si, riportiamo la capitale a Milano… sarà dura per Alemanno”. “Deve essere dura per lui, Mussi, deve!”


*De Gregori




































Piazza Navona


Non mi voglio soffermare troppo sull’assalto da parte dei fascisti agli studenti che erano in Piazza Navona.

È nel loro stile: vanno e picchiano chi in quel momento non può difendersi.


Il punto per me è: ci sono studenti davanti al Senato, blindato, nella Corsia Agonale.
Piazza Navona dista pochi passi e ci sono degli studenti che vengono aggrediti da un gruppo di fascisti con spranghe tricolore, che avranno fatto andare in fibrillazione il ministro La Russa.
E c’è un camioncino.


Ora, chiunque viva a Roma sa che lì non si arriva in macchina. E allora come c’è arrivato il camioncino con le spranghe? Nessun difensore dell’ordine ha pensato di fermarlo? Roba che le rarissime volte che mi sono avvicinata alla piazza in motorino quasi mi arrestavano.
I fascisti del Blocco Studentesco hanno chiamato i rinforsi: sono arrivati quei bravi ragazzi di Casa Pound con uno striscione: “Il rosso mai. Il nero libero pensiero”. Scendono dal camion bianco con delle magliette con su scritto “Tremino infami, traditori e spie”, pigliano le spranghe e inneggiando a Mussolini cominciano a picchiare gli studenti dei licei.


La polizia non interviene.


Vanno in aiuto dei ragazzi aggrediti gli studenti universitari, i ragazzi dei Centri Sociali e qualcuno dei Cobas.


La polizia non interviene ancora.


A mezzogiorno e mezzo scatta il panico e per dieci minuti buoni la polizia resta a guardare.

Poi, finalmente, interviene. Interessante la familiarità con cui un casco blu chiama un giovane fomentato sprangamunito per nome, mentre lui urla alla polizia: "questi sono i miei ragazzi".


Il Pd pare svegliarsi, Veltroni dice che quello che è successo a piazza Navona non è né più né meno che “l’attacco di una parte politica sull’altra” e chiede che si faccia chiarezza sull’accaduto, in particolare su come sia potuto entrate un camion pieno di spranghe a piazza Navona.

Epifani: “”Bisogna che il governo stia attento a garantire il libero esplicarsi della manifestazione dei giovani, non mi piace quanto è successo questa mattina, non mi piace il clima che si è venuto a creare. […]un gruppo di fascisti ha picchiato i nostri del tutto inermi. Poi sono intervenuti, non graditi, i centri sociali e lo scontro è diventato tra centri sociali e fascisti. A quel punto è intervenuta la polizia. Ma fino a quando ad essere picchiati erano i nostri giovani c’è stata la sostanziale indifferenza delle forze dell’ordine.”


Piccola nota personale: ma li avete visti mentre si preparavano? "Serrate le righe" "non spezzate le righe"... pareva un film di guerra.


Militari in ogni dove

Mo' non è che voglio parlare per forza male del SindacoDegliAltri, ma lui me le porge su un piatto d'argento.
Si parla di stazioni abbandonate.
Prima c'è stato il barbaro omicidio della Reggiani a Tor di Quinto, poi il tentato stupro della studentessa a La Storta. Il Pd del XX Municipio ha fatto una proposta: per evitare che le stazioni più periferiche e isolate restino terra di nessuno, si potrebbe dare i locali vuoti alle associazioni culturali o farci dei presidi del 118. In questo modo non sarebbero più vuote e sarebbe meno facile il verificarsi di episodi di violenza.
Mi pare una proposta sensata e proprio per questo al SindacoDegliAltri non piace: altro che associazioni culturali e tutte 'ste cazzate da vecchi fricchettoni, meglio i militari.
Un genio, non c'è che dire.





mercoledì 29 ottobre 2008

Buciardi e 'gnoranti

Dice che mentiamo spudoratamente e non abbiamo capito.
Io il dl l'ho letto e sinceramente qualcosa l'ho capita.

- tagli agli organici e alla didattica che nel prossimo triennio dovrebbero far risparmiare 7,8 miliardi di euro: tra il 2009 e il 2012 verranno soppressi oltre 87 mila posti di docente praticamente in tutti gli ordini di scuole. Il prossimo anno a restare a casa saranno 42mila persone, nel 2010 circa 25.500 e l'anno successivo quasi 20mila
- abbattimento del 17% del personale Ata: 44.500 tra direttori amministrativi (- 10mila), collaboratori scolastici (- 29mila), amministrativi e assistenti tecnici (- 4mila) tutti appartenenti al personale non docente.
- riduzione dell'offerta formativa a 28-30 ore settimanali nei licei e a 32 negli istituti tecnici e professionali
- accorpamento delle classi di concorso di accesso all'insegnamento: i docenti in esubero verranno spostati da una materia all'altra (se non altro "affini", dicono), e la soppressione o l'accorpamento degli istituti con meno di 50-100 alunni complessivi.
- riduzione a 24 ore del modello base d'insegnamento alla primaria (il tempo pieno nell'era Gelmini dura 24 ore. Nella primaria non si va a scuola il Sabato, qiuindi 24/5=4.8). Se le famiglie lo chiederanno, le scuole potranno predisporre classi a tempo prolungato (27-30 ore) o pieno (40 ore), ma i maestri disposti a svolgere ore in più dovranno essere retribuiti attraverso il cosiddetto fondo d'istituto scolastico



Ecco il testo, basta leggere.


Ddl Senato 1108 - Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 1º settembre 2008, n. 137, recante disposizioni urgenti in materia di istruzione e università


Articolo 1.



(Cittadinanza e Costituzione).



1. A decorrere dall'inizio dell'anno scolastico 2008/2009, oltre ad una sperimentazione nazionale, ai sensi dell'articolo 11 del regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 8 marzo 1999, n. 275, sono attivate azioni di sensibilizzazione e di formazione del personale finalizzate all'acquisizione nel primo e nel secondo ciclo di istruzione delle conoscenze e delle competenze relative a «Cittadinanza e Costituzione», nell'ambito delle aree storico-geografica e storico-sociale e del monte ore complessivo previsto per le stesse. Iniziative analoghe sono avviate nella scuola dell'infanzia.


[Questa fa ridere... LORO che parlano di conoscenza della Costituzione. Come se io parlassi di biochimica.]


1-bis. Al fine di promuovere la conoscenza del pluralismo istituzionale, definito dalla Carta costituzionale, sono altresì attivate iniziative per lo studio degli statuti regionali delle regioni ad autonomia ordinaria e speciale


2. All'attuazione del presente articolo si provvede entro i limiti delle risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente.



Articolo 2.



(Valutazione del comportamento degli studenti).



1. Fermo restando quanto previsto dal regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 24 giugno 1998, n. 249, e successive modificazioni, in materia di diritti, doveri e sistema disciplinare degli studenti nelle scuole secondarie di primo e di secondo grado, in sede di scrutinio intermedio e finale viene valutato il comportamento di ogni studente durante tutto il periodo di permanenza nella sede scolastica, anche in relazione alla partecipazione alle attività ed agli interventi educativi realizzati dalle istituzioni scolastiche anche fuori della propria sede.


1-bis. Le somme iscritte nel conto dei residui del bilancio dello Stato per l'anno 2008, a seguito di quanto disposto dall'articolo 1, commi 28 e 29, della legge 30 dicembre 2004, n. 311, non utilizzate alla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, sono versate all'entrata del bilancio dello Stato per essere destinate al finanziamento di interventi per l'edilizia scolastica e la messa in sicurezza degli istituti scolastici ovvero di impianti e strutture sportive dei medesimi. Al riparto delle risorse, con l'individuazione degli interventi e degli enti destinatari, si provvede con decreto del ministro dell'economia e delle finanze, di concerto con il ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca, in coerenza con apposito atto di indirizzo delle Commissioni parlamentari competenti per materia e per i profili finanziari.


2. A decorrere dall'anno scolastico 2008/2009, la valutazione del comportamento è effettuata mediante l'attribuzione di un voto numerico espresso in decimi.


3. La votazione sul comportamento degli studenti, attribuita collegialmente dal consiglio di classe, concorre alla valutazione complessiva dello studente e determina, se inferiore a sei decimi, la non ammissione al successivo anno di corso o all'esame conclusivo del ciclo. Ferma l'applicazione della presente disposizione dall'inizio dell'anno scolastico di cui al comma 2, con decreto del Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca sono specificati i criteri per correlare la particolare e oggettiva gravità del comportamento al voto inferiore a sei decimi, nonché eventuali modalità applicative del presente articolo.



Articolo 3.



(Valutazione sul rendimento scolastico degli studenti).



1. Dall'anno scolastico 2008/2009, nella scuola primaria la valutazione periodica ed annuale degli apprendimenti degli alunni e la certificazione delle competenze da essi acquisite sono effettuate mediante l'attribuzione di voti numerici espressi in decimi e illustrate con giudizio analitico sul livello globale di maturazione raggiunto dall'alunno.


1-bis. Nella scuola primaria i docenti, con decisione assunta all'unanimità, possono non ammettere l'alunno alla classe successiva solo in casi eccezionali e comprovati da specifica motivazione.


2. Dall'anno scolastico 2008/2009, nella scuola secondaria di primo grado la valutazione periodica ed annuale degli apprendimenti degli alunni e la certificazione delle competenze da essi acquisite nonché la valutazione dell'esame finale del ciclo sono effettuate mediante l'attribuzione di voti numerici espressi in decimi.


3. Nella scuola secondaria di primo grado sono ammessi alla classe successiva, ovvero all'esame di Stato a conclusione del ciclo, gli studenti che hanno ottenuto, con decisione assunta a maggioranza dal consiglio di classe, un voto non inferiore a sei decimi in ciascuna disciplina o gruppo di discipline.


3-bis. Il comma 4 dell'articolo 185 del testo unico di cui al decreto legislativo 16 aprile 1994, n. 297, è sostituito dal seguente:


4. L'esito dell'esame conclusivo del primo ciclo è espresso con valutazione complessiva in decimi e illustrato con una certificazione analitica dei traguardi di competenza e del livello globale di maturazione raggiunti dall'alunno; conseguono il diploma gli studenti che ottengono una valutazione non inferiore a sei decimi.


4. Il comma 3 dell'articolo 13 del decreto legislativo 17 ottobre 2005, n. 226, è abrogato;


al comma 5, dopo le parole: degli studenti sono inserite le seguenti:, tenendo conto anche dei disturbi specifici di apprendimento e della disabilità degli alunni,.


5. Con regolamento emanato ai sensi dell'articolo 17, comma 2, della legge 23 agosto 1988, n. 400, su proposta del Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca, si provvede al coordinamento delle norme vigenti per la valutazione degli studenti, tenendo conto anche dei disturbi specifici di apprendimento e della disabilità degli alunni, e sono stabilite eventuali ulteriori modalità applicative del presente articolo.



Articolo 4.



(Insegnante unico nella scuola primaria).



1. Nell'ambito degli obiettivi di razionalizzazione di cui all'articolo 64 del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, nei regolamenti previsti dal comma 4 del medesimo articolo 64 è ulteriormente previsto che le istituzioni scolastiche della scuola primaria costituiscono classi affidate ad un unico insegnante e funzionanti con orario di ventiquattro ore settimanali. Nei regolamenti si tiene comunque conto delle esigenze, correlate alla domanda delle famiglie, di una più ampia articolazione del tempo-scuola.


2. Con apposita sequenza contrattuale è definito il trattamento economico dovuto all'insegnante unico della scuola primaria, per le ore di insegnamento aggiuntive rispetto all'orario d'obbligo di insegnamento stabilito dalle vigenti disposizioni contrattuali.


2-bis. Per la realizzazione delle finalità previste dal presente articolo, il ministro dell'economia e delle finanze, di concerto con il ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca, ferme restando le attribuzioni del comitato di cui all'articolo 64, comma 7, del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, provvede alla verifica degli specifici effetti finanziari determinati dall'applicazione del comma 1 del presente articolo, a decorrere dal 1o settembre 2009. A seguito della predetta verifica per le finalità di cui alla sequenza contrattuale prevista dal comma 2 del presente articolo, si provvede, per l'anno 2009, ove occorra e in via transitoria, a valere sulle risorse del fondo d'istituto delle istituzioni scolastiche da reintegrare con quota parte delle risorse rese disponibili ai sensi del comma 9 dell'articolo 64 del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, nei limiti dei risparmi di spesa conseguenti all'applicazione del comma 1, resi disponibili per le finalità di cui al comma 2 del presente articolo e in ogni caso senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica.


2-ter. La disciplina prevista dai presente articolo entra in vigore a partire dall'anno scolastico 2009/2010, relativamente alle prime classi del ciclo scolastico.



Articolo 5.



(Adozione dei libri di testo).



1. Fermo restando quanto disposto dall'articolo 15 del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, i competenti organi scolastici adottano libri di testo in relazione ai quali l'editore si è impegnato a mantenere invariato il contenuto nel quinquennio, salvo che per la pubblicazione di eventuali appendici di aggiornamento da rendere separatamente disponibili. Salva la ricorrenza di specifiche e motivate esigenze, l'adozione dei libri di testo avvienecnella scuola primaria con cadenza quinquennale, a valere per il successivo quinquennio e nella scuola secondaria di primo e secondo grado ogni sei anni, a valere per i successivi sei anni. Il dirigente scolastico vigila affinché le delibere dei competenti organi scolastici concernenti l'adozione dei libri di testo siano assunte nel rispetto delle disposizioni vigenti.


 



Articolo 5-bis.



(Disposizioni in materia di graduatorie ad esaurimento).



1. Nei termini e con le modalità fissati nel provvedimento di aggiornamento delle graduatorie ad esaurimento da disporre per il biennio 2009/2010, ai sensi dell'articolo 1, commi 605, lettera c), e 607, della legge 27 dicembre 2006, n. 296, e successive modificazioni, i docenti che hanno frequentato i corsi del IX ciclo presso le scuole di specializzazione per l'insegnamento secondario (SSIS) o i corsi biennali abilitanti di secondo livello ad indirizzo didattico (COBASLID), attivati nell'anno accademico 2007/2008, e hanno conseguito il titolo abilitante sono iscritti, a domanda, nelle predette graduatorie e sono collocati nella posizione spettante in base ai punteggi attribuiti ai titoli posseduti.


2. Analogamente sono iscritti, a domanda, nelle predette graduatorie e sono collocati nella posizione spettante in base ai punteggi attribuiti ai titoli posseduti i docenti che hanno frequentato il primo corso biennale di secondo livello finalizzato alla formazione dei docenti di educazione musicale delle classi di concorso 31/A e 32/A e di strumento musicale nella scuola media della classe di concorso 77/A e hanno conseguito la relativa abilitazione.


3. Possono inoltre chiedere l'iscrizione con riserva nelle suddette graduatorie coloro che si sono iscritti nell'anno accademico 2007/2008 al corso di laurea in scienze della formazione primaria e ai corsi quadriennali di didattica della musica; la riserva è sciolta all'atto del conseguimento dell'abilitazione relativa al corsodi laurea e ai corsi quadriennali sopra indicati e la collocazione in graduatoria è disposta sulla base dei punteggi attribuiti ai titoli posseduti.



Articolo 6.



(Valore abilitante della laurea in scienze della formazione primaria).



1. L'esame di laurea sostenuto a conclusione dei corsi in scienze della formazione primaria istituiti a norma dell'articolo 3, comma 2, della legge 19 novembre 1990, n. 341, e successive modificazioni, comprensivo della valutazione delle attività di tirocinio previste dal relativo percorso formativo, ha valore di esame di Stato e abilita all'insegnamento nella scuola primaria o nella scuola dell'infanzia, a seconda dell'indirizzo prescelto.


2. Le disposizioni di cui al comma i si applicano anche a coloro che hanno sostenuto l'esame di laurea conclusivo dei corsi in scienze della formazione primaria nel periodo compreso tra la data di entrata in vigore della legge 24 dicembre 2007, n. 244, e la data di entrata in vigore del presente decreto.



Articolo 7.



(Modifica del comma 433 dell'articolo 2 della legge 24 dicembre 2007, n. 244, in materia di accesso alle scuole universitarie di specializzazione in medicina e chirurgia).



1. Il comma 433 dell'articolo 2 della legge 24 dicembre 2007, n. 244, è sostituito dal seguente:


«433. Al concorso per l'accesso alle scuole universitarie di specializzazione in medicina e chirurgia, di cui al decreto legislativo 17 agosto 1999, n. 368, e successive modificazioni, possono partecipare tutti i laureati in medicina e chirurgia. I laureati di cui al primo periodo, che superano il concorso ivi previsto, sono ammessi alle scuole di specializzazione a condizione che conseguano l'abilitazione per l'esercizio dell'attività professionale, ove non ancora posseduta, entro la data di inizio delle attività didattiche di dette scuole immediatamente successiva al concorso espletato».



Articolo 7-bis.



(Provvedimenti per la sicurezza delle scuole).



1. A decorrere dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, al piano straordinario per la messa in sicurezza degli edifici scolastici, formulato ai sensi dell'articolo 80, comma 21, della legge 27 dicembre 2002, n. 289, e successive modificazioni, è destinato un importo non inferiore al 5 per cento delle risorse stanziate per il programma delle infrastrutture strategiche in cui il piano stesso è ricompreso.


2. Al fine di consentire il completo utilizzo delle risorse già assegnate a sostegno delle iniziative in materia di edilizia scolastica, le economie, comunque maturate alla data di entrata in vigore del presente decreto e rivenienti dai finanziamenti attivati ai sensi dell'articolo 11 del decreto-legge 1o luglio 1986 n. 318, convertito, con modificazioni, dalla legge 9 agosto 1986, n. 488, dall'articolo 1 della legge 23 dicembre 1991, n. 430 e dall'articolo 2, comma 4, della legge 8 agosto 1996, n. 431, nonché quelle relative a finanziamenti per i quali non sono state effettuate movimentazioni a decorrere dal 1o gennaio 2006, sono revocate. A tal fine le stazioni appaltanti provvedono a rescindere, ai sensi dell'articolo 134 del codice dei contratti pubblici relativi a lavori, servizi e forniture, di cui al decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163, i contratti stipulati, quantificano le economie e ne danno comunicazione alla regione territorialmente competente.


3. La revoca di cui al comma 2 è disposta con decreto del ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca, sentite le regioni territorialmente competenti e le relative somme sono riassegnate, con le stesse modalità, per l'attivazione di opere di messa in sicurezza delle strutture scolastiche finalizzate alla mitigazione del rischio sismico, da realizzare in attuazione del patto per la sicurezza delle scuole sottoscritto il 20 dicembre 2007, dal ministro della pubblica istruzione e dai rappresentanti delle regioni e degli enti locali, ai sensi dell'articolo 1, comma 625, della legge 27 dicembre 2006, n. 296. L'eventuale riassegnazione delle risorse a regione diversa è disposta sentita la Conferenza unificata di cui all'articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, e successive modificazioni.


4. Nell'attuazione degli interventi disposti ai sensi dei commi 2 e 3 del presente articolo si applicano, in quanto compatibili, le prescrizioni di cui all'articolo 4 commi 5, 7 e 9 della legge 11 gennaio 1996 n. 23; i relativi finanziamenti possono, comunque, essere nuovamente revocati e riassegnati, con le medesime modalità,qualora i lavori programmati non siano avviati entro due anni dall'assegnazione ovvero gli enti beneficiari dichiarino l'impossibilità di eseguire le opere.


5. Il ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca, di concerto con il ministro delle infrastrutture e dei trasporti, nomina un soggetto attuatore che definisce gli interventi da effettuare per assicurare l'immediata messa in sicurezza di almeno cento edifici scolastici presenti sul territorio nazionale che presentano aspetti di particolare criticità sotto il profilo della sicurezza sismica. Il soggetto attuatore e la localizzazione degli edifici interessati sono individuati d'intesa con la predetta Conferenza unificata.


6. Al fine di assicurare l'integrazione e l'ottimizzazione dei finanziamenti destinati alla sicurezza sismica delle scuole il soggetto attuatore, di cui al comma 5, definisce il cronoprogramma dei lavori sulla base delle risorse disponibili, d'intesa con il dipartimento della protezione civile, sentita la predetta Conferenza unificata.


7. All'attuazione dei commi da 2 a 6 si provvede con decreti del ministro dell'economia e delle finanze su proposta del ministro competente, previa verifica dell'assenza di effetti peggiorativi sui saldi di finanza pubblica.



Articolo 8.



(Norme finali).



1. Dall'attuazione del presente decreto non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica.


1-bis. Sono fatte salve le competenze delle regioni a statuto speciale e delle province autonome di Trento e di Bolzano.


2. Il presente decreto entra in vigore il giorno stesso della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana e sarà presentato alle Camere per la conversione in legge.



Era prevedibile

Fedeli al capo fino al disgusto, incuranti delle proteste e delle proposte dell'opposizione e degli studenti, incapaci di ammettere che quello che stanno facendo alla scuola pubblica è una vergogna, 162 senatori hanno votato a favore del dl Gelmini (Tremonti), che ormai è legge.

Intanto in tutto il paese la protesta non si ferma.
Protestano i genitori che si vedono scippati del tempo pieno e degli insegnanti di sostegno, i maestri e i professori che finiranno per strada, gli studenti che si vedono sventrare il diritto a un'istruzione pubblica e di qualità, i ricercatori universitari che non potranno mai fare carriera nel loro paese.
A Roma gli studenti sono sotto il Senato, li ho visti arrivare, compatti e rumorosi.

La protesta non si ferma. Domani sciopero generale.

martedì 28 ottobre 2008

Terrorismo

Per colpire Al Quaeda gli Americani fanno del loro meglio, bombardando qua e là. Per la legge delle probabilità prima o poi ammazzeranno qualche pericoloso terrorista.
Intanto ammazzano uomini, donne e bambini. Un po' per uno, che, come dice il proverbio, non fa male a nessuno.

C'è stato un raid aereo americano sulla Siria, che parla di "aggressione terrorista", mentre gli Americani  esultano: "pare" che sia stato beccato un trafficante di armi. "Pare", visto che qualcuno avrebbe detto: "Riteniamo che sia stato ucciso". "Ritengono" di aver ucciso un trafficante di armi. Chissà, magari il cadavere è in mezzo agli altri.

Comunque io non capisco.
Tu dici che praticamente in tutto il mondo c'è gente che ti odia e vorrebbe farti a pezzi.
E invece di cambiare politica vai in giro a bombardare.
Ma non è una cosa idiota?

lunedì 27 ottobre 2008

Petizione

Tra le varie schifezze della "riforma" Gelmini c'è il taglio al sostegno.
QUI una petizione, creata dalla mamma di una bambina down che si è vista dimezzare le ore di sostegno.

Differenze

In un paese civile davanti all'aumento delle gravidanze tra le ragazzine si corre ai ripari, senza le stronzate su astinenza e attesa. Parliamoci chiaro e senza ipocrisie: si fa sesso ben prima del matrimonio e il possibile marito/moglie raramente è il primo e l'unico ormai.
Massimo rispetto per chi resiste e conserva gelosamente la propria verginità, comunque.
Io faccio sesso pur non essendo sposata, ma ho avuto la fortuna di avere dei genitori normali, che mi hanno spiegato come si fanno i bambini e come non si prendono le malattie e degli insegnanti che non ci hanno mai parlato di api, fiori, cavoli e cicogne.

Comunque, in Inghilterra pare che le madri bambine siano parecchie e quindi corrono ai ripari. predicare l'astinenza, dicevo, non è una gran mossa e il vecchio slogan "prevenire è meglio che curare" non vale solo per l'igiene orale.
Quindi l'educazione sessuale sarà obbligatoria in tutte le scuole, dai 5 anni in poi, comprese quelle confessionali.
Per prima cosa si insegneranno ai bambini le varie parti del corpo, poi la riproduzione animale. A 7 anni si comincerà a parlare di pubertà, dagli 11 di tutto il resto, anche delle malattie sessualmente trasmissibili.

Ecco, questo tipo di scelta educativa fa la differenza tra un paese civile e uno arretrato. E per chi si ricorda del libretto di Lupo Albero mi pare chiaro quale sia il paese arretrato di cui sto parlando.

Sogno la Gelmini che prende esempio, che va dal papa e gli dice di non rompere tanto i coglioni e di adeguarsi, perché fanno del gran sesso anche i papa-boys con le papa-girls.

domenica 26 ottobre 2008

20 Ottobre 2008

25Ott2008 (62)



























Magari non eravamo due milioni e mezzo, ma decisamente non eravamo duecentomila.

Comunque...
Appuntamento con gli amici alla metro di Piramide. C e E mi aspettano sui gradini, mi chiedo come la gente non le abbia schiacciate. Dobbiamo toglierci di lì per renderci visibili agli altri.
Il corteo parte mentre io sono ancora in motorino, ma quando ci muoviamo noi la gente sta ancora scendendo da Piazzale dei Partigiani. Mia madre mi chiama quando noi siamo a Piazza Albania: lei e papà stanno partendo dal piazzale in quel momento.
Pochi slogan, purtroppo, ma tanti fischietti e qualcuno intona Bella Ciao. Alcuni sventolano impavidi una bandiera rossa.
Arrivati al Circo Massimo mi accorgo che la manifestazione è riuscita: quella della CGIL non ci faceva sfigurare poi tanto.
Sono andata dagli amici al banchetto di "Primarie vere primarie sempre", ho mollato tutto e ho cominciato a girare.
Tanta gente, tanti dialetti, tutti con L'Unità in mano (e qui però una cosa la devo dire: FA SCHIFO! Aridateme er giornale vecchio!) e la bandiera del PD, che io ho preso e porterò a Nonnetta.

Non ho ascoltato Walter perché mi sono fermata a parlare col signor Mario, un vero compagno.
Mi ha raccontato della storia di suo nonno e di suo padre, dicendomi orgoglioso che non si iscrisse mai al Pnf. "Nun s'è iscritto mai, mi' padre. E quando se so' sposati il I Maggio mia madre c'aveva il vestito rosso..."

Bello, forse mi torna la speranza, perché c'era anche chi, come me, non è del PD, ma crede davvero che l'Italia sia "migliore di chi la governa", tanto per citare Veltroni.



25Ott2008 (111)






























E c'era pure Fassino...

venerdì 24 ottobre 2008

BRAVI

Ho anticipato la pausa pranzo e sono andata a Montecitorio.
Lezioni di Fisica e Filosofia. C'era anche qualche mio professore.


BRAVI!!

Kossiga

"Maroni dovrebbe fare quel che feci io quand’ero ministro dell’Interni. Ritirare le forze di polizia dalle strade e dalle università, infiltrare il movimento con agenti provocatori pronti a tutto, e lasciare che per una decina di giorni i manifestanti devastino i negozi, diano fuoco alle macchine e mettano a ferro e fuoco le città. Dopo di che, forti del consenso popolare, il suono delle sirene delle ambulanze dovrà sovrastare quello delle auto di polizia e carabinieri. Le forze dell’ordine non dovrebbero avere pietà e mandarli tutti in ospedale. Non arrestarli, che tanto poi i magistrati li rimetterebbero subito in libertà, ma picchiarli e picchiare anche quei docenti che li fomentano. Soprattutto i docenti. Non quelli anziani, certo, ma le maestre ragazzine sì."

Francesco Cossiga.


http://www.senato.it/notizie/RassUffStampa/081023/jmsra.tif


Copio e incollo tutto, direttamente dal sito del Governo, perché il tutto è meglio delle sue parti:














Da "GIORNO/RESTO/NAZIONE" di giovedì 23 ottobre 2008





INTERVISTA A COSSIGA «Bisogna fermarli, anche il terrorismo partì dagli atenei» di ANDREA CANGINI - ROMA


PRESIDENTE Cossiga, pensa che minacciando l`uso della forza pubblica contro gli studenti Berlusconi abbia esagerato? «Dipende, se ritiene d`essere il presidente del Consiglio di uno Stato forte, no, ha fatto benissimo.


Ma poiché l`Italia è uno Stato debole, e all`opposizione non c`è il granitico Pci ma l`evanescente Pd, temo che alle parole non seguiranno i fatti e che quindi Berlusconi farà una figurac- cia».


Quali fatti dovrebbero seguire? «Maroni dovrebbe fare quel che feci io quand`ero ministro dell`Interno».


Ossia? «In primo luogo, lasciare perdere gli studenti dei licei, perché pensi a cosa succederebbe se un ragazzino rimanesse ucciso o gravemente ferito...».


Gli universitari, invece? «Lasciarli fare. Ritirare le forze di polizia dalle strade e dalle università, infiltrare il movimento con agenti provocatori pronti a tutto, e lasciare che per una decina di giorni i manifestanti devastino i negozi, diano fuoco alle macchine e mettano a ferro e fuoco le città».


Dopo di che? «Dopo di che, forti del consenso popolare, il suono delle sirene delle ambulanze dovrà sovrastare quello delle auto di polizia e carabinieri».


Nel senso che...


«Nel senso che le forze dell`ordine non dovrebbero avere pietà e mandarli tutti in ospedale. Non arrestarli, che tanto poi i magistrati li rimetterebbero subito in libertà, ma picchiarli e picchiare anche quei docenti che li fomentano».


Anche i docenti? «Soprattutto i docenti».


Presidente, il suo è un paradosso, no? «Non dico quelli anziani, certo, ma le maestre ragazzine sì. Si rende conto della gravità di quello che sta succedendo? Ci sono insegnanti che in- dottrinano i bambini e li portano in piazza: un atteggiamento criminale!».


E lei si rende conto di quel che direbbero in Europa dopo una cura del genere? «In Italia torna il fascismo», direbbero.


«Balle, questa è la ricetta democratica:


spegnere la fiamma prima che divampi l`incendio».


Quale incendio? «Non esagero, credo davvero che il terrorismo tornerà a insanguinare le strade di questo Paese. E non vorrei che ci si dimenticasse che le Brigate rosse non sono nate nelle fabbriche ma nelle università.


E che gli slogan che usavano li avevano usati prima di loro il Movimento studentesco e la sinistra sindacale».


E` dunque possibile che la storia si ripeta? «Non è possibile, è probabile.


Per questo dico: non dimentichiamo che le Br nacquero perché il fuoco non fu spento per tempo».


Il Pd di Veltroni è dalla parte dei manifestanti.


«Mah, guardi, francamente io Veltroni che va in piazza col rischio di prendersi le botte non ce lo vedo. Lo vedo meglio in un club esclusivo di Chicago ad applaudire Obama...».


Non andrà in piazza con un bastone, certo, ma politicamente...


«Politicamente, sta facendo lo stesso errore che fece il Pci all`inizio della contestazione: fece da sponda al movimento illudendosi di controllarlo, ma quando, com`era logico, nel mirino finirono anche loro cambiarono radicalmente registro.


La cosiddetta linea della fermezza applicata da Andreotti, da Zaccagnini e da me, era stato Berlinguer a volerla... Ma oggi c`è il Pd, un ectoplasma guidato da un ectoplasma. Ed è anche per questo che Berlusconi farebbe bene ad essere più prudente».


CONFRONTO «Ieri un Pci granitico oggi Pd ectoplasma Perciò Berlusconi dev`essere prudente» [.]





 


 

giovedì 23 ottobre 2008

Senza pudore

Toro scatenato

Allora: per prima cosa sgomberiamo quei postacci dei centri sociali che non sono altro che covi di malfattori e fattoni. E che i camerati diano il buon esempio, sgomberando per primi (vedere sgomberata Casa Pound ammetto che è un bel sogno...)

Le guardie nelle scuole? Mah, si, no forse. Il SindacoDegliAltri tergiversa: «Bisogna garantire a tutti gli studenti la possibilità di scegliere liberamente. Bisogna garantire a tutti il diritto allo studio. Nessuno può negarlo. E poi nei cortei sono anche accaduti episodi di violenza. Gli studenti devono isolare i violenti». Come si faceva ai suoi tempi...
Insomma, la polizia magari no, ma secondo me una squadraccia a volto coperto potrebbe risolvere il problema.

I Rom che non sono stati ancora umiliati e cacciati a pedate dovranno andare (sempre a pedate, presumo) fuori dal raccordo, in fondo occhio non vede, cuore non duole.
E sti cazzi se ci sono bambini che vanno nelle scuole o uomini e donne che lavorano onestamente pur vivendo nelle baracche.

Ribadisco ancora una volta che ALEMANNO NON E' IL MIO SINDACO.

Il bue che dice cornuto all'asino

Il Vaticano è molto abituato ad interferire nelle faccende degli altri, ma non sopporta che qualcuno metta bocca nelle sue. Quindi considera un' inaccettabile interferenza la protesta di Israele contro la beatificazione di Pio XII.
"La beatificazione è un affare interno della Chiesa cattolica e le parole di Herzog sono un'ingerenza".
Ecco, anche le leggi su aborto, eutanasia, fecondazione assistita, diritti sono affari interni allo Stato Italiano, eppure questo non ha mai impedito alla chiesa cattolica di sfracassarci le palle con le loro prediche.
Com'era la cosa del non fare agli altri quello che non vorremmo fosse fatto a noi?

Regime (?)

Di fronte alle proteste degli studenti Berlusconi ha una sola risposta: manganello.
Dice che manderà la polizia nelle scuole e nelle università in agitazione:
"Non permetterò l'occupazione delle università. L'occupazione di luoghi pubblici non è la dimostrazione dell'applicazione della libertà, non è un fatto di democrazia, è una violenza nei confronti degli altri studenti che vogliono studiare".
E per i bambini cattivi la sola soluzione sono le botte.
Dice Berlusconi che la protesta è organizzata "dall'estrema sinistra, molto spesso, come a Milano, dai centri sociali e da una sinistra che ha trovato il modo di far passare nella scuola delle menzogne e portare un'opposizione nelle strade e nelle piazze alla vita del nostro governo".
Che poi non era lui che ha organizzato una manifestazione contro Prodi quando il governo si era appena insediato? C'è piazza e piazza, insomma, anche se gli mancano le palle per dirlo: "Manifestare è una possibilità della democrazia ed anche noi ne usufruimmo. Noi, però, manifestammo contro la pressione fiscale del governo Prodi. La manifestazione del 25 ottobre è solo contro il governo e non ha proposte. La piazza non è il posto migliore per fare proposte. Le proposte si fanno in Parlamento".

La strategia di Berlusconi è di esasperare lo scontro, così poi le manganellate potranno essere meglio giustificate.

mercoledì 22 ottobre 2008

Sovversivi

Famiglia Cristiana continua il suo meraviglioso viaggio verso il socialismo reale e non perde occasione di strigliare il governo, manco fosse l'inserto de L'Unità...
Ora è il momento delle "classi ponte", quelle che, isolando gli stranieri, garantiranno loro una piena integrazione.

«Il problema dell'inserimento degli stranieri a scuola è reale, ma le risposte sono criptorazziste, non di integrazione. Chi pensa a uno sviluppo separato in Italia, sappia che quel concetto in altra lingua si chiama apartheid, andata in scena in Sudafrica per molti anni».

Il termine "criptorazzista", però, mi trova in disaccordo.
"Cripto"significa "nascosto, coperto" e non mi pare poi tanto coperto il razzismo infame del governo in carica.

Domanda: la classe ponte vale anche per gli Inglesi, i Francesi, i Tedeschi e via così o solo per chi viene da condizioni di estrema povertà?

Alemanno Sgomberino

Il SindacoDegliAltri, che certo non brilla come primo cittadino, ha trovato il modo di farsi ricordare: più sgomberi per tutti. Si è iniziato ieri all'alba con l'Horus. La polizia è entrata in tenuta antisommossa, ma dentro non c'era nessun pericoloso sovversivo da picchiare. Comunque la perquisizione ha regalato 7 molotov e 17 fumogeni "perfettamente funzionanti, tanto che è stato necessario l'intervento degli artificieri". Arguzia "sorride", perché non ha dimenticato Genova e la Diaz. Il SindacoFascistaDegliAltri gongola: "Oggi cominciamo un lungo periodo di sgomberi". Arguzia "sorride" ancora, perché ricorda come andò quando si parlò di sgomberare il Villaggio Globale e perché si chiede che ne sarà di Casa Pound: il SindacoFascistaSgomberinoDegliAltri manderà a casa anche i suoi camerati?
La risposta agli interrogativi di Arguzia la da tale Giuliano Castellino, ex segretario romano della Fiamma Tricolore "Da quanto mi risulta non ci sono occupazioni di destra che non siano per emergenza abitativa, basti pensare a Casa Italia, Casa Pound e anche al Foro 753 a Boccea. Noi non molliamo". Mica come quelle zecche di merda che nei centri sociali si fanno le canne e basta.


http://horusoccupato.noblogs.org/

venerdì 17 ottobre 2008

Er core nostro è 'na capanna, core sincero, che nun te 'nganna...

Non la pensa evidentemente così Cristiano Bonelli, presidente del IV Municipio di Roma, An.
«Se decoro, igiene e sicurezza mi vengono domandate dai cittadini, io devo dare una risposta alla mia gente. Avrei fatto chiudere le fontane anche se fossero stati giapponesi o sudamericani a dare fastidio. Invece è capitato che fossero rom. Vorrà dire che andranno in qualche altra fontana a prendere l'acqua tanto sono nomadi, si spostano no?»
Solo che l'acqua è e dovrebbe continuare ad essere un bene comune, anche per i rom.  Non è che puoi farli morire di sete. Se ci sono problemi di ordine pubblico, si possono affrontare in modo diverso, senza botte, insulti e senza chiudere le fontanelle.

Ah, ovviamente il razzismo non c'entra. E manco il bullismo, per ovvie ragioni di età.
Quindi cos'è? Semplice stronzaggine?

giovedì 16 ottobre 2008

... e ci penseranno i superstiti*

Essì, il governo Berlusconi è strapieno di gente preparata per la carica che ricopre.

Oggi voglio soffermarmi su quel geniaccio della Prestigiacomo, quella che si mise a piangere per le quote rosa, quella che sfidò il suo partito parlando di aborto e fecondazione assistita, quella bella che però non ha mai fatto un calendario e detesta Furio Colombo manco fosse l'anticristo.

Dopo la memorabile esperienza alle Pari Opportunità, Stefania è ora Ministro dell'Ambiente.
Non si sa bene in base a cosa, ma visti i suoi colleghi non ci si può indignare più di tanto. E poi comunque (come dice lei) l'Ambientalismo è di moda e lei è talmente bella che sembra quasi una modella.

Comunque, lei si da parecchio da fare.
Ed eccola pronta a sfidare il mondo intero e le forze della natura: noi il protocollo di Kyoto non lo rispettiamo, non ce la possiamo fare. Meglio morire tutti insieme tra qualche anno che lavorare per lasciarci campare ancora un po', alla faccia degli ambientalisti allarmisti.
E i parchi sarebbe bene renderli privati e magari fare pagare l'ingresso, tanto perché la gente c'ha i soldi da buttare.
Per quanto riguarda i cacciatori, Stefania da bravo ministro dell'ambiente pensa anche a loro, che passano un sacco di tempo all'aria aperta: "ha deciso di modificare varie restrizioni introdotte dopo molte consultazioni dal decreto Natura del 2000. D'ora in poi, nelle zone di protezione e conservazione speciale, i cacciatori potranno arrivare con auto e gipponi agli appostamenti fissi, sparare a pernici bianche e morette e ancora per un anno usare i micidiali pallini di piombo, nonostante l'impegno a proibirli preso dall'Italia con la Commissione Ue."
E poi basta con queste energie rinnovabili! Nucleare alè alè! Che senso ha cercare soluzioni alternative se il nucleare lo conosciamo già?

Siamo in buone mani, non c'è che dire.


*Francesco Guccini


L'articolo completo è sull'Espresso.

mercoledì 15 ottobre 2008

Pure loro...

Quando Botteghe Oscure ha smesso di essere "Botteghe Oscure" ed è diventata solo una via del centro di Roma con una grande storia alle spalle, mi è dispiaciuto parecchio.
Niente più partito, tantomeno "comunista", niente più sinistra seria, niente di niente.
Ma era rimasta Rinascita e io ci andavo a comprare libri, dischi, biglietti dei concerti ed era come entrare in casa di amici. Non c'era quell'orrida sensazione di libreria-supermercato. C'erano i libri e c'era gente che sapeva aiutarti. Niente caffetterie e divanetti, solo libri e dischi. Una certezza.

Ma le cose belle finiscono e ora Rinascita chiude, per ristrutturazione, pare. Ma è probabile che non riaprirà più.

E' triste.

Classi separate

Basta classi miste: per aiutare i bambini stranieri a inserirsi nel mondo della scuola e nel paese nel quale vivono non serve farli stare coi loro coetanei, ma ghettizzarli in classi separate. Eppure io ho sempre creduto che il miglior modo per integrarsi fosse stare insieme agli altri, imparara da loro, con loro, insegnare quello che si sa, scambiarsi esperienze...

Dice che ci saranno delle «classi ponte che consentano agli studenti stranieri di frequentare corsi di apprendimento della lingua italiana, propedeutiche all'ingresso degli studenti stranieri nelle classi permanenti».

Domanda ingenua: ma se su, mettiamo, 5 ragazzini uno è rumeno, uno cinese, uno coreano, uno brasiliano e uno africano? Ci saranno 5 diverse classi? E i maestri chi ce li da se abbiamo deciso di mandarne migliaia a casa o negli uffici del turismo?

Grazie.

In questo paese (e in troppe altre parti del mondo) se provi a denunciare criminalil e conniventi, rischi di essere fatto fuori.
Saviano ha 28 anni, poco meno di me e l'ha fatto. Ha avuto il coraggio di sfidare i Casalesi, di raccontare la vita di Casal di Principe, degli affari sporchi della politica.
Il risultato è che vive sotto scorta, minacciato di morte, infamato ed esiliato dai conterranei che lo vedono come una minaccia.
A 28 anni non si può vivere così, ma è "stupido - oltre che indecente - rinunciare a se stessi, lasciarsi piegare da uomini di niente, gente che disprezzi per quel che pensa, per come agisce, per come vive". Solo che c'è bisogno di una pausa, di provare a vivere una vita normale.

"Voglio una vita, ecco. Voglio una casa. Voglio innamorarmi, bere una birra in pubblico, andare in libreria e scegliermi un libro leggendo la quarta di copertina. Voglio passeggiare, prendere il sole, camminare sotto la pioggia, incontrare senza paura e senza spaventarla mia madre. Voglio avere intorno i miei amici e poter ridere e non dover parlare di me, sempre di me come se fossi un malato terminale e loro fossero alle prese con una visita noiosa eppure inevitabile."

Dice di essere diventato una persona diversa per colpa della solitudine cui è costretto.

Io vorrei solo dirgli grazie, perché se uno sacrifica tutto se stesso per la verità, per raccontare e denunciare, va ringraziato.

martedì 14 ottobre 2008

Che tristezza...

Ho visto il siparietto di Berlusconi dall'amico George, il "grandissimo presidente", quello che verrà ricordato come tale dai libri di storia (ovviamente non quelli marxisti che vogliamo e dobbiamo bruciare al più presto sulla pubblica piazza).
Quello che non guarda in faccianessuno se c'è da portare la democrazia, manco le donne e i bambini.
Quello che se una città affoga se ne sa sbattere il culo perché non è che possiamo fare tutto noi, che diamine. Quello che se si sveglia la mattina fa scoppiare una guerra che ci farà fuori quasi tutti, ma quelli che resteranno saranno liberi, felici e vivranno nel benessere.

«Bush è un uomo di grandi principi, grandi ideali, grande visione, ma soprattutto uno che ha il coraggio di perseguire questa visione. In lui non ho mai visto il calcolo del politico, ma la spontaneità e la sincerità di colui che crede in quello che fa. Mi è stato facile condividere le decisioni di Bush fondate sull'amore della libertà, la democrazia e il rispetto per gli altri».
E in nome dei grandi principi e grandi ideali lascia morire con animo sereno migliaia di persone, in nome della libertà imprigiona e in nome della democrazia bombarda.

«Continueremo a restare al vostro fianco finché i nemici della libertà, che non hanno alla base delle loro decisioni l'amore, non saranno completamente sconfitti».
A suon di schiaffoni tutto il mondo sarà libero e pieno di amore. Una specie di comune hippy.

Berlusconi era come un bambino felice, tutto sorrisi e abbracci. Ha distrutto il "pulpito" da cui predicava il suo servaggio e si è giustificato con un sorriso "ecco a cosa può portare l'amore"...
Diosanto, che figura di merda.
Se già il mondo ci percula, quest'uomo farà in modo che ciò continui nei secoli dei secoli.

Servo dei servi dei servi.

lunedì 13 ottobre 2008

Ma se c'è Dio*



Ci dicono che Eluana Englaro sta morendo. Sabato le sue condizioni sono gravemente peggiorate a seguito di un’emorragia interna improvvisa. Eluana sta morendo perché non era morta prima. Come invece avevano voluto farci credere in nome di un’ideologia che persegue la morte come immagine speculare della salute dei vivi. Eluana Englaro, inchiodata al suo letto da diciassette anni, era certamente inguaribile, ma era viva. Era nata come tutti per morire. Non è mai abbastanza la compassione per giudicare questo caso che ha generato inquietudine e giurisprudenza. Ma qui ha perso il progetto moderno che vuole togliere alla morte la sua storia, il suo tempo, separarla dalla vita per farne un astratto tabù. Invece di adottare una soluzione di soccorso, di argine al peggio, all’irrimediabile, ci si era avviati verso la morte con la severità delle sentenze e del linguaggio dei tribunali.


Eluana ha deciso di lasciare questo mondo da sola, come a voler indicare a tutti la differenza incolmabile fra il coma, lo stato in cui i vivi ansimano nel tragico, e la morte che è un inarrestabile raffreddamento, l’uscita dal tempo della vita. Forse la pietà vuole che di questa tragedia non si potesse scrivere un finale legale, scientifico e burocratico. Forse è stato questo il testamento biologico di Eluana Englaro.



Io non riesco a capire come si possano scrivere cose simili, di fatto insultando e giudicando il padre di quella ragazza. Facendo di quell'uomo un mostro che vuole uccidere sua figlia a tutti i costi.



*Rino Gaetano

Nessuno pensa ai bambini?!

Povere creature innocenti e inconsapevoli, con quei genitori comunisti e antiogovernativi che li costringono (con le botte e le minacce, ne sono certa) ad andare alle manifestazioni.
Non lo sanno questi genitori degenerati e cattivi che i bambini possono andare solo al Family Day, da Vespa ad applaudire la Gelmini o dalla De Filippi a cercare il dialogo con mammà?
Che diamine!

Meno male che c'è ancora gente seria e attenta nel nostro triste paese: Paolo Granzotto sul Giornale fa una domanda scomoda per la quale tutti ci aspettiamo una risposta rapida e convincente: "Ma il Telefono Azzurro, cosa ci sta a fare?"

"E il Telefono Azzurro, zitto. E nessuna «coscienza critica della nazione », nessun esponente della società civile, nessuna Alta Autorità Morale, nessuna Unicef, nessuna delle migliaia di Ong o Onlus che affermano d'aver in cima ai propri pensieri l'infanzia e i suoi diritti, apre bocca per denunciare la scandalosa, la ributtante strumentalizzazione di bambini ai quali non solo hanno scippato il girotondo, ma sono trascinati in piazza, a marciare e contestare concetti - la scuola classista! - dei quali giustamente ignorano il significato. Che razza di genitori hanno quelle disgraziate creature?"

Si! Bravo! Via la patria potestà!

"Ma che cos'è questa insana fregola di mobilitare i fanciulli, incolonnarli e farli sfilare una volta per dire no alla mafia, l'altra per dire no alla guerra, l'altra ancora per dire no agli Ogm o alla «scuola classista»?"

Infatti! Nessun genitore dovrebbe mai far sfilare il figlio contro la guerra, perché la guerra "è bella anche se fa male" o contro gli Ogm, che poi secondo me fanno crescere sani&forti.

Sono cattiva

Si, sono una brutta persona.
E' che non riesco a piangere un filonazista, razzista, fascista. Proprio  non ce la faccio.

E poi quando venne a Roma a regalare l'alberello di natale al papa io ero lì a dire che non ce lo volevo. E c'ho preso un bel po' di legnate.

Orgoglio Rosso

Ci siamo!




























Trecentomila,  duecentocinquantamila...
Comunque tantissimi, fieri, rumorosi.
Un bel corteo, pieno di bandiere rosse.
E tanti ragazzi, quelli che si ribellano allo sfascio voluto dalla Gelmini. E vecchi comunisti che dicevano che "tante bandiere così non si vedevano da troppo tempo".
L'ArgutoZioR ha detto "oggi è l'orgoglio comunista".

Il corteo sembrava non finire mai, sono stata quasi due ore ferma alla fine di Via Cavour ad aspettare l'ultimo spezzone e poi di nuovo in marcia verso la Bocca della verità.
Esausta, sono andata a firmare a Piazza Navona.

L'opposizione c'è, anche se non in Parlamento.
Ora bisogna evitare di buttare al cesso le proposte e le speranze di tutti noi.





Silvia!
Silvia, un bel po' di male parole le ho urlate anche per te.











































venerdì 10 ottobre 2008

Giuliano, mi manchi!

"L'aborto potrebbe tornare ad essere illegale. Se sarà così, migliaia di donne moriranno soffrendo e in solitudine, sia per gli aborti illegali, sia per gli aborti che si procureranno da sole. Le donne povere soffriranno più di tutte, e si registrerà tra loro una più alta mortalità. Il racket dell'aborto intascherà migliaia di dollari, e i medici coscienziosi (comprese le donne che vogliono aiutare altre donne) si esporranno e finiranno -o rischieranno di finire- in prigione"

Adrienne Rich, "Nato di Donna" (1976)
Introduzione del 1986

La cosa impressionante è l'attualità di quello che sto leggendo.

giovedì 9 ottobre 2008

Arguzia&l'eutanasia

C'è tutto questo gran parlare di eutanasia.
Alcune persone diventano quasi un simbolo del sacrosanto diritto a una morte decorosa, su altre ci si accanisce senza alcun pudore e "carità" (tipo la donna incinta di Genova, che fu tenuta in vita per far nascere il bambino. Sirchia blaterava qualcosa sul diritto alla vita del nascituro decidendo di fatto che la donna -in generale e non nel particolare- non è altro che un contenitore di carne).

Io non so cosa voglia dire avere una persona cara in quelle terribili condizioni, ma so che quando la mia amatissima Nonna è morta, ho pensato "meno male". E l'amavo, tantissimo. Al punto che vederla soffrire mi faceva più male che pensare che non l'avrei vista mai più, che non avrei più dormito sulle sue gambe mentre guardava Sentieri, che non mi avrebbe più presa in giro e non avremmo riso insieme.
Nonna è morta di vecchiaia, più o meno, il suo caso non ha nulla in comune con quello di una ragazza giovane in coma da più di un decennio. Ma se mi avessero detto che avrei potuto continuare a vederla come vegetale, io non avrei avuto dubbi: avrei preferito lasciarla morire in pace.

Io credo che noi siamo ciò che siamo perché pensiamo, parliamo, interagiamo con chi ci circonda. Sono le relazioni che stabiliamo col mondo esterno che ci rendono "persone".
Cosa resta quando tutto questo non c'è più? Cosa diventiamo?

Provo a pensare a quello che vorrei io, che non sono niente di speciale, solo una persona come moltissime altre.
Amo leggere e nuotare. Mi piace parlare con la gente per la strada, vedere chi passa mentre bevo una cosa seduta al bar. Mi piace il mare e bere birra col mio Amico parlando di mille stronzate che capiamo solo noi.
Amo girare sola per Roma col mio motorino e andare al cinema al primo spettacolo. Mi piace ascoltare la musica, ballare, starmene svaccata sul divano a rincoglionirmi di tivvù.
Cosa sarei senza tutto questo?

Dicono che la vita vada difesa "dal concepimento e fino alla fine naturale". Ma cosa c'è di "naturale" in una macchina che respira per te? Cosa c'è di naturale in un sondino che ti nutre? Nel non potere interagire con gli altri?

DuePesiDueMisure

Insomma, se sei un grande manager che ha messo in mutande centinaia di persone ti salvi.
Se invece sei un senegalese che parcheggia in divieto di sosta, ti fanno sdraiare per terra e ti mettono le manette.

Dio, come mi sento sicura in questo paese.

"Imparare il Judo con Putin"

Aspetto con ansia e crescente curiosità la risposta di Sivio.

"Imparare a cantare sulle navi e poi fare il presidente del consiglio con Silvio"
"Imparare a cercare un bravo stalliere con Silvio"
"imparare a farsi gli amici giusti con Silvio"
"Imparare a farsi fare favori sessuali con Silvio"

mercoledì 8 ottobre 2008

A grande richiesta

Via Cavour







Effettivamente della manifestazione contro il razzismo di Sabato s'è parlato poco o niente.
Dunque...
Comincio la giornata leggendo della donna africana umiliata in aeroporto. Leggo qua e là qualche dichiarazione,  storie di ordinario razzismo, ma informazioni sul corteo niente (ed era L'Unità...).
Comunque, sfido la pioggia e mi avvio.
Tanta gente nonostante il freddo e l'acqua e soprattutto nonostante il silenzio.
Ho pensato che non solo la destra, ma forse anche una parte della "sinistra" ha voluto far fallire la manifestazione.
Era pieno di ragazzini, età media veramente bassa, cosa che mi solleva: non solo bulli, insomma, alla faccia di chi attacca le pippe sui giovani d'oggi.
Facce colorate: ragazzoni neri bellissimi con tutti i colori dell'arcobaleno sulla faccia, idem i giovani bianchi.
Gli slogan hanno ricordato ai più "distratti" che il sangue è sempre rosso e che l'unica identità "è la nostra umanità". I cartelli parlavano di diritti e accoglienza.

Note di folklore: un cinese che sfilava chiedeva ai suoi connazionali di uscire dai negozi di Via Cavour (che poi ovviamente io non ho capito che stava dicendo, ma dai gesti si capiva lo stesso).
Alcuni hanno sorriso e sono usciti ad applaudire, altri sono rimasti sulle porte incuriositi.
Un barista mi ha chiesto se c'erano anche clandestini nel corteo, gli ho detto che non ero andata in giro a fare il sondaggio, ma che clandestino non vuol dire delinquente e quindi non aveva importanza. Mi ha guardata perplessa, ma mi ha augurato "buona passeggiata".

Bello.




Una sola umanità

Dubbi

Mentre alla Camera si mette la fiducia sulle meravigliose idee della Gelmini (quelle che, ad esempio, lasceranno a casa migliaia di persone perché di maestri/professori ce ne sono troppi), l'Unione Europea dice che ha dei "dubbi".

"Pare" che gli insegnanti di religione siano assunti in base alla fede, col via libera del vescovo e l'Italia dovrebbe chiarire questo fatto. Insomma, è come se per insegnare francese nelle scuole PUBBLICHE italiane si dovesse chiedere cosa ne pensa Sarkozy.

La cosa va avanti fino dal 1929 (i Patti Lateranensi), solo che in Europa ci sono regole che vietano ogni discriminazione in base al credo religioso. Quindi tecnicamente dovrei potere insegnare religione anche io, che sono atea&senzadio, la sola norma dovrebbe essere la competenza.

Per diventare insegnante noi comuni mortali dobbiamo fare un corso di abilitazione, vivere decenni da precari e poi sperare di diventare di ruolo. Se invece vuoi insegnare religione c'è bisogno di alcuni requisiti professionali e soprattutto della nomina da parte del vescovo. Quindi di fatto noi atei&senzadio, gli hindù, i musulmani, gli ebrei, gli animisti e via così non potremo mai insegnare religione nelle scuole PUBBLICHE italiane.
Eppure credevo che l'insegnamento della religione nella scuola fosse altro dal catechismo... mah.
E poi c'è pure il fatto che un professore di religione guadagna di più di uno di latino e greco, non si sa in base a cosa.

Il mio timore è che questa storia finirà nella polvere come il dossier sugli sgravi fiscali concessi alla Chiesa dallo Stato Italiano.

venerdì 3 ottobre 2008

Pora Daniela

Dice che ieri ad Annozero ha passato momenti bruttissimi, che è ancora scossa.
Gad Lerner ha "alzato il livello dello scontro", ricordando che lei è quella che disse che i clandestini li vuole prendere a calci nel culo e poi qualcuno del pubblico l'ha insultata: «Nella pausa pubblicitaria sono piombati da me, mi hanno insultata: "bastarda, delinquente, figlia di puttana, troia", con una tale violenza verbale che sono stata incapace di reagire sul momento».
Che poi come fanno a vivere questi clandestini, tutti col macchinone e pieni d'oro? C'è il rischio di un razzismo al contrario, altrochè.
(Carina sta cosa del razzismo al contrario, ci pensavo stamani mentre mi lavavo i denti).




clan|de|stì|no
agg., s.m.
AU
1a agg., fatto di nascosto, in segreto, spec. di ciò che viola le leggi vigenti o non ha l’approvazione di un’autorità: pubblicazioni clandestine, lotta clandestina, movimento c., bisca clandestina; lotto, totocalcio c., gestito illegalmente da privati invece che dallo stato
1b agg., coppia clandestina, amanti clandestini, coppia di amanti che si incontrano di nascosto perché tradiscono i rispettivi partner
2 agg., s.m., che, chi vive o si trova temporaneamente in clandestinità: immigrato, lavoratore c., che ha passato una frontiera illegalmente per trovare lavoro | che, chi è imbarcato di nascosto, senza regolare biglietto, su una nave o un aereo: passeggero c., c’è un c. a bordo | estens., che, chi viaggia su un mezzo di trasporto senza pagare


Che non significa necessariamente "delinquente":

de|lin|quèn|te
p.pres., agg., s.m. e f.
1 p.pres. ⇒delinquere
2a s.m. e f. TS dir., chi commette o ha commesso un fatto previsto dalla legge come delitto
2b s.m. e f. FO chi commette azioni illecite o criminose: arrestare un d., fermare una banda di delinquenti
3 s.m. e f. FO estens., persona malvagia o disonesta, mascalzone: avere un’aria, una faccia da d., agire, comportarsi da vero d. | fam. o scherz., briccone, birbante: quel ragazzino è proprio un d.!
4 agg. BU lett., colpevole: un gesto d.



Questo giusto perché, come disse Nanni Moretti, "le parole sono importanti".

NO AL RAZZISMO

Alla vigilia della manifestazione del 4 Ottobre contro il razzismo, apro il giornale e dopo l'aggressione a Milano, a Roma, a Ciampino e via discorrendo, leggo finalmente una buona notizia: Gentilini è indagato per odio razziale.

Lo vedrei bene a stendere l'asfalto, ma temo resterà un mio sogno.

Comunque, domani tutti in piazza, perché se l'Italia è un paese razzista, IO non lo sono e vado a dirlo a tutti.


http://4ottobre2008.bloog.it/

Finalmente!

Benedetto ha smesso di sfracassarci le palle sull'opportunità di morire tra dolori atroci, in una condizione che di umano e naturale ha veramente poco, per ricordarci che non dobbiamo usare metodi contraccettivi, perché così si snatura il senso ultimo del matrimonio che, per chi non lo sapesse NON E' condividere la vita con la persona che si ama, ma figliare, figliare, figliare.

Ecco, sto già meglio.

giovedì 2 ottobre 2008

Facce come il culo




LiberoLiberoLibero










Sulla scia di Gattaccio, tanto per far vedere chi è che si scandalizza per la vignetta di Biani, trovandola inopportuna, volgare, pericolosa.
E non mi sono nemmeno sbattuta troppo a cercare altre immagini, ma basta una ricerca rapida su google.


GuerreGiuste


Maestra, lo vedi Walter?


Povero Silvio, lui non fa niente, ma ci va sempre di mezzo.
Lui non insulta mai nessuno e tutti gli danno continuamente addosso.
E poi non si possono mica insultare così le istituzioni, cribbio!
E non ha mai detto che Veltroni è inesistente: è che come al solito le sue dichiarazioni vengono travisate e stravolte dalla stampa comunista.

Comunque, Travaglio ha fatto quello che ho iniziato a fare io ieri, quindi copio e incollo da Carta Canta, così non faccio la fatica di andarmi a cercare le esternazioni di Berlusconi.

"Prodi s'è salvato grazie all'amnistia e alla modifica dell'abuso d'ufficio. Quelle sì che furono leggi ad personam, quando lui doveva rispondere davanti a un gip dei finanziamenti che le sue Partecipazioni statali davano alla Dc".
(Silvio Berlusconi, 21 gennaio 2006. Per la cronaca, diversamente da Berlusconi, Prodi non s'è mai salvato per amnistia da alcun processo).

"Il passatempo di Prodi era svendere aziende pubbliche al suo amico De Benedetti".
(Silvio Berlusconi, 4 febbraio 2006).

"Per Prodi si è usata la stessa tecnica di Lenin e Stalin: quella dell'utile idiota: si prende una persona, la si mette lì e ci si nasconde dietro...".
(Silvio Berlusconi, La Stampa, 15 aprile 1995).

"Prodi è una foglia di fico".
(Silvio Berlusconi, 6 febbraio 1995).

"Prodi? Un leader d'accatto".
(Silvio Berlusconi, 22 febbraio 1995).

"Le ricette economiche di Prodi, quello che dovrebbe essere il leader delle opposizioni, sono risibili. Siamo a livelli di comicità pura".
(Silvio Berlusconi, 10 marzo 1995).

"Quelli del ribaltone, non sapendo a che santo votarsi, si sono attaccati alla faccia larga e paciosa di un dottor Balanzone - ero incerto se chiamarlo Giocondo - di un vecchio manager delle partecipazioni statali che si candida a leader".
(Silvio Berlusconi, 27 marzo 1995).

"Prodi è usato dai comunisti. E' di facciata, di comodo, è uno specchietto per le allodole, ma comanderà D'Alema".
(29 aprile 1995).

"Come fa uno come me che ha preso 10 milioni di voti e rappresenta il 50% degli italiani a mettersi sul piano di uno come Prodi che è stato solo il dinosauro di De Mita e il lottizzatore dell'Iri?".
(Silvio Berlusconi, 11 giugno 1995).

"Prodi è un burattino di D'Alema".
(Silvio Berlusconi, 2 settembre 1995).

"La Bindi e Prodi sono come i ladri di Pisa: litigano di giorno per rubare insieme di notte".
(Silvio Berlusconi, 29 settembre 1996).

"Il popolo sceglierà se farsi governare dal Polo e restare in Europa, oppure se farsi condurre sul pullman di Prodi verso il Nord Africa e magari verso un regime di sinistra capace di calpestare le leggi e i diritti dei cittadini".
(Silvio Berlusconi, 23 ottobre 1995).

"Il governo Prodi si comporta come il governo Mussolini quando chiese i pieni poteri nel 1926, e fu dittatura per vent'anni".
(Silvio Berlusconi, Ansa, 13 novembre 1996).

"Questo è un governo rosso shocking. Un esecutivo sempre più schiacciato verso sinistra con un Dna di Mosca".
(a proposito del governo Prodi, 16 ottobre 1997).

"Non mi sembra che certi simboli facciano migliorare la politica. Vale anche per l'Asinello: se proprio dovevano pescare nella Walt Disney, allora meglio la Banda Bassotti".
(Silvio Berlusconi a proposito del simbolo del nuovo partito prodiano dei Democratici, la Repubblica, 17 marzo 1999).

"Prodi è una maschera dei comunisti".
(Silvio Berlusconi a "Porta a Porta", 22 maggio 2003).

"Di Prodi penso tutto il male possibile".
(Silvio Berlusconi, Corriere della Sera, 1° dicembre 2004).

"Prodi in Europa ha remato sempre contro l'Italia coi figli, nipoti e nipotini rimasti qui".
(Silvio Berlusconi, il Giornale, 23 marzo 2005).

"Prodi è bollito".
(Silvio Berlusconi, 1° dicembre 2005).

"Prodi è una minestra riscaldata".
(Silvio Berlusconi, 19 dicembre 2005).

"Prodi ha svenduto la lira in cambio dell'euro".
(Silvio Berlusconi, 12 dicembre 2005).

Le donne brutte tutte a casa

Quindi Ramona Badescu sarà consigliere del SindacoDegliAltri...
Va bene, basta essere Rumena per avere qualcosa da dire sul delicato tema della sicurezza della città. Va bene, lei è laureata e paga le tasse in Italia.
Anche io, ma a me manca qualcosa. Fino ad oggi  non capivo. Pensavo di non essere abbastanza colta, abbastanza intelligente, abbastanza preparata.
Invece no. Il mio problema è la mancanza di gnoccheria.

«Io penso che una donna bella ha il dovere davanti a Dio di dare più degli altri, perché è stata fortunata e ha avuto tanto. Anzi, io metterei solo donne belle al potere, perché hanno una marcia in più».

Ecco perché nonostante una laurea e una discreta "cultura generale" io faccio l'impiegata a 1000€ al mese e non sono e non sarò mai al potere.

O forse potrei farmi consigliare dal presidente del consiglio un buon chirurgo plastico.

mercoledì 1 ottobre 2008

Apologia del fascismo

Non ce ne siamo accorti solo noi e le stronzate di Abbiati hanno se non altro avuto il merito di accendere (?) il dibattito.
I giovani di destra si tatuano la svastica, il gladio, il fascio littorio e nei mercatini spopolano i gadget fascisti. Qualcuno (tipo a Leonessa, Rieti quest'Estate), mette un cartello che recita più o meno "Non è politica, ma collezionismo" tra un'aquila nazista e un mascelluto Mussolini.

Eppure esiste la Legge Scelba, che trale altre cose vieta l'apologia del fascismo. Inoltre la Legge Mancino
La legge condanna anche "chi diffonde in qualsiasi modo idee fondate sulla superiorità o sull'odio razziale o entico, ovvero incita a commettere o commette atti di discriminazione per motivi razziali, etnici, nazionali o religiosi".  Viene spontaneo chiedersi allora cosa ci facciano liberi e felici personaggi come (e cito giusto i primi che mi vengono in mente) Borghezio o Gentilini.
E proprio per questi motivi la Lega e la destra chiedono a più riprese di abolirla.

Io conosco la storia, ho ascoltato, letto, studiato, quindi, a differenza del SindacoDegliAltri, condanno il fascismo come male assoluto fin dal suo primo apparire. A proposito, vorrei chiedere al SindacoDegliAltri se le squadracce che hanno ammazzato Matteotti facciano parte del male relativo o di quello assoluto...
Comunque, vorrei sedermi a un tavolo con uno di questi ragazzini che girano col faccione del duce tatuato e chiedere di raccontarmi qualcosa sulla storia d'Italia dal 1919.
Così, senza pregiudizi, giusto per sapere.
ha introdotto una norma che dovrebbe permettere di punire chiunque "in pubbliche riunioni compia manifestazioni esteriori od ostenti emblemi o simboli propri o usuali delle organizzazioni, associazioni, movimenti o gruppi" fascisti o razzisti. E' stato grazia a questa legge, ad esempio, che è stato possibile punire quei tifosi che allo stadio sventolavano la bandiera col fascio littorio.