venerdì 28 novembre 2008

Consumiamo

Ieri ad AnnoZero Della Valle ha detto più volte che non bisogna demonizzare il concetto di consumo, perché se si consuma l'economia ci guadagna, le imprese producono e tutti stiamo meglio.
Perfetto, giustissimo. Ma solo sulla carta.

Ora, io sono fortunata: guadagno 1120 € al mese, ho un contratto, le ferie e la malattia pagate, la tredicesima e soprattutto non ho una famiglia da mantenere.
Ma ho comunque delle spese.
Innanzi tutto ci sono 650 € al mese di affitto, le bollette, la benzina, il cibo.
L'assicurazione del motorino lo scorso anno mi è costata 532,50 €, poi c'è il bollo, le tasse dell'università, i libri.
Io vorrei consumare, giuro.
Vorrei accendere un mutuo, ma ho fatto un paio di calcoli e viene fuori una rata di 700-800 € che decisamente non posso permettermi.
Comprerei volentieri una macchina, ma a parte il costo del mezzo (ovviamente usato, ma in condizioni decorose) c'è l'assicurazione e pure lì sono dolori.

Se non ce la faccio io che sono sola, con che faccia si chiede a chi ha solo uno stipendio per mantenere una famiglia di consumare?

lunedì 24 novembre 2008

Ciao Sandro

Curzi mi piaceva.
Mi piaceva come giornalista e mi stava pure simpatico.
Il giorno dei quadri della maturità mi aveva fatto i complimenti per il voto, ma era solo per perculare suo nipote che veniva a scuola con me.

Sono stata alla Camera Ardente in Campidoglio ieri.
E volevo dirgli ciao un'altra volta qui.

Fatalità

Dice Berlusconi che se te muori a 17 anni perché la tua scuola ti crolla addosso è una fatalità (dopotutto lui disse che Carlo Giuliani morto era stato un "imprevisto" o qualcosa del genere).
Io, che sono molto più terra-terra, penso sia omicidio. Perché ci sono cose su cui non si può in alcun modo risparmiare e la sicurezza delle scuole è ai primi posti.
Alle medie andavo in uno dei quartieri più belli e ricchi di Roma. La mia scuola era una palazzina elegante, un gioiello vista da fuori.
Solo che potevamo uscire dalle aule a turni, perché le scale non ci avrebbero retto tutti. E quel bel terrazzo al secondo piano, il terrazzo della mia aula di III media, era inagibile.
Eppure eravamo in pieno centro. Eppure tra i miei compagni di classe c'erano figli di ricchi professionisti.
Posso solo immaginare come possano essere certe scuole di periferia.

Incazzata sciolta

Incazzata sciolta

Così mi ha definita una donna di noidonne mentre sedute alla fontana di piazza Esedra aspettavamo la partenza del corteo.

 

Sono arrivata all’Esedra e ho pensato che eravamo poche, ma poi la gente ha cominciato ad arrivare e altre donne si sono unite al corteo strada facendo.
Alla fine eravamo circa cinquantamila. Non male per un corteo autorganizzato.


Lo spezzone più bello era senza dubbio quello di Action-a: donne di tutti i colori che sfilavano per i diritti di tutte.

Un corteo che ha voluto ricordare ancora una volta che la violenza sulle donne -non lo si ripete mai abbastanza- non è una questione di ordine pubblico. Le donne vengono violentate umiliate e uccise dai loro padri, dai mariti, i compagni. Purtroppo non basta evitare i luoghi isolati e restare in casa la sera: l’assassino ha le chiavi delle nostre case. Vive e lavora con noi e non viene da lontano.

Eppure è proprio sul corpo delle donne che si sono giocate le ultime campagne elettorali.

 

Una cosa sola di quel bel corteo non mi ha trovata d’accordo: l’eccessiva connotazione sessuale.

Il mio essere eterosessuale non mi rende meno donna di una lesbica.

Se mi depilo e provo piacere nel fare l’amore con un uomo non è perché non ho mai conosciuto l’amore vero e sono vittima del patriarcato. Il patriarcato mi rende vittima in altro modo: impedendomi di fatto di fare carriera, di arrivare alle massime cariche politiche, impedendomi di essere pagata quanto un uomo, obbligandomi a dimostrare di valere  quanto (spesso più) di un collega maschio.

Essere eterosessuale non mi rende una donna meno capace di portare le proprie richieste, di protestare e non mi rende immune da violenze e umiliazioni.

Non so quanto questo battere sulla identità sessuale possa aiutarci in una lotta politica.

lunedì 17 novembre 2008

17 Novembre

Corteo faticoso per me quello del 17.
Sono arrivata puntuale alle 9 con la mia amica S alla Bocca della Verità.

Palloncini e bandiere rosse della CGIL ovunque.

E precari, studenti, professori.

Ho anche rivisto N, che studiava Filosofia con me e che per due anni non ha avuto il dottorato che le spettava di diritto. N è stata fortunata, se non altro è rimasta in Italia. Ok, non ha una lira, piglia uno stipendio inutile, ma almeno è rimasta qui a fare (più o meno) quello che le piace.

Comunque, il corteo è partito in ritardo, ma festante.

Pure il tempo è stato clemente.


Sulla strada abbiamo incontrato diversi compagni di Università, dottorati e dottorandi rigorosamente intelligentissimi e molto molto precari.

S mi ha aggiornata su chi è partito e guadagna bene all’estero facendo quello che qui pare una bestemmia: studiando e insegnando. C’è chi guadagna soldoni a Berkley, chi a Manchester e chi è ormai da parecchi anni in Francia e Danimarca.

Poi ci sono quelli che invece hanno rinunciato. A va in Inghilterra a fare non si sa cosa, dopo essersi laureato e dottorato col massimo dei voti e aver passato gli ultimi anni a insegnare italiano agli stranieri per due lire. Un altro invece fa il cameriere, nonostante una laurea ottima, perché di fare marchette s’è rotto.


A Largo Argentina abbiamo incontrato l’Amico P e con lui abbiamo raggiunto il corteo degli studenti a Piazza Venezia. Qualcuno ha sentito che la polizia diceva che c’erano “scudi di plexiglas”. Gli scudi c’erano, ma erano quadrati di gommapiuma con su i titoli dei grandi libri della letteratura mondiale. Chissà quanti ne conosce Beata Ignoranza. C’era anche il kamikaze, con una cintura di pericolosissimi libri pronta ad esplodere.


Per un momento un gruppo non proprio bello ha aggirato il corteo e ne ha guadagnato la testa. Pare volessero entrare a Via del Corso per poi andare a Montecitorio. Nessuno gli ha dato troppo peso e tra canti, balli, male parole e spettacoli teatrali il corteo è continuato.

Arrivati a Corso Rinascimento qualcuno chiedeva di infilarsi nei vicoli dietro al Senato, forse di nuovo per raggiungere da dietro Montecitorio.

Noi, comunque, siamo entrati a Piazza Navona per la fine del comizio dei sindacati.

Io e S abbiamo deciso di tornare verso casa, ma la musica e gli slogan ci hanno fatto tornare indietro, quindi da Campo de’Fiori siamo tornate a Largo Argentina, dove c’era ancora una lunga coda del corteo che sfilava. Siamo rimaste sedute a guardare per un bel po’: non finivano mai.
E nonostante la stanchezza e la fame, abbiamo deciso di continuare. Siamo andate a Via del Plebiscito, ma anche se eravamo due ragazzette per niente pericolose, non ci hanno lasciato passare sotto casa del nano. Abbiamo comunque “salutato” Berlusconi e siamo arrivate a Via del Corso.
Bellissima Via del Corso, finalmente purificata dalle auto blu e dai coatti del sabato pomeriggio.

Abbiamo “bivaccato” e curiosato con gli altri, abbiamo anche beccato Pannella, che forse si aspettava un’altra accoglienza, visto che al suo passaggio s’è alzato un coro “e Pannella ha rosicato, e Pannella ha rosicato!”.

Ci siamo unite a un altro “corteo” fino a Piazza Venezia e poi dietro al carro di Roma Tre dai Fori Imperiali fino al Circo Massimo.

Sono tornata a casa stanchissima e felice. Alla faccia della Gelmini, che ci crede dementi strumentalizzati. E alla faccia dei quattro fasci stelli che sotto al ministero della PUBBLICA (lo scrivo maiuscolo perché qui pare che lo si voglia dimenticare) Istruzione hanno “portato solidarietà” al ministro contro “la dittatura del ‘68”.

Come hanno detto dal palco di Piazza Navona e come ripetono da mesi gli studenti, i precari, i ricercatori e i professori, non è che l’inizio.

mercoledì 12 novembre 2008

I preti mi hanno rotto i coglioni

Tempi duri, per il Vaticano.
Sono circondati da assassini miscredenti.

Negli USA Obama parla di ricerca sulle staminali, in Italia finalmente si riconosce il diritto ad una morte dignitosa a Eluana Englaro.
Un casino, insomma, tocca correre ai ripari.
E si comincia proprio con l'abbronzato Obama: no all'uso di cellule staminali embrionali, anche se con i risultati delle ricerche si potrebbero salvare migliaia di vite.
E tu, caro signor Englaro, falla finita! Tua figlia deve morire secondo natura, cioè attaccata a un respiratore e alimentata artificialmente.

venerdì 7 novembre 2008

Gasparri (ancora)

«Ogni polemica in politica è ammissibile entro limiti accettabili ma l'affissione sui muri di Roma di migliaia di manifesti del Pd con la foto del presidente dei senatori del Pdl, Maurizio Gasparri, con volgari invettive polemiche, segna un allarmante e inaccettabile imbarbarimento del confronto politico. Siamo tutti abituati ad un confronto a volte aspro, ma questa volta si è passato il segno, quasi come una forma di istigazione alla violenza, additando Gasparri come un nemico da colpire».
L'ha detto La Russa.

Io i manifesti li ho visti.
C'è il faccione sveglio di Gasparri col fumetto che dice "con Obama Al Quaeda è contenta" e una scritta rossa: VERGOGNA.
Ecco, non mi pare ci sia scritto "Picchiate questo idiota". Magari controllo meglio.


Per non sbagliare, comunque, Gasparri ha strappato i manifesti che ha trovato sulla strada.

Carfagna

Ieri guardavo Blob.
Fede intervista la Carfagna e le chiede cosa pensi di Obama presidente.
Lei: guardi, io mi sono commossa, emozionata... bla bla bla... lei ha fatto il paragone con Berlusconi... si, Obama è come Berlusconi.

Ecco.
Uno certe cose manco le riesce a commentare più.

Carinerie

"Te sei un brutto nano maledetto".
E che non ci siano imbecilli che dicono che sono razzista, eh?
Ognuno è carino a modo suo.

mercoledì 5 novembre 2008

Rho (Milano), 12:42

Sparo sulla croce rossa

Gasparri...
No, non mi metterò qui a scrivere che Gasparri è L'Imbecille, non ne ho bisogno.
Per capire la sua stupidità basta ascoltare le sue dichiarazioni.
Per esempio quelle sull'elezione di Obama:
«Credo che l’Europa debba ora assumersi maggiori responsabilità perchè non sappiamo cosa farà il nuovo presidente degli Stati Uniti. Difendiamoci da soli dai pericoli che incombono su di noi»
«Sulla lotta al terrorismo internazionale dovremo vedere Obama alla prova, perchè questo è il vero banco di prova: gli Stati Uniti sono la democrazia di riferimento per quanti vogliano affermare i valori della libertà minacciati dal fondamentalismo e dal terrorismo islamico. Su Obama gravano molti interrogativi: con Obama alla Casa Bianca, Al Qaeda forse è più contenta»

Ora se Obama lo bombardasse, io non lo so se tirerei fuori la mia bandiera della pace.

Pimpami la storia*



Bella prof, che schifo Garibaldi, vestito dai saldi, peloso come Garfield. Via la camicia rossa e dagli una t-shirt Trussardi su jeans Cavalli. Sulla faccia lenti a goccia Ray Ban, e poi taglia la barba a ‘sta capoccia da Imam; un nunchaku da Jackie Chan gli dà più charme: ora sì che Gary c'ha i più fieri dei fan! "Bella!"
Mondiale è la seconda guerra, ma su 'sto libro è dato che abbiamo ingoiato... merda! È regolare che non studia nessuno, scrivi "Italia batte resto del mondo 18 a 1. I campioni siamo noi." Siamo noi, perciò aggiungi "po-po-po-po-po", il capitano fa gol, bordello come Gogol. Storia XL, non una small: pimpala!
«Questa è la storia prof, la vera storia prof, lo dice uno che se esce dal culo fa plòf.»

Rit.:
Bella prof, pimpami la storia! Che storia (x3)
Bella prof, pimpami la storia! Bella storia.

Si stava meglio quando si stava peggiorando. Gli oppositori, traditori peggio di Ronaldo, non li mandavano al fresco di una cella, ma al caldo dei Caraibi su navi di Jack Sparrow. "Prof", il ventennio pimpamelo: scrivi che i partigiani quel tempo lo vissero di relax in pedalò, piedi nudi nei sabot; 25 aprile giorno dei caduti di Salò. Umberto di Savoia non andò via, ma che repubblica, la gente vota monarchia; non c'è partita tra re e democrazia, è come mettere la Psp col Game Gear. E la costituzione è un cd con una traccia, l'ultima hit da spiaggia. Il nonno di Eminem minaccia: tutta l'Europa deve suonare il piano Marshall!

«Questa è la storia prof, mi prende un sacco prof, tipo che quella di un cosacco di nome Popoff.»
Rit. (x4)


Dalla mia storia cancella i fricchettoni, con la spada nel braccio e non nel cuore come Little Tony. Questi fattoni sempre sotto i riflettori... Scrivi che gli hippy se ne stavano zitti e buoni. Gli anni di piombo, le stragi, i sequestri... ma no! Non mi interessano argomenti come questi. Io di quei tempi voglio ricordare solo "La liceale nella classe dei ripetenti".
Così funziona e per fortuna fa trend, il vecchio libro lo rottamo tipo Duna Weekend. Adesso serve un finale potente che terrorizzi l'occidente più dell'urlo di Chen: da qui in avanti qualunque cosa succeda, scrivi che la colpa è di Al Qaeda.
Me l'hai pimpata di brutto prof, vedrai patiti della storia fin dalla scuola media.

"Questa è la storia prof, la vera storia prof, e non c'è niente da ridere non è Zelif Off."




*Caparezza

E fino a qui la musica.
Comunque, in Italia "pimpare la storia" dovrebbe essere dichiarato sport nazionale, nel quale eccelle la destra tutta.
Stavolta è il turno di quella bella personcina che è Dell'Utri.

«La P2 è una cosa che è stata montata per non parlare d'altro. Certo, esisteva per fare affari, ma è stata sempre strumentalizzata, da 40 anni a questa parte»
Per quanto riguarda quella strana cosa chiamata mafia: «Non ci sarebbe stata l'accusa nei miei confronti se non ci fosse stata la grande affermazione di Forza Italia in Sicilia nel 1994». E comunque Mangano era un eroe, lo sappiamo: «malato com'era sarebbe potuto uscire dal carcere e andare a casa, se avesse detto solo una parola contro di me o contro il presidente Berlusconi. Invece non lo ha fatto. Per me è un eroe, a modo suo». A modo suo...
Anche su Mussolini e il ventennio Dell'Utri (quello dei diari del duce, per intenderci), ha qualcosa da insegnare a noi tutti:
«Mussolini sbagliò, non c'è dubbio, ma quando era al potere lo Stato era più presente di quanto non lo sia adesso. Aveva dato, e in questo è stato l'unico, un senso di patria al Paese, che non c'era prima e non c'è stato neanche dopo».
Non un accenno alle leggi razziali, all'eliminazione dei partiti politici, della libera stampa, all'alleanza con la Germania di Hitler, agli omicidi, all'esilio, alle torture... Era amor di patria.
E Gomorra è solo cattiva pubblicità per l'Italia, molto meglio i classici intramontabili pizza e mandolino, le segretarie gnocche e la pasta al pomodoro. E poi il Tg3... è ora di cambiare gli uomini, orsù! E poi quest'antimafia. Possibile che con tutti i soldi che ci succhia non sappia fare di meglio?

http://www.youtube.com/user/klauscondicio qui l'intervista completa, se avete stomaco.


martedì 4 novembre 2008

Le parole sono importanti.

«Il mio era un criterio di prudenza, che sottolineava il rischio che si poteva presentare in alcuni possibili preti omosessuali, anche per la tipologia di compiti di formazione accanto ai giovani: non a caso la vicenda americana conferma in alcuni casi questa ipotesi. Il vero dramma è la pedofilia, che presuppone manipolazione, quando non aperta violenza. Ma non ho mai pensato, neppure remotamente, a qualsiasi possibile forma di sovrapposizione con gli omosessuali, se non in via di rischio ipotetico». Paola Binetti, Il Corriere, 04/11/2008

«Non dimentichiamo che proprio recentemente si è verificata la situazione drammatica dei preti pedofili»
«Stiamo attenti. Il documento della Congregazione per l' Educazione cattolica parla di "tendenze omosessuali fortemente radicate"»
«Quindi queste tendenze omosessuali fortemente radicate presuppongono la presenza di un istinto che può risultare incontrollabile. Ecco: da qui scaturisce il rischio pedofilia. Siamo davanti ad un' emergenza educativa». «Il compito dei pastori della Chiesa si esplica al massimo proprio con i giovani, giovanissimi. Non mi stupisce che il Santo Padre abbia voglia di avere sacerdoti sani, sportivi, vissuti come modelli potenziali. Per questo ha ribadito anche l' importanza della castità. Perché...»
«La pedofilia, in fondo, c' è anche nei confronti delle ragazzine. Anche se molto meno frequente» Paola Binetti, il Corriere, 31/10/2008

Fuori a calci in culo. Grazie.

Strepitosa la "rettifica" sul suo sito http://www.paolabinetti.it/news/precisazione011108.htm
Ovviamente c'è il pippone sulle amicizie omosessuali. Chiunque parla male dell'omosessualitò immediatamente ricorda che ha mooooolti amici gay, che sono taaaaanto sensibili, la loro umanità è bellissima, sanno ascoltare meglio degli altri e sono anche grandi lavoratori.
Certo non come quelli che si mascherano e vanno al Pride...





Abbasso la mignottocrazia, viva la Repubblica*!

Uno schiavo si ribella.
Novello Spartaco, Guzzanti va fiero e sprezzante del pericolo all'attacco del suo capo.
Aveva detto: "Berlusconi mi fa vomitare" e ora se la prende con la Carfagna, "calendarista delle pari opportunità", diventata ministro per una "nomina di scambio".

Scrive sul suo sito (sto provando da qualche minuto ad accedere, ma non va): "Secondo quanto dicono alcuni testimoni che considero credibili, attendibili e tutt'altro che interessati esistono proporzionati motivi per temere che la signorina in questione occupi il posto per motivi che esulano dalla valutazione delle sue capacità di servitore dello Stato, sia pure apprendista. La sua intelligenza politica è nulla".

MADDAI?
Ci arriva con parecchio ritardo, ma ci arriva pure lui. Noi l'abbiamo detto subito che la Carfagna è incapace e nulla e ci rispondevano che siamo solo dei maschilisti, che non accettiamo che una donna possa arrivare al potere.
Ecco, io lo accetto eccome, solo vorrei che ci si arrivasse per altri meriti.

La Carfagna querela.

*Guzzanti padre

lunedì 3 novembre 2008

AIUTO

Ha ragione papamazinga a sputare sulla scienza! E' nociva, fa male, va fermata!
«Se la durata media della vita è stata di poco superiore ai vent'anni sino all'Ottocento, di quarant'anni all'inizio del Novecento ed è arrivata oggi a ottant'anni, perché non può davvero arrivare in un futuro prossimo a centovent'anni vissuti in buona salute?»
«Con la medicina preventiva, con il controllo a distanza, con l'esame del Dna, con l'utilizzazione delle cellule staminali, con un conseguente razionale stile di vita ogni soggetto sarà nella condizione di conservarsi sano ed efficiente più a lungo»
«Chi si occupa di politica, cioè degli altri, dovrebbe impegnarsi anche su questo fronte: perché il tempo che l'uomo sta guadagnando si possa vivere nel migliore dei modi e con tutte le opportunità possibili»
L'ha detto nientepopodimenoche Berlusconi.
E io ho paura.

Sovversive e anti italiane

Un gruppo di maestre di una scuola media del padovano, ha deciso di non mandare i bambini alla messa e alle celebrazioni del 4 Novembre.
Dicono, giustamente, che non è opportuno portare dei bambini a messa “non solo per rispettare gli immigrati, ma tutti quelli che vedono la religione come un fatto privato e la scuola come laica per definizione”.

Una posizione che io trovo più che condivisibile, visto che nelle scuole PUBBLICHE italiane ci sono anche bambini ebrei, musulmani, induisti e magari non è proprio segno di volontà di integrazione costringerli ad ascoltare un prete che parla di un dio che non è il loro.

E poi ci sono anche quei bambini che, come me, non sono stati battezzati e non hanno ricevuto un’educazione cattolica e anche noi andiamo tutelati, dal momento che ci troviamo in una scuola PUBBLICA E LAICA come sono le scuole statali italiane.


Interessante il commento del segretario leghista di Padova: “risulta sempre più evidente che una buona parte degli insegnanti, chiaramente di ben definite radici politiche di sinistra, voglia cancellare tutto quello che si lega alla nostra storia e alle nostre tradizioni”. Bellissime parole, soprattutto se dette da uno che fa parte di un partito nel quale ci si sposa secondo un non meglio definito rito celtico e si beve l’acqua del dio Po…


AN manda militanti coi tricolori davanti alla scuola, per le spranghe ci sarà sempre tempo.

E soprattutto chiede alla Gelmini di rimuovere la preside “perché potrebbe rappresentare un problema per le famiglie”. In effetti il insegnare ai ragazzi il rispetto degli altri è pericoloso.


La Russa, che pubblicizza le celebrazioni manco fossero una serata di gala, ha detto “Non escludo di recarmi nella cittadina come atto di solidarietà ad un Comune che si trova costretto a fare i conti con una decisione incredibile e che manca di rispetto alla patria ai caduti. Potrei così esprimere la mia vicinanza anche ai ragazzi che desiderano essere protagonisti delle celebrazioni e che vogliono crescere come italiani, più di quanto non vogliano i loro stessi insegnanti”.

Anche qui, sentir parlare di rispetto per la patria da uno che sta seduto accanto a chi col tricolore ci si vuole pulire il culo, fa quantomeno sorridere.

Arguzia e il Piddì

Mi sa che il mio voto proprio non lo vogliono.

Ogni volta che io faccio un passo verso di loro, loro ne fanno cinque per allontanarsi.
Di solito usano la Binetti, per essere certi di non sbagliare.

Quella gran donna, parlando del divieto della Chiesa ai gay di ordinarsi sacerdoti, ha detto che in questo modo si combatte la pedofilia. Una teoria degna di Fini (e della sua ex moglie) e della Mussolini (ricorderete Fini dire che “un uomo dichiaratamente omosessuale non può fare il maestro di scuola” e Danielo fare eco, parlando dell’inopportunità della presenza di calciatori omosessuali negli spogliatoi. Sulle esternazioni della Mussolini non credo ci sia bisogno di soffermarsi).


Se la pedofilia nella chiesa, nelle scuole, nelle case si combattesse con l’esclusione dei gay, potrei farci un pensiero, ma decisamente non è così.

Omosessualità e pedofilia non sono sinonimi.

Credevo, illusa sciocca ragazzina, che nel 2008 questo fosse un dato acquisito.


Comunque, quando ha capito di averla detto davvero troppo grossa, il genio si è “corretto”: “Se ho ferito qualcuno mi scuso pubblicamente, per me la dignità dei gay non è in discussione”.
Agghiacciante.
Se il piddì fosse un partito serio la caccerebbe finalmente a calci in culo.