giovedì 18 dicembre 2008

Morirai quando lo dico io

Sacconi se la sente calla.
E' ministro della salute, lui, nessuno può morire senza il suo permesso. Manco chi è già morto.

Quindi ha deciso che Eluana Englaro deve restare "viva" ancora un po', sputando sulla sofferenza di una famiglia e su una sentenza giuridica.
Quando finalmente questa triste storia stava arrivando a conclusione, Sacconi ha preso carta e penna e si è messo a scrivere: "Interrompere nutrizione e idratazione delle persone in stato vegetativo persistente non è legale per le strutture pubbliche e private del servizio sanitario nazionale".

Ha detto Sacconi: "Ho firmato questo atto perché lo ritengo doveroso, affinché tutto il servizio sanitario nazionale, si uniformi al dovere di garantire a qualunque persona diversamente abile il diritto alla nutrizione e all'idratazione".
Mi chiedo cosa c'entrino le persone "diversamente abili" con chi è ridotto da più di quindici anni allo stato vegetativo. Ma sicuramente c'è qualcosa che mi sfugge, saranno termini tecnici che io non comprendo.

Comunque, nonostante la sentenza della Corte D'Appello di Milano e la sofferenza della famiglia di Eluana, Sacconi va avanti come un treno ed è pronto a sanzionare la clinica di Udine che dovrebbe permettere a quella ragazza di andarsene in pace.

In fondo non è sua figlia, non è sua amica, manco l'ha vista mai, quindi sticazzi.

Il bue e l'asino

L'uomo che disse che Mussolini è stato il più grande statista del novecento attacca la Chiesa cattolica, quella che "la sa a memoria il diritto di Dio ma dimentica sempre il perdono"*. Dice Fini (ex fascista, delfino di Almirante) che le leggi razziali sono state un orrore (io lo sapevo già da un sacco di tempo, comunque) e che la Chiesa non si è opposta abbastanza (e sapevo pure questo, anche se "ce la vonno ammischià", come si dice dalle mie parti).
Con queste belle parole, Fini continua la sua opera di ripulitura, che in effetti gli riesce bene.
Solo che la Chiesa proprio non ci sta e attacca a sua volta: "non può parlare, maledetto opportunista, lui è erede del fascismo!".
Insomma, uno scontro tra titani, tra due coscienze ugualmente sporche che giocano a palla rimbalzina, per vedere chi ha più colpe.
Per quanto mi riguarda, sono sullo stesso, orrido, piano.

Antifascista e atea sempre.

*De Andrè.

martedì 16 dicembre 2008

Arguzia & il Piddì

Quindi il Piddì ha preso gli schiaffi pure in Abruzzo. E mentre si parla della sacrosanta questione morale (povero povero Berlinguer...) il sindaco di Pescara, del Piddì, viene arrestato.

Il Piddì è finito qui, secondo me, se mai fosse partito.
Ho sempre pensato che l'idea di creare dall'alto -nonostante il contentino delle primarie- un "grande partito democratico" che potesse inglobare democristiani, socialisti, ex comunisti fosse destinata a fallire in partenza. E mi pare di avere mille conferme ogni giorno.

Ho votato Piddì alle ultime elezioni, mi sono fatta fregare dalle sparate sulla necessità di sconfiggere Berlusconi, ma non ho mai creduto che un partito simile avrebbe potuto vincere e tantomeno governare.

Mi dicono che "dobbiamo uccidere nostro padre", che se il piddì non ci piace dobbiamo cambiarlo dall'interno.
Ma il punto è che io all'interno di un partito del genere proprio non ci voglio stare.
Io non c'ho niente a che fare con chi è contro l'aborto, con chi non riconosce i diritti degli omosessuali, con chi ruba e corrompe.

Veltroni piagnucola sull'astensionismo, dice che è "un segno anche per noi". Bravo, ma non era difficile e avrebbe dovuto cominciare a capire "i segni" tanto tempo fa.

Il risultato di questa genialata democratica è che al governo abbiamo gente impresentabile che resterà bellamente al suo posto. Il resto è fuffa. Dice che l'astensione in Abruzzo "è segno di malessere", che bisogna "moralizzare la politica"...

Nella mia pochezza, comincio a pensare che i primi a doversi levare dai coglioni siano proprio i vertici del Piddì.

giovedì 11 dicembre 2008

Io sono diversa

Quasi mi mancavano le cazzate di santaromanachiesa.

Nessuna parità tra omosessuali ed eterosessuali. MAI!
Il presidente del Pontificio Consiglio Giustizia e Pace, il cardinale Martino, ha detto: "Si vorrebbe che la Santa Sede mettesse sullo stesso piano le coppie gay e quelle eterosessuali, posso assicurarvi che questo non accadrà".

Ecco, sono quelle cose che ti fanno stare bene. Voglio dire, mi piace avere conferma della mia assoluta diversità da questa gente. Non sia mai qualcuno mi scambiasse per una cattolicapostolicaromana!
E se anche ci fossero ancora dubbi, il cardinale ha continuato con altre perle per dissiparli:
"Sappiamo bene che quello del preservativo non è un rimedio tuttofare, perché anche quello non è al cento per cento sicuro nella prevenzione. Ma soprattutto occorre l'educazione a un uso responsabile della sessualità, a una paternità e maternità responsabili. Quando uno è motivato moralmente allora evita tante cose, come abbiamo sempre predicato".

mercoledì 3 dicembre 2008

martedì 2 dicembre 2008

Concorso

Sono reduce da un concorso per il Ministero dei Beni Culturali per " 397 posti di assistente alla vigilanza, sicurezza, accoglienza, comunicazione e servizi al pubblico".
Oggi la prova preselettiva, 100 domande a risposta multipla e un'ora per rispondere.

I quiz sono stati dati sbagliati dal ministero per ben 2 volte, ma nessuno ha pensato che forse sarebbe stato giusto modificare il calendario delle prove, visto che ci hanno fatto preparare appunto su quiz sbagliati.
Le domande di scienze e matematica, poi, sono un vero spasso.
A cosa mi servirà conoscere i microtubuli, il ciclo dell'azoto o saper risolvere una disequazione se dovrò fare la guardia in un museo o dire dove sono i cessi?
Misteri...
In ogni caso, speriamo bene.

lunedì 1 dicembre 2008

Più chiese per tutti

Il SindacoDegliAltri ha deciso: a Roma c'è bisogno di nuove chiese. Soprattutto in periferia: c'è assoluto bisogno di una chiesa cattolicapostolicaromana in ogni zona della città.
Sti cazzi della metro, di autobus decorosi, di strade decenti: molto meglio curare lo spirito.
Quindi, "ogni periferia avrà la sua parrocchia", come se non ce ne fossero già abbastanza.
E poi, se anche ce ne fosse la reale necessità, non potrebbero farsele direttamente i preti con tutti i soldi che hanno?

Alla faccia di chi in chiesa non ci va per i motivi più diversi e se vive in culo alla luna preferirebbe un ufficio postale, un supermercato o una stazione degna di questo nome,.il SindacoDegliAltri ha annunciato tronfio: «Faremo di tutto perché a Roma possano nascere tutte le parrocchie di cui c´è bisogno. Ci sarà per questo una collaborazione molto stretta con il vicariato e il Comune appoggerà la realizzazione dei luoghi di culto cristiani con la concessione di terreni».
Case popolari? Scuole? Uffici? Macchè!

Quello che mi manda in bestia è che anche Marrazzo si è detto disponibile a «lavorare insieme perché altre parrocchie possano nascere».

Mavvaffancuo voi e i preti.

Ramona VS Rumeni

Avevo già parlato del nuovo consigliere del SindacoDegliAltri, Ramona Badescu, per le questioni legate all'immigrazione.
La consiglieravelina è stata contestata da un grupppo di suoi connazionali all'uscita del seggio elettorale alll'Accademia di Romania per il voto alle elezioni politiche romene.

"La Badescu non ci rappresenta vorremmo sapere per quale motivo Alemanno l'ha scelta, non ha nessuna competenza oltre a quella di essere, come dice lei, miss Romania".
"Va bene che una donna sia bella, se fa un calendario glielo compro. Ma non voglio una persona così in Comune, è inadeguata e non conosce i nostri problemi".
"E' una ex comunista che sta con un fascista che porta la croce celtica al collo".
Lei, comunque, dice che è contenta delle critiche: "E' normale che io venga contestata accetto la libertà di espressione, e ben vengano le critiche che, quando sono esposte senza animosità, sono costruttive. Io sono da poco nell'ambiente della politica e sto cercando di imparare e recuperare. Per questo ho bisogno di più suggerimenti possibili, anche delle critiche per svolgere il ruolo di consigliere che ho preso molto sul serio".

Intanto in Romania il premier Calin Popescu Tariceanusta smentendo le voci del suo imminente divorzio per colpa di una relazione con la showgirl.

Che tristezza, povera povera Roma Mia.

Discriminiamoci

La Francia propone all'Onu la "depenalizzazione dell'omosessualità", visto che in moltissimi paesi se sei frocio sei morto e il Vaticano ovviamente dice no.
Depenalizzare l'omosessualità porterebbe "alla gogna" quegli stati che non riconoscono le unioni gay.
Insomma, se l'Onu decidesse di dire fermamente che è illegale discriminare i gay, allora i paesi che lo fanno sarebbero discriminati a loro volta e succederebbe un casino pazzesco, sarebbe un discrimina-discrimina generale, ci sarebbe il caos più completo.
L'Arcivescovo Migliore lo spiega chiaramente: "Con una dichiarazione di valore politico, sottoscritta da un gruppo di paesi, si chiede agli Stati ed ai meccanismi internazionali di attuazione e controllo dei diritti umani di aggiungere nuove categorie protette dalla discriminazione, senza tener conto che, se adottate, esse creeranno nuove e implacabili discriminazioni".

A volte penso che sarebbe bello avere torto: sarebbe bello se davvero il loro dio esistesse. Mi farei grasse risate vedendoli bruciare all'inferno.