venerdì 9 gennaio 2009

Cantare faccetta nera non è politica.

Qui  tocca cominciare a prendere appunti, perché almeno io perdo il conto di tutte le aggressioni che non hanno matrice politica nonostante le apparenze.

Stavolta (ri)tocca a Verona.

Scena:
Gruppo di ragazzi sui 30 che festeggia un compleanno.
Si salutano fuori dal locale.
Arriva un altro gruppo di ragazzi con le teste rasate che intona "faccetta nera", urla "siegh heil apartheid" per poi passare a coretti per le giovani donne presenti.
Uno dei ragazzi che festeggiava dice "basta", quindi viene preso a pugni in faccia, poi a calci.
Una ragazza riceve un portacenere in faccia che le spacca il naso.
Qualcuno chiama la polizia, gli aggressori scappano e le guardie chiedono i documenti agli aggrediti.

Ecco. Se vi succede una cosa del genere, sappiate che non c'è matrice politica, è solo una "lite finita male".

Io me la segno, che non si sa mai.

2 commenti:

  1. Ecco perché FREQUENTO SOLO POSTACCI, lì i ragazzi perbene con le teste rasate non entrano.
    E se entrassero uscirei io...
    Siccome tu sai perché non confido più di tanto nelle forze dell'ordine ho imparato a girare alla larga da locali di grido e da certa gente.

    kisses
    Azzurra

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  2. Ovviamente pestare una coppia cantando "Faccetta nera" non è politica. A Verona, ex città di Giulietta e Romeo ed ora capitale locale del pestaggio gratis, assalire in 20 una coppietta che si fa gli affari suoi è puro coraggio...

    Perché in effetti i bravi-ragazzi-col-pugno-facile-ed-il-cranio-rasato assaltano sempre la gente come minimo in cinque contro uno... ripeto: coraggio da leoni.

    Che voglia di trasformarli tutti in kebab umani...

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