giovedì 29 gennaio 2009

Disinfettanti

E io che sui libri di storia avevo letto che nelle camere a gas ci ammazzavano la gente. Meno male che un altro prete lefebvriano mi dice come sono andate davvero le cose.

La vera storia ce la racconta Don Abrahamowicz in un'intervista a La Tribuna di Treviso.
Credo valga la pena di citarne qualcosa, ma consiglio caldamente la lettura completa.

E lei cosa ne pensa? Delle camere a gas, intendo.

Non lo so davvero. Io so che le camere a gas sono esistite almeno per disinfettare, ma non so dirle se abbiano fatto morti oppure no, perché non ho approfondito la questione. So che, accanto a una versione ufficiale, esiste un’altra versione basata sulle osservazioni dei primi tecnici alleati che sono entrati nei campi.

Lei mette in dubbio il numero delle vittime dell’Olocausto?

No, non metto in dubbio i numeri. Le vittime potevano essere anche più di 6 milioni. Anche nel mondo ebraico le cifre hanno un valore simbolico. Papa Ratzinger dice che anche una sola persona uccisa ingiustamente è troppo, è come dire che uno è uguale a 6 milioni. Andare a parlare di cifre non cambia niente rispetto all’essenza del genocidio, che è sempre un’esagerazione.

Un’esagerazione? In che senso?

I numeri derivano da quello che il capo della comunità ebraica tedesca disse agli angloamericani subito dopo la liberazione. Nella foga ha sparato un cifra. Ma come poteva sapere? Per lui la questione importante era che queste vittime sono state uccise ingiustamente per motivi religiosi. La critica che si può fare al modo in cui in cui viene gestita la tragedia dell’Olocausto sta nel dare ad essa una supremazia in confronto ad altri genocidi.

6 commenti:

  1. La domanda è: e questo monsignore come cavolo fa a sapere quanti morti ci sono stati e a che cosa servivano le camere a gas?

    O secondo lui migliaia di superstiti - che tra loro nemmeno si conoscevano, venivano da mezza Europa ed erano fisicamente a pezzi - si sono messi a tavolino per sfornare di comune accordo la stessa balla?

    Mi associo ai calci gengivali. Anche se poi mi scomunicano.

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  2. sai mai, sta gente è strana
    magari non dispiacerebbe nemmeno a lui prendere i calci sulle gengive.

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  3. Magari con un paio di scarponi chiodati...

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  4. Si vede che sei mommaestra: hai tanto da insegnarci!

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  5. Certa gente dovrebbe essere trattata come Alex di arancia meccanica: seduto in un teatro con gli occhi aperti a guardare l'istruttoria in loop!

    "l'Istruttoria" opera teatrale scrittada Peter Weiss a seguito del processo che si svolse a Francoforte, tra il ‘63 e il ’65, contro un gruppo di SS e di funzionari del lager di Auschwitz, L’Istruttoria, è un dramma documentario che, snodandosi poeticamente come un oratorio laico in undici canti, scandito dalle testimonianze delle vittime e dalla difesa degli aguzzini, si chiude senza verdetto: un finale senza catarsi che diventa un monito per il futuro.

    Io sono stata male 3 giorni dopo averlo visto...
    Ma merita di essere visto per non dimenticare e rendere a calci nelle gengive gente come sto pretastro!

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