lunedì 12 gennaio 2009

Gaza brucia ancora

Continuano i bombardamenti su Gaza. 

Quasi 900 i morti palestinesi, tra questi un centinaio di donne e almeno 200 BAMBINI.


Poco più di 1000 gli israeliani che hanno manifestato a Tel Aviv contro l’attacco a Gaza.
Un giornalista israeliano ha scritto: “lo spaventoso bilancio non suscita nessuna domanda, come se avessimo deciso che il loro sangue vale cento volte meno del nostro”.

Un altro, sullo stesso tono “Ci dicono che Hamas è un gruppo terroristico, ma cosa siamo noi che abbiamo chiuso la gente di Gaza in una prigione per un anno?”.

Non sta parlando un antisemita con simpatie nazista. Parla un israeliano ben diverso da quelli che approfittando della bella giornata sono andati a vedere i bombardamenti su Gaza. Diverso di certo da quanti vedendo le bombe hanno esultato.


Israele fa arrivare volantini su Gaza per annunciare la “fase 3”, che consisterà nell’entrare nelle strade e nelle case di Gaza e avverte che saranno intensificate le operazioni “contro i tunnel, i depositi di armi e i terroristi”.

Non parlano di scuole, fortunatamente...
Dicono alla popolazione che per la loro sicurezza e quella delle loro famiglie non dovranno avvicinarsi “ai terroristi, ai depositi di armi”.

Forse la famiglia sterminata mentre scrivo questo post abitava vicino a un terrorista.


Non riesco a capire come non risulti chiaro che chi sopravvivrà a questo massacro non potrà che odiare.


Intanto a Roma i fascisti hanno disegnato svastiche sui muri, hanno minacciato, insultato, devastato il monumento ai partigiani a Centocelle.

Lontani da questa feccia fascista e razzista, lontani dall’esercito israeliano, lontani dai fondamentalisti e terroristi, noi abbiamo formato una catena umana che da Piazza Venezia è arrivata al Circo Massimo, chiedendo la fine dei bombardamenti a Gaza e “due popoli in due stati”.


Un uomo di mezz’età intervistato diceva di essere lì per chiedere l’immediato stop alle operazioni militari a Gaza. Ha detto che Israele sta sbagliando completamente la sua strategia politica, che in questo modo si sta “autoghettizzando”. “E io sono Ebreo”, ha concluso.
Questo vuol dire, credo, che come spesso accade, i popoli sono migliori di chi li governa.
Alla fine della manifestazione è stata letta una bellissima lettera di un soldato israeliano a sua madre. Raccontava le sensazioni che prova irrompendo in una casa palestinese urlando “fermi tutti”, facendo sdraiare faccia a terra donne e vecchi, buttando in terra zucchero e farina per controllare che non ci siano armi nascoste. Si chiede cosa proverebbe sua madre se un soldato entrasse a casa sua e le ordinasse di mettersi sdraiata faccia a terra, cosa proverebbe lui vedendo la scena. Pensa allo sguardo di odio di un bambino che lo osserva da un angolo mentre distrugge le sue cose e sa che quel bambino sarà pronto a morire per distruggere chi è entrato nella sua casa.
Non è così difficile capire che se insegni l’odio otterrai nient’altro che odio.

3 commenti:

  1. Quello che sta succedendo a Gaza è un massacro legalizzato. Non c'è altro modo di definirlo. Fanno ribrezzo loro e tutto il resto delle nazioni che continuano a leccargli il culo in nome dei soldi.
    Questo non è il mio mondo !

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