mercoledì 27 maggio 2009

Pari Opportunità. Più o meno.

Che la Carfagna non fosse amica dei gay non era un segreto per nessuno.
Da subito il Ministro per le Pari Opportunità ha messo le cose in chiaro: "i gay sono costituzionalmente sterili" e quindi "non c'è ragione per cui lo stato debba riconoscere le coppie omosessuali". Ha dichiarato che se suo figlio fosse omosessuale, gli direbbe di "vivere la sua condizione in sobrietà e di non rivendicare diritti", non ha mai voluto dare il patrocinio al Pride perché lo si deve dare solo alle occasioni di "studio e riflessione" e via così.

Ieri leggo su river-blog che dal sito delle pari opportunità è scomparso ogni riferimento alle discriminazioni sessuali.
Bah, io confido in una "svista".

Comunque, QUI la faccenda è scritta molto meglio.

3 commenti:

  1. ovvio che se eleggi una velina...
    Non ho parole!!!
    Kisses
    Azzurra

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  2. La sobrietà dei suoi calendari suppongo possa bastare...

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  3. Ps. quali sono i diritti che un gay non potrebbe rivendicare non lo dice. Il "diritto alla vita" che ormai non si nega nemmeno allo spermatozoo glielo concediamo? Oppure no? O magari la ministra dei calendari non sa chi era Pasolini e cos'è successo all'Idroscalo e sarebbe il caso di spiegarglielo prima che le nuove ondate di moralismo da strapazzo facciano spuntare altre mazze e catene in mano a "bravi figlioli" (quelli che vanno in dieci a pestare uno) difensori della vita sessualità giusta, un po' come il camerata Izzo?

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