sabato 20 giugno 2009

Come volevasi dimostrare

Dopo aver scritto che a Roma e provincia saranno installati distributori di profilattici nelle scuole e si faranno (finalmente) dei corsi di educazione sessuale, ho iniziato ad aspettare le reazioni di preti e bigotti.
Ovviamente sono arrivate.

Comincia il vicario o non so che del Papa, Vallini, che si dice vivamente preoccupatoda questo tentativo di "banalizzare nuovamente i temi dell'affettività, della sessualità e dell'educazione giovanile, proprio in un tempo in cui è al centro dell'attenzione di tutti la questione dell'emergenza educativa".
Insomma, dire ai ragazzi che fanno sesso di usare il preservativo e spiegare a tutti quanti come funzionano certe cose è una banalizzazione.
Molto meglio il silenzio e le storielle sulla castità e se una ragazzina resta incinta o qualcuno si prende una malattia, ci penserà il prete di fiducia nel confessionale.
Dice che su queste cose "La strada maestra resta l'educazione alla responsabilità delle persone, specialmente dei più giovani, nell'uso della sessualità, che è un dono dell'amore di Dio puntando sulla valorizzazione del proprio corpo e di quello dell'altro nell'ottica del dono disinteressato di sé.
I conclusione restiamo convinti e ci adoperiamo affinché la scuola, insieme alla altre agenzie educative, si impegni ad illuminare i giovani a diffidare dalle scorciatoie che non di rado conducono alla insignificanza della vita".

Ma dire ai ragazzi di usare il preservativo non fa parte di un'educazione alla responsabilità?
Spiegare cosa sono e come si diffondono le malattie sessualmente trasmissibili non è una "illuminazione dei giovani"?
E che vuol dire poi "scorciatoie che conducono alla insignificanza della vita"?

I giovani fanno sesso, questo è un fatto. Impedirlo non si può, ma si deve parlare chiaro, senza giri di parole, per evitare gravidanze e malattie.

Ogni volta che sento discorsi simili vorrei correre dai miei ed abbracciarli per dire grazie dell'educazione che mi hanno dato, improntata al rispetto di me e degli altri e della conoscenza di "come vanno certe cose".

E ora aspetto che tutta la destra italiana, paladina della santità sessuale e della morigeratezza, si scagli contro la Provincia di Roma. Non appena avrà un momento libero dai suoi festini.

4 commenti:

  1. Tesoro...
    Se nona vessere gli occhi foderati di prosciutto capirebbere che fare educazione sessuale è esattamente quello che hanno detto: educare alla responsabilità!
    Se si fa un discorso ad ampio raggio con un bravo sessuologo, che è un laureato in psicologia o un medico psichiatra, si parla appunto delle implicazioni emotive del sesso oltre che di quelle meccaniche!
    Fai un corso fatto bene costringi i ragazzini a riflettere, ma dai anche tutte le informazioni che servono, fai un buon lavoro!
    Anche perché oggi come oggi parlare di rispetto, di stupro, di molestie e violenza sulle donne è proprio quello che ci vuole e bisogna farlo presto!

    kisses
    Azzurra

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  2. Spero invece che ci sia anche chi si ribella questo tipo di concezione manichea della realtà...teniamo duro! Siam pochi ma possiamo provare a difendere le nostre idee da questi ipocriti, che di giorno son tutti santi e di notte puttanieri

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  3. dove sei?! stasera panino e birretta a Trastevere ore 20?.. ;-)
    ciaooo

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  4. Mica si può permettere ai giovani di fare sesso ricreativo, divertente e pure sicuro!!!
    Castità forzosa e santa o sesso mercanteggiato per "escortare" il "Papi" (su questo tipo di sesso, però, nessun Ruini apre bocca!)

    Una morale elastica come chewingum e più o meno altrettanto solida...

    Ps. mi ha consolato sapere che comunque il MOIGE ha subito detto la sua. E' una delle poche certezze che mi rimangono...

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