venerdì 19 giugno 2009

Piccoli segni di civiltà.

Nelle scuole superiori di Roma e provincia ci saranno i distributori di proifilattici. Mi ricordo quando andavo al liceo e lo chiedevamo a gran voce (che poi non è che la mia vita sessuale fosse un granché a quei tempi, ma i principi so' principi!). Ci sono voluti più di dieci anni, ma pare che ce l'abbiamo fatta.

Tale Gianluca Peciola, coordinatore del gruppo federato della sinistra ha presentato una mozione (poi approvata) che chiede al presidente di sostenere "l'installazione nei locali o nei pressi delle scuole di istruzione secondaria superiore, in accordo con gli organi di direzione delle stesse, di distributori automatici anti concezionali".
Ecco, la faccenda dell'accordo "con gli organi di direzione" mi fa un po' paura, ma mi pare già un bel passo rispetto alla negazione della sessualità dei giovani.
Insieme ai distributori dovrà partire anche una campagna di informazione, prevenzione e sostegno alla ricerca nella lotta contro il diffondersi del virus hiv e della altre malattie a trasmissione sessuale" e "una campagna per l'insegnamento dell'educazione sessuale negli istituti superiori".
Come direbbe Guccini, "il ministero delle cicogne è in crisi" (Talkin' sul sesso, Opera Buffa, 1973)

Ovviamente una proposta simile non poteva non suscitare le più svariate reazioni.

E quindi ecco tuonare il vicepresidente della commissione Cultura e Politiche giovanili Federico Iadicicco (Pdl) "A scuola si va per studiare non per accoppiarsi, non vi è nessun motivo per installare distributori di preservativi negli istituti".
Bellissimo, soprattutto pensando alle signorine che per 2000 € vengono a Roma...

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