venerdì 10 luglio 2009

Intanto a Roma...

Mentre a L'Aquila si mangia, si beve, si cerca un modo per fare un po' di elemosina all'Africa senza aprire troppo il portafogli, ci si fomenta per la camicia di Obama e le first ladies provano il brivido del terremoto, a Roma è stato approvato il piano per lo sviluppo, che tra le altre cose ci dice che torneremo al nucleare.
Come molti, mi chiedo che ne sarà della legittima scelta di chi nel 1987 (circa 20 milioni di persone) votò per la dismissione delle centrali in Italia.
Nel disegno di legge c'è scritto che il Governo deve "adottare, entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della lagge... uno o più decreti legislativi di riassetto normativo recanti la disciplina della localizzazione nel territorio nazionale di impianti di produzione di energia elettrica nucleare, di impianti di fabbricazione del combustibile nucleare, dei sistemi di stoccaggio del combustibile irraggiato e dei rifiuti radioattivi, nonché dei sistemi per il deposito definitivo dei materiali e dei rifiuti radioattivi e per la definizione delle misure compensative da corrispondere e da realizzare in favore delle popolazioni interessate".
Quindi praticamente sarà il Governo (questo governo, il che rende tutto ancora più spaventoso) a decidere, senza che quei venti milioni del 1987 e i tanti che si sono aggiunti negli anni abbiano voce in capitolo.

La cosa buffa è che al G8 terremotato stanno parlando di clima ed energia pulita...

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