sabato 15 agosto 2009

Ancora Ru486

Anche in vacanza, non sono stata capace di perdere l'orrido vizio di leggere il giornale.
Tra gabbie salariali, esami di dialetto, puttane e cocaina, la mia attenzione e la mia rabbia sono state tutte per gli articoli sulla Ru486.
Ho letto di un Gasparri scatenato, che vuole sapere, vuole indagare, vuole che sia il Parlamento a decidere sulla vita delle donne. Quelle 29 morti in poco meno di trent'anni sono davvero troppe.
E' interessante notare che -a parte la Roccella, che quando sente parlare di aborto, eutanasia, libertà è tutta un fremito e la Binetti, che mi sa che ha tirato fuori il cilicio delle grandi occasioni- le voci femminili sono davvero poche.
Chi si indigna, chi sbraita, sono soprattutto i maschi, come se fosse un loro problema.
Uomini che si arrogano il diritto di parlare e decidere su cose di cui nulla sanno e nulla sapranno mai.
Ovviamente c'è la Chiesa, pronta a scomunicare le donne omicide e i medici loro complici. Scomunicare tutti, come quella ragazzina di meno di dieci anni, che non ha partorito i gemelli del patrigno che abusava di lei.
Parlassero piuttosto di preti pedofili, ché di certo conoscono meglio l'argomento.

O si parlasse con la stessa veemenza delle donne costrette ad abortire nella clandestinità nel nostro civilissimo mondo occidentale.

Meno male che c'era il mare...

3 commenti:

  1. Lola, suppongo che per la Chiesa la ragazzina brasiliana avrebbe dovuto morire allegramente con i gemelli incrociati nel ventre (come la piccola Remedios di Cent'anni di solitudine) o meglio ancora farsi ammazzare dal patrigno anziché violentare (le brave ragazze fanno così) ed in ogni caso non turbare le collettive coscienze con storie che fanno incazzare.

    Strano poi che, dopo aver predicato contro vaccini e trapianti e cure mediche assortite (il dolore è buono, insegna Madre Teresa etc. etc.) la Chiesa strilli che la RU486 "danneggia la salute"...

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  2. Siamo alle solite...cose allucinanti. Un passo avanti e subito si dovrebbe tornare indietro nella nostra italia retrograda e perbenista. il tutto sulle spalle delle donne.

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  3. Quante sono morte di parto negli ultimi 30 anni?
    Di sicuro più di 29...
    Il discorso è: visto che la legge consente l'aborto è il caso che sia il medico a decidere la tecnica da usare.
    I preti si occupino della cura delle anime che per la salute della gente ci sono i dottori!
    Poi non capisco che differenza ci sia tra un'interruzione di gravidanza chirurgica e una chimica: entro i termini in cui si può usare la ru486 l'aborto chirurgico si fa in ospital day e le donne tornano a casa dopo un'oretta a riposo!

    kisses
    Azzurra

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