giovedì 20 agosto 2009

Dialetto

Da Romana, soffro molto la mancanza del dialetto.

Il Romanesco non lo parla nessuno, manco esiste più.

I vecchi romani però a volte sembrano il Belli, mia NonnaA diceva "drento" e usava delle espressioni colorite e bellissime e quando giocava a carte con le sue amiche (le "babbione della pensione", come le chiamava lei) sentirle litigare sui punti era uno spasso.



Quest'estate in Salento sono rimasta affascinata dalla mia amica T che parlava un'altra lingua coi nipotini e le sorelle, così come mi incanto a sentire la mia amica A che parla in sardo o M col suo abruzzese strettissimo e incomprensibile.

Mi piace sentire i diversi dialetti quando sono in giro, mi piace sentire la loro musicalità, le espressioni volgari, i proverbi.



Quindi non sono contraria per principio all'insegnamento del dialetto locale nelle scuole, cosa che peraltro in molti posti già esiste. Fa parte della nostra cultura e perderlo sarebbe un peccato. Non credo ci sia nulla di "scandaloso" in un'ora dedicata alla "lingua" locale.

Una ragazza sarda conosciuta anni fa mi raccontava delle lezioni di Sardo che aveva fatto alle scuole elementari.



Il dramma vero è la connotazione chiaramente razzista delle proposte leghiste, che mi sembrano più un inno alla secessione che non la voglia reale e genuina di mantenere un contatto con le proprie origini. Insomma, un conto è insegnare il dialetto nelle scuole, un altro è voler sottotilolare le fiction o fare l'esame di dialetto ai maestri "forestieri".



E quindi se l'annassero a pià nder culo.

1 commento:

  1. ...O che vadano in mona!

    Giusto per usare il mio dialetto!
    Tra l'altro "mona" è una parola che cambia significato a seconda del contesto, ma quando verrai nel maledetto nord-est avremo modo di approfondire!

    sottoscrivo tutto!
    kisses (Basetti)
    Azzurra

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