sabato 31 gennaio 2009

Al volo che sto in vacanza

Leggo che Guzzanti Paolo avrebbe detto (cito da Repubblica):

"Berlusconi e' innamorato di quel brigante internazionale che e' Putin. E questo, a mio avviso, la dice lunga sulla sua idea di democrazia. La sua e' una democrazia autoritaria ammantata di benevoleza. Se avesse vinto Veltroni, sarebbe stato meno pericoloso per la democrazia parlamentare".

Ora, già qualche tempo fa "risposi" a una simile uscita. Il senso era -più o meno- grazie al cazzo.
E soprattutto, bene arrivato, perché noi l'avevamo capito più o meno nel 94 che Berlusconi e la democrazia sono idee abbastanza diverse.

giovedì 29 gennaio 2009

Un amico non ti lascia mai solo

Nemmeno se hai stuprato (e l'hai pure confessato) una ragazza durante la festa di Capodanno.
I veri amici non vengono a prenderti a schiaffi e sputarti in faccia urlandoti la merda che sei.
No.
I veri amici se ne strafottono della ragazza, loro fanno gli striscioni.
"Chi parla male di te non ti conosce".
E poi, siamo onesti, "chi è che non si fa un goccetto a Capodanno?".
(Come possa giustificare lo stupro l'essersi fatto un goccetto non è dato sapere.)
Ma gli amici hanno anche una parola di conforto per la ragazza violentata, non sono dei mostri: "Rispettiamo la ragazza ma abbiamo subito dato la nostra solidarietà a Davide e alla sua famiglia. Davide avrà sicuramente fatto qualcosa di sbagliato, non lo giustifichiamo ma su questa vicenda va fatta piena luce, pensiamo che qualcosa non quadri".
"Qualcosa di sbagliato", "qualcosa non quadra".
Ecco, un limite degli amici è che a volte l'amicizia li acceca del tutto.
Quel "qualcosa di sbagliato" si chiama violenza sessuale e non c'è mai nulla che la possa giustificare, mai.

E', l'amico è, una persona schietta come te
Che non fa prediche e non ti giudica
Fra lui e te divisa in due la stessa anima
Però lui sa, l'amico sa
Il gusto amaro della verità
Ma sa nasconderla e per difenderti
Un vero amico anche bugiardo è


Il buon Baldan Bembo s'è dimenticato che ci sono anche degli amici di merda.

Disinfettanti

E io che sui libri di storia avevo letto che nelle camere a gas ci ammazzavano la gente. Meno male che un altro prete lefebvriano mi dice come sono andate davvero le cose.

La vera storia ce la racconta Don Abrahamowicz in un'intervista a La Tribuna di Treviso.
Credo valga la pena di citarne qualcosa, ma consiglio caldamente la lettura completa.

E lei cosa ne pensa? Delle camere a gas, intendo.

Non lo so davvero. Io so che le camere a gas sono esistite almeno per disinfettare, ma non so dirle se abbiano fatto morti oppure no, perché non ho approfondito la questione. So che, accanto a una versione ufficiale, esiste un’altra versione basata sulle osservazioni dei primi tecnici alleati che sono entrati nei campi.

Lei mette in dubbio il numero delle vittime dell’Olocausto?

No, non metto in dubbio i numeri. Le vittime potevano essere anche più di 6 milioni. Anche nel mondo ebraico le cifre hanno un valore simbolico. Papa Ratzinger dice che anche una sola persona uccisa ingiustamente è troppo, è come dire che uno è uguale a 6 milioni. Andare a parlare di cifre non cambia niente rispetto all’essenza del genocidio, che è sempre un’esagerazione.

Un’esagerazione? In che senso?

I numeri derivano da quello che il capo della comunità ebraica tedesca disse agli angloamericani subito dopo la liberazione. Nella foga ha sparato un cifra. Ma come poteva sapere? Per lui la questione importante era che queste vittime sono state uccise ingiustamente per motivi religiosi. La critica che si può fare al modo in cui in cui viene gestita la tragedia dell’Olocausto sta nel dare ad essa una supremazia in confronto ad altri genocidi.

Sondaggi

Dopo gli stupri delle ultime settimane pare che qualcuno abbia scoperto per la prima volta che le donne non solo possono essere violentate, ma che tra le loro paure c'è quella della violenza sessuale. Non credo che per capirlo serva una laurea in astrofisica, ma tant'è.
Giorni fa ho parlato della presunta "emergenza stupri".

Ecco, ora dico una cosa che può suonare davvero brutta.
E' come per i cani feroci, per i bulli a scuola, per le ragazzine che ballano sul cubo: non ce ne frega mai niente, ma poi improvvisamente le notizie fioccano e i giornali ne sono pieni in modo quasi ossessivo.
Voglio dire, non è una novità che le donne vengano violentate da sconosciuti in strada, nei locali, in macchina, sul posto di lavoro. E non è una novità che le donne vengano violentate dai padri, i fratelli, i compagni, i mariti, i datori di lavoro.
E allora?
La risposta sono i sondaggi. Ne ha fatto uno Repubblica di una banalità che mi spaventa.

"Lei ha paura di essere vittima di un'aggressione sessuale?"
"No, guardi, io sono un mezzo cesso, quindi non sono appetibile".
Ma che cazzo di domanda è?!

Invece di fare queste sensazionali scoperte, invece di chiamare le donne per chiedere se credono che sia più facile essere violentate in un parcheggio, in un parco pubblico o in un vicolo buio, potrebbero parlare degli stupri in famiglia, o delle pene per gli stupratori, che troppo spesso se ne tornano a casa felici e beati troppo presto, pronti a ricominciare.

Bambini Soldato

All'Aja stanno processando Thomas Lubanga, leader dell'Unione dei patrioti congolesi, accusato di violazioni dei diritti umani. Per la guerra, lui arruolava bambini.

Comunque, vi consiglio davvero di leggere "Memorie di un soldato bambino", di Ishmael Beah.
Io ho pianto come poche volte, ma davvero ne vale la pena.

http://www.neripozza.it/collane_dett.php?id_coll=2&id_lib=350

mercoledì 28 gennaio 2009

Divieto di segnalazione

I medici si ribellano a chi chiede (ordina?) di denunciare i clandestini che si rivolgono al servizio sanitario nazionale.

Io penso agli immigrati clandestini che si spaccano la schiena per due lire e che sanno di poter contare sul completo anonimato in caso di una visita.
Io penso alle donne immigrate che sanno che potranno partorire al sicuro e senza che il loro nome esca mai fuori.

Il comunicato, dal sito di Medici Senza Frontiere:

Il 3 febbraio prossimo il Senato voterà un emendamento volto a sopprimere il principio di “non segnalazione” alle autorità per il migrante irregolare che si rivolge ad una struttura sanitaria. Medici Senza Frontiere (MSF), Società Italiana di Medicina delle Migrazioni (SIMM), Associazione Studi Giuridici sull’Immigrazione (ASGI), Osservatorio Italiano sulla Salute Globale (OISG) hanno lanciato oggi un appello alla società civile per chiedere ai Senatori di non abrogare il suddetto principio.

MSF, SIMM, ASGI e OISG hanno inoltre annunciato una fiaccolata della società civile il 2 febbraio davanti a Montecitorio (tra Piazza della Colonna Antonina e l’obelisco) dalle 17.30 alle 20.00 al quale sono invitati a partecipare operatori sanitari, organizzazioni non governative, rappresentanti della società civile e cittadini.



E qui l'appello ai senatori.


Io ho firmato.

Pizzardoni armati

E quindi è fatta, i pizzardoni romani, se vorranno, potranno prendersi pistola, manganello e spray antiaggressione.
Ma solo per difesa personale, quindi l'associazione romana vigili urbani ricorrerà al Tar: vogliono poter sparare a tutti, non solo a chi li mena...

Io però ho davanti la faccia di Albertone ne "Il Vigile" e mi viene da ridere.
E poi immagino le liti per le multe (a Roma sappiamo essere davvero coatti quando guidiamo) e qui rido meno.

Mah, secondo me è una cazzata, ma forse non tra le peggiori uscite del SindacoDegliAltri.

Indignazione n°1

Questo è il primo post del mio vecchio blog.


Io mi indigno. Sono una di quelle persone che davanti al televisore o leggendo il giornale parla da sola, si arrabbia, si infuria, si infervora.



Amici, parenti e colleghi sono ormai esasperati da cotanta indignazione e se continuo a parlare da sola finisce che impazzisco ed è certo che col mio stipendio di lavoratore precario non potrei pagare un buon analista.
Ma la condivisione per me è importante.
 
Quindi, adesso vorrei parlare della mia indignazione giornaliera.

Frattini vs Santoro

"Santoro è antisemita!" ha tuonato Frattini.

"L'antisemitismo che oggi si registra in molti paesi, tra cui l'Italia è un virus per l'Europa ed è ormai entrato nel linguaggio corrente, addirittura nei mezzi di informazione e di alcuni attori politici. La trasmissione di Santoro è un esempio di quello che nessuna televisione democratica dovrebbe mai fare".

Non sapendo con chi prendersela ora che gli antisemiti veri, penso ad esempio ai gruppi neo fascisti italiani, sono stati definitivamente sdoganati da Berlusconi, Frattini riattacca il pippone sulla puntata di Annozero "La guerra dei bambini".

Strepitosa la replica della redazione:

"Egregio Ministro Frattini,

lei ha oggi affermato che “l’antisemitismo umilia la persona umana”. Accusare ingiustamente un giornalista e il suo gruppo di lavoro di antisemitismo rappresenta, di conseguenza, una insopportabile offesa per la dignità personale e per quella professionale.
Lei ha agito al riparo del suo ruolo pubblico, piegandolo ad interessi censori di parte ed ha utilizzato un’ occasione ufficiale e solenne, oseremmo dire sacra, come il giorno della Memoria, per insultare chi non poteva difendersi. Siamo sbigottiti per le sue dichiarazioni e ci chiediamo se lei conosca l’esatto significato e la valenza del termine che ha adoperato.

Egregio Ministro, iscrivendoci tra gli esempi di antisemitismo dei media, ha tuttavia dimenticato di essere un pubblico ufficiale che di fronte ad un reato (e l’antisemitismo per il nostro codice lo è), ha il dovere di denunciarlo alla magistratura.

Ci auguriamo che lei si limiti semplicemente a chiederci scusa, senza rinunciare a pronunciare nei nostri confronti le critiche più severe. Altrimenti saremo costretti a chiedere di essere processati, consegnando al giudice le sue parole per ottenere un giudizio imparziale, mettendo a disposizione di una valutazione serena non solo la puntata di Annozero, “La guerra dei bambini”, ma tutta la nostra vita spesa a difendere i diritti degli ebrei e quelli di qualunque altra minoranza.
" http://www.annozero.rai.it

Immagino la faccia di Frattini durante la lettura...

Anche la Rai, che pure non era stata tenera con Santoro, trova le accuse un tantino infondate:
'La Rai ha reso pubbliche in un documento approvato all'unanimità dal Cda nella sua ultima riunione, le proprie critiche alla puntata di Annozero dello scorso 15 gennaio. Se fossero stati ravvisati elementi di antisemitismo sarebbero stati esplicitamente e duramente stigmatizzati''.

Quindi un conto è dire che la trasmissione era di parte (ma se una puntata si chiama "la guerra dei bambini" e a Gaza sono stati ammazzati 400 bambini, uno che si aspettava, la favola di Peter Pan?), un altro è dare dell'antisemita a buffo perché va di moda.

Bellissima la replica di Frattini, che dice di non aver voluto offendere Santoro, né la sua redazione. "Al contrario ho espresso, come credo sia mio dovere, oltre che mio diritto, un giudizio politico tutt'altro che censorio sulla ben nota puntata di Annozero. E' stato il contesto generale nel quale si è svolta ad evocare, anche al di là della sua volontà, sentimenti ostili agli ebrei".
Sul sito di Annozero c'è la risposta integrale, che copio e incollo:

"Egregio Dottor Santoro,

con le mie dichiarazioni non ho certo voluto offendere Lei, né la Sua redazione. Al contrario ho espresso, come credo sia mio dovere, oltre che mio diritto, un giudizio politico tutt’altro che censorio sulla ben nota puntata di Annozero da Lei condotta.

E’ stato il contesto generale nel quale la puntata si è svolta – con particolare riferimento alla scelta di immagini e interviste dei servizi che hanno peraltro provocato l’abbandono della trasmissione da parte di una Sua illustre collega - ad evocare, anche al di là della Sua volontà, sentimenti ostili agli ebrei. La critica unilaterale delle azioni israeliane ha contribuito non solo a creare un clima di riprovazione politica nei confronti di Israele, ma anche e soprattutto ad alimentare rinnovate pulsioni antiebraiche.

Come Lei ben sa, è molto tenue e delicato il confine che separa la critica politica allo Stato di Israele con il rischio troppe volte fondato di cadere nell’antisemitismo. E questo confine, la Sua trasmissione ha contribuito ad oltrepassare."


Uhm... A parte il fatto che se te mi dici antisemita mi offendi eccome, perché in pratica mi stai dando dello schifoso pezzo di merda e quindi magari le parole vanno pesate prima di usarle, la risposta è nel più perfetto stile frattiniano: tante parole, pochissimo significato.
Ma va bene così, non mi aspettavo altro.

Ne dubitavate?

Per tutto il casino dell'estradizione di Battisti, Mantica, sottosegretario agli Esteri, aveva detto che si sarebbe dovuta bloccare l'amichevole Italia-Brasile. Appena ho sentito la notizia ho sorriso: in Italia poche cose non si toccano. E il calcio è la prima.
Quindi il Governo risponde per bocca di Cimi, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega allo sporti: "L'amichevole tra Italia e Brasile si giocherà regolarmente. La disputa dell'incontro di calcio non è mai stata messa in discussione dal governo, nè potrebbe esserlo".
Anche perché il Brasile, si sa, ci offre campioni niente male. Ad esempio Kakà, che costa più o meno quanto il pacchetto per la crisi...

Ora, io non credo assolutamente che bloccare una partita di calcio possa essere di qualche aiuto nella risoluzione dei problemi politici mondiali (altrimenti mi dedicherei all'organizzazione di tornei e campionati per il resto dei miei giorni) ma sarà che Famiglia Cristiana ha appena detto che Berlusconi pensa solo a Kakà, m'è venuto da ridere lo stesso.

martedì 27 gennaio 2009

Ahahhaha... paraculo

Dopo aver vinto una campagna elettorale al grido di "fuori i rumeni dall'italia perché stuprano le nostre donne", oggi il SindacoDegliAltri, che sta imparando la paraculaggine molto in fretta, si dice molto soddisfatto (e lo siamo tutti) per l'arresto dei responsabili dello stupro di Guidonia, ma avverte: "non commettiamo l'errore di generalizzare e pensare che tutti i romeni commettono questi reati. Le colpe e gli errori di un singolo non vanno generalizzati su interi popoli e intere comunita'. Farlo sarebbe un errore culturale".

Detto da lui suona veramente stonato.

Razzisteria

[youtube http://www.youtube.com/watch?v=NNLkCPvoRn8&hl=it&fs=1]

Giornata della Memoria

E mente il mondo si interroga su quello che è successo nella speranza che non accada mai più, Bagnasco dice alla comunità ebraica che è stata tanto cattiva col povero Benedetto XVI. Cosa avrà fatto poi di tanto terribile? Ha solo tolto la scomunica a qualche vescovo. Il fatto che ci sia in mezzo un negazionista* non è poi così rilevante.

QUI l'intervista

Genova

Lo scorso Luglio c'è stata una sentenza di condanna nei confronti dei torturatori di Genova -perché di questo si è trattato, tortura- a pene ridicole e a un risarcimento alle vittime di un paio di milioni di euro.

Ora però lo Stato decide che questi soldi non li vuole tirare fuori e quindi l'Avvocatura ha appellato la sentenza.

Quindi anche se si è ammesso che i manifestanti, uomini, donne, adulti e ragazzi sono stati sottoposti a "vergognose vessazioni", non si ritiene opportuno risarcirli.

"Il favorevole esito dell'impugnativa proposta imporrebbe quindi un recupero di quanto indebitamente versato che, in mancanza di garanzie reali, e vista la molteplicità dei destinatari - molti dei quali, oltretutto, residenti in differenti Stati - rischierebbe di non andare a buon fine", scrivono gli avvocati dello Stato.

Però comunque hanno chiesto scusa, è gente educata questa.
Io Stato ti lascio torturare, ti umilio, mento sulla tua identità (tutti pericolosissimi sovversivi, altro che pacifici manifestanti!), di fatto ti rapisco, poi mento con false prove (le molotov), per salvarmi il culo e poi quando mi accorgo di stare nella merda fino al collo, ti chiedo scusa.
Anche perché quei brutti cattivoni che ti hanno picchiato e minacciato nelle patrie galere in quel momento erano talmente cattivi che "non potevano più essere considerati servitori dello Stato".

Comodo, in effetti.

lunedì 26 gennaio 2009

Autarchia unica via

Allora al centro storico di Lucca non si può mangiare etnico. Si mangerà solo cucina italiana e in ogni menù dovrà esserci almeno un piatto tipico lucchese. Il tutto "al fine di salvaguardare la tradizione culinaria e la tipicità architettonica, strutturale, culturale, storica e di arredo non è ammessa l'attivazione di esercizi di somministrazione, la cui attività svolta sia riconducibile ad etnie diverse".

Inoltre gli arredi dovranno essere 'confacenti al centro storico stesso' e quindi dovranno fornire: 'sedie in legno, arredamento elegante e signorile anche nei dettagli'. Il personale, poi, dovrà indossare una "elegante uniforme adatta agli ambienti nei quali si svolge il servizio".

Basta kebab e falafel, riso alla cantonese, ma anche escargot e nouvele cousine...
Che tristezza.

Merde

Su Facebook si possono creare pagine e gruppi per ogni cosa.
Anche per lo "stupro di gruppo".
Ora io mi chiedo quale persona possa anche solo immaginare di svegliarsi la mattina e creare un gruppo di fan dello stupro di gruppo.
Cosa ha imparato questa gente in casa, a scuola, tra gli amici? Che storia può avere un simile individuo?

Auguro il peggio. Solo il peggio.

"Emergenza"

Le aperture della stragrande maggioranza dei Tg negli ultimi giorni parlano di "emergenza stupri".

Nel 1975 Susan Brownmiller scrisse "Against our will: men. women and rape". L'autrice qui sostiene che la "scoperta" dell'uomo di poter fare violenza alle donne è importante quanto l'invenzione della ruota e la scoperta del fuoco. Erano gli anni del femminismo radicale e la Brownmiller sottolineava come la capacità dell'uomo (e solo dell'uomo, perché gli animali non stuprano le loro femmine) di usare violenza possa essere una delle cause primarie della sottomissione della donna al potere maschile.

Non c'è nessuna "emergenza stupri". Gli stupri ci sono sempre stati, dall'inizio della storia dell'uomo e purtroppo per tutte noi (non solo per le "belle ragazza"), non possono essere impediti per decreto.
Ci vorrebbero però pene certe e severe.
Possibile che si faccia più carcere per tre canne che per violenza sessuale?

E a Berlusconi, che dice che servirebbe un militare per ogni bella ragazza italiana e che crede che questo sia un complimento alle donne e che comunque non si deve mai "perdere il senso della leggerezza e dell'umorismo", va tutto il mio disprezzo.

venerdì 23 gennaio 2009

Antifa

ROMA LIBERA DAI FASCISTI

Il 19 gennaio l’organizzazione neonazista Casapound ha occupato una struttura comunale in via Pellati, al Portuense. Ancora una volta tentano di mettere piede in una parte di Roma che negli anni ha saputo mantenere alta l’attenzione e prevenire che si aprissero nuove sedi fasciste.
Questo spazio, originariamente destinato a servizi per il quartiere, è stato per un paio di giorni presidiato da qualche decina di nostalgici, che dichiarano di voler riavviare al suo interno, oltre che il solito rancido covo, l’attività dell’associazione “Anni verdi”, già chiusa per aver sottratto alla sanità laziale ben 1.200.000 euro, speculando sui servizi ai disabili.
L’immediata campagna proposta dalle realtà sociali ed antirazziste del territorio è stata oggetto di una vera e propria intimidazione da parte della questura di Roma, per inibire qualsiasi mobilitazione contro questa tentativo di un gruppetto di neonazisti di inserirsi in un tessuto urbano in cui occupazioni a scopo abitativo, spazi sociali, cittadini di differente provenienza e cultura convivono in uno dei pochi spazi della città ancora non avvelenato dallo squadrismo e dal razzismo dell’estrema destra.
Già dal pomeriggio del 21 camionette della celere e volanti tutelano gli “occupanti” da qualsiasi manifestazione di indignazione, insieme a consiglieri comunali e municipali del PDL, che spingono perché a questo gruppetto di nostalgici venga assegnato uno spazio pubblico, sostenuto con denaro pubblico. Uno spazio in cui proseguire le intimidazioni e aggressioni fasciste razziste ed antisemite, unica forma di attivismo che venga promossa dalla destra estrema romana, che ha già portato, nell’agosto 2006 alla morte di Renato Biagetti, accoltellato da due fascisti sul litorale di Focene.
Il sindaco Alemanno, e buona parte della maggioranza, che non ha mai rinnegato il proprio attivismo squadrista, sono saliti al Campidoglio con il proposito di cambiare radicalmente il volto di questa città, comprese le forme dell’aggregazione giovanile e della socialità.
Lo spazio che si è aperto in questa fase di governo delle destre sul paese e nella città di Roma per organizzazioni, associazioni e partitucoli fascisti ha prodotto una legittimazione dell’infiltrazione di poche decine di militanti, senza alcun radicamento e credibilità, fin dentro i nostri territori e nelle lotte sociali.
Durante le mobilitazioni studentesche dello scorso autunno, la presenza di neofascisti, culminata con l’aggressione respinta a Piazza Navona, segnava il tentativo di chiudere una battaglia fondamentale sull’accesso alla formazione e sul futuro della cultura di un intero paese, nelle strette maglie di una identità generazionale, chiusa e corporativa, assai cara a chi governa.
La lotta per il diritto all’abitare, con una storia di decenni combattuti per garantire a tutt* il diritto ad un’esistenza degna, nella capitale dei palazzinari e delle mafie del cemento, è stata messa in discussione da qualche speculatore dell’emergenza abitativa, come appunto Casa Pound e le sue semivuote occupazioni fantoccio, razziste ed identitarie.
Allo stesso modo, spazi neofascisti, come il Foro 753 e la stessa Casa Pound, vere e proprie sedi di partito, vengono utilizzate come contrappeso alla socialità indipendente, ricca e radicata delle decine di centri sociali e alla libera aggregazione delle piazze e delle strade.
Vogliono una città sempre più sterile, costosa ed escludente.
In centro come in periferia, piazze e luoghi vivi della città sono ormai chiusi alla libera frequentazione, resi invivibili dalle ordinanze e dalla presenza asfissiante della polizia.
Ai centri sociali e ai movimenti per il diritto all’abitare che rivendicano l’antifascismo e la pratica dell’autogestione, che arricchiscono la metropoli aprendo spazi all’incontro, all’attivazione e all’espressione delle tante identità di questa città, è stata dichiarata una vera e propria guerra.
Una guerra iniziata con lo sgombero dell’Horus, chiuso militarmente con il teatrino delle finte molotov, e dell’occupazione di case di via Revoltella, a Monteverde, esperimento socioabitativo sostenuto e attraversato da giovani e residenti del quartiere, l’intervento di decine di celerini contro l’occupazione simbolica di via Induno, che denunciava una speculazione immobiliare nel cuore di Trastevere.
Non ci lasciamo intimidire, vogliamo denunciare con forza questa sporca operazione di legittimazione dei figliocci di Alemanno, senza altra credibilità se non la polizia che la sostiene.

Convochiamo una manifestazione contro l’apertura di un covo neonazista al quartiere portuense.
Appuntamento Sabato 24 Gennaio, alle 17:30 in piazzale della Radio

Con Renato nel cuore,
Antifascist* sempre

Da Acrobaxlist


da Antifa

Appunto

E mentre scrivevo il post precedente è uscita la notizia di una coppia di ventenni aggredita: lui malmenato e chiuso nel bagagliaio, lei stuprata.
Sempre a Roma.

Lo stupro non ha nazione?

Giusta l'indignazione e la rabbia per lo stupro di Centocelle.

Solo che pare che rabbia e indignazione "pubbliche" siano diverse in base alla nazione di appartenenza di vittima e aggressore.

Qualcuno ricorderà che il 13 Maggio scorso una donna rumena, che faceva pulizie in un call-center di Piazza Vescovio a Roma è stata violentata dal compagno della manager dell'azienda.
Lo stupratore è stato arrestato mentre scappava: ALESSIO AMADIO, italianissimo, che ha dichiarato in tribunale: "A causa di quella denuncia ho perso un ottimo lavoro e la mia compagna, è stata una debolezza, ho ceduto agli sguardi di Magdalena (Arghyri) ai suoi ammiccamenti, forse perché avevo la macchina bella, ma non le ho fatto nessuna violenza".
Quindi la colpa dello stupro, di nuovo, è della donna.
La pensa così anche la sua ex: "Alessio è un uomo dolce, lei portava i tacchi a spillo..." come se questi potessero giustificare la violenza sessuale.
Tutte in giro con burqua, ma senza dimenticare scurissimi occhiali da sole, così nessuno potrà toccarci mai...

La cosa "interessante" è che se anche il SindacoDegliAltri in preda alla necessità di sconfiggere Rutelli e sulla scia del caso Reggiani avesse detto che il Campidoglio si sarebbe costituito parte civile in ogni processo per stupro, Magdalena Arghyri non ha avuto il Campidoglio accanto durante l'udienza in Tribunale del 21 Gennaio.

Fuori, a Piazzale Clodio, le femministe organizzavano un presidio per Magdalena, urlando che "La violenza contro le donne non ha nazione".

A meno che la vittima non sia straniera e l'aguzzino un italiano duro e puro.

Eluana è nostra figlia

E l'appello lanciato da Franca Rame su L'Unità.


Eluana è anche nostra figlia. Ci rivolgiamo attraverso questo appello alle massime istituzioni della Repubblica perché ciascuna per la sua parte si impegni a far rispettare una sentenza definitiva ed esecutiva.

Perché in Italia il diritto abbia la meglio sui ricatti, le intimidazioni, l'oscurantismo di chi non tiene conto della tragedia di una famiglia, simbolo di altre migliaia di persone che si trovano nella medesima situazione.

Eluana è anche nostra figlia.



giovedì 22 gennaio 2009

AAA stato LAICO cercasi

Io non sono d'accordo con l'obiezione di coscienza da parte dei medici che operano nel servizio sanitario nazionale, nemmeno per l'unica prevista, quella sull'aborto.
Una legge dello Stato consente alle donne di abortire senza rischiare la pelle su un tavolaccio zozzo, quindi se te sei contrario, trovati una clinica privata e  non rompere i coglioni.
Comunque ormai il danno è fatto e spero sempre di non incontrare gente simile.

Ora però ci si scatena. L'obiezione va di moda e soprattutto i preti e i politici opportunisti sono in prima linea nel cercare nuove obiezioni da fare.

Ieri il cardinale di Torino (carica istituzionale di uno stato estero, il Vaticano) ha chiesto ai medici italiani (lavoratori di uno stato diverso, l'Italia) di fare obiezione di coscienza: "i medici cattolici che si trovassero a lavorare nell'ospedale dove si intende interrompere l'alimentazione di una persona, dovrebbero obiettare e rifiutarsi di farlo". Questo anche dove ci fosse una direttiva da parte della persona in questione,  perché "quella scelta va contro i principi morali della chiesa".
La Chiesa?!
Ma sti cazzi della chiesa!
Qui si tratta di ME, io me ne frego di quello che vogliono i preti, il papa, la chiesa.

Riguardo all'accanimento terapeutico, il cardinale ha un'idea tutta sua della vicenda Englaro:
"La chiesa è contraria all'accanimento terapeutico. Ma qui non siamo in un caso di accanimento. Qui dobbiamo decidere se continuare ad alimentare una persona o lasciarla morire di fame. Lasciare morire di fame qualcuno che è ridotto a uno stato vegetativo è eutanasia e la chiesa è contraria all'eutanasia come a ogni forma di negazione della vita".

E poi un passato di logica stringente. Domanda: la chiesa dice no, ma le leggi e le sentenze dello Stato Italiano dicono di si. Riposta: "La legge di Dio non può mai essere contro l'uomo. La legge di Dio è sempre per l'uomo. Andare contro la legge di Dio significa andare contro l'uomo. Dunque, se le due leggi entrano in contrasto è perché la legge dell'uomo non è una buona legge e si rivelerà tale dai suoi frutti".

Chiarissimo. Torniamo alle leggi dei padri, insomma, come fanno nell'Islam più osservante, quello che andiamo a bombardare in nome della democrazia.

martedì 20 gennaio 2009

Occupare non è reato

Soprattutto se a Roma il sindaco viene da dove viene e gli occupanti vengono da Casapound.

Insomma, Casapound occupa un locale di proprietà del comune. Di solito a queste occupazioni seguono condanne, sgomberi e via discorrendo. Stavolta, invece, Fabrizio Santori, presidente della Commissione Sicurezza del Comune, ha detto che "l'occupazione dei locali [...] ha il merito di mettere in luce dei ritardi da parte del Municipio". Quindi se la prende con Paris, presidente appunto del Municipio, eletto dalla sinistra.
Interessante notare come qualche ora prima Santori aveva detto "E' necessario intervenire con urgenza per porre fine agli abusi di chi , strumentalizzando famiglie disperate e persone spinte da una reale emergenza abitativa, occupa edifici pubblici e privati opponendosi alla legalità e calpestando i diritti. Quella delle occupazioni, dunque, è una realtà in continua evoluzione e purtroppo in espansione". Solo che in questo caso si riferiva all'occupazione di uno stabile al Prenestino, dsa parte di famiglie e i Blocchi Precari Metropolitani, che con Casapound non hanno niente a che spartire.

Due pesi e due misure?



crf. L'Unità di oggi, in cronaca di Roma.

lunedì 19 gennaio 2009

Coprifuoco!

Da ieri a Roma il SindacoDegliAltri ha messo il coprifuoco: dalle 21 non si potrà più bere in strada e dalle 2 nemmeno nei locali. Così si risolveranno tutti i problemi di ordine pubblico a Roma. Come dice il mio amico V, toccherà ubriacarci dalle 19 alle 21 e poi girare con una bottiglia di acqua piena di grappa, che il colore è quello.

Comunque, il divieto vale solo al centro storico, a Testaccio, a Ponte Milvio, San Lorenzo e Pigneto.
Roma è grande: avoja a beve!
Già immagino le strisce rosa fucsia a delimitare le zone alcool free. 
Per noi bevitori-fumatori, comunque, è una tragedia: già ci tocca fumare fuori nonostante il freddo e la pioggia, ora dovremo farlo anche senza birra al seguito.
E nei locali coi tavoli all’aperto come funziona?
Posso mettermi in piedi accanto a un gruppo e saltare in braccio al primo che capita quando vedo passare la volante?

Violenza privata

Dopo aver intimato a tutte le cliniche italiane e a quella di Udine in particolare di non accogliere Eluana Englaro per rispettare la sentenza della Corte di Cassazione, Sacconi è indagato dalla Procura di Roma per “violenza privata”.
Il povero Sacconi, che paventava “conseguenze inimmaginabili” per la clinica di Udine, si sente attaccato e parla di un “atto intimidatorio”. “Non sono Ponzio Pilato”, ha detto “Non ho compiuto atti violenti. Ho assunto in scienza e coscienza l’atto di indirizzo rivolto al Servizio Sanitario Nazionale.”
 Dice che lui è sereno. Certo, non è difficile esserlo quando non è tua figlia che sta in quelle condizioni in balia di preti e politicanti.

Interessante come ogni volta che un politico viene indagato per qualsiasi motivo le sue prime parole siano “atto intimidatorio”.

Come al solito, il mio massimo rispetto per il signor Englaro, che nonostante tutto continua la sua lotta con dignità e serietà.

Palestina 2009

Davide e GoliaComincio col dire che io sono di parte.
Io sto dalla parte dei Palestinesi.
Io sto dalla parte di un popolo che se ne stava tranquillo e beato e che è stato usato dalle potenze occidentali come lava-coscienza per aver taciuto davanti alla barbarie nazista.
Soprattutto dico che questo per me è prima di tutto un problema politico: se sei ebreo, arabo, cristiano, se veneri il dio spazzolino-da-denti o la dea borsetta-di-pajettes a me non cambia niente.
Io sono fieramente atea e senza dio, molto di sinistra e fermamente convinta dell’uguaglianza di tutti, fatte salve le differenze che ci arricchiscono.
L’unico mio pregiudizio è contro quanti restano cocciutamente attaccati alle proprie idee, senza alcuna voglia di saperne di più, di crescere e imparare. Che poi non è che i risultati dell'indagine debbano essere gli stessi per tutti: come diceva il buon Socrate, l’importante è la ricerca.

Questo voglio metterlo in chiaro per evitare che qualcuno venga a dirmi che sono “amica dei terroristi, negazionista e pure un po’ nazista”, anche se , francamente, mi sono rotta le palle di dover fare questa premessa ogni volta che parlo della questione palestinese.

Sabato c’è stata la manifestazione nazionale a Roma contro la guerra in Palestina, contro l’attacco indiscriminato di Israele su Gaza, per la Pace e per il popolo Palestinese.
 

Un corteo pieno di gente, molto diverso dalle manifestazioni per la Palestina cui ero abituata a partecipare. Quando ero ragazzina ai cortei pro Palestina eravamo pochi, quasi tutti dei centri sociali o delle associazioni, gli arabi che ricordo accanto a noi erano pochi e in un certo senso “intimiditi”.
La più grossa differenza che ho visto sabato è stata proprio l’enorme partecipazione degli Arabi.
Tantissimi uomini e donne, che ormai vivono qui e che sono scesi in piazza per il loro popolo, per la loro patria. C’erano ragazzini che parlano il romano probabilmente meglio della loro lingua madre.
Tante bandiere palestinesi, tante bandiere rosse (avrà ragione D’Alema a dire che la destra italiana è filo-israeliana solo per ripulirsi del suo “passato” fascista?) e bandiere della pace.
Molti uomini tenevano in mano le foto dei risultati dei bombardamenti su Gaza: morti, feriti, macerie.
Davanti al Colosseo la manifestazione si è fermata per la preghiera. È stato bello vedere come tutti si sono fermati e si sono messi da parte per lasciare pregare chi voleva farlo.
Un silenzio quasi irreale e centinaia di persone in ginocchio in direzione della Mecca, l’unica voce era quella dell’Imam. Non avevo mai visto una preghiera musulmana. È stato emozionante.


Mi manca senza dubbio l’acume di Gad Lerner per vedere in quest’atto il “progetto egemonico: la conquista della leadership sulle comunità immigrate”.
Io che sono poca vedevo solo un atto di devozione: in fondo se sei un buon musulmano devi pregare cinque volte al giorno: all’alba, poco prima del sorgere del sole; il pomeriggio quando il sole comincia a calare; al tramonto, quando il sole scompare; la sera e la notte.
E’ il solito discorso: di stronzi è pieno il mondo, ovunque e in ogni tempo, ma vederli dappertutto è patologico.
Allo stesso modo non sono indignata dopo l’ultima puntata di Annozero. Vero che lì si “faceva il tifo” per il popolo Palestinese, ma come non partecipare al loro dolore e alla loro rabbia se UN TERZO dei morti sono bambini? Come non credere che il bombardamento indiscriminato non farà che aumentare il numero di chi è disposto a diventare “martire”?
E poi si, Hamas è un covo di vili assassini, ma Hamas ha vinto delle libere elezioni anche grazie alla politica di Israele, che ha reso “religioso” uno dei pochi stati arabi che di religione si interessava ben poco. Voglio dire, delegittimare e indebolire al-Fatah non poteva che rafforzare le frange più estremiste al suo interno e offrire ad Hamas la possibilità di espandersi e prendere (legittimamente) il potere. Arafat non è mai stato un leader islamico, il suo era un problema politico: il problema era liberare la Palestina dagli occupanti, non certo renderla uno stato islamico.


Comunque, molti slogan erano parecchio duri, figli dell’orrore che sta vivendo il popolo di Gaza, ma non ho visto bandiere bruciate. C’erano bandiere di Israele sporche di sangue e con la svastica accanto alla stella di Davide. Indubbiamente non si può paragonare l’orrore dell’Olocausto a tutto questo, ma le provocazioni (se sane e non violente) servono a far riflettere.


Mi è tornato in mente un vecchio manifesto che girava negli anni 90, Era il disegno di una donna con in braccio un bambino e diceva -più o meno- che finché un bambino sarebbe nato, quel bambino avrebbe liberato la Palestina.

A volte mi chiedo se farne fuori così tanti non sia una specie di “assicurazione sul futuro”. So che è un’orrida provocazione, ma a volte l’impressione è quella.

Slogan duri anche contro di “noi”, contro il mondo occidentale che resta a guardare in silenzio un popolo che muore. Gaza è una prigione e all’occidente sembra andare benissimo così.

Chissà, magari tra vent’anni per pulirci la coscienza ed espiare il silenzio e l’inerzia decideremo di risarcire il popolo palestinese mandandolo in massa a Bora-Bora.

Intanto in Sardegna Berlusconi ha spiegato a modo suo cosa sono i nuraghi, ha parlato dell’ “astrologa” Margherita Hack e soprattutto ha divertito la platea con un’esilarante barzelletta sui lager, tanto per dimostrarci una volta di più, se mai ce ne fosse bisogno, qual è il suo spessore politico e il suo ruolo nel mondo.


 


Striscia di Sangue
                                                                                                                                                                    


 


 


 


 


 


 


 



venerdì 16 gennaio 2009

BOMBE

Copio e incollo:



1100 morti. 5100 feriti. BOMBARDATO UN OSPEDALE DI GAZA con 500 persone all'interno. Attaccati edifici di agenzie giornalistiche e sede UNRWA. Bombardata la casa di sheikh Siyam. Uccisa tutta la famiglia.




Gaza - Infopal, ore 16. Nuovo eccidio.
Gli aerei da guerra israeliani hanno compiuto un nuovo massacro, bombardando la casa di shaikh Iyad Siyam, fratello del ministro dell’Interno palestinese del governo Haniyah, Said Siyam. Al momento del bombardamento tutta la famiglia era in casa: sono stati uccisi shaikh Iyad e la sua famiglia.



Ore 12,30. Le forze israeliane hanno bombardato l'ospedale Al-Quds della Mezzaluna Rossa a Gaza. All'interno ci sono 500 persone, tra feriti, malati e personale medico.



Avanzano dentro la città di Gaza le forze di terra israeliane, appoggiate dai corazzati e dall'aviazione, che bombarda senza sosta.



La popolazione cerca scampo fuggendo dalle proprie case, ma la Striscia è sigillata e divisa ormai in settori controllati dall'esercito, e non ci sono vie di fuga reali. 1,5 milioni di essere umani sono braccati come animali in gabbia, contro i quali criminali di guerra stanno facendo il tiro al bersaglio.



Questa mattina ci è giunto un messaggio da Vittorio Arrigoni che parlava di "ospedale al-Quds circondato dai cecchini israeliani". L'ospedale, che appartiene al Palestine Red Crescent (la Luna Rossa palestinese) è andato a fuoco a seguito di un bombardamento israeliano. Il personale teme che possa esplodere da un momento all'altro, a causa della presenza di combustibile stoccato nei magazzini.



Vittorio Arrigoni, che presta servizio nell'ospedale al-Quds, si è salvato dal bombardamento in quanto si era recato al porto di Gaza ad aspettare la nave del Free Gaza, attesa per questa mattina - e rimandata indietro con la forza dalla Marina israeliana. Ci fa sapere che la situazione a Gaza è "devastante".



Poco distante, le forze di invasione israeliane hanno circondato un altro ospedale, Al-Aqsa. All'interno ci sono feriti, personale sanitario e volontari internazionali.



“Abbiamo ricevuto 150 chiamate da persone disperate che chiedevano aiuto - ha affermato uno dei volontari presenti nell'ospedale -, ma i soldati israeliani circondano l'ospedale impedendo al personale di soccorso e alle ambulanze di uscire".



Colpita sede UNRWA: tre operatori feriti. Nel quartiere occupato dall'Agenzia per i profughi delle Nazioni Unite si trovano anche altri uffici e una scuola, che sono stati bombardati. Gli edifici stavano dando ospitalità a centinaia di palestinesi scappati dalle proprie case, distrutte dagli attacchi israeliani di queste settimane.



Sono proiettili al fosforo bianco quelli sparati contro la sede dell'Unrwa, l'agenzia Onu per i rifugiati, a Gaza. Lo afferma il sito Peacereporter, citando una intervista al portavoce dell'Unrwa Chris Gunness da Gerusalemme. "Tre tiri di artiglieria al fosforo bianco hanno raggiunto l'edificio - ha detto Gunnes - e il deposito è andato in fiamme. Tre i feriti fra il personale. Ancora una volta il lavoro degli umanitari è sotto tiro".



Bombardata la Torre dei giornalisti, "Ash-Shuruq", in strada Umar Al-Mukhtar, nel centro della città di Gaza: feriti un reporter e un cameraman di Abu Dhabi TV. L'edificio ospitava diverse agenzie stampa e networks, compresi Reuters, NBC e Al-Arabiya. I giornalisti feriti sono stati ricoverati presso l'ospedale Ash-Shifa: si tratta di Muhammad As-Susi, colpito alla testa, e Ayman Ar-Rezi.

I colleghi della Reuters hanno evacuato la redazione, lasciando in funzione una macchina fotografica che continua a scattare foto dei bombardamenti.


 

Bombe sugli ospedali

Israele, nella sua caccia ai terroristi, non si limita a bombardare le strade, le case, le scuole. Ora butta bombe sulla sede ONU e sugli ospedali, tanto per non dimenticare niente.

Non mi sento antisemita e nazista se dico che questi sono assassini, che sono criminali tanto quanto quelli che vogliono combattere.

E credo di essere nel giusto se mentre vedo Guzzanti padre che aufura "buona guerra a Israele" penso cose che dette qui mi renderebbero forse perseguibile per legge.



lunedì 12 gennaio 2009

Gaza brucia ancora

Continuano i bombardamenti su Gaza. 

Quasi 900 i morti palestinesi, tra questi un centinaio di donne e almeno 200 BAMBINI.


Poco più di 1000 gli israeliani che hanno manifestato a Tel Aviv contro l’attacco a Gaza.
Un giornalista israeliano ha scritto: “lo spaventoso bilancio non suscita nessuna domanda, come se avessimo deciso che il loro sangue vale cento volte meno del nostro”.

Un altro, sullo stesso tono “Ci dicono che Hamas è un gruppo terroristico, ma cosa siamo noi che abbiamo chiuso la gente di Gaza in una prigione per un anno?”.

Non sta parlando un antisemita con simpatie nazista. Parla un israeliano ben diverso da quelli che approfittando della bella giornata sono andati a vedere i bombardamenti su Gaza. Diverso di certo da quanti vedendo le bombe hanno esultato.


Israele fa arrivare volantini su Gaza per annunciare la “fase 3”, che consisterà nell’entrare nelle strade e nelle case di Gaza e avverte che saranno intensificate le operazioni “contro i tunnel, i depositi di armi e i terroristi”.

Non parlano di scuole, fortunatamente...
Dicono alla popolazione che per la loro sicurezza e quella delle loro famiglie non dovranno avvicinarsi “ai terroristi, ai depositi di armi”.

Forse la famiglia sterminata mentre scrivo questo post abitava vicino a un terrorista.


Non riesco a capire come non risulti chiaro che chi sopravvivrà a questo massacro non potrà che odiare.


Intanto a Roma i fascisti hanno disegnato svastiche sui muri, hanno minacciato, insultato, devastato il monumento ai partigiani a Centocelle.

Lontani da questa feccia fascista e razzista, lontani dall’esercito israeliano, lontani dai fondamentalisti e terroristi, noi abbiamo formato una catena umana che da Piazza Venezia è arrivata al Circo Massimo, chiedendo la fine dei bombardamenti a Gaza e “due popoli in due stati”.


Un uomo di mezz’età intervistato diceva di essere lì per chiedere l’immediato stop alle operazioni militari a Gaza. Ha detto che Israele sta sbagliando completamente la sua strategia politica, che in questo modo si sta “autoghettizzando”. “E io sono Ebreo”, ha concluso.
Questo vuol dire, credo, che come spesso accade, i popoli sono migliori di chi li governa.
Alla fine della manifestazione è stata letta una bellissima lettera di un soldato israeliano a sua madre. Raccontava le sensazioni che prova irrompendo in una casa palestinese urlando “fermi tutti”, facendo sdraiare faccia a terra donne e vecchi, buttando in terra zucchero e farina per controllare che non ci siano armi nascoste. Si chiede cosa proverebbe sua madre se un soldato entrasse a casa sua e le ordinasse di mettersi sdraiata faccia a terra, cosa proverebbe lui vedendo la scena. Pensa allo sguardo di odio di un bambino che lo osserva da un angolo mentre distrugge le sue cose e sa che quel bambino sarà pronto a morire per distruggere chi è entrato nella sua casa.
Non è così difficile capire che se insegni l’odio otterrai nient’altro che odio.

venerdì 9 gennaio 2009

Gaza brucia

Strane ferite: un medico alla Misna, 'Usate armi non convenzionali'.



STRANE FERITE: UN MEDICO ALLA MISNA, "USATE ARMI NON CONVENZIONALI"
           
"Non sono in grado di dire se gli israeliani stanno usando armi al
fosforo bianco o all'uranio impoverito, ma stanno sicuramente
'sperimentando' sulla popolazione di Gaza nuovi ordigni chiamati
Dime (Dense inerte metal explosive); si tratta di esplosivi di grande e
controllata potenza che causano amputazioni e danni letali per
chiunque venga colpito nel raggio di 10 metri": raggiunto dalla MISNA a Gaza
nell'ospedale di Shifa, il principale della città, il professor
Mads Gilbert, medico norvegese e membro della organizzazione umanitaria
Norwac, parla di persone che vengono portate a pezzi in ospedale,
letteralmente tagliate in parti, e di conseguenze di lunga durata
sui sopravvissuti. "Su questi strumenti di guerra non ci sono ancora
sufficienti ricerche - aggiunge - sappiamo però che chi sopravvive
ha molte probabilità di contrarre un tumore ed è comunque destinato ad
una vita da disabile".
 Le ipotesi di Gilbert, sono formulate sulla base
di altre esperienze di guerra, di quella del Libano in particolare
dove, nel 2006, gli israeliani vennero accusati di utilizzare
proprio esplosivo 'Dime' e fosforo bianco come da loro stessi ammesso in
seguito. "Non abbiamo un laboratorio dove poter analizzare campioni
-aggiunge il medico norvegese - ma parlo a ragion veduta sulla base
dei corpi senza vita e dei feriti che continuano ad affollare questo
ospedale. Ci sono corpi fatti a pezzi le cui ferite non sono state
sicuramente causate da armi convenzionali, ci sono altri corpi che
arrivano completamente bruciati, con gli organi interni
decomposti".
Una tragedia umanitaria, sottolinea Gilbert, che colpisce
indiscriminatamente tutti senza distinzione di sesso, di età, di
occupazione: "Gran parte dei feriti che stiamo trattando ha subito
gravi amputazioni; tutto quello che sta avvenendo a Gaza va contro
ogni regola del diritto internazionale. Sento parlare di guerra ad Hamas,
ma i miei occhi vedono solo bombardamenti sistematici contro la
popolazione civile anche con armi vietate dalla comunità
internazionale".[GB]

A me sa di altro

Dice CiccioBelloRutelli che lui si sente a disagio nel Piddì. Dice «Questo partito sa molto di Pci».
Ma dove?
Di sinistra nel Piddì non c'è nulla, non appena qualcuno prova a "dire qualcosa di sinistra" subito la parte cattolica piange e minaccia...
C'è chi dice che Rutelli vuole andare da Casini.
Ora, non credo che questo renderebbe il Piddì un partito degno del mio voto, ma di certo non potrebbe farlo peggiore di così.

Senza futuro

A Blob ho visto le immagini delle varie manifestazioni per la Palestina di questi giorni.

Cortei in tutto il mondo a denunciare gli orrori di Gaza. Migliaia di persone a gridare “Palestina libera”.


Da qualche parte un gruppo di bambine col velo urlava cose a me incomprensibili. Una di loro urlava più forte delle altre. Non so cosa gridassero, ma quei visi mi hanno fatto una strana impressione.

Ho pensato che intere generazioni non hanno futuro. Bambini e ragazzi che crescono in mezzo all’odio, alla guerra, con la costante minaccia di morire o di veder morire i propri cari.
Bambini e ragazzi che non avranno futuro, che continueranno a odiare, che moriranno, che uccideranno.
E intanto ancora bombe su Gaza, in nome della “pace”.

C’è più merda intorno alla pace che nel resto dello schifo che ci circonda.

Bambine che urlano con una rabbia che io provavo solo quando mi proibivano il gelato la sera. Bambini vestiti da martiri coi fucili in spalla, in un tragico teatro di quello che forse sarà.

Bambini e ragazzi che crescono pensando che la loro vita non conti abbastanza.


Cantare faccetta nera non è politica.

Qui  tocca cominciare a prendere appunti, perché almeno io perdo il conto di tutte le aggressioni che non hanno matrice politica nonostante le apparenze.

Stavolta (ri)tocca a Verona.

Scena:
Gruppo di ragazzi sui 30 che festeggia un compleanno.
Si salutano fuori dal locale.
Arriva un altro gruppo di ragazzi con le teste rasate che intona "faccetta nera", urla "siegh heil apartheid" per poi passare a coretti per le giovani donne presenti.
Uno dei ragazzi che festeggiava dice "basta", quindi viene preso a pugni in faccia, poi a calci.
Una ragazza riceve un portacenere in faccia che le spacca il naso.
Qualcuno chiama la polizia, gli aggressori scappano e le guardie chiedono i documenti agli aggrediti.

Ecco. Se vi succede una cosa del genere, sappiate che non c'è matrice politica, è solo una "lite finita male".

Io me la segno, che non si sa mai.

giovedì 8 gennaio 2009

Come potete tacere? Che aspettate?

Sento il bisogno di unire la mia debole voce a quella di coloro che in Italia e altrove hanno espresso in queste ore la loro condanna della guerra d'aggressione condotta da Israele nella tormentata striscia di Gaza. Sono convinto che non è con quella violenza iniqua che Israele può tutelare il suo domani. Anzi credo, temo che con questa aggressione infausta essa seminerà nuovo alimento per gli estremisti disperati di Hamas. E infine io sono allarmato per questo ritorno dell'urto armato di massa nei rapporti tra popoli e nazioni. E ritengo improvvida e cieca l'inerzia con cui tanti, troppi, oggi assistono a questo ritorno delle fiamme crudeli della guerra che già hanno marcato il mio tempo. Se vado a rileggere le pagine di un testo essenziale nella nostra vita democratica - alludo alla Costituzione - ricordo che quel testo ha parole che condannano la guerra d'aggressione. Perché oggi quel ripudio è dimenticato? E tremo dinanzi al riemergere delle morti infinite, delle città arse, dei massacri di massa. E tutto ciò lo vedo come un domani terribile anche per Israele, per la sua storia di esilii di lacrime, di esclusioni. Per tutto questo non capisco l'inerzia di chi oggi ci comanda anche in questa Europa, e in questa mia terra già così amaramente segnata da stragi; e illusa tragicamente - tante, troppe volte - dalla potenza delle armi. E amaramente anelo a un'altra strada. E chiedo ansiosamente a chi governa la mia terra, la mia patria: come potete tacere? che aspettate?

Pietro Ingrao
mercoledì 07 gennaio 2009

Gaza

Ho apettato prima di parlare di quello che succede in Palestina. Se non lo avessi fatto sarei stata talmente tanto dura che come al solito qualcuno mi avrebbe dato della nazista antisemita.
Io non sono antisemita né tantomeno nazista, anzi.
Quello che sta succedendo a Gaza è una vergogna.
Israele sta ammazzando i civili, spara sulle scuole uccidendo i bambini e nella miglior tradizione di guerra (di OGNI guerra) blatera di effetti collaterali della lotta al terrorismo.

Ora, ovviamente io non posso essere d'accordo con chi spara i razzi contro le case israeliane, ma credo sia altrettanto ovvio che i bombardamenti indiscriminati facciano il gioco di terroristi e fondamentalisti.
Hamas è in primo luogo un movimento politico che ha vinto delle elezioni anche grazie alla cecità della politica Israeliana.

Non credo di essere una nazista antisemita se dico che Israele dovrebbe cominciare a pensare che se continua ad ammazzare civili innocenti non farà che ingrossare le fila di chi è pronto a morire per distruggerlo.

A me 'sta faccenda del "si vis pacem para bellum" non mi ha mai convinto.

Per quello che vale, io sono con il popolo palestinese.

mercoledì 7 gennaio 2009

Cambiamenti culturali

Dice il SindacoDegliAltri che ci sono dei “cambiamenti culturali da fare”. “Dobbiamo liberarci” di certa canaglia, “trecento piccoli criminali” che tengono in ostaggio la Sapienza di Roma, dove si invitano ex terroristi e si impedisce a quel sant’uomo del papa di parlare. Dopo il nuovo invito al papa del Rettore Frati, anche il SindacoDegliAltri dice la sua, solo che la sua maschia foga lo ha fatto esagerare. In che senso “dobbiamo liberarci” di questi “piccoli criminali” e dobbiamo fare “cambiamenti culturali”? Sarà che sono decisamente e irrimediabilmente di parte, ma certe parole dette da un (ex?) fascista mi fanno una strana impressione.

In ogni caso, qualche tempo fa Moroni (ex Br, pentito) era andato al Giulio Cesare, un Liceo Classico di Roma, ma non mi pare di ricordare grosse crisi isteriche. Inoltre la lettera dei professori che si opponevano all’intervento del Papa era riferito alla circostanza in cui questi avrebbe dovuto parlare, cioè l’apertura dell’Anno Accademico di un’Università LAICA E PUBBLICA, senza contraddittorio alcuno.

Tra le migliori di sempre

I miei amati preti non mi lasciano mai sola.

Per il santo Natale, mi hanno fatto un bellissimo regalo: un articolo sull’Osservatore Romano che se la prende con la pillola. Ma non contro la RU486, così ce so’ boni tutti… stavolta se la prendono con la pillola anticoncezionale.

Secondo i miei amici preti, la pillola anticoncezionale è in realtà nient’altro che una pillola abortiva mascherata e per di più inquina ed è causa dell’infertilità maschile.


Dice il presidente della Federazione Internazionale dei Medici Cattolici che la pillola contraccettiva causa “la morte del feto”, che “funziona in molti casi con un vero effetto anti-impiantatorio, cioè abortivo, perché si espelle un piccolo feto”.

Ora, non serve essere medici e scienziati per sapere che perché ci sia un feto deve esserci un ovulo che viene fecondato da uno spermatozoo e quindi se la pillola evita l’ovulazione, l’ovulo non c’è, lo spermatozoo non feconda niente e non ci sono feti da uccidere.


Straparla poi di fantomatici “effetti ecologici devastanti” dovuti agli ormoni contenuti nel contraccettivo, che inoltre sarebbero causa dell’infertilità maschile nel mondo occidentale.


Per fortuna medici cervello-muniti rispondono spiegando come nascono i bambini e ricordando che nel “mondo occidentale” respiriamo e mangiamo talmente tanta merda che dare la colpa di tutto alla pillola anticoncezionale è quantomeno ridicolo.

Per la cronaca, poi, la pillola è spesso usata non come contraccettivo, ma come medicina.
Ma si sa, dobbiamo partorire, abortire, vivere e morire con dolore, sennò la Chiesa non saprebbe cosa fare.