lunedì 11 gennaio 2010

Quest’estate sono stata in Salento, in un paesello vicino Lecce. Che poi più che un paese sembrava uno di quei mega quartieri della periferia romana.

La via dietro casa era piena di africani. Soprattutto uomini, molti giovani, qualcuno dell’età di mio padre, la maggior parte miei coetanei.
Tutte le mattine andavano nei campi sotto il sole dell’ Agosto salentino a raccogliere frutta.


Ecco, non credo che la situazione a Rosarno fosse differente, immagino che sia ovunque così.


Questi poveracci vengono a fare da noi lavori che io per prima probabilmente non farei. E non sono necessariamente dei semianalfabeti, anzi, spesso la loro cultura media è parecchio superiore a quella di chi gli da lavoro. Si spaccano la schiena per due lire, vivono in condizioni indegne di un paese civile (ma questo è un paese civile? Io ne dubito ogni giorno un po’ di più).



Vengono sfruttati dai caporali, che chiedono il pizzo su quella miseria che mettono insieme per permettermi di mangiare cocomero, kiwi e farmi la spremuta. Le mafie ci sguazzano: manodopera a bassissimo costo e un capro espiatorio sempre pronto all’uso. E lo stato se ne fotte. Quando poi scoppiano i guai, allora è un continuo scarica barile, con Maroni che dice che è colpa della sinistra, dimenticando che in questo paese è in vigore un abominio chiamato “Bossi-Fini”.


Ma non importa, quelli sono negri. E noi i negri qua non ce li vogliamo. O meglio, ci servono per raccogliere le nostre arance, i pomodori e i cocomeri, ma una volta finita la giornata devono sparire, non farsi vedere, rintanarsi da qualche parte e non rovinarci la serata.


E se proveranno ad alzare la testa, a parlare di dignità e diritti, noi li braccheremo, li picchieremo, li prenderemo a bastonate, gli spareremo dalle nostre auto. E lo faremo davanti ai nostri figli, perché imparino com’è che vanno le cose: i negri sono negri, sono sporchi, inferiori, sono bestie, anzi no, le nostre bestie sono meglio di quei negri che nemmeno si capisce quando parlano.

2 commenti:

  1. Solo in Italia poteva succedere che la Sinistra si prendesse la colpa dei problemi dell'immigrazione con una legge sull'immigrazione scritta dalla Destra.

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