domenica 28 marzo 2010

Donne e motori gioie e dolori.


I luoghi comuni sulle donne attirano i maschi, c'è poco da fare. Prima o poi ci cascano tutti, anche gli insospettabili.
E mentre ieri auguravo brutte cose al premier per la faccenda dello
ius primae noctis, oggi bestemmio contro Massimo Fini. Che poi a me non m'è mai stato simpatico, tutt'altro.

Comunque, Fini scrive su Il Fatto Quotidiano e l'altro giorno esce questo splendido articolo dal titolo fuorviante: "Donne, guaio senza soluzione".
Non essendo in una sede del PdL o sulle pagine di Libero, lì per lì ho pensato a una cosa romantica. Tipo quelle frasi un po' trash "donne, non possiamo vivere con loro, ma moriremmo senza di loro" o qualcosa del genere. O magari a un articolo provocatorio, qualcosa che magari spiegasse perché nonostante la destra italiana sia palesemente misogina è pieno di donne che continuano a votarla.
Comincio a leggere e la quantità di stronzate mi annega.

Dunque, per Massimo Fini noi siamo una razza nemica.

"Mascherate da “sesso debole” sono quello forte. Attrezzate per partorire sono molto più robuste dell’uomo e vivono sette anni di più, anche se vanno in pensione prima. Hanno la lingua biforcuta. L’uomo è diretto, la donna trasversale. L’uomo è lineare, la donna serpentina. Per l’uomo la linea più breve per congiungere due punti è la retta, per la donna l’arabesco. Lei è insondabile, sfuggente, imprevedibile. Al suo confronto il maschio è un bambino elementare che, a parità di condizioni, lei si fa su come vuole. E se, nonostante tutto, si trova in difficoltà, allora ci sono le lacrime, eterno e impareggiabile strumento di seduzione, d’inganno e di ricatto femminile. Al primo singhiozzo bisognerebbe estrarre la pistola, invece ci si arrende senza condizioni."

"Attrezzata per partorire"? ATTREZZATA PER PARTORIRE? Ma che cazzo vuol dire? Io sono donna e non mi sento affatto "attrezzata per partorire". Cristo, ancora con questa storia della femmina incubatrice? Ancora a piagne perché io vivrò sette anni in più e andrò in pensione prima? Cazzo, 'ste cose manco al bar dei vecchi alla fine della mia via si sente più.
"Al primo singhiozzo bisognerebbe estrarre la pistola", dice. EH?! Cos'è istigazione al femminicidio o solo idiozia?

Per quanto riguarda la sessualità, poi, raggiunge l'apice:
"Sul sesso hanno fondato il loro potere mettendoci dalla parte della domanda, anche se la cosa, a ben vedere, interessa e piace molto più a lei che a lui. Il suo godimento – quando le cose funzionano – è totale, il nostro solo settoriale, al limite mentale"
Che vuol dire? Siamo al livello medievale della donna ammaliatrice che la fa vedere e porta l'uomo alla perdizione o cosa?
E quel "quando le cose funzionano" che è, la solita storia per cui se non godo è perché sono frigida e non perché magari il tipo con cui trombo non è capace?

Ed ecco spiegati anni di lotte per i diritti e la liberazione della Donna: "...per lei nessuna regola, nessun principio può valere più di un istinto vitale. E quindi totalmente inaffidabile. Per questo, per secoli o millenni, l’uomo ha cercato di irreggimentarla, di circoscriverla, di limitarla, perché nessuna società regolata può basarsi sul caso femminile. Ma adesso che si sono finalmente “liberate” sono diventate davvero insopportabili."

Millenni di repressione maschile, i roghi, gli stupri "curativi", quelli "purificatori" e via discorrendo sono tentativi di irregimentarci perché siamo inaffidabili, baccanali e orgiastiche?
E' uno scherzo, spero. Sarà una provocazione, senza dubbio. Perché altrimenti siamo davvero a un livello quasi patologico. Questo deve avere serissimi problemi con le donne. Ma da anni, eh.

"Han perso, per qualche carrieruccia da segretaria, ogni femminilità, ogni dolcezza, ogni istinto materno nei confronti del marito o compagno che sia, e spesso anche dei figli quando si degnano ancora di farli. Stan lì a “chiagne” ogni momento sulla loro condizione di inferiorità e sono piene zeppe di privilegi, a cominciare dal diritto di famiglia dove, nel 95% dei casi di separazione, si tengono figli e casa, mentre il marito è l’unico soggetto che può essere sbattuto da un giorno all’altro sulla strada. "

Ecco, appunto.
Mo' non è che voglio stare a puntualizzare, ma non è che una donna deve fare i figli. Una donna si degna di farne se li vuole, quando li vuole, come e con chi vuole.
E sui privilegi, mi chiedo in che paese vive Fini, visto che è sotto gli occhi di tutti che qui le donne che arrivano a posizioni di potere sono poche e spesso per farlo sono costrette a rinunciare o a ridimensionare il resto, venendo per questo rimproverate e giudicate duramente.
Non capita spesso di sentir dire di un uomo "eh, quello lì... ha messo da parte la famiglia per il lavoro, un pessimo padre e marito."
No, anzi.
L'uomo che "rinuncia" alla famiglia per la carriera è visto quasi come un eroe, uno che "l'ha fatto per la famiglia, per dargli qualcosa di più".
La donna, invece, è una che ha trascurato marito e figli, una da compatire e criticare.
Ammetto che poco tempo fa l'ho fatto anche io, quando la mia capa, appena finita la telefonata con la figlia tredicenne, mi ha detto "è difficile fare la mamma al telefono". E io (IO) ho pensato "eh, l'hai voluto tu..." e mi sono incazzata come una bestia, perché se IO ho pensato una cosa del genere di lei e non del capo maschio, vuol dire che un bel po' della merda che circonda gente come Massimo Fini ha sporcato anche me.

Ma è l'ultimo paragrafo che mi ha fatto completamente scapocciare:
"Non fan che provocare, sculando in bikini, in tanga, in mini (“si vede tutto e di più” cantano gli 883), ma se in ufficio le fai un’innocente carezza sui capelli è già molestia sessuale, se dopo che ti ha dato il suo cellulare la chiami due volte è già stalking, se in strada, vedendola passare con aria imperiale, le fai un fischio, cosa di cui dovrebbero essere solo contente e che rimpiangeranno quando non accadrà più siamo già ai limiti dello stupro. Basta. Meglio soddisfarsi da soli dietro una siepe."

Ecco, io su questo mi taccio. Molto meglio.

6 commenti:

  1. una delle cose più convinte che abbia mai letto qui.. boia sei sfavata a strafoo stavolta!sono d'accordo su quello che dici.. non posso non esserlo.vorrei spendere due parole sui luoghi comuni: quelli non piacciono solo ai maschi, piacciono a tutti. ogni sottoinsieme di umani si sente migliore, o quantomeno diverso, se siamo fortunati, rispetto agli altri grazie ai luoghi comuni.a me i luoghi comuni piacciono molto, li trovo utili strumenti di difesa. li uso come una sorta di statistica. ma quando vengono istituzionalizzati, si chiama razzismo.scrivere questa roba su un giornale è un modo per conferire loro una validità universale che non devono avere.

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  2. Quella dello jus primae noctis mi era sfuggita.Non ho parole: l'ho finite tutte.Io e unne posso più. Davvero.Scusa lo sfogo.

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  3. cazzo che uomo sto Fini. E il bello è che gli danno anche spazio su un giornale....

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  4. Credevo che l'autore dell'articolo fosse l'altro omonimo e pseudo presidente della Camera, anche a me non è mai stato particolarmente simpatico il Massimo in questione, faceva sfoggio di un minimo di cultura nei suoi articoli, ma adesso che si è sputtanato con queste deliranti affermazioni lo depennerò completamente dalle mie letture, perbacco! Macomesefà ner dumiladieci a pensalla cosi'?E' proprio il caso di dire che siamo nella cacca fino al collo e qualcuno grida: "Non fate l'onda"!Nino

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  5. utente anonimo2 aprile 2010 13:42

    é per uomini come questo che quote rosa o non quote rosa, nidi aziendali o meno, parità o no, saremo sempre malpagate, trattate come meretrici e considerate inferiori.Facciamo troppa paura ed un confronto che prescinda dalla considerazione della nostra sessualità spaventa davvero troppo.Valentina 

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  6. Quello che poi mi manda in bestia è il nostro silenzio.Nel senso che (io per prima, sia chiaro) invece di scrivere tra noi e incazzarci tra noi, saremmo dovute andare sotto la sede de Il Fatto o sotto casa di Fini, con le noste lingue biforcute.

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