venerdì 5 marzo 2010

Sto cazzo.



I preti, si sa, hanno un problema con le donne.
E non solo perché (in teoria) non scopano.
Le donne, per loro, sono esseri fastidiosi che si sopportano solo perché vengono dalla costola di un vero maschio fatto a immagine e somiglianza del loro dio.
L'unica donna che "rispettano" è la MammaDiGesù, che però hanno dovuto far tornare vergine 1854 anni dopo la nascita del salvatore, che certo non poteva essere frutto di amplesso come tutti noi.
Fanno i vaghi, ma ogni tanto c'è qualcuno che proprio non si sa tenere, come il vescovo Emerito di Senigallia, Monsignor Oddo Fusi Pecci, che ci fa sapere quale sia il nostro vero ruolo nella società: madre, moglie, educatrice.
Che poi tradotto sarebbe una cosa tipo "donna schiava zitta e chiava", ma in chiesa le parolacce non le dicono ché è peccato, credo.
Il simpatico emerito monsignore dice che per una donna che si rispetti il lavoro viene dopo marito e figli e ci spiega come "nella crisi di valori attuale e nella emergenza educativa che viviamo, molto abbia a vedere il fatto che la donna esce molto di casa, reclami una sfrenata indipendenza dal marito e vada a lavorare".
Queste madri snaturate, che si svegliano la mattina, preparano pupi e colazioni, portano la prole a scuola, vanno al lavoro, al supermercato, a recuperare i figli e preparano la cena sono la rovina della società moderna.
Ma lo sappiamo tutti di chi è la colpa: di quelle troie esaltate delle femministe che bruciavano i reggibocce in piazza e urlavano "io sono mia!" solo per poter scopare a più non posso e poi abortire per sfregio: "il femminismo esasperato ha creato danni e lo si vede nella scarsa educazione anche cristiana dei figli."
Che poi io non lo sapevo, ma anche la biologia svolge un ruolo principale in tutta la faccenda: biologicamente noi femmine tentatrici spacciatrici di mele e pure un po' troie siamo deputate al ruolo di madri e quindi come possiamo fare le mamme se poi andiamo a lavorare?
Colpa nostra se ci sono le guerre, se esistono i bulli, se i ragazzini si ammazzano tra loro o sterminano le famiglie, colpa di queste madri rese cieche da una smodata ambizione: "Una volta quando la donna badava a quello che é la sua missione, faceva recitare le preghiere, accompagnava i bambini alla scuola e al catechismo tante storture non accadevano, bisogna riconoscerlo".
Si, "una volta" il mondo era un gran bel posto, pieno di pace&amore per tutti, poi quelle bastarde femministe hanno cominciato a mettersi in testa strane idee, come l'uguaglianza dei diritti. Pazze scriteriate, non avevano immaginato il baratro cui ci avrebbero condotto.
O forse si... (ghigno satanico -femminile- e musica paurosa in sottofondo)

3 commenti:

  1. Si vede che i preti non devono lavorare per vivere, dovessero pagare il mutuo, allevare i figli, fargli fare sport o studiare uno strumento musicale, portarli al cinema e nei musei perché mica li puoi far venire su ignoranti come zappe, magari anche a teatro, saprebbero che due stipendi sono fondamentali.
    Se potessi non lavorare, almeno finchè i pargoli sono piccoli, io avrei già un bambino in viaggio e ne farei almeno 3, ma non si può, perché sti figli vanno nutriti!

    I preti invece li nutre l'8x1000 che io a sfregio da ai valdesi!
    kisses
    Azzurra

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  2. Dio cane quando sento queste cose mi viene da drogarmi per sopportare o da imbracciare il kalashikov ed entrare in chiesa.

    Meno male che esistono le droghe, va'.

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  3. E mannaggia al clero, è il caso di dirlo!

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