mercoledì 26 maggio 2010

Papillon Rebibbia





A Ponte di Nona, non c'è un cazzo. E' una di quelle nuove periferie tanto amate dai costruttori di centri commerciali. E infatti se fate una ricerca su Google (gogol, se votate PdL) tra i risultati spicca "Roma Est", il più grande centro commerciale d'Europa.

A Ponte di Nona, però c'è anche la biblioteca "Papillon Rebibbia", che porta cultura e un modo differente di vivere a chi dalle amministrazioni comunali ha avuto solo centri commerciali e cemento.

Ovviamente la cultura non paga.
E quindi la biblioteca dovrà chiudere.

Grazie mille a
Prince Faster per avermi fatto conoscere la biblioteca qualche anno fa e per aver segnalato questa orrenda notizia.

6 commenti:

  1. Ma è ovvio!Tutti questi giovani fannulloni che perdono tempo nelle biblioteche sono una vera piaga per il paese e per l'economia: stanno lì a leggere gratis, non producono, non consumano... ma che vadano in un bel centro commerciale a spendere un po' di soldi (se li hanno)!!Chiudere le biblioteche è un provvedimento anti-crisi, non lo avevi capito?

    RispondiElimina
  2. Ah, dici che è nella "manovra"?

    RispondiElimina
  3. Speriamo che il comune gli dia questi duemila Euro!Grazie mille per il bel commento, CIAO!!!

    RispondiElimina
  4. eh ma vuoi metterea roma est c'è il Dinsney storePunzy

    RispondiElimina
  5. Grazie anche per il commento di oggi :-DCIAO!!!

    RispondiElimina
  6. Ciao arguziauna notizia terribile davvero come hai giustamente detto. Una notizia che rientra nella norma di un paese che calpesta la cultura con questo governo, un paese che alla cultura ha messo uno come Bondi che l'unica volta che si è emozionato davanti ad un'opera d'arte è quando ha visto il mausoleo di Arcore.Quando chiude una biblioteca è come se crollasse un pezzo di fondamenta di un paese.Speriamo che ci sia ancora speranzaun salutoernest

    RispondiElimina

Sproloquia pure tu.