giovedì 3 giugno 2010

Feste della Repubblica e Belle che salutano.


Stavolta Maroni c’ha ragione: le polemiche sulla sua assenza alle celebrazioni del 2 giugno a Roma sono un inutile polverone, discussioni sterili buone solo per riempire i giornali .
Insomma, davvero è necessario chiedere perché non c’era?
Siamo seri, questo è uno dei capi di un partito che dalla sua fondazione ha detto che col tricolore al massimo ci si può pulire il culo, un partito che s’è reinventato la storia del paese, decidendo di discendere da un non meglio identificato “popolo padano”.
La sua assenza non solo è giustificata, ma è anche perfettamente logica.
Non si deve essere dei gran geni per capirlo, no?

La cosa su cui casomai sarebbe il caso di interrogarsi sono le parole della preside di una scuola media di Roma, che ai suoi studenti che hanno intonato “
Bella ciao” a fine concerto davanti a non-so-chi del Ministero della Pubblica Istruzione, ha detto che non solo hanno compiuto un atto riprovevole (non una “semplice ragazzata”, come se intonare un inno partigiano fosse l'equivalente musicale del riempire i cessi di bigattini), ma anche che "non vanno mai dimenticati i doveri verso chi ospita, a cui ci si deve rapportare con rispetto”.
Quindi, bastardelli comunisti, cominciate a imparare “faccetta nera”, che la prossima volta ve tocca cantà e pure con convinzione.

Comunque la parata militare del 2 giugno mi fa cagare. Tanto per la cronaca.

1 commento:

  1. Hai ragione.Aggiungo che Napolitano cosa fa si accorge che di fronte ha fascisti e secessionisti solo il 2 giugno?!?!?Sul preside di quella scuola solo vergogna!un salutoernest

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