venerdì 18 giugno 2010

Immagini amiche.


L’UDI ha lanciato già da un po’ la campagna “Immagini amiche”, nata per “contrastare con una azione politica puntuale, organizzata e condivisa le immagini lesive e gli stereotipi femminili ovunque, non solo nella pubblicità”.

Trovare immagini amiche mi pare un’impresa quanto mai ardua, mentre non ho alcuna difficoltà a vedermi circondata di messaggi che dipingono le donne come delle mezze zoccole, delle mentecatte, delle maniache schizzate.

Le pubblicità delle automobili sono un buon punto di partenza. Bella macchina e bella gnocca sembra un connubio destinato a sopravvivere nel tempo (a questo punto sto canticchiando “Spendi spandi Effendi" di Rino Gaetano: “Spider coupè gittì alfetta. A 200 c’è sempre una donna che t’aspetta. Sdraiata sul cofano all’autosalone… e ti dice, prendimi maschiaccio libidinoso. Coglione!”).

Quelle degli assorbenti, poi, ci fanno sembrare delle strane cose che quando hanno il ciclo non riescono manco a camminare per il terrore di sporcarsi, ma abbastanza idiote da mettere un assorbente profumato sul ventilatore del treno per contrastare la puzza del ciccione nello scompartimento.

Quelle dei detergenti intimi mi fanno schiantare: la tipa carina, classica ragazza acqua e sapone che saltella in bagno e sputazza acqua fresca allo specchio perché si deve lavare la patata. Bah, io lo faccio da anni con molto meno chiasso.

Poi ci sono le famiglie. In linea di massima la mamma sta a casa a cucinare/lavare/preparare e quando invece è una mamma che lavora, finisce sempre che non ha fatto un cazzo per cena  e meno male che c’è la nuova pizza surgelata, che si fa in un attimo e risolve le serate.

Le amiche nei bar sono quasi sempre delle superfiche cui basta  un gesto per saltare una fila chilometrica e prendere l’aperitivo. Rigorosamente sul bancone del bar, con simil-sfilata incorporata.

Solo che noi non siamo così, lo giuro!
Io quando ho il ciclo ho solo mal di pancia e magari mi gira male perché non posso andare in piscina. Il bidet me lo faccio senza troppe storie: niente balletti, mi sto lavando e niente di più. E poi quando c’è la fila al bar me la faccio borbottando e sognando una birra ghiacciata.

Forse sono io che ho qualcosa che non va, ma non mi riconosco in nessuno degli stereotipi che mi circondano.
E non è invidia. Certo, mi piacerebbe un culo più sodo, delle tette più grosse o una pancia più piatta, ma mi vado benissimo così.
 
Comunque, la cosa che mi rende fiduciosa in un domani migliore, è che è pieno di uomini che non riconoscono le proprie compagne-mogli-amiche-vicine di casa in nessuna delle immagini che ci bombardano.
E che non riconoscono se stessi negli accompagnatori delle donne di cui sopra.

Uno di questi uomini io lo conosco, è amico mio, marito di amica mia, padre di due belli come il sole e c’ha pure un blog, che pubblicizzo molto volentieri.

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