domenica 20 giugno 2010

Massimo is back


Già un paio di mesi fa Massimo Fini ci aveva allietato con il suo illuminante pensiero sulle donne (io ne ho parlato qui, lui l'ha scritto qua). Come dice un amico di FB forse s'era preso troppi pochi vaffanculo e ha sentito l'impellente bisogno di bissare.

Stavolta Fini ci fa sapere che 'sto maledetto femminismo ha rovinato non solo le donne, ma anche gli uomini che stanno perdendo il loro ruolo.

Insomma, prima la faccenda era facile facile: la donna stava a casa a badare alla prole, a cucinare, a pulire o al massimo nei campi quando era tempo di vendemmia e l'uomo andava a lavorare per mandare avanti la baracca.

E ogni tanto, quando si andava a teatro, (perché allora la gente del popolo andava a teatro, oh yes, a vedere spettacoli carnascialeschi ma anche Eschilo, Euripide, Sofocle, Aristofane che sono un po' meglio di "X Factor") c'era sempre una zia zitella o una domestica perché non c'era famiglia, per quanto modesta, che non avesse dei domestici in essa integrati.
Adesso invece è un macello, le donne lavorano e tocca pagre una baby sitter o mettere i bambini all'asilo. Che poi lo sanno tutti che la femmina un ruolo ce l'ha, gliel'ha dato Madre Natura. Mogli e madri dobbiamo essere e se decidiamo di essere altro, di andare a lavorare, a studiare, di uscire di casa per crearci la nostra vita distruggiamo questo meraviglioso ordine naturale.
La donna, secondo Massimo Fini, è una cosa passiva, che deve accettare il ruolo impostole da questa presunta legge di Madre Natura. L'uomo, invece, un ruolo se lo deve creare: donna passiva, uomo attivo.
Una donna che decide di diventare parte attiva nella SUA vita, distrugge ogni certezza e all'uomo non resta nemmeno una guerra per sentirsi davvero maschio.

L'uomo il suo scopo nel mondo deve cercarselo, ma oggi non ha più occasioni per esercitarlo. Non c'è più la guerra dove provare il proprio coraggio (la guerra d'antan, dico, non quella odierna dei robot, tanto che vi partecipano anche le tipe, robb de matt), non c'è più il duello. La forza fisica, sostituita dalla tecnologia, non conta più nulla eccetera. E, senza ruolo, l'uomo non esiste.

Fortunate noi donne, che non dobbiamo fare altro che le serve, le fattrici, le mamme amorevoli e le mogli sempre pronte. Il lavoro, la cultura sono cose che non ci appartengono perché non sono "naturali".
E proprio per colpa nostra, megere maledette che impediamo al maschio di avere il suo ruolo, l'ordine della Natura è sovvertito.
Così le ragazze, che sognano pur sempre il vir, il "principe azzurro" (lo si vede ai matrimoni dove tutte, non solo la sposa, versano fiumi di lacrime: la cosa le emoziona ancora) si trovano davanti un bambino (“Ricordati che in ogni uomo c'è un bambino che vuole giocare” scrive Nietzsche).
E' colpa dell'orrida emancipazione femminile se esistono uomini "bambini". E visto che è solo colpa nostra non dobbiamo rimanere deluse da quello che ci troviamo davanti: avremmo potuto seguire Madre Natura invece che pensare con le nostre teste e forse ci troveremmo davanti un bel maschione rude e vigoroso e non 'ste mezze checche con cui ci accompagnamo.

Lui dice di conoscere molte trentenni, spesso belle, colte, eleganti (fini no, la ragazza "fine" è scomparsa dall'Occidente) che fan una fatica boia a trovare un partner. Non per una scopata (anche per quella, gli uomini, di fronte all'aggressività femminile, stan diventando tutti finocchi), ma un uomo che dia loro la sicurezza e il senso di protezione di cui hanno bisogno.

Anche finocchi vi facciamo diventare, cari miei. Se una donna ha voglia di farsi una scopata e via (cosa che vi assicuro capita un po' a tutte), il maschio diventa frocio. E' la vecchia storia del maschio cacciatore e della donna preda. Una donna che vive allegramente il sesso non è più "preda" e il cacciatore diventa una mammoletta.
Una soluzione a questo dramma cosmico, comunque, c'è e Massimo ce la dice senza mezzi termini:
Consiglio uno stage in Afghanistan. Troveranno degli uomini che le faranno rigar dritto, come meritano e come, nel fondo del cuore, desiderano.

In fondo noi donne desideriamo essere trattate da schiave, vogliamo non avere diritti, non vogliamo lavorare, studiare, vivere da sole. Solo che non lo sappiamo. O meglio, il femminismo e le lotte per la nostra emancipazione ci hanno distolte dalle cose davvero importanti. Meno male che a distanza di qualche mese Fini è venuto a ricordarcelo.

C'è da chiedersi che razza di donne abbia incontrato Fini nella sua vita e cosa gli abbiano fatto mai di così terribile.
Se non fosse così stronzo mi farebbe quasi pena.

1 commento:

  1. che schifo..almeno io quando mi fingo maschilista ho il buon senso di non sembrare credibile..ma queste cose non verrebbero in mente nemmeno per finta..

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