martedì 20 luglio 2010

Aggiornamento



La società della modella da montare ha chiesto scusa.

Riporto la lettera così come la leggo su
donne in quota.

Le sottolineature, i grassetti e simili, li ho messi io.


Spett. Associazione donne in quota



La presente per rispondere alla Vs comunicazione in merito alla campagna pubblicitaria “scandalo” da voi sotto riportata e rassicurarVi del fatto che i cartelli saranno sostituiti in giornata.


mi scuso personalmente per il movimento creato dal messaggio, definito da alcuni dei Vs collaboratori  indecoroso e sessista, di certo non era una campagna creata per fare scalpore,  se pur vero che contenesse  un messaggio forte,  non si discosta tanto dalle migliaia di campagne pubblicitarie propinateci giornalmente da aziende di lingerie o dai media che trasmettono su canali frequentati da bambini messaggi e immagini hot in orari pomeridiani, ma soprattutto essendo un imprenditore che ha avuto la fortuna di operare su territori diversi, Milano, Firenze, Roma, dove la comunicazione è piena di messaggi sarcastici e  coadiuvanti dove una campagna come quella proposta dalla nostra azienda sembrerebbe un messaggio innocente e simpatico e di sicuro stimolo, non mi sarei mai aspettato un riscontro di immagine negativa in questo senso, ,in una città che si ritiene tanto aperta dove  basta fare una passeggiata sul percorso pedonale  per vedere donne uomini che di sicuro trasmettono molto meglio la parola ” osceno ” nei movimenti abbigliamento ecc… e mi chiedo:  anche in quel caso dovremmo tenere i ns bimbi in casa? non vuole essere una polemica ne un mezzo di giustificazione, quindi la risposta alla vostra domanda cioè se il prodotto trattato dalla mia azienda poteva essere meglio narrato ovviamente rispondo credo di si..   viste le critiche mosse in questo senso, ovviamente ci tengo a sottolineare che abbiamo ricevuto tantissime telefonate e mail di richieste sul nostro prodotto nonché complimenti per la campagna pubblicitaria e questo anche da donne che sicuramente non si sono sentite offese o  disturbate, è importante capire che ne io ne la mia società abbiamo intenzione di far crescere messaggi e o atteggiamenti svilenti per la donna o per l’umanità in genere, all’incontrario appoggiamo in questo senso la crescita di una società consapevole e razionale che non proponga atteggiamenti negativi come esempio per i nostri figli. Di conseguenza chiedo scusa a nome mio e della Cauldron se il messaggio lanciato dalla società di comunicazione al quale ci siamo rivolti lede in qualche modo lo spirito sopra descritto, aggiusteremo  senzaltro il tiro riguardando più e più volte le campagne proposte dalle agenzie di comunicazione,  allo stesso modo mi ritengo però danneggiato da componenti di alcune associazione a cui voi fate riferimento che a differenza della Vs comunicazione che ci è pervenuta e avete lanciato nei vari organi competenti ma con grande onestà e spirito di riflessione anno optato per insulti e ingiurie senza neanche riflettere sul percorso della mia azienda che rappresenta senzaltro un grande esempio di valorizzazione di imprenditoria giovanile in italia e che crea decine di posti di lavoro in loco,   e soprattutto senza riflettere sul fatto che da 6 anni a questa parte che operiamo sul territorio mai una delle nostre campagne, gesti o azioni era stata sottoposta a critiche di qualsiasi natura, questo dimostra la nostra buona fede, è sarebbe senzaltro più giusto il dialogo piuttosto che l’aggressione. Detto questo Vi ringrazio per il vostro appunto e spero che comprendiate la buona fede con il quale si è svolta la campagna.


Calderone Federico


Non mi soffermerò sull'italiano stentato, troppo facile.
Ma un paio di cose credo valgano la pena di essere dette rispetto a queste scuse.

Vi ricordate quando eravate piccoli e facevate casino? Mamma si incazzava e la risposta era "ma anche Tizio lo ha fatto!"
Ecco, dire che quella campagna "non si discosta tanto dalle migliaia di campagne pubblicitarie propinateci giornalmente da aziende di lingerie o dai media"  mi pare infantile e paraculo. Insomma, tette&culi sono ovunque, che volete che sia un culo in più?
Metterci poi in mezzo una specie di discorso "sociologico", per cui "non mi sarei mai aspettato un riscontro di immagine negativa in questo senso, ,in una città che si ritiene tanto aperta dove  basta fare una passeggiata sul percorso pedonale  per vedere donne uomini che di sicuro trasmettono molto meglio la parola ” osceno”, mi pare allucinante.
Siamo in una città talmente libera che qualcuno gira in minigonna e canotta e ci sconvolgiamo per una ragazza a pecorino su un pannello fotovoltaico? Ah, sciocchi moralisti, non vi guardate intorno?

Ma la vera perla per me è il riferimento ad un'azienda "che rappresenta senzaltro un grande esempio di valorizzazione di imprenditoria giovanile in italia e che crea decine di posti di lavoro in loco"
Insomma, diamo da mangiare a tanta gente, che sarà mai una battuta un po' zozza?

E mi dispiace se il signor Calderone s'è risentito per gli insulti, io a fatica sono riuscita ad evitare accuratamente di esternare quello che ho pensato, ma sinceramente del suo presunto danneggiamento me ne sbatto.




 



2 commenti:

  1. Scherzi?? ma questa risposta è fantastica, nemmeno totò e peppino sarebbero riusciti a scriverne una più comica!In fondo in italia si uccide solo una donna ogni 48 ore (oh siamo primi in europa!! che potenti), magari perchè il partner non accetta la separazione. Metterla a pecora su un tetto fotovoltaico, cazzo, questo si che significa rispettarla!P.S. non avevo dubbi che tu lo avresti ricordato!

    RispondiElimina
  2. utente anonimo23 luglio 2010 11:10

    il signor Calderone deve aver bisticciato anche con il signor Dante e la sua lingua...

    RispondiElimina

Sproloquia pure tu.