venerdì 2 luglio 2010

DonneForti vs Cassazione 0-1


Io amo le donne della mia famiglia.
Donne forti, che non hanno mai indietreggiato anche quando i guai erano grossi e la voglia di mandare affanculo tutto era forte.
Zia A. ha combattutto un tumore infame con una forza che ha trasmesso a tutti noi, mia Madre è stata con lei nei momenti più brutti e quando s'è ammalata Zia R. per quanto la cosa l'avesse sventrata, s'è rimboccata le maniche ed è andata avanti.
E poi le mie meravigliose Nonne. Nonna A ormai non c'è più, ma era una donna verace, simpatica, sempre pronta ad aiutare chiunque, anche la sua dirimpettaia stronza. Nonna E., poi, viene da un paesello in burinia e s'è trovata giovane vedova a Roma con tre figlie, ma non è tornata indietro: ha cominciato a lavorare e ha tirato su tre splendide donne, senza lamentarsi mai.

Le donne della mia famiglia sono per me un esempio da seguire.
Vorrei essere come loro, capace di andare comunque avanti, nonostante tutto (e si, lo ammetto, accanto vorrei un uomo com'è mio padre o come mio Zio R., che sono sempre presenti senza voler "sovrastare". O magari come Zio M., che a casa forse c'è stato meno, ma che ogni tanto mi da uno dei suoi dolorosissimi abbracci e mi dice che mi vuole bene e che so che per me si butterebbe nel fuoco).

Io sono cresciuta e ancora cresco con la convinzione che una donna debba essere "forte" per mantenere la propria indipendenza, cosa che non vuol dire assolutamente essere sole, tutt'altro.
Vuol dire, come mi scrisse il giorno che sono nata un'amica fricchettona/femminista/comunista dei miei, essere una donna consapevole, emancipata e "libera da costrizioni e democristianerie diaboliche".

Certo non avrei mai pensato che la mia "lotta" avrebbe dovuto essere combattuta non solo contro uno stato maschilista, un mondo del lavoro maschilista, una società maschilista, ma anche contro la
Cassazione, che ha deciso che se te sei una "donna forte" e non ti intimorisci davanti alle botte di tuo marito lui potrebbe essere assolto.

Copio e incollo come leggo sul sito dell'Ansa la notizia, perché vale la pena.

Le mogli che hanno un carattere ''forte'' e che non si lasciano ''intimorire'' dal clima di intimidazione, comprensivo di percosse, al quale le sottopone il marito corrono il rischio di vedere assolto il coniuge dal reato di maltrattamenti proprio per via della fermezza della loro forza d'animo.


La Cassazione, infatti, ha annullato la condanna a 8 mesi di reclusione nei confronti di un marito accusato di aver maltrattato la moglie per tre anni. Dinanzi alla Suprema Corte il marito aggressivo ha sostenuto con successo che non si trattava di maltrattamenti in quanto la moglie ''non era per nulla intimorita'' dal comportamento del coniuge ma solo ''scossa, esasperata, molto carica emotivamente''.


5 commenti:

  1. Sul serio? Ma siamo matti!!!! E certo perchè se sei forte un po' te lo meriti. Povero marito giusto?

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  2. roba da mattiiiiiiiiiiiii!!!sicuro qualche giudice di cassazione rincoglionito e senza palle che non gli pareva vero di vendicarsi di qualche torto subito da moglie, madre o amicaaddavenì Baffona

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  3. Notizie del genere mi fanno dire solo una cosa... Schifo solo schifo
    ernest

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  4. Ottimo post!Grazie mille per il commento, CIAO!!! :-D

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  5. Io voglio il nome del giudice, comunque.

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