lunedì 12 luglio 2010

Fuori corso



Il Magnifico Rettore della Sapienza ha deciso che i fuori corso o vanno dal tutor o pagheranno il 50% di tasse in più.

Ok.
Io per gli altri non posso parlare, ma vorrei far sapere al caro Frati perché io sono fuori corso.

Da quando sono uscita dal liceo ho fatto i soliti mille lavoretti per potermi pagare le mie cose: babysitter, commessa, segretaria. I grandi classici, insomma. E mi sono presa la Laurea triennale, con tanto di lode.

Poi ho fatto l'errore di iniziare a lavorare sul serio. In un ufficio "prestigioso", a fare un lavoro di merda per 9 ore al giorno e poco più di mille euri al mese. Era il lontano 2005 e nel frattempo, a fatica, ho finito gli esami mantenendo una buona media e sto studiando per scrivere la tesi. Come me ci sono altre centinaia di studenti molto più bravi che nonostante il lavoro hanno fatto tutto nei tempi giusti. Io non ne sono stata capace, ma non mi sento in colpa né mi sento un'idiota fallita.

Io da un tutor che mi aiuti a scrivere la tesi e finire 'sta tortura ci andrei anche subito, solo che attacco a lavorare alle 8 e stacco alle 17 e non so quale simpatico tutor sarebbe disposto ad aspettarmi o ad incontrarmi solo nel finesettimana.  Poi ci sono quei giorni che c'è più lavoro del solito e magari stacco alle 18 e la sola idea di aprire un libro mi fa stare male.

Va bene in qualche modo far uscire i fuori corso dall'Università, ma magari sarebbe anche il caso di cercare di capire perché sono lì. Non siamo tutti dei coglioni.

Conosco una marea di gente che a trent'anni sta ancora a fare un cazzo, a giocare a tresette al baretto della facoltà e a seguire gli stessi noiosissimi corsi e ne conosco altrettanta che invece lavora da sempre e quindi è normale che abbia ancora qualche esame da fare.

Frati forse non sa che l'Università costa. E non sono solo le tasse. Il costo dei libri è spesso proibitivo e ci sono decine di professori che ti schifano se ti presenti all'esame con le fotocopie o un libro col tagliandino della biblioteca.
Un giorno un assistente stronzetto e probabilmente parecchio represso, alla mia domanda: "possiamo concordare un programma d'esame? Sa, io lavoro e non posso seguire le lezioni di mattina", m'ha risposto: "be', signorina, lei deve scegliere: o studia o lavora."
Ho provato a spiegargli nel modo più carino e tranquillo che conoscessi che non tutti possono fare "una scelta", ma non c'è stato verso.

Io, poi, ho scelto di lavorare per il mio personalissimo desiderio di indipendenza, visto che i miei avrebbero potuto mantenermi senza troppi drammi. Il fatto è che mi pareva eccessivo farmi pagare birra e cinema da chi mi stava già pagando tasse e libri. Ma ci sono amici che hanno dovuto lavorare, perché altrimenti non sarebbero mai andati nemmeno ad annusarla, l'aria viziata delle aule della Sapienza.

Questo però pare non conti e quindi mi toccherà pagare di più o trovare un tutor disposto a seguire i miei orari.

Quello che davvero mi brucia è essere accomunata ai mille nullafacenti figli di papà che non fanno un cazzo dalla mattina alla sera.
Mi spiace, magari sarò lenta, ma sentirmi dire da Frati che "non voglio fare niente" mi manda in bestia.

4 commenti:

  1. arguzia, ora la sparo lì, ma so che per frequentare le superiori (forse anche per l'università?!), hai (o avevi!) diritto a un tot di ore Pagate anche durante l'orario di lavoro, proprio per favorire i lavoratori. Poi non so se è cambiato qualcosa perchè ti parlo dei lontani anni '90 quando mio fratello ricominciò a studiare...bacio

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  2. Si, ci sono. Ho 5 giorni all'anno e posso chiedere 140 ore in più.Ma quando lavori per una società che ti manda da un cliente, non è semrpe facile che queste 140 ore vengano accettate.Con la vecchia società, poi, non c'erano proprio e con 5 giorni l'anno non è che ci fai molto.Comunque, verso Settembre/Ottobre vedo di informarmi bene, almeno finiamo.

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  3. ma che vada a quel paese!!!Vedrai che il tutor lo trovi amora!In bocca al lupo!

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  4. Ciao Arguziaquesto post rappresenta benissimo come è realmente questo paese, composto da gente che sta ai cosiddetti piani alti che non conosce la realtà che viviamo e che le persoen come te, me e molti altri devono affrontare durante la giornata.Ad esempio quell'essere che si fa chiamare assistente e che per avere quel posto molto probabilmente ha dovuto portare a far la spesa la moglie del prof, lucidargli la macchina, dire che il suo ultimo libro è il più bello in assoluto, andare alle cene per annuire sempre... ecco quello li non è il futuro del paese, o meglio gente così ce ne sono da tutte le parti e infatti sappiamo tutti coma va l'Italia... è con gente come te e come tante altre che si danno da fare, studiano, lavorano fanno salti mortali per fare tutto che si costruisce un paese migliore con l'assistente non si va da nessuna parte.Anche io studio ancora è la seconda laurea e quindi la prendo con molta calma ma ti capisco perchè lìuniversità no tiene conto degli studenti lavoratori.un salutoErnest

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