giovedì 15 luglio 2010

L'uomo uccide e la colpa è tua.


Sembra molto infastidito il tono di Veneziani nell’incipit del suo articolo “L’uomo uccide: non è colpa del maschilismo” (adoro quei due punti, uno può leggere la frase in mille modi diversi e cercare la soluzione che preferisce).
Deve essere davvero dura, per un grande intellettuale di destra, dover leggere di tutte queste donne che "gira e rigira, tornano sempre al femminismo".
Eccheppalle! Non si rendono forse conto che è una cosa noiosa, obsoleta e non funziona per niente?

Ebbene, per illuminare il curioso lettore, forse un po' perplesso dalle decine di femminicidi degli ultimissimi giorni, lui tira fuori ben tre "cosette", che ci dimostreranno come questa tesi facile e ideologicamente comoda per le donne, non convince.

1- Obiezione Elementare:

Negli anni '70 la società era molto più maschilista e il femminismo molto più virulento e pare ben strano che delitti di questo genere con questa impressionante sequenza, si vedono invece quarant'anni dopo, quando molte di quelle rivendicazioni che all'epoca sconcertavano, sono diventate ormai orizzonte comune.
Non so, io non sono convinta.
Non è che magari prima i delitti di questo genere erano semplicemente nascosti? Non è che magari se ne parlava di meno? Che poi la faccenda del delitto d'onore in qualche modo li rendeva un altro tipo di delitto agli occhi della pubblica opinione.
Insomma, un padre che ammazzava la figlia beccata a fare sesso fino al 1981 aveva una specie di attenuante, data dall'offesa che la detta figlia gli avrebbe causato.
Idem per un marito troppo geloso.
Io avevo due anni e le donne potevano di fatto essere ammazzate da padri, mariti, fidanzati. E non sono mica così vecchia.

Ora che il delitto d'onore non c'è più magari fa più "scena" leggere di un fidanzato respinto che ammazza a sprangare la stronza che gli ha spezzato il cuore.
E nella mia ignoranza di non intellettuale (tantomeno di destra) penso che magari è anche per questo che delitti di questo genere con questa impressionante sequenza, si vedono invece quarant'anni dopo.

Per quanto riguarda le rivendicazioni che sarebbero diventate ormai orizzonte comune, mi pare che ci sia qualcosa da dire.
Orizzonte comune de che?
In Italia è decisamente raro vedere una donna ricoprire un ruolo importante, sia a livello pubblico che privato, e quando lo fa viene considerata una specie di aliena, una donna incompleta e una pessima madre e moglie., possibilmente lesbica e/o frigida.
Il fatto poi che di solito a parità di titoli e meriti una donna guadagni spesso meno di un uomo o che sappia dal giorno dell'assunzione che per lei sarà molto più difficile, mi sa che è un riflusso di veterofemminismo materno che mi fa pensare male.

2- Obiezione Razzista:

Solitamente tipica di lega e fascisti della peggior specie, l'obiezione razzista affascina molto gli intellettuali (anche di sinistra) che amano riempirsi la bocca di tradizioni e usanze che non conoscono, ma che quando ne parli in televisione fai un figurone di certo.

L'Obiezione Razzista è facile, proprio perché ci deve arrivare il leghista medio e non è che a uno che vota Borghezio si possono fare discorsi troppo elevati.

In pratica dice Veneziani che queste femministe che scrivono di femminicidio non considerano per ovvie ragioni ideologiche tipiche del politically correct, che un'influenza di questa brutalizzazione dei rapporti semmai è venuta dalla presenza nella nostra società di immigrati provenienti da mondi che non sono affatto portati a riconoscere diritti alle donne; la forza dell'emulazione non è da trascurare e non sono pochi i casi di violenze alle donne da parte di immigrati, anche se non sta bene dirlo.

Ecco, i nostri italici maschi adorano l'Obiezione Razzista, perché li distingue dalla feccia-ammazza-donne (possibilmente musulmana) e nella nuova versione di Veneziani li giustifica.
Insomma, gli uomini ci ammazzano o perché sono immigrati o perché li imitano.

Non credo sia di qualche utilità spiegare al noto intellettuale di destra che la maggior parte delle violenze sulle donne avvengono in casa. Chi ti stupra e/o ti uccide è nella stragrande maggioranza dei casi tuo padre, tuo nonno, uno zio, un compagno, un marito.
Non serve uscire di casa: la morte puoi trovarla tranquillamente nel tuo tinello.

In effetti però sarebbe bello se l'Obiezione Razzista fosse vera: basterebbe chiudere le frontiere e questo sarebbe un paese bellissimo, felice e noi donne saremmo finalmente libere di vivere.

3- Obiezione Impotente:

L'uomo, dice Veneziani, non uccide la donna per rimarcare la propria potenza, per dimostrare il suo diritto di vita e (appunto) di morte sulla propria vittima. L'uomo uccide perché è impotente.

L'uccisione della donna, nella gran parte dei casi, non è l'affermazione di un predominio ma di una disperazione, non è il segno della podestà maschile ma della sua impotenza, non indica possesso ma abbandono, non è maschilismo ma terrore della solitudine.

Quando una ragazzina di 16 anni viene ammazzata da un trentenne abbandonato, la colpa in fondo è sua, che non ha saputo comprendere il terrore della solitudine di quel poveretto.

E' la sindrome del bambino perduto che si vendica perchè crolla il suo mondo e la sua nutrice.
E la colpa, manco a dirlo, è delle lotte delle donne e di un femminismo aggressivo ed espansivo dei nostri anni, che ha intimidito i maschi li ha portati alla fuga, sulla difensiva, col timore di competere o in cerca di surrogati, come l'omosessualità o la transessualità. Ma li ha portati soprattutto a restar bambini, perchè avvertono il peso della fragilità e della dipendenza.
Chiedendo diritti e parità, abbiamo in realtà creato un mondo di froci, transessuali, piagnoni che diventano assassini perché li abbiamo abbandonati.

Colpa nostra, ancora una volta.

Non è in discussione il ruolo della donna, ma al contrario, è una conseguenza del ruolo accresciuto della donna che produce questa dipendenza tossica fino al crimine, del bambino perduto. Abituati da una società fondata sulla centralità del desiderio e sulla permanenza del gioco infantile, a non dover rinunciare a niente, non possiamo accettare l'idea che chi ci tiene al mondo possa andar via e abbandonarci. Non è tanto il dramma della gelosia, e tantomeno il delitto d'onore a risalire dai meandri della nostra antica matrice, quanto questo trovarsi soli in mare aperto, dopo aver affidato alla donna il ruolo di barca, di skipper e di bussola.

Domanda scema: ma quando C. m'ha spezzato il cuore, io avrei dovuto ammazzarlo o la cosa vale solo per i maschi? Anche io mi sono sentita abbandonata e sola, ma al massimo gli auguravo di tornare da me quando mi sarei innamorata di un altro e sarei stata bellissima e lontana. Io non ho mai immaginato di prenderlo a coltellate.
Risposta alla domanda scema: si è trattato forse di una rivolta degli schiavi, i maschi, a cui è stato tolto il pane della loro vita. Loro possono, io no. Loro sono gli schiavi e se noi li lasciamo stanno senza pane. Chiaro.

Dice Veneziani che dobbiamo badare bene, che questi femminicidi (lui non li chiama così, ma io credo che a volte le parole siano davvero importanti) spesso finiscono con un suicidio (non so, non ho statistiche, quindi la prendo per buona), quindi qui è in gioco l'estrema fragilità di chi dice: se te ne vai tu è finita la mia vita, ti uccido e mi uccido.
Non dobbiamo in alcun modo sottovalutare, quindi, il fatto che solitamente il progetto di uccidere l'ex partner si accompagna al desiderio di uccidersi. Perchè non si sopporta l'idea del carcere e del vituperio generale, sì, è vero. Ma soprattutto perchè la mia vita senza di te non ha più senso, muoia Sansone con la filistea.
Colpa nostra, anche qui.
Accettare una vita senza amore, una vita che non ci piace, magari accettare botte, stupri (lo sapevate che se tuo marito ti obbliga a fare sesso si chiama "stupro" e non "dovere coniugale"?), minacce e violenze di qualsiasi genere per rimanere "vive".
Uh, che gran prospettiva.

Insomma, gli ultimi femminicidi si sarebbero potuti evitare se solo quelle donne avessero pensato di restare coi propri uomini.
Perchè mi hai abbandonato? È il grido che risuona nelle metropoli, nelle periferie e nei paesi e qui parlano ancora di maschilismo.

2 commenti:

  1. restare con i loro "uomini", subendo la qualunque e camminando a testa bassa ed in silenzio....grazie, ciao

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  2. questo demente ha già scritto lo stesso articolo decine di volte. Tra l'altro.

    Comunque all'obiezione due si potrebbe anche aggiungere che in alcuni casi, in paesi esteri, essere italiani è stato considerata un'attenuante in casi di violenza sulle donne in quanto patrimonio culturale italiano. Quindi casomai la esportiamo questa cultura. Anche se a me fanno schifo pure quelle sentenze.

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