venerdì 24 settembre 2010

Due pesi due misure



L’indignazione e la mobilitazione per chiedere di bloccare la lapidazione di Sakineh sono state sacrosante e su questo non ci sono dubbi.
Io ho una mia idea su queste cose e ne ho parlato
qua, dicendo che quello che mi manda in bestia di queste mobilitazioni mediatiche di massa è l’ipocrisia di chi sembra (?) svegliarsi solo quando l’orrore diventa “visibile” entrando nelle nostre case dalla televisione (il giornale non conta: in Italia non siamo famosi per essere assidui lettori di quotidiani).

Quindi non mi stupisce l’esecuzione di Teresa Lewis negli Stati Uniti.
Non mi pare di aver sentito lo stesso clamore e lo stesso grido scandalizzato.
Eppure è una donna condannata a morte ed uccisa. Si, ci sono state proteste e appelli alla clemenza firmati anche da gente di un certo spessore, ma nel mio piccolo non ho sentito praticamente niente.
Guardate Facebook. Basta fare una ricerca veloce e contare gli amici che hanno pubblicato appelli per salvare la vita a Teresa o quanti quotidiani on line abbiano condiviso petizioni o lettere di protesta.

Certo, lei era colpevole, lo aveva ammesso lei stessa, ma pare avesse problemi psichici e che il suo IQ (in USA ‘sta faccenda del IQ piace un sacco) superasse di soli due punti la soglia minima per essere ammazzati.
Si, perché uno stato civile si riconosce anche da questo: ti ammazza solo se sei intelligente abbastanza.
Che poi a dirla tutta, Teresa non aveva ammazzato nessuno: è stata accusata di essere la mandante dell’omicidio del marito e del figlio di lui. Gli esecutori materiali sono stati condannati all’ergastolo, anche se uno dei due confessò di essere lui stesso mandante ed esecutore, prima di ammazzarsi in carcere.

Certo per farsi fare la morale da quel santo di Ahmadinejad si deve essere davvero bravi. E gli USA sono andati oltre le più rosee aspettative.

1 commento:

  1. Una democrazia appesa a 2 punti di QI è spaventosa!Ernest

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