martedì 7 settembre 2010

Ipocrisia portami via.


Come la stragrande maggioranza delle persone che usa internet per informarsi e non solo per farsi le seghe davanti a youporn, per controllare su facebook se Gina e Lino stanno ancora insieme e per coltivare fattorie virtuali, anche io ho visto la foto del bimbo ricoperto di mosche. Che poi sono “bimbi” al plurale, ma non è questo il punto.
Ho ovviamente anche firmato il firmabile contro la barbara lapidazione di Sakineh.

Il massimo dell’ipocrisia.

A noi del Pakistan fino a ieri non ce ne fregava un cazzo. A mala pena sappiamo dov'è e quale sia la sua storia recente. Sappiamo giusto che c'è stato un alluvione e lo abbiamo saputo mentre ci spalmavamo la crema in spiaggia. Come altre centinaia di situazioni tragiche qui e nel terzo mondo.
Non ce ne frega niente del pensionato del piano di sopra che a stento sopravvive con la pensione minima, figuriamoci dei bambini pakistani che muoiono di fame.
Così come non ce ne frega un cazzo dei bambini soldato, delle ragazzine stuprate perché secondo qualche strana credenza fare sesso con una vergine guarisce dall’ AIDS.
Sakineh? Quante donne adesso stanno venendo lapidate? Quante ne hanno lapidate negli ultimi anni? E a noi ce ne frega qualcosa? No. Non finché il loro viso non verrà appeso sulle facciate dei Municipi delle nostre città, finché qualcuno non fonderà un gruppo su facebook e non uscirà un articolo sul giornale.
Fino a quel momento noi nemmeno sappiamo cosa significhi “lapidazione”.

Ecco come siamo fatti noi. Abbiamo bisogno di un’immagine, la più forte e truculenta possibile. Non tanto per “aprire gli occhi” e comprendere meglio il mondo che ci circonda, quanto per poter condividere una foto e qualche frase ad effetto e pulirci la coscienza. Qualche sms per donare un paio di euro e una firmetta sotto la foto di una donna col velo in testa, che se fosse qui, signora mia, sarebbe da rispedire al mittente, che con quel coso mi spaventa le creature.


A noi occidentali di tutto questo in realtà non importa.
Ci puliamo la coscienza con qualche azione di massa, ma sostanzialmente non ce ne frega un cazzo.
Tempo fa avevo voglia di parlare male del governo Berlusconi e sostenevo che un’altra delle cose scandalose è stata la diminuzione fino quasi alla scomparsa dei fondi destinati agli aiuti per il terzo mondo e per la lotta all’AIDS.
Ecco, l’obiezione principale -che mi ha fatto anche chi oggi condivide sconvolto e indignato la foto di Reza-  è stata che già non abbiamo una lira per noi e quindi non possiamo mica dare tutti quei soldi per aiutare gli altri.

E io per prima, che guardo inorridita queste stesse immagini, oggi pomeriggio ho deciso che andrò a fare shopping, con buona pace di Sakineh e del piccolo Reza.

2 commenti:

  1. "Qualche sms per donare un paio di euro e una firmetta sotto la foto di una donna col velo in testa, che se fosse qui, signora mia, sarebbe da rispedire al mittente, che con quel coso mi spaventa le creature."non potevi esprimere meglio il mio pensiero

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  2. Hai ragione ed è davvero tutto molto tristeun salutoErnest

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