martedì 14 settembre 2010

La società va a rotoli per colpa di mamma.



[Premessa: io di genitori separati non so nulla: i miei stanno ancora insieme dopo trentacinque anni e io  non sono né madre, né moglie. Quindi non mi metto a parlare della condizione dei padri separati.
Non so nulla nemmeno di padri violenti, visto che il mio non ha mai alzato le mani su mia madre e me.
]

La storia del portiere del Brescia che dopo la partita saluta i bambini che l'ex moglie non gli permetterebbe di vedere, sta riempiendo le pagine dei giornali e ne parlano un po' tutti.
Io non so perché abbiano divorziato né tantomeno so perché lei gli impedirebbe di stare coi figli, quindi sospendo il giudizio e passo oltre.

Ne parla profusamente anche tale Stefano Zecchi su "Il Giornale" (tra l'altro gli articoli sono due, praticamente identici.
uno e due), rendendo la vicenda di Sereni l'emblema della nostra società matriarcale.

L'idea di fondo di Zecchi (professore di Estetica all'Università di Milano ed ex assessore alla cultura, come mi fa sapere wikipedia) è che in Italia il potere sia tutto delle madri e che i poveri padri non sono altro che vittime di una giustizia mammocentrica e misandrica.
Dice che nel 95% dei casi di separazione i figli vengono affidati alla madre, figura ipertutelata e che questo va "a tutto danno del padre".
Parla di gente (amici suoi) ridotta sul lastrico per mantenere moglie e figli. Moglie che peraltro si "vendica" trovando mille cavilli per impedire al padre di vedere i propri figli.
Immagino che in qualche caso questo possa accadere: la stronzaggine non ha sesso, quindi credo che esistano donne stronze, così come esistono uomini stronzi.
Ma Zecchi sembra presentare il tutto come la sola realtà post-divorzio e trovo la cosa francamente nauseante.

L’articolo, poi, è zeppo dei soliti luoghi comuni tanto cari agli “intellettuali di destra”, roba alla Massimo Fini e Nicholas Farrel, per intenderci.

Nelle cause di separazione, dice, la madre è vista come la vera educatrice, mentre al padre è lasciato un ruolo subalterno: "[...] il padre non è rile­vante come la madre nell’educazione dei figli. La con­seguenza è sotto gli occhi di tutti: abbiamo una società mammocentrica, e i figli cre­scono totalmente mammiz­zati. Ma il dramma non si re­stringe alla condizione dei se­parati: nelle famiglie norma­li, il padre non esiste come fi­gura di responsabilità, di or­dine, di autorevolezza. I pa­dri sono stati rottamati. An­che per colpa loro, ma innan­­zitutto delle madri. La donna oggi non è più la casalinga di un tempo: lavora, spesso ha ruoli di responsabilità pub­blica e finisce per portare la sua autorità in famiglia, sot­traendola ( anche in buona fe­de) al padre che, talvolta, tro­va vilmente nella condizione di potere della donna l’alibi per infischiarsene dell’edu­cazione dei figli, oppure si rassegna a vivere la frustra­zione della sua emarginazio­ne."

Ecco a voi il colpevole. Ed è sempre lei, la donna. Questo strano essere che sanguina e non muore, questa cosa che fa nascere e nutre facendo uscire un misterioso liquido dal suo stesso corpo, da quelle protuberanze che ha sul davanti.

Ah, tu, Donna, adoratrice del demonio, strega! Che vai a lavorare e magari fai anche un lavoro che ti piace e che ti da delle "responsabilità", è tua la colpa!
Hai lasciato la cucina e il ricamo e ora pretendi di portare la tua zozza autorità in famiglia, sottraendola al maschio dominante!
Non lo sai che il tuo ruolo è stato definito dagli uomini tanti e tanti anni fa? O credi  forse che il vecchio adagio "donna schiava zitta e chiava" sia solo una battuta divertente?
Torna alle tue cose e lascia che sia il Maschio ad occuparsi di potere e lavoro.
È lui che porta i pantaloni in casa! E soprattutto è solo lui che deve portarli.

Per colpa tua, cara la mia donna emancipata, "questi ragazzi cresco­no insicuri, fragili, imbozzo­lati nell’interiorità protettiva della madre, privi di quel senso di realtà, del coraggio, del dovere di cui il padre è il vero artefice educativo".

Tu li infrocisci, donna!
Tu, cara mia, al massimo puoi insegnare a lavarsi le mani prima dei pasti, anche se a dire il vero questa è una cosa da femminucce. Forse puoi insegnare ad abbottonarsi la camicia, ma niente di più.
Le cose serie le insegnano i maschi.
Cosa ne sai tu del senso di realtà, del coraggio e del dovere?
Cosa pretendi di insegnare ai figli? Come osi pensare di poter educare delle creature?
Forse puoi educare una figlia femmina, puoi insegnarle la sottomissione, il silenzio, la paura. Puoi insegnarle come essere una buona moglie remissiva, come essere una madre amorevole. Certo non puoi insegnare il coraggio, il rispetto, il valore. Sono cose da maschi, queste.

Dobbiamo renderci conto, signori miei, che la situazione è talmente tragica che “perfino dal punto di vi­sta linguistico il mammocen­trismo è dominante. Si è riu­sciti a battezzare l’asilo con il nome di scuola materna! Ho dovuto, a suo tempo, suppli­care il ministro dell’Istruzio­ne Letizia Moratti perché cambiasse il nome in scuola dell’infanzia [non avere niente da fare nella vita deve essere bellissimo]. E tuttavia, co­me credete che venga chia­mato ancora oggi l’asilo? Ov­vio: scuola materna.”

Quindi, care le mie signore, tornate al vostro posto e abbassate le penne.
Tornate a fare come le vostre nonne e le loro madri prima: succubi, silenziose, umili.
Solo così il mondo si salverà.
E da domani i bambini andranno solo all' asilO, che è sostantivo maschile.
Amen.


 

4 commenti:

  1. hemmmm... ma questo dove vive? da che mondo e mondo l'educazione dei figli è delegata alle madri... nelle separazioni ti posso solo dire che qullo che devi alla moglie è in proporzione al tuo stipendio (hei chi guadagna di più paga, ci sono anche casi inversi!) mio zio ai tempi (ti parlo di più di 30 anni fa) si licenziò per non dare gli alimenti e non ha mai avuto un lavoro regolare per evitare di farlo! poi ci sono i casi di mamme stronze che non ti fanno vedere i figli però... bhò se una arriva ad essere così stronza un motivo ci sarà... mi ha inacidito questo articolo... come se non lo fossi già abbastanza!!!

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  2. E' normale, la loro è una vera e propria lobby, si muovono in massa. Zecchi è uno dei firmatari del "manifesto per il padre" (cercalo in rete)

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  3. Anonimo/a, l'ho letto ora su FB.E' spaventoso.

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  4. tutto questo cozza terribilmente con le statistiche, sfortunatamente troppo avvidabili, al contrari delle teorie di questo signore, sulla violenza sulle donne.kissesAzzurra

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