lunedì 6 settembre 2010

Ma che strapalle!



Basta, davvero.

Mi stanno facendo sentire una bacchettona, una che ha paura del sesso, una che si imbarazza nel vedere un corpo nudo.
Pubblicità, programmi televisivi, giornali... tutto è strapieno di tette e culi. Sempre e solo tette e culi.
Per vendere qualsiasi cosa ci sono in mostra tette e culi, con messaggi che di allusivo hanno ben poco.

Non è solo svilente per noi donne, lo è per tutti.
Vuol dire che ormai il solo modo di comunicare riconosciuto dalla società italiana sono le tette e i culi.
Vuol dire che io in quanto femmina sono solo carne da mettere in bella mostra e che tu in quanto maschio sei solo un cerebroleso che sbava davanti a una donna nuda e che ti basta un culo ben fatto per essere indotto a comprare un prodotto e a credere a qualsiasi cosa.

Devi vendere occhiali? Due supertope che ti dicono "noi te la diamo gratis... la montatura!"
Devi vendere un pannello solare? Una gnocca seminuda che ti dice "montami a costo zero".
Hai voglia di un amaro? Ecco lo sguardo ammiccante di una ragazza fichissima che ti invita a "farti il capo".
E via così.

La televisione, poi, è invasa di ragazze seminude che ancheggiano sorridenti e silenziose: loro non possono parlare, la sola cosa che "parla" è il culo perizomatissimo ripreso dalle più disparate angolazioni, ai limiti del porno.

E ormai qua non si salva più niente, nemmeno i
premi letterari, con un Vespa in veste "vecchio bavoso" che deve premiare una giovane scrittrice e invita il pubblico ad osservarne le belle tette.
Non importa se c'è di mezzo un prestigioso premio letterario, se il libro è bello, se lei ha talento.
Lei prima di essere una scrittrice è una portatrice sana di tette, quindi questo è quello che va sottolineato.

“Assegniamo ora il Premio Campiello opera prima a Silvia Avallone, autrice del romanzo ‘Acciaio’, e prego la regia di inquadrare il suo strepitoso decolletè”.

La Avallone dice che era troppo emozionata e manco c'ha fatto caso. Può darsi.
O magari può darsi che ormai l'abitudine a trattare le donne come tette&culo in marcia non stupisca né offenda più nessuno, non lo so.

12 commenti:

  1. Condivido e specifico: la pornografia non è (solo) un genere cinematografico o una industria mediatica, è anche e soprattutto - per come la vedo io - una Weltanschauung. Quindi condiziona la visione, il linguaggio, le abitudini e tutto il modo del nostro esser al mondo, trasmettendosi in ogni gesto, in ogni parola, in ogni sguardo. La sua espressione politica - una delle tante espressioni - è in generale il fascismo e nello specifico attuale il berlusconismo.[l'anonimo Lorenzo]

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  2. C'era la mia migliore amica alle superiori, periodo di sbattimento ormonale non indifferente per ambo i sessi, con una quinta, se non sesta di seno.E indossava solo maglie con scollature capezzolari.Poi mi guardava e si lamentava che nessun ragazzo la guardava in faccia, che le guardavano solo le tette.E io le rispondevo di smettere di uscire in topless.E lei mi rispondeva che le aveva e tanto valeva metterle in mostra.Io ho una quinta, come lei circa, uso maglie scollate, non quanto lei ma scollate, e dopo i primi tre minuti di conversazione gli uomini smettono di fissarmi le tette e iniziano a fissarmi negli occhi.Ora questo annedoto non c'entra un tubo con la tv ma, secondo il mio punto di vista personale, la colpa non è degli uomini. È di noi donne e del modo in cui ci poniamo.Perchè se io riesco a sostenere una conversazione, anche interessante, con un uomo appena conosciuto è perchè ho qualcosa di più da esprimere delle mie tette.Il problema è che il mercato televisivo ci fa vedere così, quindi il 95% buono delle donne, dentro e fuori dallo star-system, si uniforma.E questo vuol dire che a quel 95% va benissimo essere un paio di tette con le gambe.Non sono gli altri che ci trattano così.Sono le donne che si trattano così.Baci

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  3. non posso che appoggiare crotalusatrox: se poi pensi che la avallone, della murgia che l'ha difesa, non ha trovato di meglio che dire che la considera "una sorella maggiore" (giusto per sottolineare che è più vecchia, no) e che lei non se n'è accorta, ma non pensa ci fosse nulla di male... beh, siamo noi che ce le vogliamo.

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  4. Vero, verissimo.L'avevo detto qualche post fa: quello che mi fa incazzare di più siamo noi donne, che permettiamo agli uomini di vederci (e quindi di trattarci) come "cosa-che-ha-le-tette".

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  5. visto il video. vespa è particolarmente viscido, appoggia le mani, parla di fremiti ed ostenta sorrisetti ancora più fastidiosi della frase in questione.solo che non capisco il bisogno di andare con le tette di fuori a ritirare un premio, ma alla fin fine è stato già detto tutto da voi. io credo che piaccia tanto a vespa guardare le tette quando a lei farsele guardare.

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  6. bon jour Arguzia!grazie per il tuo contributo....condivido e sottoscrivo, come sai :-) , a volte mi ritrovo a chiedermi se son diventata bachettona o cosa, pero' per un attimo, e basta, poi mi è assolutamente chiaro che la mia percezione è falsata e che il problema non nasce affatto da me/noi...

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  7. Scusate se insisto, ma io sono un uomo e vi dico che non è assolutametne colpa delle donne che si pongono così: nell'età d'oro delle pippe le tette le guardavo anche attraverso i cappotti, quindi il modo di porsi delle donne non c'entra proprio una ceppa. Con la stessa disciplina con la quale quasi tutti i maschietti imparano - anche se a malincuore - che lavarsi è importante per la società, imparano anche a guardare negli occhi una donna, anche se avesse le tette appoggiate in una carriola.Per favore, non giustifichiamo i maschi idioti, ci pensano già sei canali televisivi e quasi tutto il mondo edioriale. Che un diverso atteggiamento delle donne sarebbe salutare, lo condivido; che sia colpa loro se i maschi sbavano, no.[l'anonimo Lorenzo]

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  8. "nell'età d'oro delle pippe le tette le guardavo anche attraverso i cappotti"Hai vinto. Senza "se" e senza "ma".

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  9. Stavo per scrivere quello che ha scritto l'utente anonimo Lorenzo, ma senza citare genialmente pippe e oro e cappotti  :)Mi sento di azzardare un'interpretazione piu` generale, che non squalifica quindi quello che avete detto fin qui, cioe` che queste sono manifestazioni di abuso di potere, che e` la pratica transnazionale con cui si mantiene l'ordine pubblico, qualsiasi sia la forma di governo.Abusi di potere che si vedono anche da parte di donne su uomini, nei vergognosamente rari casi in cui le donne occupino posizioni di maggiore responsabilita` degli uomini.E` l'ignoranza e la vertigine del comando quindi ad essere trasversale e senza sesso.L'utente anonimo Francesco

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  10. Risposte
    1. È terribile che i commenti più illuminanti siano sempre di anonimi.
      Mannaggia.

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