venerdì 22 ottobre 2010

Decorose e ben coperte



Sono anni ormai che in questo paese escono fuori decine di ordinanze assurde.
In molti pensano sia una scappatoia trovata dalle amministrazioni comunali per fare cassa in barba ai tagli delle finanziarie, altri vedono finalmente l'ordine regnare sovrano.
Sta di fatto che ce ne sono di atrocemente idiote.
Si vieta il kebab nei centri storici, gli artisti di strada non possono restare più di quindici minuti nello stesso punto, non si possono indossare zoccoli di legno.
Dopo le 23 non ci si può sedere sulle panchine, tantomeno se si è in più di tre e non ci si siede sui gradini delle chiese e via così (non ho voglia di fare una ricerca, sono stanca di stronzate). E non fatevi beccare a pomiciare, zozzi!

L'ordinanza di oggi viene da Castellammare di Stabia, dove lunedì si deciderà se vietare o meno minigonne, pantaloni a vita bassa, scollature, bestemmie e il gioco della palla.

Sui quotidiani nazionali si parla in realtà solo di minigonne e vestiti troppo scollati, quindi sono andata ad informarmi un po' meglio
qui e vorrei sottoporre alla vostra cortese attenzione qualche reazione.

Annamaria, 53 anni: "Il problema sono le donne ucraine che in Villa Comunale si spogliano davanti a tutti per prendere il sole. Noi non l'abbiamo mai fatto, ma loro sono qui per rubarci i mariti e allora è giusto che le multino. Però, se una signora dà scandalo andando in giro in reggiseno non è una persona sana di mente e allora non va bene multarla, bisogna prendere altri provvedimenti, di tipo sanitario."

Annamaria è contenta: se si vietano minigonne e scollature, nessuna ucraina potrà portarle via il marito. Grazie sindaco!

Ed è parecchio contenta anche Rita, 33 anni, soprattutto per la parte riguardante il giuoco del pallone nudista:
"Però andate a vedere oggi pomeriggio in Villa Comunale chi gioca a pallone a torso nudo: sono solo gli immigrati. Devono andare via, perché ci rubano il lavoro e non hanno educazione".

Non solo le donne ci rubano i mariti vestendosi come delle passeggiatrici! Gli uomini ci rubano il lavoro e giocano a pallone senza maglietta! Dove andremo a finire di questo passo?

Per fortuna la gioventù di Castellammare di Stabia ha le idee chiare e una specchiata moralità:

Giovanni, 17 anni, studente dell'Istituto Alberghiero, insieme con Aldo, anche lui 17enne, studente dell'Itis, non hanno dubbi: "Giocare a pallone a torso nudo è rivoltante. E le ragazze che vanno in giro troppo svestite non le approvo", dice Giovanni. Aldo ci pensa un po', poi aggiunge: "A me piace guardarle, ma è una moda che va bocciata"

Ma la palma d'oro per il miglior commento a tutta la faccenda va a Don Paolo Cecere: “Trovo sia una decisione giusta. In questo modo si contrasta anche il dilagare delle molestie sessuali”.

Ecco. Ricordatevelo, ragazze. Per non essere molestate basta coprirsi! Possibile che ancora non ci avevamo pensato? Finalmente abbiamo trovato il modo per sconfiggere la violenza sessuale! C O P R I A M O C I  e  "contrastiamo il dilagare delle molestie sessuali".
Meno male che c'è don Paolo, perché io proprio non riuscivo a spiegarmi cosa potesse spingere un uomo a stuprare una donna. Era facile, invece: son i vestiti succinti!

E non venitemi a dire che il don è solo uno stronzo che minimizza la violenza sessuale e che con queste parole lancia un messaggio pericoloso e complice che si potrebbe tradurre con "e pure loro se la cercano, sempre vestite da mignotte, poi cosa vuoi che facciano quei poveri ragazzi davanti a tutta quella roba in mostra", perché non voglio sentire certe bestemmie.



2 commenti:

  1. un paese che ha messo la retromarcia!
    Ernest

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  2. utente anonimo26 luglio 2011 14:38

    Ognuno è libero di andar svestito come meglio crede in casa sua!
    Queste ordinanze sono necessarie quantomeno a ricordare che il luogo pubblico è di tutti, e non è la propria casa.
    Se si pensa che ognuno in un luogo pubblico possa fare ciò che crede, la gente potrebbe disboscare i parchi per vendere la legna o cacciare tutto, buttare le immondizie dove crede...

    Ordinanze sacrosante che richiamano all'ordine ed al rispetto del comune senso del pudore.

    ciò che è di tutti, cioè è pubblico, non è personale!

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