domenica 10 ottobre 2010

Diffondo


Appello per il ritiro dello
spot del Ministero del Lavoro: "Sicurezza sul lavoro. La pretende
chi si vuole bene"

La Campagna per la sicurezza sul lavoro, promossa dal Ministro
del Lavoro e delle Politiche Sociali recita “Sicurezza sul lavoro. La
pretende chi si vuole bene”. Un messaggio e due spot:
http://www.lavoro.gov.it/
rivolti solo al lavoratore e non a tutti gli “attori”
coinvolti.
Dopo aver frantumato il Dlgs 81 del 2008 del Governo Prodi, hanno ben
pensato di correggerlo con il decreto correttivo Dlgs 106/09 (sanzioni
dimezzate ai datori di lavoro, dirigenti, preposti, arresto in alcuni
casi sostituito con l'ammenda, salvamanager, ecc).

 Ora il governo cerca di rifarsi la “verginità” con spot inutili che
costano alle nostre tasche ben 9 milioni di euro. Spot non solo inutili,
ma anche dannosi per l’immagine di chi ogni giorno rischia la vita, e non
perché gli piaccia esercitarsi in sport estremi. Spot che colpevolizzano
sottilmente il lavoratore stesso, nascondendo una realtà drammatica:
l’attuale organizzazione del lavoro offre ben poche possibilità al
lavoratore di ribellarsi a condizioni di lavoro sempre più precarie in
tema di sicurezza.

 E’ una campagna vergognosa perché oggi il lavoratore ha ben poche
possibilità di rispettare lo slogan “Sicurezza sul lavoro. La pretende
chi si vuole bene”, quasi che la mancanza di sicurezza fosse imputabile
al fatto che il lavoratore non vuole bene a se stesso ed ai suoi
familiari. Non dice nulla di chi deve garantire la sicurezza per legge,
ovvero i datori di lavoro. Sottovaluta i rapporti di forza nei luoghi di
lavoro. Non accenna minimamente al fatto che i lavoratori, specialmente
di questi tempi, sono sempre più ricattabili e non hanno possibilità di
scegliere di fronte ad un lavoro in nero, un lavoro precario e un lavoro
a tempo determinato, mentre devono viceversa sottostare a ritmi da Medio
Evo.

La campagna dovrebbe invece avviare un processo di comunicazione diffusa,
in modo da rendere nota a tutti la necessita’ di un impegno costante da
parte di tutti gli “attori” coinvolti, soprattutto di chi deve garantire
la sicurezza. Questi spot devono essere sostituiti da una campagna di
comunicazione che dovrà puntare sulle responsabilità civili, penali e non
ultime anche etico-morali che l’imprenditore deve assumersi per tutelare
l’integrita’ delle persone che lavorano per lui.

 Via questi spot vergognosi. Pretendiamo viceversa più ispettori ASL
e più risorse, affinchè la mattanza quotidiana dei lavoratori abbia fine.
Non si raggiunga il profitto a tutti i costi e soprattutto non lo si
faccia attraverso il sacrificio di vite umane innocenti.

FIRMATARI:
 Marco Bazzoni-Operaio metalmeccanico e Rappresentante dei
Lavoratori per la Sicurezza-Firenze.
 Andrea Bagaglio-Medico del Lavoro-Varese.
 Leopoldo Pileggi-Rappresentante dei lavoratori per La
Sicurezza-Correggio.
 Daniela Cortese- RSU/RLS Telecom Italia Sparkle-Roma

N.B Chi vuole aderire all'appello, invii il proprio nominativo, azienda,
qualificà e Città al seguente indirizzo email: bazzoni_m@tin.it

2 commenti:

  1. hai ragione: se andiamo avanti così, tra un po' saranno i padroni a venire risarciti, quando muore qualcuno, perché gli ha fermato la produzione!

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  2. Semplicemente vergognosi! Sempre più schifo!Ernest

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