giovedì 7 ottobre 2010

Femminicidi, voyeurismo e sciacallaggio.



Sarah Scazzi è l’ennesima vittima della violenza maschile sulle donne, di quella più subdola e nascosta, quella negata che, probabilmente, fa più male perché avviene nella propria casa , luogo in cui in teoria ci si dovrebbe sentire protetti.

Eppure l’avevano detto di “cercare in famiglia”, l'aveva detto la madre, ma è molto più facile (e televisivamente  redditizio) mettere in mezzo uomini conosciuti in rete, il demoniaco facebook, le chat clandestine in biblioteca, i romeni, il bello del paese.
Certamente è molto più facile che dire padre, zio, fratello, nonno.

La violenza in famiglia è la prima causa di morte per le donne, ma resta un tabù: non si possono mica minare le basi della nostra società.

Prima di pensare che l'assassino, il violento, lo stupratore siano in casa, proviamo a guardare fuori.
Eppure le notizie di ogni giorno parlano chiaro: donne picchiate, stuprate, ammazzate da mariti, compagni, padri, fratelli.

La vicenda di Sarah Scazzi, come capita troppo spesso, è stata da subito resa più che pubblica: in questi mesi ci sono state decine di trasmissioni televisive, giornali e giornalacci hanno fatto le solite opere di becero sciacallaggio, così come piace alla gente.
Interviste ai vicini, al ragazzo del bar, alla cugina preferita, agli amici, alla madre...
Sempre in televisione, per la gioia del guardone pomeridiano, tra lacrime vere e parole di circostanza.
Perché dobbiamo essere onesti: ci piace sentir parlare di morte e di violenza. Vogliamo i dettagli, i più macabri possibile. Ci piacciono il mostro e la vittima, dobbiamo sapere tutto.
Fateci vedere la stanza diella morta, i suoi diari, i libri che leggeva, il pupazzo di quando era bambina.
Fateci vedere la casa dell’assassino, i figli, la moglie.
Possibile che non ci sia nessun filmato su youtube? Un mms sconcio?
Vogliamo vedere il sangue, raccontateci gli ultimi attimi di vita, spiegateci passo passo come si muore, quanto fa male. L'ha stuprata? E come? Quante volte? Lei piangeva?


Diteci tutto e fatelo in diretta, mentre siamo sul nostro bel divano con la famiglia.
Io non so se ci si rende davvero conto di quello che è successo ieri.
È successo che a una madre la televisione ha detto "hanno ammazzato tua figlia e hanno trovato il suo cadavere".

Questa non è voglia di sapere, di informarsi. E non è fare informazione.
Questo è voyeurismo e sciacallaggio.

6 commenti:

  1. Non per corregerti, ma solo come esempio: da qualche anno io la chiamo pornografia. Per me, quello è.Lorenzo

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  2. E fu così che dopo i tre account FaceBook, i "Ti Amo" in sette lingue trovati dappertutto, le amiche, il fidanzatino, l'ex, il computer che manco ce l'aveva, gli SMS e tutta la baracca... era stato lo zio.

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  3. Davvero tanta tristezza, davvero tanta!Ernest

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  4. Io la tv non la guardo più...Ommeglio guardo solo i telefilm, di più non riesco, neanche il TG, e non è deformazione professionale, è che mi fa troppo schifo!Amen

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  5. utente anonimo8 ottobre 2010 09:41

    che tristezza! Ad una mamma viene detto in tv che la figlia è stata ritrovatamorta poi le viene chiesto se vuole che si interrompa il programma quanta ipocrisia!  Ma la professionalità, il senso del rispetto umano dove sta?non c'è molto da aggiungere, ciao,piccolo Angelo!

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