martedì 9 novembre 2010

Di puttane, cocaina e assegni di stato.


La "Legge Bacchelli" è un sussidio che lo Stato, dal 1985, destina ai personaggi famosi caduti in disgrazia.
In pratica è un assegno straordinario vitalizio a tutte le persone che, nel corso della loro carriera, si sono distinte nel mondo della cultura, dell'arte, dello spettacolo e dello sport, ma che versano in situazioni di indigenza.

Ora, io non mi voglio impelagare in questioni più o meno "morali" sulla guistezza di questa legge, ma l'idea che uno che "si sia distinto bla bla bla" e poi ha pensato bene di sputtanarsi tutto come ha meglio creduto debba essere pagato da me un po' mi fa girare le palle.
E che io so' più stronza? Per carità, io non mi distinguo in niente, ma come la stragrande maggioranza degli italiani vivo del mio stipendio e me lo faccio bastare.

Mo' il
Califfo chiede l'assegno, perché tutti i soldi che s'è guadagnato negli anni se li è pippati. E ovviamente la politica (oddio, nell'articolo del Corriere si nomina Gramazio...) si muove.
Muta quando la gente sale sui tetti delle aziende, distratta quando le
operaie di Faenza chiedono aiuti perché le stanno mandando a casa per andare a produrre altrove, impegnata in cose più importanti quando un gruppo di immigrati sale su una gru per chiedere diritti, la politica si sveglia gagliarda per queste stronzate.

E dopo Gramazio parla anche la
Polverini, presidente di una regione con le pezze al culo.

Qualcuno gli ha chiesto poi dei diritti d'autore della SIAE e pare che questi siano circa 10000 euro a semestre.
Io in matematica andavo male, quindi ho fatto il conto con la calcolatrice: 10000/6=1666.666666666667 euro al mese.

Ora, 1667 (arrotondo per eccesso) euro al mese non mi sembrano proprio uno stipendio da indigenti.

Diciamo che in Italia c'è gente che campa la famiglia con 1000 euro e che una come me, sola, in affitto e con uno stipendio medio, arriva a fatica alla fine del mese e non riesce a mettersi da parte manco un euro.

«In effetti non ero uno che badava a spese. Quando usciva un nuovo modello di auto il primo veicolo disponibile era il mio. Per non parlare delle moto (passione che mi è passata quando è arrivato l'obbligo del casco). Quando avevo storie con attrici importanti abitavo all'Excelsior o al Grand Hotel. Avevo sempre come minimo tre macchine, una Mercedes, una Jaguar decappottabile e una Maserati o una Ferrari (con la quale ho avuto un pauroso incidente). Ma poi ho sempre aiutato tutti: amici veri e falsi».

Ecco.

Diciamo che l'idea che IO dovrei pagare un assegno vitalizio a uno che si è magnato tutto in macchine, cocaina e donne mentre c'è gente che si ammazza perché perde il lavoro mi fa incazzare non poco.

Se poi ci mettete su il fatto che i soldi con cui lui non riesce ad andare avanti sono praticamente due stipendi medi, la rabbia monta parecchio.

2 commenti:

  1. Sono assolutamente d'accordo con quello che hai scritto... del resto si sa... se non ci sono i fessi, i dritti non campano... questa è l'italia dei coglioni! mi fa davvero pena come persona come mi fanno pena quelli che come lui... rovinano la loro vita per un vizio! questo non significa però che dobbiamo mantenerli... ma se leggi le notizie in rete... purtroppo questo è già avvenuto... il califfo ha già rimediato aiuti economici (oltre ai diritti d'autore SIAE) e anche tutta una serie di massaggi gratis... qui dovremmo aprire il discorso sui cittadini di serie A e B... che vergogna di mondo!!!

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