giovedì 11 novembre 2010

Di tasse sul celibato e premi di natalità


Il SindacoDegliAltri, dentro, resta un fascista.
Si, ora fa finta di essere una persona nuova, un vero democratico, uno che tra una sprangata e l'altra combatteva le stesse battaglie dei radicali, ma non si può tradire il proprio essere.
Solo che non è che può continuare a sgomberare rom e cacciare lavavetri, così finirebbe per essere accomunato ad un qualsiasi leghista razzista. Ormai è arrivato il momento di trovare qualcosa di nuovo, di forte, di impattante.

Come gli stilisti più fescion, anche lui guarda al passato.

Ed eccola l'idea geniale, quella che finalmente porterà la prosperità alle famiglie italiane: la tassa sul celibato!
Certo, non è che la puoi proprio chiamare così, magari qualcuno si potrebbe impressionare o ricordare un altro illustre personaggio che in nome della crescita demografica e del benessere tassava i single, dava regali cash agli sposini e assegnava il premio di natalità alla massaia più fertile e mandava al confino i pericolosissimi omosessuali.

Ma il SindacoDegliAltri è un ardito, non ha paura di queste sciocchezze.
E poi sa benissimo che l'italiano medio non si ricorda un cazzo e se si ricorda se ne frega: la sua elezione ne è la prova lampante.

Bisogna sfuggire alla tentazione di voler dare tutto a tutti, e quindi ai gay e ai single, altrimenti non faremo mai politiche familiari. Bisogna concentrarci sulla famiglia della Costituzione formata da un uomo e una donna che fanno figli. Questo non vuol dire però discriminare le altre persone, vuol dire che la difesa dei diritti individuali non sono politiche familiari.

Allora, SindacoDegliAltri, c'è una cosa che sfugge a te e ai tuoi simpatici alleati e sostenitori: gay e single pagano le tasse, lavorano, producono e consumano e ci sono non poche coppie che non hanno figli perché non possono e di certo la legge 40 (voluta dal tuo governo) non le aiuta. Quindi quello che tu chiami "dare", qualcuno lo potrebbe chiamare "avere diritto".
Io sono single (A., dico single in senso statale!), vivo sola del mio stipendio e su quello stipendio ci pago le tasse, proprio come una donna sposata e non capisco bene cosa possa fare di me una cittadina di serie B, cui qualcosa può venire negata. Anche i gay pagano le tasse e anche loro non possono essere discriminati per nessun motivo che non sia l'omofobia.
Almeno abbiate il coraggio di dire le cose così come le pensate: i froci ci fanno schifo e i single non fanno figli per la patria. Ne guadagnereste in credibilità, se non altro.

Ovviamente arriva la smentita, come è nello stile del SindacoDegliAltri: non è che ha proprio detto che si devono aumentare le tasse a chi non procrea:

Non si tratta di aumentare le tasse ai single ma di concentrare gli sgravi sulle famiglie con più figli. La pressione fiscale deve complessivamente diminuire, dobbiamo però scegliere dove mirare queste riduzioni.
Dopo tanti anni di riforme concentrate sulla riduzione delle aliquote, bisogna fare un'autentica politica dei redditi applicando il principio del quoziente familiare e quindi concentrando gli sgravi sui nuclei familiari più numerosi. La povertà o la ricchezza di una singola persona si definiscono soprattutto all'interno del nucleo familiare in cui si vive: con lo stesso stipendio si può esser ricchi o poveri a seconda del numero delle persone che bisogna mantenere. Per questo un'autentica politica dei redditi e ridistributiva deve essere applicata sul nucleo familiare, senza per questo creare nessuna forma di discriminazione nei confronti dei single o delle coppie di omosessuali
.

Smentita paraculissima, ma in fondo la cosa è sensata.
Lo so benissimo che io con 1300 € da sola vivo molto meglio di chi con la stessa cifra ci campa una famiglia, non è che sono scema.
Diciamo che secondo me un buon modo di aiutare le famiglie potrebbe essere fornire dei servizi adeguati e gratuiti. Che so', gli asili nido* o i libri di testo gratis per tutte le scuole dell'obbligo. Magari si potrebbe pensare a mezzi pubblici efficienti che possano davvero sostituire il trasporto privato. Si potrebbero monitorare sul serio gli affitti, che -nel caso al SindacoDegliAltri fosse sfuggito- spesso mangiano più della metà di uno stipendio medio. E chissà, un domani si potrebbe addirittura arrivare a parlare di corsi di formazione, di corsi di lingua, di sport...

Ma in effetti queste sono riforme e aiuti che andrebbero a beneficio di tutti, anche di gay, single e coppie senza figli.

*sono andata in pausa caffè mentre scrivevo e al bar c'era Il Messaggero. Come sempre ho guardato la prima pagina: Non faremo più asili nido comunali se non in situazioni particolari - afferma il primo cittadino - punteremo tutto nel creare convenzioni con il privato sociale.
Appunto.

1 commento:

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