mercoledì 3 novembre 2010

Meglio frocio che te.


Melania Rizzoli, medico, deputata PdL oggi raggiunge l'apice, combattendo ogni ipocrisia, mettendo nero su bianco senza paura né mezzi termini quello che pensano tutti, ma che in pochi pare abbiano il coraggio di dire: meglio un figlio morto che un figlio frocio.

Berlusconi,
dicendo
che "è meglio essere appassionati delle belle ragazze che gay", ha avuto la virile audacia di affermare quello che tutti noi sentiamo nel profondo del cuore e chi grida allo scandalo e si indigna lo fa solo perché è pervaso di falso conformismo. E poi le parole di Berlusconi sono un inno alla vita, visto che se sei gay non puoi riprodurti e se invece guardi le belle ragazz(in)e si.

La frase del premier «meglio essere appas­sionati di belle ragazze che essere gay», che apparentemente può apparire discrimina­toria, è invece per Berlusconi una cosa nor­male e naturale da dire. Anzi per lui è un in­no alla vita. A modo suo certo, ma per uno come lui che ama la vita e la vive così tanto e non ne fa mistero, sarebbe inconcepibile preferire una esistenza sterile, senza lascia­re il segno fisico di sé. Non è nella sua natu­ra. Lo ha dimostrato in tutti i modi, lo dimo­stra ancora oggi e continuerà a farlo. (questa è una minaccia, comunque)

In un interessantissimo
articolo su Il Giornale (che ha una capacità incredibile di arrampicarsi sugli specchi per difendere l'indifendibile), la Rizzoli scomoda addirittura la partenogenesi per spiegare come i gay siano destinati a una vita triste e dal finale tragico: L’omosessualità infatti non genera la vita e sarebbe quindi, senza la scienza moderna, una minoranza destinata all’estinzione.

I gay, che vi piaccia o no, non sono solo tristi, pervertiti, contro natura: sono anche destinati a morire tutti.

Nessuno, dice ancora la Rizzoli, si augura di avere un figlio omosessuale e quindi chi dopo aver ascoltato le parole di Berlusconi si è indignato o si è sentito insultato, non è altro che un ipocrita, uno che non vuole ammettere la realtà dei fatti.

Chi di noi genitori non sarebbe d’accordo nell’augurarsi di avere un figlio maschio appas­sionato di belle ragazze invece che di gay?

Mah, io ancora non sono madre, ma diciamo che per il mio figlio maschio avrei altri desideri, a parte l'essere appassionato di belle ragazze. E lo stesso per la mia figlia femmina.
Magari prima del loro orientamento sessuale penserei alla loro felicità, qualunque scelta sessuale vorranno fare. Li vorrei forti, determinati e intelligenti. Li vorrei empatici, appassionati e altruisti. Diciamo che la loro identità sessuale non è in cima alle mie preoccupazioni.
E comunque credo che qua l'aiuto di mamma e papà conti qualcosa: insomma, se tua madre pensa che avere un figlio gay sia una jattura, per te sarà più difficile evitare di crescere come un pezzo di merda.


Quando la Rizzoli chiede "quale figlio o figlia gay non ha prima pro­vato con dolore, con disagio e con vergogna ad essere eterosessuale come tutti gli altri? E quan­ti dei suic­idi tra gli adolescenti sono da imputa­re alla scoperta traumatica e spesso non accet­tata o rifiutata della propria omosessualità?", mi verrebbe voglia di risponderle che la gente come lei ha sulla coscienza ciascuno di questi suicidi e ha provocato in prima persona quel dolore, quel disagio e quella vergogna.

Vorrei dirle che lei è complice di ogni Svastichella, che è grazie a gente come lei se si crede ancora che una lesbica possa "guarire" grazie alla potente virtù curativa dello stupro. Vorrei dirle che è perché esiste gente come lei se un adolescente che si scopre omosessuale pensa che la morte sia preferibile alla vita. E' per chi discrmina, insulta, deride che la scoperta dell'omosessualità è traumatica.

Molto meglio frocio, cara Rizzoli, che volgare, ignorante, viscido, laido, disonesto, corrotto, colluso, corruttore, fascista.

(E in tutto questo la simpatica battuta è stata pronunciata il 2 novembre, anniversario della morte di
Pasolini.)

15 commenti:

  1. vado a cercarmi in rete l'articolo de sto genio di una rizzoli...

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  2. utente anonimo3 novembre 2010 16:08

    insomma, se tua madre pensa che avere un figlio gay sia una jattura, per te sarà più difficile evitare di crescere come un pezzo di merda.

    santissima verita', cara..

    Punzy

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  3. Quando toccherà a te, Arguzia, sarai un'ottima madre. Saprai anche quando sbagliare, pensa che te sto' a di'.
    Diffondo il tuo post.

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  4. purtroppo è per colpa delle persone come lei che una madre spera che il figlio/figlia siano eterosessuali, solo per risparmiargli la sofferenza che persone come quella possono dare...

    come mamma spero solo che la sua vita sia felice; solo, con un unomo o con una donna non importa l'importante è la sua felicità; ma purtroppo le mamme così sono una rarità, credimi...
    gioggio sloggata

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  5. Un uomo vuoto e come lui quelli che ancora lo votano
    Ernest

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  6. Per non parlare di come si vede che considera le donne...
    Belle ragazze appunto!
    Solo un bel divertimento...
    che schifo!

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  7. Le ultime del premier[..] Non basta certo un post per riportare tutti i commenti dei blogger sulle ultime del premier. Ecco un piccolo assaggio: Una lettera d’odio per il presidente del Consiglio scrive buldra per commentare l [..]

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  8. omai è andato completamente fuori di testa ... esattamente come la pazza che ha scritto quell' articolo

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  9. utente anonimo26 luglio 2011 14:55

    Perchè i gay e le lesbiche non vanno a curarsi come qualsiasi malato?

    La risposta è semplice: perchè tali pervertiti godono delle loro perversioni (come i pedofili o i sadomasochisti) e quindi non vogliono curarsi.

    Curarsi è possibile, negli USA ci riescono.

    E allora, perchè non proporre, come per  taluni malati di mente, la cura obbligatoria per questi pervertiti? Per il loro bene naturalmente.

    Se avete tale problema (chi ne soffre dirà -quale problema?, come quando a un pazzo si chiede sei pazzo?...) siate casti, come dice il Santo Padre, e chiedete aiuto ai medici per farvi curare e con l'aiuto della preghiera ne uscirete, e potrete diventare persone normali.

    Pace e bene.

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  10. Caro anonimo,
    sarebbe bello avere un nome per poterti insultare, ma non sarebbe nel mio stile.
    Comunque, volevo ringraziarti, perché ho letto i tuoi deliranti commenti in un giorno di pioggia in campeggio e per un po' ridere delle tue stronzate non mi ha fatto pensare al clima.

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  11. utente anonimo9 agosto 2011 12:59

    Ciao, sono l'anonimo 11.

    Sono contento che la mia rispostaq ti abbia fatto ridere...

    Informati ma negli USA curano i gay e le lesbiche. Tanto che esistono movimenti di ex-gay, fai una ricerca in rete prima di passare da superficiale qualunquista.

    Se a qualcuno piace infilarsi nelle orecchie della pasta lievita, impastare letame di mucca o ustionarsi l'ombellico col ferro da stiro, io dico che non è normale... che lo faccia pure... peggio per lui/lei.
    Lo stesso vale per chi alterna l'uso di un orifizio escretore, fatto per l'uscita di rifiuti digestivi (l'ano) per infilarci dentro un organo sessuale e per defecare... non è normale.
    Il suo "software", cioè la  funzionalità cerebrale è malata (per ciò che concerne la sfera sessuale).

    E' strano che ti fai chiamare Arguzia, in un certo senso inganni, a un primo impatto potresti sembrare una persona intelligente!
    Poi moderi il nick, mostrando nella foto dove ce l'hai l'arguzia.

    Pregherò affinchè ti converta e ritrovi il senno, pecorella smarrita.

    Saluti

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  12. utente anonimo9 agosto 2011 19:21

    caro utente anonimo, lasciati dire da un'altra utente anonima che in U.S.A già da molto tempo il DSM -IV E  l 'ICD-10 ha saggiamente cancellato dalla parte più spiccatamente nosografica  l'omosessualità come patologia per  definirla "orientamento sessuale". Ciò come percorso conclusivo di un lungo dibattito iniziato già dagli anni '50 che, articolandosi in  progressivi aggiustamenti e rimodellamenti, è volto a rendere l'individuo sempre più aderente ai propri bisogni, orientamenti e necessità.

    Mirabilmente questi due manuali, di cui non ti sarà difficile rintracciare stralci anche su internet, quando anche acquistarli, contemplano la possibilità per l'individuo di essere e sentirsi confuso (che bella cosa in un 'epoca in cui essere di ferro è celebrato come la panacea da ogni male) e nel rifiuto di una concezione manichea del bene e del male, che ci porterebbe inevitabilmente a bruciare le streghe e a magnà prezzemolo per abortire, indicano la terapia come percorso di costruzione di una identità sessuale o di riappropriazione, qualora il proprio status non sia sentito dall'individuio pienamente aderente al proprio io.

    Come vedi, caro utente anonimo, non  fa onore alla tua intelligenza liquidare l'argomento dicendo che in america i gay li curano...mostri di non aver compreso...mostri di essere superficiale...ma puoi sempre rimediare...io confido nell'infinita plasticità delle essere umano!!

    ciao ....sono galathea 21 e non riesco a registrari nel blog...ma mi firmo qui

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  13. utente anonimo10 agosto 2011 07:49

    L'orientamento "filosofico" del DSM-IV (e l'ICD 10) per ciò che concerne l'omosessualità è, da sempre, non pienamente condiviso dalla comunità medico-scientifica.
    Come non lo era i precedenti DSM-III,II, I (le successive modifiche si sono rese necessarie per il fatto che, i DSM  non sono verità assolute, e mai lo saranno)... se poi si considerano i comportamenti "normali" degli antichi filosofi greci, l'evoluzione sociale, relativistica (e quindi mutevole) della perversione appare evidente.

    Concretamente l'omosessualità viene curata negli USA, con un successo superiore al 40% (per chi accetta di curarsi). Il problema di fondo (in tutte le perversioni sessuali), è che il malato (per me) o il diversamente orientato (per lei), godendo della propria perversione in genere rigetta la possibilità di curarsi, tanto più quanto la propria identità sessuale non va a cozzare negativamente con tutto ciò estraneo alla propria vita sessuale.

    E' chiaro che la perversione "omosessualità" non è problema sociale, poichè in genere non oltrepassa la sfera sessuale, e quindi la sfera privatissima dell'individuo e riguarda maggiorenni consensienti.

    Poi gli omosessuali facciano del proprio corpo ciò che meglio credano, ma non pretendano di imporre la loro perversione (come per le pretese di adozioni), per affrancarsi socialmente dal loro status.
    In altri termini, non facciano uscire dalla propria sfera sessuale la propria perversione.

    Saluti.

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