venerdì 26 novembre 2010

Precious e il Colosseo.


Ieri sono stata alla prima di Precious, film di Lee Daniels, tratto da "Push- La storia di Precious Jones", di Sapphire.



Il film racconta la storia di un'adolescente di Harlem, abusata dai genitori, picchiata quotidianamente dalla madre e con due figli nati dai ripeturi stupri del padre.


 

Vederlo proprio ieri ha avuto un significato particolare.



Alla presentazione, oltre al regista, c'erano Procacci (che con la Fandango distribuisce il film) e un rappresentante dell'UNICEF, di cui purtroppo non riesco a ricordare il nome.
Quest'ultimo ha sottolineato dalle prime parole il significato della giornata internazionale contro la violenza sulle donne ed ha ricordato che il luogo meno sicuro per una donna è la famiglia, che quindi non va "santificata", per usare le sue parole.
Roba che in molte diciamo da tanto tempo, ma che non fa mai male ricordare: magari qualcuno potrebbe cominciare a pensarci seriamente su.


Basta leggere su Bollettino di Guerra: la maggioranza delle violenze sulle donne e dei femminicidi è "casalinga". Ci uccidono (ex) mariti, (ex) fidanzati, genitori, parenti, amici. Certo, politicamente è più redditizio soffermarsi sullo straniero, sul disadattato, sul diverso. La realtà, però, non si cambia per opportunità.
Ha anche detto un'altra cosa. Ha detto ai tanti uomini seduti in poltrona in quel cinema che il 25 novembre interessa anche loro, perché "siamo noi maschietti che quelle violenze le facciamo".


Ho applaudito più fragorosamente che ho potuto.

E mentre io ancora sono emozionata per quel film, mentre ancora mi sento male se penso all'
elenco che ho mandato a Saviano, leggo su Il Giornale che il comune di Roma propone di accendere il Colosseo ogni volta che una donna nel mondo sarà vittima di violenza. Pare anche che verrà istituita la figura del tassinaro gentiluomo, che aspetta finché non entri in casa, almeno se ti deve succedere qualcosa sarà per mano di qualcuno che conosci bene.


Il Comune di Roma preferisce tenere il Colosseo acceso ogni giorno e ogni notte piuttosto che avanzare delle serie proposte per contrastare ogni tipo di violenza sulle donne.

Ad esempio, si potrebbe lasciare marcire in galera gente come l'assassino di
Emiliana, che aveva già provato ad ammazzarla e che quindi se ne stava comodamente ai domiciliari.
Si potrebbe, per esempio, chiedere al Governo di evitare di fare finanziarie che di fatto obbligano a chiudere i centri antiviolenza, tipo la
casa rifugio del centro Lanzino di Cosenza.
Ad esempio si potrebbe finalmente cominciare a parlare di violenza di genere.
Ad esempio si potrebbe sputare in faccia a chi decide di mangiarsi il 5x1000, primo sostentamento per tante associazioni che lavorano sul territorio.
Ad esempio si potrebbe chiedere al governo di aiutare i
centri antiviolenza.

Poi, oh, io non sono una politica e quindi non lo so, ma mi sembrano dei punti su cui si potrebbe cominciare a discutere, no?

 

3 commenti:

  1. no

    è tutto un complotto ai danni dell'immagine dell'Italia

    la Volpe via Franco Frattini

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  2. Siccome i nostri politici sono i primi a sfruttare le donne, figurati cosa gli frega se ci ammazzano, se non abbiamo più 20 anni e non siamo escort siamo completamente inutili!
    kisses
    Azzurra

    RispondiElimina

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