domenica 31 gennaio 2010

Via Tasso

Via Tasso, Roma


E quindi domenica mi sono svegliata presto per andare a Via Tasso.

Speravo di vedere la strada completamente invasa, ma non è stato così.
Non posso non chiedermi ancora una volta dove sono i ragazzi dell' Onda.
L'ho già detto mille volte, ma continuo a non comprendere le loro assenze.
Possibile che non abbiano sentito le scritte sulle mura del Museo come un affronto fatto a loro stessi?
Possibile che non abbiano sentito il bisogno di andare ad ascoltare le parole di chi quel periodo l'ha vissuto, di chi ha perso genitori, fratelli, amici alle Fosse Ardeatine o nello stesso carcere di Via Tasso?

Forse non dovrei essere polemica, è inutile. Ma mi guardavo intorno e pensavo che l'età media era troppo, troppo alta.

E poi ci sono i media.
Il Tgr ha fatto un servizio di pochi minuti, i telegiornali nazionali hanno appena accennato alle scritte e alla reazione dell'A.N.P.I. Il sit-in non ha trovato spazio nell'homepage di Repubblica- Roma.

E consiglio ancora una volta a tutti di andare a visitare il Museo e di provare a fermare qualcuno dei più anziani, perché sentirli parlare ieri è stato per me davvero emozionante.
Poi vabbè, io so' fracica e piango sempre, ma questa è un'altra storia.


venerdì 29 gennaio 2010

24-29 Gennaio 2010

Domenica 24 decido che devo andare da Decathlon: ho bisogno di pinne, di costume e cuffia nuovi e di una giacca a vento.
Così io e A decidiamo di prendere la macchina per evitare il gelo in motorino.
Ovviamente la macchina non va.
Sarà il freddo, ci diciamo, riproveremo più tardi. Io smadonno, ma sono fiduciosa.

Ovviamente la macchina continua a non partire e quindi il Mercoledì successivo chiamo il numero verde fiat che mi dice "sisi, le mandiamo il carroattrezzi che porterà la macchina all'officina più vicina a casa. Le manderemo un sms". Perfetto!


Il sms arriva e mi dice la destinazione: l'officina è poco avanti, una svolta!
Arriva l'omino.
Omino: "Che c'ha la macchina?"
Arguzia: "Non lo so, si accende, ma poi è come se non reggesse il minimo e si spegne".
O: "E' fredda, ha tirato l'aria?"
A: "(maledetto idiota, l'aria questa cazzo di macchina non ce l'ha!) Da quello che so questa macchina non ha l'aria"
O: "Ha provato a mettere la benzina?"
A: "(Maledetto idiota, ma per chi cazzo mi hai preso?) No, guardi, non ce n'è bisogno"
O: "Vabbè. Mo' gliela porto nel tale posto"
A:  "Scusi, ma non dovrebbe portarla qua?"
O: "bla bla bla deposito bla bla officina bla bla, domani la chiameranno per dirle dove sta"
A: "(Testa di cazzo, dillo che devi tornà in culo ai lupi e non ti va di fare il giro lungo per portarla qua dietro!) Uff, peccato, l'assistenza aveva detto bla bla bla, ma va bene..."

Ok.
Aspetto domani.
Domani ovviamente non chiama nessuno, anche perché l'omino ha segnato il mio numero a cazzo di cane e anche se l'ho chiamato per correggerlo, temo non l'abbia fatto...
Comunque, riesco a capire dove sta la mia macchina.

Arguzia: "Salve, mi hanno detto che la mia macchina è da voi..."
Meccanico: "Guardi signora che io non le posso mica dire subito cos'ha la macchina"
A: "(ma vaffanculo chi cazzo te l'ha chiesto?) Si, lo immagino, è solo che vorrei sapere se in effetti la mia macchina è da voi. Mi avevano detto che avrei ricevuto una telefonata, ma nessuno mi ha fatto sapere nulla, si metta nei miei panni."
M: "Io non le posso dire niente!"
A: "(li mortacci tua de sto stronzo, ringrazia il tuo dio che hai Priscilla in ostaggio, sennò già ero venuta a menatte) Guardi, ripeto, io la capisco, ma lei provi a capire me: mi hanno caricato la macchina e io non so dove sia... non può aiutarmi? E' una 600 rossa, targata bla bla"
M: "Si, ce l'ho, ma guardi che parte la macchina, eh. Non è che sta senza benzina?"
A: "(maledetto testa di cazzo, quando cazzo imparerete che non è che se siamo femmine non sappiamo distinguere una pentola da un fottuto cerchione!) Si, lo so che parte, ma lei ha anche provato a lasciarla accesa e a camminare?"
M: "No. Domani in mattinata la chiamiamo noi."
A: "(maledetta merda) Uh, grazie, gentilissimo"

Ok.
Aspetto domani.
Domani ovviamente non chiama nessuno.
Alle 16 decido di farlo io. Risponde lo stesso simpaticissimo meccanico.

A: "(Testa di cazzo, io ti odio, ma Priscilla è da te e farò finta di essere una signorina per bene anche oggi) Salve, chiamo per quella 600. Avevate detto che mi avreste chiamata stamani, ma sono le 16 e io non ho saputo niente."
M: "Ah, si, è la pompa della benzina. Abbiamo ordinato il pezzo di ricambio. Sa, si accendeva subito, ma poi non reggeva."
A: "(Maddai? Mortacci tua e de chi nun te lo dice con la mano arzata!) Uh, incredibile... Ci sentiamo la settimana prossima allora. Arrivederci".

In tutto questo Sabato avevo portato i miei adorati stivali dallo scarparo, visto che le suole dopo 7 anni avevano deciso di bucarsi.
Ieri tutta contenta sotto il diluvio universale e rischiando la morte (grazie SindacoDegliAltri per lo splendido lavoro che stai facendo per sistemare le strade di periferia, limortaccitua) vado a ritirarli e stamani tutta contenta me li metto dopo due mesi di assenza.
Ovviamente non sono arrivati in ufficio, la nuova suola s'è staccata e stasera sono dovuta tornare per lasciarglieli di nuovo.

Non mi dilungo sulle meraviglie dell'ufficio, ché mi pare troppo.
 

mercoledì 27 gennaio 2010

Figliano

I miei amici cominciano a convivere/sposarsi/figliare.
Che poi volendo è pure ora, visto che viaggiamo tutti sui trenta.

Ci sono quelli che stanno insieme da una vita e stanno mettendo da parte i soldi per andare a vivere insieme.
Ci sono quelli che si sono messi insieme e dopo due mesi già convivevano e dopo sei ci hanno annunciato il loro matrimonio.
Ci sono quelli che si sono lasciati da poco dopo anni di convivenza e ora sono spiazzati perché non sanno vivere soli.
Ci sono quelli che sono soli da sempre e cominciano ad accusare il colpo.
Ci sono quelli che stanno bene da mamma e col cazzo che pensano a trovarsi uno straccio di lavoro e andare alla ventura.
Ci sono quelli che come se niente fosse ti fanno sapere che aspettano un bambino e te quasi collassi, visto che te li ricordi con il fiatone e il mocciolo nel cortile della scuola.
Ci sono io, che ho avuto storie più o meno lunghe e più o meno belle, a volte finite male e che ci voglio riprovare, ma che sono gelosa della mia solitudine e -come diceva il buon Albertone- a mettermi un estraneo in casa non ci penso proprio. Io che custodisco le manie che ho acquisito in quest'anno e poco più di vita solitaria e che voglio perdere il più tardi possibile, perché certe volte penso che quella di smetterla di dare retta agli altri e andare a vivere sola sia stata la scelta migliore che abbia mai fatto.

Giornata della Memoria

E ovviamente qualche testa di cazzo ha pensato bene di sporcare i muri di Via Tasso con scritte e svastiche.

Se  non altro hanno rafforzato la mia voglia di tornare al
Museo Storico della Liberazione.

martedì 26 gennaio 2010

Barbabietola da zucchero

Studiare geografia mi ha sempre rotto i coglioni: odio imparare a memoria le cose e quei cazzo di capoluoghi di provincia sono stati un incubo, anche se ricordo quelli della Lombardia in ordine alfabetico.

Comunque,
privare i bambini delle gioie che può dare scoprire che un po' ovunque si trova la mitica barbabietola da zucchero mi pare troppo.

Quindi, seguiamo tutti l'esempio di
Erinni e firmiamo QUI.

lunedì 25 gennaio 2010

Cristo santo...

Cioè, praticamente questi qua per contrastare la "perdita dei valori" si sono inventati il rosario digitale.

Ne hanno di diversi modelli, peraltro.

C'è il Rosario Digitale Prex, "tascabile, leggero e resistente agli urti".
Tu lo accendi e pregate insieme.
Dicono sia il regalo ideale per tutti:

• per il tuo bambino a cui stai insegnando le preghiere;
• per quel tuo amico che, dopo essersi allontanato per un periodo dalla Chiesa Cattolica, ha riscoperto Dio e ora vorrebbe recitare il Santo Rosario ogni giorno, ma non ricorda i Misteri della vita di Gesù Cristo;
• per le persone anziane che non riescono a recarsi in chiesa tutte le mattine per recitare il Santo Rosario con la comunità parrocchiale o che sono costretti a stare tutto il giorno da soli in casa mentre tu e la tua famiglia siete presi dal lavoro o dallo studio. Con il Rosario Digitale Prex, si sentiranno meno soli e saranno felici di ricordarsi bambini quando ci si riuniva con tutta la famiglia davanti al caminetto per recitare il Santo Rosario...


Musiche in apertura e chiusura. Le preghiere sono recitate da una voce femminile, i misteri da una maschile. Benedizione sacra e riflessioni incluse nel prezzo (una quarantina di €uri).
Eccezionale.

Poi c'è la versione Lux.
Sempre tascabile, sempre leggero e resistente agli urti. Te lo puoi mettere al collo e ascoltarlo con le cuffie tipo I-pod e non solo: inserendo al posto degli auricolari ad esempio le casse del tuo computer, potrai ascoltare il Santo Rosario con tutta la famiglia.
Persino quando stai facendo le pulizie o mentre prepari la cena.
Strepitoso.

E non dimentichiamoci dei defunti, con la bellissima ed elegante "
Cornice Nocturnia", dotata di luce e "altoparlanti" (120 €uri)

Io ho paura.

venerdì 22 gennaio 2010

Sono razzista.

Mentre tornavo dalla pausa caffè stavo pensando che io si, sono razzista.
A me i leghisti e i fascisti fanno schifo.
Non mi siederei mai a cena con uno di loro e se proprio capitasse, non riuscirei a tenere a bada il mio razzismo e il mio disgusto. Nonnetta mi ha insegnato che con certa gente non si divide il pasto, mai. E lei di fascisti ne sa qualcosa.
Non mi piacciono, li trovo anche francamente brutti. E poi vengono nella mia città a lavorare, magari in Parlamento, per poi dire che fa schifo e che Roma è ladrona.

Comunque, riflettevo sul mio razzismo e mi chiedevo se sono la sola o se anche tra i miei amici ci fosse qualcuno come me. Ho fatto un elenco veloce dei più intimi e si, siamo tutti accomunati dall'odio razziale.

E non siamo i soli.

A
Padova il clima per i leghisti sta diventando intollerabile.
Sono da tempo oggetto di discriminazione, come dice il segretario provinciale della Lega, tale Maurizio Conte.
Ormai la situzione  sta degenerando: ci sono addirittura cartelli con scritto "non si affitta ai leghisti", un po' come quel "non si affitta ai terroni" di qualche decennio fa.
Citerò le parole di Conte, così come le leggo su Libero:
«Un grave caso di razzismo e di discriminazione contro noi leghisti, frutto di una campagna di odio e di falsità che si sta facendo sempre più pesante con l'approssimarsi delle elezioni». Certe cose fanno riflettere.



giovedì 21 gennaio 2010

[youtube http://www.youtube.com/watch?v=m4DW-hdXcH8&hl=it_IT&fs=1&]

Non c'è più morale, contessa*

Quindi con un emendamento al disegno di legge sul lavoro si dice che a 15 anni puoi smettere di andare a scuola e andare a lavorare e che quell’anno sarà come l’ultimo anno di scuola.


Io sono senza dubbio esagerata, ma non credo che fissare l’obbligo scolastico coi numeri abbia senso: secondo me l’obbligo finisce nel momento in cui hai preso il diploma di scuola media superiore, non quando compi 16 anni.
Perché tocca pure essere onesti: uno con la terza media avrà sempre lavori peggiori e meno pagati di uno col diploma di maturità.


La Gelmini dice di essere “favorevole ad ogni iniziativa che permetta un rapido inserimento dei giovani nel mondo del lavoro”.
Non importa quale sarà il mondo del lavoro in cui i giovani si inseriranno rapidamente.


In questo modo mi pare si “torni” (perché in un certo senso non credo se ne sia mai usciti) ad un’idea classista dell’istruzione: i figli dei ricchi andranno al liceo e poi all’università, gli altri a fare bassa manovalanza.
È “Contessa” di Pietrangeli, è lo scandalo dell’operaio che vuole il figlio dottore.
Che poi di cosa mi stupisco, in fondo Berlusconi lo disse apertamente a Porta a Porta durante il dibattito con Prodi: il figlio del professionista non deve essere uguale a quello dell’operaio.




 

 

 

 

 


 


*Paolo Pietrangeli

mercoledì 20 gennaio 2010

Via dei Volsci non si tocca.

Domani, 21 Gennaio, è previsto lo sgombero dello spazio sociale di Via dei Volsci 22 e 26 (nel quartiere di San Lorenzo, a Roma).
Al 22 c'è la sede di gruppi femministi e lesbici romani, al 26 la sede della
RASH e parte dell'archivio storico del movimento operaio.

Ai palazzinari quegli spazi fanno gola. A San Lorenzo c'è l'Università e già stanno contando i soldi che potranno guadagnare grazie agli affitti.
E al comune non gliene frega niente di quello che si fa lì dentro.
Le occupazioni sono viste come una specie di luogo di perdizione, dove giovani debosciati si ammazzano di droga e alcool.
Le occupazioni, invece, quando sono fatte bene, fanno parte della vita del quartiere e della città.
Non ci sono solo quindicenni che vogliono farsi le canne. C'è gente che fa politica attiva, che si informa e che lotta.

Domani alle 8 le compagne femministe e lesbiche invitano a
colazione in difesa del "nostro" spazio e la RASH invita tutti e tutte a un presidio alle 9.





Nerone era un cattivone.

Pare che Costanzo (quello della camicia coi baffi e di una tessera di una Loggia che ora mi sfigge  come si chiamava, ma lui mica lo sapeva che cos'era, mi sa che gliel'avevano data al supermercato) abbia detto che sarebbe carino intitolare una via di Roma a Nerone.

E pare che lo abbia detto al SindacoDegliAltri, che avrebbe risposto: «È un'idea di Costanzo, io non ho dato nessuno assenso e l'ho solo ascoltata. Devo parlare con gli storici e con gli uomini di cultura, ma francamente mi lascia un po' perplesso»


Non lo sa forse Costanzo che ormai si preferisce intitolare le strade a
fascisti e ladri della storia recente?

Io, comunque, voglio abitare a
Karl Marx Strasse. O a Via Lelin Alè.

"Così m'aiuti pe' 'a scesa"

Lo diceva sempre Nonnetta quando mi offrivo felice e contenta di darle una mano.

E quindi Berlusconi ha
deciso di spedire Bertolaso ad Haiti, come se  non avessero abbastanza guai.


martedì 19 gennaio 2010

Obietto, ma se paghi anche no.

Ok, io sono di parte.
Io penso che se esiste una legge dello Stato che mi consente di interrompere una gravidanza, il servizio sanitario nazionale DEVE mettermi nelle condizioni di veder ricomosciuto il mio sacrosanto diritto a non essere madre.
La legge c'è ed è pure parecchio precisa e comunque non credo che scegliere di abortire sia qualcosa che una donna fa a cuor leggero, anzi.

Comunque, la legge prevede anche l'obiezione di coscienza per i medici (NON per i farmacisti, tocca dirlo fino alla nausea, visto che loro non si rassegnano e non tutte lo sanno).
Quindi ti potrà capitare di trovarti davanti un medico che non ti vuole dare la pillola del giorno dopo o che non vuole procedere all'ivg e per quanto vorresti spaccargli la faccia, dovrai ingoiare il rospo e andare altrove, con tutte le difficoltà e i disagi che questo comporta.

Io all'obiezione sono parecchio contraria: se vuoi obiettare, stellina, te ne vai in un bell'ospedale di suore e preti e non rompi i coglioni a me, ma la legge è questa e io (a fatica) mi adeguo. Certo, la legge dice pure che se anche c'è un medico obiettore a me deve essere garantita un'adeguata assistenza e quindi dovrei poter trovare anche un non obiettore, ma questa è un'altra storia.

Solo che poi ci sono i soldi.
E i soldi piacciono anche al più strenuo difensore della vita-a-tutti-i-costi.
Quindi può capitare anche che ci siano medici che in ospedale ti dicono "ennò, il feto è un essere umano come me e te, io non uccido esseri umani bla bla bla" e che però nel loro studio privato chiudono un occhio e magari ammazzare una vita innocente non gli da poi tanti problemi.

Ho letto di un'
inchiesta di Studio aperto (non l'ho vista, io NON guardo Studio aperto!) che appunto ha "scoperto" un obiettore del San Camillo di Roma che in privato non trova tanto sbagliata l'interruzione di gravidanza.

Ora, questo  non è il primo e non è il solo figlio di puttana che si arricchisce sulla pelle delle donne: di notizie così se ne leggono a decine, basta cercare (il primo che mi viene in mente è il
ginecologo di Genova, morto suicida). Il punto è che questa gente non solo va radiata da ogni albo possibile e immaginabile, ma va messa alla berlina sulla pubblica piazza.

sabato 16 gennaio 2010

Finalmente ho capito.

E' tutta colpa di mia madre.
Il mio rapporto allegro col sesso è colpa sua, che nell'Aprile del 1989, a nemmeno 10 anni, m'ha regalato "Il diario di Anna Frank".
Ecco.
Se brucerò tra i lussuriosi sarà il nome della donna che mi ha fatto nascere che griderò.

mercoledì 13 gennaio 2010

OGO







In Italia prendere la pillola del giorno dopo è un terno al lotto.

Se sei fortunata e capiti nella giornata giusta trovi un medico non obiettore e corri in farmacia, sperando di non avere rotture di coglioni. Ti pigli la Norlevo, tiri un bel sospiro di sollievo e aspetti con ansia le prossime mestruazioni.

Se sei sfortunata, trovi un medico obiettore, che con ogni probabilità ti tratterà come un'assassina o magari un farmacista che proprio non vuole accettare il fatto che per lui l'obiezione di coscienza NON E' PREVISTA.

Se sei una donna con le palle alzi la caciara, ma in quei momenti vai di corsa, hai solo 72 ore e mi sa che di metterti a lottare per il tuo sacrosanto diritto a non essere madre proprio non ti va.

Se poi la situazione diventa particolarmente pesante puoi chiamare l'associazione "
vita di donna" (333 9856046).

A una
ragazza di Teramo la pillola del giorno dopo è stata negata più volte e quando finalmente è riuscita a farsela prescrivere le 72 ore erano passate e lei ormai era incinta.
Ora chiede mezzo milione di euro alla Asl come risarcimento.

Al pronto soccorso ginecologico del San Camillo a Roma c'è un bellissimo cartello che dice che i medici non sono "fornitori di farmaci" e che quindi (traduco) è inutile che una zozzetta qualsiasi vada lì a rompere le palle con la storia della pillola del giorno dopo.
Molto meglio rimanere incinte e magari affrontare un aborto che prendere una pillola, no?
Oppure, come a Teramo, molto meglio rimanere incinta, tenere il bambino, essere mollata dal padre dello stesso che manco lo vuole riconoscere e bla bla bla.

Un paio di link utili:

http://www.vieneprimalagallina.org/pagine/ogo.html


http://ogo.noblogs.org/summary.php

Con buona pace di Ferrara, di Formigoni, dei preti e di tutti quelli che vogliono decidere quello che è meglio per noi, forse è davvero arrivato il momento di smetterla di fare pippa e incazzarci sul serio.

Felice e cojonato.

Che Berlusconi sia un genio del marketing  non ci sono dubbi.
E' talmente vero da essere diventato un luogo comune.
Ha vinto le elezioni promettendo posti di lavoro, tagli delle tasse, benessere e prosperità per tutti.

Io tutto 'sto ben di dio non l'ho mai manco annusato, ma forse è perché i miei occhi sono foderati di rosse bandiere.

L'elettore-medio, quello che vota "a cazzo di cane" da una parte o dall'altra in base a chi promette di più o per punire chi non ha dato abbastanza ci casca ogni volta.
E' felice.
E però pure cojonato, visto che nonostante i tanti proclami
oggi il nano dice che "allo stato attuale non è possibile il taglio delle tasse". Dice che c'è la crisi. Che poi  non aveva detto che la crisi non c'era e che dovevamo essere ottimisti? Boh.
A me personalmente non è che cambi niente, visto che sono un lavoratore dipendente e quindi se anche volessi le tasse non potrei proprio evitare di pagarle, ma sarebbe interessante prendere uno per uno gli elettori entusiasti del loro padrone e chiedergli cosa ne pensano.
Il problema è che in 15 anni ho trovato solo uno che ha ammesso di votare Forza Italia.

Comunque, so che non c'entra niente, ma leggo: "Berlusconi: assoluzioni inappellabili".
Ok, parliamone, perché io sono ignorante in materia.

Metti caso che X stupra  il bambino Y.
O magari Z ammazza W, fate voi.
X e Z hanno degli avvocati coi controcazzi che li fanno assolvere in primo grado, nonostante la loro colpevolezza.
Che vuol dire "assoluzione inappellabile"? Che non c'è modo di far marcire X e Z in carcere?
No, davvero, sono seria: non vuole dire questo, vero?

martedì 12 gennaio 2010

Fase A

La "fase A" è senza dubbio la cosa più bella di una relazione.
Le relazioni dovrebbero essere fatte solo di "fase A".
Nella "fase A" ci sono le canzoni con cui ti struggi, le frasi da ricercare in libri già letti per trascriverle ancora una volta e dargli un significato nuovo. Ci sono mille inutili telefonate, le mani intrecciate, gli sguardi languidi e un'irrefrenabile voglia di fare sesso.
Quando ci ripensi, durante la "fase A" c'era sempre il sole, anche se faceva un freddo bestia e pioveva ogni maledettissimo giorno e poi tu eri bellissima e sorridente, anche se stavi in tuta e coi capelli dritti.
E quando giri in morotino e sei in piena "fase A", non ci sono buche né macchine assassine che cercano di ammazzarti.
In "fase A" nemmeno tu che dormiresti per giorni senti la stanchezza, anche se sono le tre del mattino e alle sette e mezzo devi già essere operativa per correre in ufficio.
Della "fase A" si hanno solo bei ricordi, qualcuno magari anche esagerato, ma bello, mio dio che bello.



[Cazzo, tutto questo melensume è terribilmente stucchevole. Chiedo venia.]

lunedì 11 gennaio 2010

Quest’estate sono stata in Salento, in un paesello vicino Lecce. Che poi più che un paese sembrava uno di quei mega quartieri della periferia romana.

La via dietro casa era piena di africani. Soprattutto uomini, molti giovani, qualcuno dell’età di mio padre, la maggior parte miei coetanei.
Tutte le mattine andavano nei campi sotto il sole dell’ Agosto salentino a raccogliere frutta.


Ecco, non credo che la situazione a Rosarno fosse differente, immagino che sia ovunque così.


Questi poveracci vengono a fare da noi lavori che io per prima probabilmente non farei. E non sono necessariamente dei semianalfabeti, anzi, spesso la loro cultura media è parecchio superiore a quella di chi gli da lavoro. Si spaccano la schiena per due lire, vivono in condizioni indegne di un paese civile (ma questo è un paese civile? Io ne dubito ogni giorno un po’ di più).



Vengono sfruttati dai caporali, che chiedono il pizzo su quella miseria che mettono insieme per permettermi di mangiare cocomero, kiwi e farmi la spremuta. Le mafie ci sguazzano: manodopera a bassissimo costo e un capro espiatorio sempre pronto all’uso. E lo stato se ne fotte. Quando poi scoppiano i guai, allora è un continuo scarica barile, con Maroni che dice che è colpa della sinistra, dimenticando che in questo paese è in vigore un abominio chiamato “Bossi-Fini”.


Ma non importa, quelli sono negri. E noi i negri qua non ce li vogliamo. O meglio, ci servono per raccogliere le nostre arance, i pomodori e i cocomeri, ma una volta finita la giornata devono sparire, non farsi vedere, rintanarsi da qualche parte e non rovinarci la serata.


E se proveranno ad alzare la testa, a parlare di dignità e diritti, noi li braccheremo, li picchieremo, li prenderemo a bastonate, gli spareremo dalle nostre auto. E lo faremo davanti ai nostri figli, perché imparino com’è che vanno le cose: i negri sono negri, sono sporchi, inferiori, sono bestie, anzi no, le nostre bestie sono meglio di quei negri che nemmeno si capisce quando parlano.

venerdì 8 gennaio 2010

Uhm

Non lo so, non lo so...
Io dei radicali non mi fido.
Cazzo, come fai a fidarti di chi con Berlusconi c'ha governato?
Si, ok, è brava. Si, non metto in dubbio la sua onestà. Si, le campagne per l'aborto...
Ma no, io dei radicali non mi fido.

E poi mica lo so se con la Bonino ci sono reali speranze di vittoria. Anzi.
L'italico elettore medio è quello che è in fondo, ne abbiamo coferme continue.
Io già mi immagino la campagna elettorale, con la Bonino presentata come una specie di assassina che vuole ammazzare i bambini nelle pance delle mamme e i vecchi nei loro letti. Una che vuole far drogare i nostri giovani e far proliferare coppie di fatto, magari perfino omosessuali!
Io la vedo brutta.

E comunque la Polverini MAI.
Davvero, mai.
Cazzo, la appoggiano gente StArace e Thilger...

Geniale Bersani: "Alle regionali voglio fare meglio che alle Europee".
GRAZIE AL CAZZO!

giovedì 7 gennaio 2010

Scannerizzati

A me sta faccenda del body scanner sta facendo già venire l'ansia.

Tempo fa a Malpensa mi sono rifiutata di levare gli stivali.

OminoDellaSicurezza: "Signorina, si può togliere le scarpe?"
Arguzia: "No..."
OminoDellaSicurezza: "Scusi?"
Arguzia: "La prego, ho dei pedalini indecenti..."
OminoDellaSicurezza: "Capisco, ma dovrebbe..."
Arguzia: "Davvero, la prego... mi vergogno... sono orrendi. E io sono una collezionista di pedalini, farmi vedere in pubblico con questi... no, davvero, non mi faccia questo..."
OminoDellaSicurezza: "Ma stai scherzando?"
Arguzia(abbassando gli occhi): "No..."
OminoDellaSicurezza: "Santodio... vabbè, passa, ma se suoni levi tutto"
Arguzia: "Sei una bella persona"

Arguzia non suonò e crede che l'OminoDellaSicurezza stia ancora ridendo.

A Barcellona però avevo dei pedalini talmente belli che le scarpe le avrei levate comunque giusto per il gusto di farli vedere.

Mo' oltre la paranoia del PedalinoDaViaggio dovrò pensare anche alle mutande.
Dio, che stress infinito...

Tutto questo per dire che ho una gran voglia di fare un viaggio, anche breve.
Solo cambiare aria per un po',
visto che -incredibilmente- sto bene.


venerdì 1 gennaio 2010

Buon anno

Buon anno a tutti.
Agli operai che domani non torneranno al lavoro e alle loro famiglie, che hanno poco da festeggiare.
Ai disoccupati che resteranno tail.
Ai precari che come al solito se la prenderanno lì dove non batte il sole.
Agli immigrati che in un paese come questo non avranno nessuna possibilità.
Alle donne che dovranno continuare a lottare per una parità seria che non sia il "contentino" di una politica miope e maschilista.
Ai bambini e ai ragazzi imprigionati in una scuola allo sfascio.
A tutti noi che da oggi siamo un po' più poveri.

Ce l'ho fatta

Sono riuscita a passare il Capodanno a casa.
Sole io e la Cana, traumatizzata dai botti e incapace di rilassarsi in una casa che non è la sua...
Cartoni animati, birra e un sacco di pensieri da riordinare.
Il miglior modo.