lunedì 31 maggio 2010

Free Gaza!


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Non mi lancerò in serie disquisizioni sulla situazione palestinese: non sono in grado e sono atrocemente di parte.
E poi già lo so che qualcuno mi verrebbe a rompere i coglioni dandomi dell'antisemita. E davvero non c'ho voglia di farmi dare dell'antisemita alla faccia della gente di Gaza.

Vorrei solo sottolineare le illuminanti parole del sottosegretario agli Esteri, Alfredo Mantica così come le leggo su
Repubblica.it:

 "Non ho ancora elementi sufficienti per capire cosa sia successo ma la questione era nota da giorni. Questa vicenda si può classificare come una voluta provocazione: aveva un fine preciso, politico".
Dice che era un 'illusione pensare che Israele non avrebbe reagito (cerrto magari far fuori una ventina di pacifisti come reazione è un po' spropositata) dato che "il principio della rappresaglia israeliana è un principio conosciuto nel mondo". Dice che possiamo "discutere sulla reazione israeliana ma pensare che tutto avvenisse senza una reazione di una qualche natura era una dilettantesca interpretazione di chi ha provocato questa vicenda". "Azioni spettacolari servono solo a peggiorare la situazione e a rendere ancora più impraticabile la strada del dialogo".



Insomma, Mantica ammette che gli israeliani fanno della rappresaglia il loro modus operandi e allo stesso tempo dice che 'sti pacifisti da quattro soldi sono solo dei dilettanti di merda e che in fondo è colpa loro. La faccenda del non stuzzicare il can che dorme, più o meno. Il fatto che Israele non dorma mai e che a Gaza si muore è un altro discorso.
 

venerdì 28 maggio 2010

Lezioni di Storia



Che a Silvio piacesse Mussolini non è certo un segreto.
Insomma, se sei calvo, mascelluto, assetato di potere e refrattario a tutto ciò che è giusto e legale, come puoi non desiderare essere il dvce?
Solo che in Italia c’è ancora qualcuno (sempre di meno, temo) che non accetterebbe passivamente una totale deriva dittatoriale e quindi prima di diventare il nuovo dvce devi far diventare un po’ più simpatico quello vecchio: c’è sempre il rischio di finire appesi a testa in giù.

Quindi ha cominciato con la faccenda del confino, che non era proprio una punizione, ma una specie di vacanza pagata. Poi il paragone veline-camicie nere. Poi la storia del più grande statista del novecento… ah, no, quello era Fini.

Comunque, ieri c’è stato il summit (che si pronuncia come si scrive e non “sAmmit”, perdio) dell’Ocse.
E Silvio se n’è uscito con una frase che più o meno suonava così: “Oso citarvi una frase di colui che era considerato come un grande dittatore: dicono che ho potere, ma io non ho nessun potere, forse ce l'hanno i gerarchi, ma non io. Io posso solo decidere se far andare il mio cavallo a destra o a sinistra, ma nient'altro”.

Nessuno s’è alzato per sputargli o prenderlo a sediate, ma pare che StArace abbia detto ad un giornalista: “Certo sarà una battuta, magari non delle più felici, ma dal punti di vista storico è inesatta. Mussolini di potere ne aveva e ha governato con grande consenso. Forse il problema è che glielo ha raccontato la nipote Alessandra Mussolini, che di storia non ci capisce niente” (da Repubblica di oggi, edizione di carta).

Finalmente qualcuno che rimette le cose in chiaro! Basta con queste falsità storiche. Caro Silvio, se i tuoi gerarchi sono mezzi traditori, non tirare in ballo in dvce, che li avrebbe zittiti a suon di bastonate e olio di ricino.




 

mercoledì 26 maggio 2010

Papillon Rebibbia





A Ponte di Nona, non c'è un cazzo. E' una di quelle nuove periferie tanto amate dai costruttori di centri commerciali. E infatti se fate una ricerca su Google (gogol, se votate PdL) tra i risultati spicca "Roma Est", il più grande centro commerciale d'Europa.

A Ponte di Nona, però c'è anche la biblioteca "Papillon Rebibbia", che porta cultura e un modo differente di vivere a chi dalle amministrazioni comunali ha avuto solo centri commerciali e cemento.

Ovviamente la cultura non paga.
E quindi la biblioteca dovrà chiudere.

Grazie mille a
Prince Faster per avermi fatto conoscere la biblioteca qualche anno fa e per aver segnalato questa orrenda notizia.

1 euro con un SMS, 2 euro da numero fisso.



«Ho perso il mio latte, ecco cosa è successo. E mio figlio si è dovuto abituare in fretta e furia a quello artificiale, il pediatra me ne ha suggerito uno molto buono, pare il migliore, però nessun latte artificiale sarà mai come quello della mamma. Sto prendendo delle cose per farmelo tornare. E sì che lo avevo allattato da subito, pure con sacrifici, perché allattare è una cosa bellissima, ma è anche stancante, un neonato mangia ogni due-tre ore, svegliarsi di notte per accudirlo non è uno scherzo». (Se avete lo stomaco forte e sapete guardare il dolore in faccia, leggete tutto l'articolo)

Ha ragione, la povera Elisabetta.
Ancora una volta la legge dell’uomo e del fisco calpestano i diritti e i sentimenti di noi donne. E dei nostri figli, costretti già a due mesi a capire con una brutalità inaudita come va la vita.

Il piccolo Nathan Falco Briatore sarà probabilmente segnato a vita da questa terribile esperienza. Niente yacht, niente latte materno, niente culla e fasciatoio. Si, è vero, babbo Flavio potrebbe comprargli un’intera fabbrica di latte artificiale, “il migliore”, ma chi lo risarcirà per la perdita della sisa di mamma Elisabetta? E chissà se la nuova culla d'oro zecchino lo farà sentire di nuovo sicuro e protetto.

Ecco, mentre quella povera famiglia vive un dramma di proporzioni terrificanti, noi piagnucoliamo per il blocco del turn over e per il congelamento degli stipendi, dimentichi del dolore altrui.
È sempre così.
A volte ci affanniamo nel cercare la disperazione lontano. Sempre pronti a parlare dei soliti bambini che muoiono di fame e malattie in Africa, mentre basterebbe spostare un poco lo sguardo per vedere che di dolore ce n’è tanto anche qui.
Nei campi rom, nelle stazioni delle nostre città, nel degrado delle periferie, nei pontili in mezzo a imbarcazioni principesche.
Anche i ricchi piangono.

Vado a mandare il mio SMS di solidarietà.

martedì 25 maggio 2010

Appunto...



Ho appena finito col roof garden che apro La Stampa e leggo che Letta ha parlato e ha detto (traduco): "Mo' so' cazzi amari. Sapete la storia che noi non siamo come la Grecia? Stronzate, siamo nella merda fino al collo e mentre noi in qualche modo staremo sempre in piedi, per voi comuni mortali si preannunciano bei cazzi per il culo".

Roof Garden



Per più di qualche anno, i miei capi (Brufolone&Stupidotto) m’hanno mandata a fare bassa manovalanza alla presidenza del consiglio.

Ho visto i cambi di governo e l’arrivo dei tornelli.
Purtroppo mi sono persa il mitico
roof garden con vista su piazza Colonna, dove un prosecco con gli stuzzichini mi si dice costi la bella somma di 2 (DUE) euri.

Ecco, ora vorrei tanto dire che è una vergogna, che la gente non arriva a fine mese, che si parla di congelare stipendi, bloccare pensioni, ma non so bene che senso abbia.
Insomma, la stessa gente con lo stipendio congelato, col mutuo da pagare, con le bollette che non fanno che aumentare, con la scuola pubblica allo sfascio e cose così sono le stesse che continuano a votare per chi le prende continuamente per il culo.

 

domenica 23 maggio 2010

Tanti Auguri, 194!


194Quando ieri ho detto al mio più caro amico che sarei andata in piazza per fare gli auguri alla 194 e dire benvenuta alla RU486, il suo commento è stato: “ Ma in che mondo vivi? Stanno a montà l’ultimi paletti della dittatura e tu manifesti per una legge che praticamente non possono toccare?”
M’ha fatto imbestialire, dimostrando che anche i “migliori” si disinteressano completamente di un “problema” che non percepiscono come comune. Insomma, è una faccenda di femmine, le cose importanti sono altre.

Avrei voluto fargli notare che la 194 è continuamente sotto attacco e la Ru486 è descritta come la pillola preferita dal demonio. Le regioni amministrate dalla destra provano in ogni modo a bloccarne l’uso e la sinistra non pare particolarmente interessata alla faccenda, se non in funzione puramente elettorale.

Il mio amico, in quanto maschio, non sa quello che vuol dire andare in ospedale di notte col cuore in gola sperando di riuscire a farsi prescrivere la pillola del giorno dopo. Non sa con quanta ansia compili quel modulo di merda dove manca poco che ti chiedano anche il numero di scarpe o la taglia del reggiseno. Lui non lo sa com’è sostenere gli sguardi di disprezzo negli occhi di chi sta lì per garantirti un servizio o del nervosismo che ti assale entrando in farmacia, dove magari trovi il farmacista cattolico che anche se non può decide di obiettare.

Il suo commento mi ha fatto pensare che a volte gli uomini sono terribilmente lontani da certi problemi e che nonostante le belle parole, certe lotte sono lasciate sempre e solo a noi donne.
Ieri in piazza i maschi si contavano sulle dita di una mano.
Vero, la manifestazione era stata indetta da collettivi di donne, ma molte di noi hanno un compagno, tutte abbiamo degli amici e non è bello vedere che in queste occasioni veniamo lasciate sole.

Comunque, da quello che ho visto anche ieri, abbiamo abbastanza palle per lottare senza aiuto.

giovedì 20 maggio 2010

Plebea


Nel posto dove lavoro ci si divide in tre.

Ci sono gli Interni. Sono pochi a dire il vero, due sono i supercapi, altri semplici impiegati. Come in ogni posto c’è chi fa molto, chi fa il suo e chi non fa un cazzo.

C’è la Coop, 6 persone che si fanno il mazzo e tra le altre cose filtrano i mille vaffanculo che arrivano ogni giorno.

C’è la SocietàTroppoFicaMammaMia. I suoi membri sono la stragrande maggioranza. Sono tutti ingegneri, delle specie di geni dell’informatica, tranne una, che è laureata in Filosofia e fa lavoro di segreteria, io.

Io da subito ho legato con la Coop, forse perché a differenza di STFMM nessuno se la tira e se hai bisogno di una mano e chiedi per favore non si tirano indietro. In qualche modo però questo puzza ai miei colleghi della STFMM: insomma, come è possibile che una che fa parte della schiera degli dei scenda al livello dei comuni mortali? Deve esserci qualcosa che non va.

Prima di essere assunta dalla STFMM e stavo ancora con Brufolone&Stupidotto, i miei futuri colleghi un po’ mi schifavano. Appena s’è sparsa la voce dell’assunzione, le cose per un po’ sono sembrate diverse: mi hanno addirittura invitata al mini rinfresco per il compleanno di un collega. Ovviamente le ragazze della Coop sono rimaste nella loro stanza.
Ma io ho piedi per terra e non mi faccio affascinare dall’Olimpo dorato e poi io le battute degli ingegneri non le capisco nemmeno, quindi la diffidenza  è tornata e io continuo a fare casino con la Coop.

Per aiutare un collega della STFMM con cui collaboro, ho iniziato a fare una cosa che non mi è mai stata richiesta, ma che credevo potesse velocizzare il lavoro di entrambi.
Solo che ogni tanto mi sbaglio, magari inverto due lettere di un nome e cose così.
Può capitare, credo, quando sei sotto pressione, quando il telefono squilla di continuo e il più delle volte dall’altra parte c’è qualcuno che eccelle nella disciplina “insulta Arguzia”, o quando i tuoi capi decidono che devi fare altre mille cose, no?
Se un collega sbaglia, di solito glielo dico con un minimo di gentilezza e anche se mi gira il culo perché quell’errore rallenterà tutto, mi tengo l’incazzatura per me, non è che vado a lamentarmi da qualcun altro.

FF no.
FF, il collega di cui sopra, si deve essere lamentato dei miei errori di ieri (ho sbagliato a trascrivere TRE nomi su SETTANTA arrivati su fax scoloriti e scritti a mano da qualche impedito).
Così mentre salivo in ascensore, il referente della STFMM, senza guardarmi in faccia, mi ha detto “mi raccomando, arriveranno altri nominativi, stavolta ci vuole la massima attenzione”.
Ho rosicato, molto.

In ogni caso, il punto non è questo.
È che qua dentro la STFMM schifa gli altri, come se fosse  una sorta di  corporazione che vuole mantenere il distacco dai poracci e secondo me vedere che uno dei suoi membri passa troppo tempo con la plebe, be’, deve essere molto fastidioso.

A,  me lo dice sempre quando mi sfogo con lei e  quando sono passata alla STFMM mi ha detto “mo’ vediamo quanto tempo ci metti a instronzirti”.

Le ho risposto che io sono Comunista, quindi tifo  per la classe operaia.

mercoledì 19 maggio 2010

Se ci caschiamo anche noi.



Leggo quotidianamente Femminismo a Sud, blog pieno storie di Donne che faticano, che lottano, che vengono uccise, stuprate, umiliate ogni giorno in questa bella società occidentale.
Leggo con rabbia e voglia di fare qualcosa per "cambiare il mondo".

Me lo diceva sempre il mio ex, quando mi lanciavo nelle mie inutili invettive "vai a salvare i delfini, vai..."
Lo diceva con tono canzonatorio e infastidito e io "andavo a salvare i delfini" altrove.
Evitavo di parlargli di certe cose, per non sentirmi trattata come una ragazzina idiota, preferivo tenerle per me e per i miei amici o per un blog del cacchio che però mi faceva sfogare.

E allora penso che ci caschiamo anche "noi".
Noi che siamo un po' più incazzose, che vorremmo che le cose cambiassero, noi un po' più battagliere, almeno sulla carta.
Anche "noi" spesso abbiamo a che fare con uomini che non credono nelle nostre capacità, che non si interessano delle nostre idee, che sono infastiditi e annoiati quando raccontiamo dell'ultimo pallosissimo libro letto o dell'ultimo film visto.

Anche "noi" ci troviamo davanti uomini (che siano compagni, amici, padri, non conta) che in fondo non ci vogliono piene di vita e pensieri, cui non andiamo bene coi nostri mille difetti e pregi, ma che ci vorrebbero diverse.
Un po' più calme, un po' più silenziose.
Ecco, ci vorrebbero "pastello".
Come quei vestiti buoni per ogni occasione, sobri e silenziosi, che non disturbano nessuno, che non hanno personalità, che non ti impegnano.

A volte mi capita di pensare a quanti rospi ho ingoiato in nome del "quieto vivere" e non posso non credere che se questo annullarci e lasciarci annullare capita anche "a noi" allora c'è qualcosa che non va.
E che forse siamo noi tutte a dover cambiare per prime.
Innanzi tutto mettendo dei paletti, dandoci delle "regole".
Ci sono cose che non possiamo e non dobbiamo accettare mai.
I nostri interessi, i nostri pensieri, quello che amiamo e quello in cui crediamo non deve mai essere messo in secondo piano per un uomo, anche se si tratta dell'AmoreDellaVita.
I nostri amici devono venire sempre prima, perché saranno loro a raccoglierci se staremo a pezzi o a gioire con noi della più piccola stronzata.
E soprattutto mai permettere a nessuno di farci sentire stupide o inutili, mai permettere a nessuno di giudicare e umiliare.
Tantomeno permettere a chiunque di alzare le mani.

Per mia fortuna, non m'è mai capitato di stare con un uomo violento.
Mio padre, poi, è stato ed è un padre meraviglioso e -a quanto vedo- un bel marito. Certo, quando gli girano i coglioni è intrattabile e mette su un muso che ti verrebbe da prenderlo a schiaffoni, ma io sono uguale a lui, quando sono nervosa è bene starmi lontano e non posso non capirlo. Ma mai ha nemmeno fatto il gesto di alzare un dito su mia madre, mai ci ha insultate o umiliate.
Un uomo "normale", insomma. Non è una cosa "speciale" essere una brava persona, no?


Tempo fa parlavo con le mie amiche M. e S. delle nostre storie "importanti" passate. Di rospi ne hanno ingoiati parecchi anche loro. Sentirsi dare colpe inesistenti, sentirsi dire di continuo "potresti", "dovresti", modi carini per dire "devi, fai, cambia".

Fanculo, ci siamo dette, noi siamo donne fichissime, siamo sveglie, indipendenti, bellocce e nonostante questo siamo state capaci di annullarci per un maschio? Di mettere in secondo piano la consapevolezza di ciò che siamo e che vogliamo essere in nome "del grande amore"? Che amore è quello che non ti vuole come sei? Sarà pure un luogo comune, ma c'è qualcosa che non quadra. Uno deve amarti per come sei, non certo per come vorrebbe che tu fossi.

FANCULO!
Mai più.
Ce lo siamo dette alzando i bicchieri: mai più!

 

Troppo poco.



E così i vertici della polizia che hanno permesso il massacro della Diaz sono stati condannati.

Francesco Gratteri, capo dell'anticrimine, 4 anni
Vincenzo Canterini, ex comandate del primo reparto mobile di Roma, 5 anni
Giovanni Luperi, ex vicedirettore Ucigos (adesso sta all'Agenzia per le informazioni e la sicurezza interna), 4 anni
Spartaco Mortola, ex dirigente Digos di Genova (attualmente vicequestore vicario a Torino), 3 anni e 8 mesi
Gilberto Caldarozzi , ex vicecapo dello Sco, 3 anni e 8 mesi
Pietro Troiani e Michele Burgio, dirigenti della Polizia, che hanno portato le molotov nella scuola, così da giustificare il massacro, 3 anni e 9 mesi.

Interessante la prescrizione dei reati di lesioni lievi, calunnie e arresti illegali.
Arresti illegali, badate bene. Questi ti arrestano perché non hanno un cazzo di meglio da fare e il loro reato viene prescritto. Il che, tradotto nella lingua della sora Lella, vuol dire che "te la pii 'nder culo". Ti tieni le botte, le minacce e l'arresto illegale e tanti cari saluti.

Ovviamente il
governo sa bene come ci si deve comportare in casi simili in un paese civile come il nostro e così Mantovano, sottosegretario all'Interno, dice: "Questi uomini hanno e continuano ad avere la piena fiducia del sistema sicurezza e del ministero dell'Interno" e chiaramente "resteranno al loro posto".

Ovviamente. Resterà a tutelarci la stessa gente che ci ha massacrati.
Che problema c'è?

martedì 18 maggio 2010

La bella e la bestia



Il SindacoDegliAltri è stato brutalmente attaccato da una magrissima ballerina di mezza età.
"Vergogna, vergogna, farabutto", ha gridato la Fracci inviperita.
Che classe, che stile! Io che a danza non ci sono voluta mai andare lo avrei insultato coi vecchi classici: bastardo, stronzo, fasciodemmerda.
Mancava facesse una piroetta o uno di quei bei salti con la spaccata che poi quando cadono giù non puoi non chiederti come cazzo facciano a non sfasciarsi.

Mia figlia farà danza classica, decisamente.

lunedì 17 maggio 2010


[youtube http://www.youtube.com/watch?v=hvUgYfnbJNk&hl=it_IT&fs=1&]

domenica 16 maggio 2010

venerdì 14 maggio 2010

Oggi


Ore 6 sveglia.
Doccia volante.
Caffè.
Sigaretta.
Cacca.
Bidet.
Lavaggio denti.
Trucco (?)

Ore 07.15 sono in macchina.

Ore 07.46 timbro il (fottuto) cartellino.

MI FACCIO IL CULO COME UN SECCHIO.

Ore 12.30-12.50 pausa pranzo.

MI FACCIO IL CULO COME UN SECCHIO.

Ore 18.01 timbro il (fottuto) cartellino.

Ore 19.20 sono a casa.

Ovviamente piove.
Ovviamente quando piove a Roma è il delirio.
Ovviamente la gente non sa guidare, cazzo.

Ringraziando il cielo la Peroni era in offerta al Pim e ne ho una cassa piena.

Burp.

Camerati!






Ecco qua.
E' che ad un certo punto secondo me i vecchi picchiatori si stancano di far finta di essere persone per bene.
Insomma, anche io mi stufo presto di fare la parte della ragazza educata e timorata di dio.
E quindi il camerata StArace torna alle origini.





mercoledì 12 maggio 2010

martedì 11 maggio 2010

lunedì 10 maggio 2010

Lettera



Caro Giorgio,
mi chiamo Arguzia, sono una trentenne romana, molto di sinistra e terribilmente Romanista: la Roma per me nun se discute, ma se ama e per quanto mi riguarda c’è solo un Capitano.

Quando t’hanno eletto, camminavo felice per i corridoi del mio ufficio (un luogo “nemico”) cantando “su  comunisti della Capitale, è giunto alfine il dì della riscossa... andremo ad innalzar sul Quirinale bandiera rossa!”.

T’ho difeso un sacco di volte, anche quando francamente eri indifendibile e mi sono presa così tanti “vaffanculo” che non credevo potessero venire sopportati da una persona sola.
Poi in effetti ho smesso di farlo perché non ho capito più.
Voglio dire, io lo so che se te non firmi una cosa una volta va bene, la seconda pure, ma che dopo un po’ o firmi o ti dimetti (e a quel punto gli scenari sono -se possibile- ancora peggiori), ma certo per chi come me crede che la legalità e la decenza dovrebbero guidare l’operato di un politico, ad un certo punto la faccenda è diventata pesante.

Poi la Coppa Italia.

Il mio Capitano fa una cappellata. Una grande cappellata.
Avrebbe dovuto aspettare la fine della partita, farsi la doccia, asciugarsi, uscire dallo stadio e andare da quel coglione di Balotelli per spiegargli due o tre cose, ma non s’è saputo tenere.
Ha sbagliato, non si fa.
Me lo diceva sempre anche Nonnetta quando ero piccola e manesca: “se ti provocano, sii superiore, non rispondere e non alzare le mani”. Quella cosa del “passare dalla parte del torto”, insomma.

E tu parli.
Tu prendi una posizione netta, dura, di condanna senza appello.
Una posizione dura come non t’ho mai sentito fare.
Manco quando hanno ammazzato Cucchi.
Manco quando Bertolaso andava a farsi fare i massaggi.
Manco quando Berlusconi andava alle feste delle ragazzine.
Manco quando i leghisti si puliscono il culo col tricolore.
Manco quando Scajola ha detto che avrebbe acclarato.
Manco quando la polizia pista un ragazzetto in motorino e lo arresta a buffo perché secondo loro aveva fatto a botte dopo la partita.
 
Boh, io a ‘sto punto non ti capisco più, Giorgio. Davvero.
Sarai mica laziale?
 
Tanti cari saluti e sempre Forza Roma,
Arguzia.

Istigazione allo stupro.


Le ragazze di Forza Nuova hanno le idee ben chiare su quello che si deve fare contro quelle puttane comuniste di "Usciamo dal Silenzio": stupro.
"Stupratele, tanto poi abortiscono", sono le parole che hanno usato, ovviamente insieme al grande classico "assassina", che se vuoi difendere la 194 è quello che sei: un'assassina che merita di essere stuprata.

Non so, non c'ho parole.
Davvero.
Manco insulti.
Sono senza parole.


http://firenze.repubblica.it/commenti/2010/05/08/news/jbjbbjjbjb_jbbknknkn-3915580/

A Savià, c'hai rotto il cazzo.



E mo' basta, Savià!
Porca troia, mica penserai di essere il solo ad aver scritto contro la camorra, regazzì!
La camorra mica l'hai scoperta tu, bello de casa.
Che poi stai sempre a rompe i cojoni, ma me pare che sei ancora vivo e vegeto (e carino da morire).
Ebbasta!
Te quell'altra sciacquetta di Sabrina, Sabina sarcazzocosa, co' quel filmdemmerda che io manco riesco a legge il titolo.

In miniera, altrochè!


http://tv.repubblica.it/copertina/fede-contro-saviano-non-se-ne-puo-piu/46843?video

Saggezza in pausa pranzo.



Ultimamente passo le mie pause per il pranzo seduta su una panchina a leggere.
Mi piace, mi rilassa e per un po' mi allontano dai pensieri.
E poi posso fare uno dei miei sport preferiti: osservare la gente.

Giorni fa c'era un motociclista che dormiva e russava al sole, poi le coppiette pomiciose, i tifosi accaniti e i turisti incantati.
Ma oggi ho visto La Saggezza.

SaggiaSignoraBiondaAlTelefono: "Che te mette 'e corna è 'n fatto. Mo' te devi da cambià metodo! Così nun funziona, 'o vòi capi'? E' come co' l'antibbbiotici, che all'inizio te fanno bene, ma si seguiti a usalli sempre,  poi nun serveno più!"

Non fa una piega.

giovedì 6 maggio 2010

Ok, GODO!



Ho cambiato datore di lavoro.
Brufolone&Stupidotto non sono più quelli che mi pagano lo stipendio (in ritardo).
Brufolone&Stupidotto non potranno più negarmi tre giorni di ferie a Settembre sapendo che ho passato Luglio e Agosto a Roma con mio padre col bacino aperto e mia madre ingessata dall'ingiune in giù.
Brufolone&Stupidotto non mi racconteranno più cazzate su una presunta mission, sui miei skill e cazzate anglofone.
Brufolone&Stupidotto se ne possono andare affanculo.
Ma soprattutto, Brufolone&Stupidotto m'hanno dato 9754.25 €uri tra stipendio e liquidazione.

Quindi, un sonoro, sentito e gaudente vaffanculo e a mai più rivederci!

mercoledì 5 maggio 2010

Daje!



Il mese scorso mi sono devastata una caviglia in ufficio, quindi un paio di giorni fa mi è arrivato l’assegno dell’INAIL . 25,22 €. Venticinqueeurieventiduecentesimi.

Oggi in pausa pranzo vado in banca tutta contenta per riscuotere l’ingente somma.

OminoAlloSportello: “Eh, ‘o sa che nun joo posso da’? Ndo sta via xxx (la mia residenza)?”
Arguzia: “a xxx… (che da qui sono almeno una ventina di chilometri)”
OminoAlloSportello: “Eh, deve annà là”
Arguzia: “No, ma che davero? Me sta a pià ‘n giro, ve’?
OminoAlloSportello: “No, no. Funziona così, te tocca annà laggiù... 'o so', è 'na cazz...”
Arguzia: “… (bestemmia silenziosa)”
OminoAlloSportello: “Certo, pe’ 25 euri… de che squadra sei?”
Arguzia: “ROMA!”
OminoAlloSportello: “Allora nun too faccio popo!”
Arguzia: “Sei mica della lazzie?!”
OminoAlloSportello: “Nah… guarda qua (lanciando un'occhiata al calendario appeso alla sua sinistra)… FIORENTINA! Mo’ te faccio sentì ‘na cosa…”
VoceDiUnAltroOmino: “Aho, cheppalle! Ebbasta co’ sta Fiorentina! Daje Roma!”

Partono i cori della curva e l’inno della Fiorentina. Dai DUE cellulari dell’OminoAlloSportello, che sorride beato.

Arguzia: “…”
OminoAlloSportello: “ENNIOOOHH! (AltroOminoAlloSportello) Vie' ‘mpo’! Guarda, ce sta ‘sta regazzetta che deve pià i sordi dell’inaìl (con l’accento sulla “i”)… so’ venticinque euri… damojeli, nulla famo arivà laggiù… è romanista come te…”
AltroOminoAlloSportello(Enniooohh): “come te pare… pe’ venticinque euri…” (e gli molla uno scappellotto)
Arguzia: “oggrazie! Arrivederci, è stato un piacere”.

Adoro ‘sta città.

Blocca il Blocco



Il prossimo 7 maggio i fascisti manifesteranno nella mia città.
Stanno pian piano recuperando spazi in tutto il paese, grazie soprattutto alle amministrazioni locali.
Qui a Roma, con la scusa del bullismo e della libertà di espressione, questa gente sta uscendo allo scoperto. Picchia, accoltella, aggredisce e continua ad avere spazi.
Fanno finta di essere poveri giovani democratici cui noi comunisti stalinisti e tanto cattivi non lasciamo libertà di parola.
Ma sono solo dei fascisti.

Leggete e firmate l'appello di
Atenei In Rivolta. (qui il link diretto all'appello "CONTRO OGNI FASCISMO")
Non lasciamogli le nostre scuole, le università, le piazze.

 

Pora stella.



Povero Claudio.
Vittima dei media.
Vittima di un misterioso benefattore che gli ha pagato una casa con vista Colosseo (tra l'altro, quando facevo la tata andavo a prendere il pupetto nella scuola lì davanti: un palazzo della madonna).
Vittima di troppo amore e di troppo odio insieme.
Deve essere durissima.

Comunque, stiamo tutti sottovalutando i sentimenti di sua figlia: cazzo, ho letto che l'appartamento era intestato a lei. E ora? Che farà, povera cucciola? Possibile che non ci pensi nessuno?
Già me la vedo, in lacrime in 35 mq semiarredati in periferia.

martedì 4 maggio 2010

La normalità secondo Mariastella


La Gelmini è proprio fica. E prende sul serio il suo lavoro di distruttricedellascuolaedelluniversitàpubblica.
Lo prende talmente sul serio che lei sul periodo di maternità ci sputa su, può farne tranquillamente a meno.
Lei non è come quelle donne mosce e scansafatiche che non vedono l'ora di restare incinte e partorire per restarsene qualche mese in casa a fare un cazzo.
Anzi!
Lei si fa portare a casa le carte da firmare, signore mie!
Con una mano cambia pannolini e con l'altra firma licenziamenti di massa.
Mentre quelle debosciate litigano con poppate e carrozzine, lei s'è fatta fare un ufficio in casa, con tanto di pc e fax (pagati da me, quindi almeno un grazie avrebbe potuto dirmelo).
Dice che le donne che restano a casa durante la maternità (roba di statuto dei lavoratori, mi pare) sono delle privilegiate e che tutte dovrebbero tornare al lavoro, ovviamente senza trascurare i figli.

No, non mi lascio trascinare dalla foga retorica, quindi non dirò che magari se il tuo lavoro è pulire i cessi delle stazioni la faccenda è un po' più complicata.
Non lo farò.
Preferisco immaginare Mariastella e la sua pupetta.