martedì 31 agosto 2010

Matteotti un par di palle.


Il povero Marcello Dell'Utri è stato duramente contestato a Como, dove era andato tutto contento a parlare dei suoi diari di Mussolini.
A contestarlo non sono stati insigni storici, pronti a dire che quei diari sono una cazzata, ma della gente che gli ha ricordato la sua condanna.
Uno in particolare ha detto una frase che andrebbe scolpita nella roccia: " E voi qui a leccare il culo. Siete peggio di lui."
Vero.
O almeno sarebbe vero in un paese dove se ti condannano a sette anni per concorso esterno in associazione mafiosa sconti la tua pena e non vai in giro a piede libero, ma questa è un'altra storia, molto più grande di me.

 (su
quicomo ci sono i video della protesta. Bellissimi i primi piani di Dell'Utri.)

La cosa che mi preme sottolineare è la strenua difesa di tale Gianluca Rinaldin, consigliere comunale PdL, che avrebbe
paragonato il suo compagno di partito a Matteotti.

Come a quest'ultimo, anche a Dell'Utri è stato impedito di parlare.

Ora, io non voglio fare la solita stronzetta saccente (ruolo che comunque mi piace e un po' mi si addice), ma la faccenda è parecchio diversa.

Innanzi tutto Matteotti non era stato condannato per concorso esterno in associazione mafiosa.
Poi non stava presentando un libro.
Matteotti non aveva mai chiamato "eroe" uno stalliere mafioso.

Matteotti era un socialista che denunciava le violenze squadriste dei fascisti e per questo fu barbaramente ucciso da chi
Dell'Utri considera un uomo "troppo buono" e che per la sua bontà ha perso la guerra.
Fu rapito e ucciso da gente mandata dall'uomo che Dell'Utri sostiene essere stata una brava persona "che ha fatto degli errori".
Matteotti denunciò la violenza fascista e Mussolini lo fece uccidere.

Mi sfuggono le analogie con la protesta contro Dell'Utri.








Gheddafi is back


Visto che sono pigrissima, ho aspettato prima di poter anche solo pensare di commentare la visita di Gheddafi.
Poi ho pensato che visto che dalla scorsa volta non è cambiato un cazzo, tanto vale fare copia e incolla di quello che avevo scritto nel novembre scorso.
Meno fatica, stesso astio.


18 novembre 2009

Sarà che ho visto quasi tutti i film di Nanni Moretti, sarà che ho fatto il classico e sono sopravvissuta alla prof. L, ma per me le parole sono importanti e hanno un senso. Non amo girarci intorno.
Se rubi, sei un ladro; se corrompi, sei un corruttore; se decidi che alle tue "lezioni" possono assistere solo ragazze giovani, alte, magre e possibilmente bionde, sei un puttaniere. O un laido vecchio porco, non saprei.

Leggo che Gheddafi ha voluto un uditorio di sole gnocche per le sue
lezioni sul Corano.
Alte almeno 1.70, taglia 42, bionde.
Niente minigonna, ma almeno 7 cm di tacco (solo che nelle
foto sul Corriere di squinzie discinte se ne vedono parecchie).
Tutte sorridenti col Corano in mano.
C'è da chiedersi cosa Gheddafi abbia potuto insegnare.
Ma almeno loro (che sono tutte hostess, quindi ragazze che erano lì per lavoro) si sono portate a casa 70€.

Certo, non so se lo schifo ne valesse la pena.

Ecco un altro esempio lampante di come gli uomini -soprattutto se di potere- vedono le donne: carne.
Siamo tette e culo, il resto, se c'è, non conta.
Cervello, curiosità, intelligenza, tutto passa in secondo piano di fronte a un bel paio di tette sode e un culo a mandolino, possibilmente perizomatissimo.

Che poi magari tra quelle ragazze ce n'era certamente più di una che avrebbe volentieri espresso la sua opinione, ma tant'è.

Detesto questo modo che hanno di vederci certi uomini.
Detesto il nostro permetterglielo.
Soprattutto questo.

Forse divento bacchettona col passare del tempo, ma quando mi capita di vedere il primo piano del culo (bel culo, peraltro) della tizia che "balla" nel nuovo programma di Papi su Italia 1 non riesco a non chiedermi: "cosa pensi mentre mezza Italia commenta il movimento delle tue chiappe?".
Davvero, senza giudizi morali.
Vorrei davvero chiederglielo.
Vorrei sapere cosa c'è nella testa di una ragazza che decide di mettere in mostra il suo corpo in questo modo.
Non è per fame, come le puttane.
Non è nemmeno per ricatto, come moltissime altre puttane.
Solo che io proprio non lo capisco cos'è.

Per chi non lo conoscesse:
http://www.ilcorpodelledonne.net/

La gente sta malissimo



Capisco la masturbazione, pratica sana e divertente.
Capisco l'uso di sex toys, idem come sopra.
Quello che non capisco è cosa ti dice il cervello quando decidi di spendere una cosa come quindicimila euro per farti una
real doll identica alla donna che t'ha lasciato.

Boh, sarà che io mi sono sempre accontentata di piangere consumando le vecchie foto o magari dormire con la maglietta del mio ex amore.

No, la gente sta malissimo.

giovedì 26 agosto 2010

Scusi, ma non potevamo più permettercelo.


''Dobbiamo rinunciare ad una quantita' di regole inutili: siamo in un mondo dove tutto e' vietato tranne quello che e' concesso dallo Stato'', ha detto il ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, intervenendo ieri al Berghem fest, sottolineando subito dopo che ''robe come la 626 (la legge sulla sicurezza sul lavoro) sono un lusso che non possiamo permetterci. Sono l'Unione europea e l'Italia che si devono adeguare al mondo''. ''Tremonti si riferiva alla giurisdizione europea e alla sua estensione eccessiva rispetto all'obiettivo sulla sicurezza del lavoro, che resta invece essenziale'', ha poi precisato la portavoce di Tremonti, Emanuela Bravi.

Questa la notizia sul sito dell'
Ansa.

Oggi è morto un operaio in
Puglia, caduto in una cisterna. I suoi compagni sono stati tirati fuori vivi.
Ieri ad
Angri è morto un operaio, folgorato mentre stava su un'impalcatura.
Qualche giorno fa è morto un ragazzo
senegalese, che lavorava rigorosamente in nero in un cantiere.

E la
lista è lunga, lunghissima.
Poco meno di settecento morti, poco meno di settantamila feriti e poco più di diciassettemila invalidi.

Ecco, ora vorrei tanto che Tremonti andasse dalle famiglie di questa gente a dire "scusate, ma non potevamo permettercelo".


E vaffanculo.



http://www.youtube.com/watch?v=Oil9UyJNQ7M

venerdì 20 agosto 2010

Perché Grillo somiglia tanto a Berlusconi



Ecco, sono anni che penso le stesse cose, solo che non so dirle. Chi legge qua sa quello che penso di Grillo, che considero un populista paraculo e un qualunquista della peggior specie e di chi gli corre dietro adorante.
Curzio Maltese ha tradotto in italiano gran parte dei miei pensieri.



Curzio Maltese
Perché Grillo somiglia tanto a Berlusconi

Fra le notizie quasi sempre mirabo­lanti della politica, quella che mi ha sorpreso meno è la nascita del partito dei grillini. Ricordo il giorno ín cui Beppe Grillo ha giurato in piazza, davanti a cen­tomila fedeli del vaffa, che mai il movi­mento si sarebbe candidato alle politiche. «Non saremo mai un partito, noi vogliamo distruggerli i partiti». Mi sono voltato e ho detto agli amici: «Accidenti, Beppe farà un partito per le prossime elezioni».
Da anni con Grillo mi regolo così, come con Berlusconi. Quando sfasciava i compu­ter sul palco ho capito che stava per diven­tare una star di internet. Grillo, va detto, è assai più spiritoso di Berlusconi, mediocre barzellettiere. Per il resto, i meccanismi dei due si assomigliano molto. Entrambi godono del seguito di masse di fedeli entu­siasti e inaccessibili a ogni argomento ra­ zionale, felici di credere a uno che raccon­ta baggianate. Li fa sentire meglio. Sono gli psicofarmaci della politica. Per entrambi il principio di non contraddizione non fun­ziona. Sono del resto gli unici due leader al mondo, dittatori a parte, a comparire da anni sui media senza contraddittorio.
Identico risulta anche il segreto della popolarità: offrono soluzioni semplici a problemi complessi. In caso di difficoltà, si ricorre al solito complotto. Per anni Beppe Grillo è stato il testimoniai dell'eco­nomia a idrogeno. L'auto a idrogeno, dice­va, è già pronta, ma un complotto ne im­pedisce la messa in produzione. Era vero il contrario. Petrolieri e case automobili­stiche sono state per vent'anni i principa­li sponsor della bufala chiamata idrogeno, utile a perpetuare la politica di spreco del petrolio. Che senso aveva infatti preoccu­parsi di consumare meno, se presto ci sa­rebbe stato l'idrogeno, pulito e a costo ze­ro? Poi la bufala si è rivelata tale.
Poi aveva scoperto le virtù di una palli­na colorata, la Biowashball, che «lava me­glio dei detersivi inquinanti». In effetti, la Biowashball non serve a nulla, se non ad arricchire i produttori. È un placebo del bucato. Ma chi se ne frega? Ti rispondono i grillini., Beppe è un eroe. Anche quando il paladino di internet si è opposto alla pub­blicazione in rete delle dichiarazioni dei redditi, decisa da Prodi. Ma la critica a Grillo, come a Berlusconi, è inutile. Tut­ta invidia, replicano i fan. Nella prossi­ma campagna elettorale sarà una gara fra lui e Silvio a chi promette di sconfig­gere prima il cancro. Entrambi avevano a suo tempo esaltato la miracolosa cura del dottor Di Bella.

Contromano, Il Venerdì di Repubblica, 13 agosto 2010

mercoledì 18 agosto 2010

Trauma



Due (misere) settimane al mare e ora di nuovo al chiodo.
Un trauma.

Le mie prime parole ripetibili di martedì mattina, dopo il suono della sveglia, sono state: "aricominciamo 'sta vita de merda".

Dopo due settimane in campeggio, sotto il sole e sempre in costume vestirsi per venire in ufficio è allucinante.
E la famosissima elasticità mentale dell'ingegnere certo non mi aiuta. Per carità, non saranno tutti uguali, ma qua a volte mi fanno cascare le braccia, completamente incapaci di capire una domanda che non sia stata scritta via mail con tanto di sottolineature, cambi di carattere e note a margine.

Comunque, Roma è bellissima.
La mattina io e IlPoderoso siamo soli.
Il dramma è che nei sei quartieri* che abbiamo attraversato stamani per arrivare a destinazione non c'era un solo benzinaio aperto e l'unico bar nei paraggi dell'ufficio è ostaggio di una pazza rompicojoni che la mattina mi urla qualcosa mentre io voglio solo un maledetto caffè al vetro macchiato freddo. Stamani ha rischiato grosso quando ha fatto la simpaticona versando il latte goccia a goccia.

Rivoglio il viale 15, la piazzola 75, il tavolino  trentenne (o qualcosa in più) tutto arrugginito e perfino quegli strani insetti che cercavano invano di superare l'impenetrabile barriera della zanzariera.
Ho voglia di fare pipì nel bagno pubblico in bilico e di mangiare sulla spiaggia rischiando di essere punta da un milione di vespe incazzate. Voglio sentire i vicini di tenda russare e camminare scalza nella pineta (immagine romantica, nonostante il colore dei miei piedi, che ha raggiunto un livello sconcertante).
Voglio la luce da meccanico (con lampadina gialla anti zanzara) appesa al filo dei panni mentre preparo la cena cercando di mettere in piano il cucinino.

E devo anche ricominciare a studiare.

Devo ricordarmi di comprare "turista per sempre".

*non è un modo di dire, sono sei davvero e anzi due non li ho contati perchè ci sono entrata solo per qualche decina di metri.

Kossiga è morto, viva Kossiga



E così Kossiga è morto.
E come sempre tutti a dire quanto è stato bravo, che gran servitore dello stato e bla bla bla.
Ecco, io odio il buonismo post mortem.

Io lo disprezzavo da vivo e non lo piango ora che è morto.

Sarò cattiva, ma almeno sono onesta.