mercoledì 12 gennaio 2011

Di pelli, lambruschi, pubi conciati al vegetale. Ovvero, le parole sonopietre.


Tira di più un pelo di fica che un carro di buoi, devono aver pensato quelli del Consorzio Pelle Conciata al Vegetale in Toscana quando hanno commissionato il calendario 2011 a Oliviero Toscani. Che infatti ha fotografato 12 pubi.

"Qui si mostra l'essenziale e non quello che si vede nei soliti volgari calendari delle pin up: mostrano tutto, meno che quello. Un disvelamento al contrario. Queste dodici, magnifiche "tarte au poil" senza età, sono autentiche". Oliviero Toscani commenta così le sue fotografie e aggiunge: "Quelli della Pelle Conciata al Vegetale in Toscana realizzano un prodotto unico al mondo, proprio come la pelle di queste nature".  

Ecco. "La parte per il tutto", come scrive l'UDI nel comunicato dello scorso martedì.

Ovviamente non sono mancate le reazioni.

QUI quella dell'UDI, Unione delle Donne in Italia, che ci tiene a precisare una cosa: il problema non è il pube, ma le parole che a quell'immagine vengono associate. Lo diceva pure Moretti: le parole sono importanti e così in tante siamo partite massicce con la mail bombing.

Per quanto mi riguarda, tengo molto a sottolineare che non sono state di certo le dodici vagine in primo piano ad avermi disturbata, dato che non sono una bigotta e non ho paura del corpo e delle nudità.
Solo che come diceva qualcuno “le parole sono pietre” e quello che mi ha infastidita e in qualche modo turbata sono state le parole di accompagnamento all’immagine per quello che esse veicolano.

“Pelle conciata al vegetale”.

Si, le parole sono importanti e devo dire che il termine “concia” associato ad un pube fa un po’ impressione.
Sarà che la conciatura non è propriamente una pratica "delicata" e da donna trovo quantomeno azzardato associarla al pube.

A proposito delle immagini e delle parole ad esse associate, l’UDI sottolinea quanto susciti sdegno che questo calendario venga presentato in una città segnata dall'orrore di omicidi in cui si è infierito sul pube femminile (
comunicatodi martedì 11 gennaio 2011).
Proprio a Firenze, aggiungerei, città che ha approvato all'unanimità la mozione “Adesione alla campagna UDI per contrastare la pubblicità offensiva della dignità delle donne”.

Ho letto poi che l’incontro di presentazione del calendario sarà “bagnato dal Consorzio del Lambrusco di Modena”.
Ancora le parole e la loro importanza. 

Forse il mio essere donna mi rende più sensibile a certe cose. O forse sono stati gli studi classici, ma davvero le parole vanno pesate e scelte con cura.

“Bagnato” scritto su una vagina di solito non fa pensare ad una bella borsa o ad una giacca di pelle. Magari è un simpatico gioco di parole che mi sfugge.

Ripeto, lo ripeterò fino alla nausea: non è il pube calendarizzato ad essere lesivo della dignità delle donne, ma le parole ad esso accompagnate.

Sono quasi certa che la risposta ufficiale sarà che non abbiamo capito, che abbiamo frainteso.

Forse, ma le parole sono pietre e dicono più di quanto si possa immaginare, soprattutto se associate a determinate immagini e insertite in un dato contesto.

Ovviamente io non conto niente e posso fare ben poco.
Ma posso evitare di comprare pelle del consorzio e posso fare a meno del Lambrusco (daje cor Barolo!)
Posso fare a meno di tutto quello che mi offende.
E so che non sono sola.

Se avete voglia di partecipare, tutte le info le trovate sul profilo facebook di
UDI Centrale o scrivete a :


info@lambrusco.net,
info@tutelalambrusco.it,
iap@iap.it,
info@pellealvegetale.it




Se poi avete voglia di vedere come sia possibile fare dei calendari per le donne e senza manco un culo  e una tetta in bella mostra, andate su Vita da Streghe, che ne ha selezionati un po'.



AGGIORNAMENTO 12/01/2011, 15.20
E' arrivata or ora una mail che aspettavo ansiosa.



Segnalazione messaggio pubblicitario “Pelle conciata al vegetale in Toscana”

diffuso attraverso un calendario da tavolo allegato alla rivista “Rolling Stone” n. 87 -  gennaio 2011

Con riferimento alla segnalazione in oggetto, comunichiamo che il Comitato di Controllo in data 13/1/11, ha emesso ingiunzione di desistenza dalla diffusione del messaggio per la violazione degli artt. 1 - Lealtà della comunicazione commerciale - e10 - Convinzioni morali, civili, religiose e dignità della persona - del Codice di Autodisciplina della Comunicazione Commerciale.

L’organo di controllo ha ritenuto tale comunicazione offensiva della dignità della persona, in quanto il corpo femminile viene equiparato alla “pelle conciata”, ovvero sia ad un prodotto che ad un animale, ovvero un animale ucciso, sezionato e trasformato in prodotto di lavorazione, rilevando pertanto il contrasto con l’art. 10 del Codice, secondo cui “la comunicazione commerciale deve rispettare la dignità della persona umana in tutte le sue forme ed espressioni”.
Il Comitato ha altresì rilevato la violazione dell’art. 1 del Codice “La comunicazione commerciale deve evitare tutto ciò che possa screditarla”, ritenendo il messaggio un esempio di forma comunicazionale che danneggia il credito dell'istituzione pubblicitaria nel suo complesso considerata.

Si precisa che il provvedimento ingiuntivo acquisterà efficacia di decisione allo scadere del termine previsto ex art. 39 del Codice, ovvero il 24 gennaio p.v. qualora la parte non proporrà motivata opposizione.

Ringraziando per l’apprezzata collaborazione, porgiamo i migliori saluti.


I.A.P.
La Segreteria




Come si dice qui da me: DAJE!


 


AGGIORNAMENTO DEL 27/01/2011
Mi scrive lo
IAP





Il Presidente del Comitato di Controllo, visto il messaggio pubblicitario "Pelle conciata al vegetale in Toscana", diffuso attraverso un calendario da tavolo allegato alla rivista "Rolling Stone" n. 87 – gennaio 2011, ritiene gli stessi manifestamente contrari agli artt. 1 e 10 del Codice di Autodisciplina della Comunicazione Commerciale. Nel promuovere l'attività del "Consorzio Vera Pelle Italiana Conciata al Vegetale", il messaggio mostra per ciascun mese del calendario, accanto al logo dell'associazione (una mano stilizzata, con la scritta "Pelle conciata al vegetale in Toscana"), l'immagine in primo piano di un pube femminile.
L'organo di controllo rileva come tale forma di comunicazione risulti offensiva della dignità della persona, in quanto il corpo femminile, esposto al pubblico come in vetrina, viene equiparato alla "pelle conciata", ovvero sia ad un prodotto, sia ad un animale, ovvero un animale sezionato trasformato in prodotto di lavorazione. Tutto ciò in spregio a quanto previsto dall'art. 10 del Codice, secondo cui "la comunicazione commerciale deve rispettare la dignità della persona umana in tutte le sue forme ed espressioni".
Già più volte la giurisprudenza autodisciplinare ha affermato che "la scomposizione del corpo umano" in parti anatomiche esibite in modo provocatorio costituisce "una modalità espressiva che veicola una carica degradante" e pertanto lesiva della dignità umana in violazione dell'art. 10 del Codice, in quanto incurante del fatto che "la persona riveste una valenza ben superiore a quella derivante dalla combinazione delle diverse parti anatomiche, dal che nasce appunto la sua particolare dignità" (cfr., ad esempio, le pronunce del Giurì n. 130/2007, 316/2000 o 100/2001). Nel caso di specie il messaggio risulta ancora più degradante e offensivo posto che, attraverso l'accostamento delle immagini al logo "Pelle conciata al vegetale in Toscana", segno distintivo del Consorzio riportato in ogni pagina del calendario, la parte del corpo femminile enfatizzata viene accostata ai processi di conciatura della pelle, realizzando un ingiustificato svilimento della dignità e la mercificazione del corpo femminile: il particolare anatomico viene utilizzato a fini meramente commerciali, con lo scopo unico di colpire l'attenzione del pubblico ad ogni costo.
Rileva altresì la violazione dell'art. 1 del Codice, "La comunicazione commerciale deve evitare tutto ciò che possa screditarla", dal momento che il contenuto del messaggio è un esempio di forma comunicazionale che danneggia il credito dell'istituzione pubblicitaria nel suo complesso considerata.


E ARIDAJE!!!

4 commenti:

  1. Sono andata a guardare l'immagine, giustamente censurata, sul sito dell'UDI e devo dire che son sconcertata. Non per la foto, visto che come dici giustamente, non siamo bigotte, ma semplicemente, candidamente, non ci possiamo permettere, noi donne, di mostrare un centimetro di pelle in più, giuriamoci i peli di fica, agli uomini che ancora non sanno controllare i propri istinti e ancora e sempre continuano a stuprarci.
    Quindi è inutile che Oliviero Toscani, con i suo occhialetti rossi e l'aria dell'uomo che ha visto e sa tutto, ci propina foto di impatto. La pelle conciata non ci piace e tantomeno vogliamo che sia associata alle nostre parti intime, già ci "conciano" abbastanza i maschi idioti!
    Intanto ti abbraccio. Luz

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  2. utente anonimo27 gennaio 2011 12:15

    Il gruppo Donne in Circolo della Casa del popolo di Fiesole ha deciso di reagire e di lanciare una battaglia. Chi vuole può inviare il seguente messaggio al Consorzio, all'indirizzo info@pellealvegetale.it


    Spettabile Consorzio

    In merito al calendario 2011 da voi commissionato al fotografo Oliviero Toscani e presentato a Firenze lo scorso 13 gennaio in occasione di Pitti Uomo, vorrei esprimere il mio profondo dissenso per le modalità di pubblicizzazione dei vostri prodotti, che ritengo estremamente lesive della dignità delle donne e degli uomini che le rispettano.

    Ritengo che associare la pelle conciata a parti dell’anatomia femminile non sia indizio di creatività, né tanto meno una provocazione, ma l’ennesimo squallido abuso del corpo delle donne a scopo pubblicitario

    Da oggi in poi  mi asterrò quindi  dall’acquistare i vostri prodotti, fino a che non verrà ritirato il calendario e non cesseranno da parte vostra iniziative pubblicitarie simili nelle forme e nei contenuti.

    Distinti saluti.

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  3. Care donne in circolo,
    per fortuna lo IAP ha bloccato l'orrido calendario.
    Mi sa che la protesta funziona.

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