venerdì 14 gennaio 2011

Io non sono capace di ignorare.


Caterina Soffici sul Fatto Quotidiano on line, scrive un articolo sul calendario del consorzio Vera Pelle Conciata al Vegetale e sulle polemiche che sono seguite.

Soffici invita tutti ad "ignorare, ignorare, ignorare" quella che pare liquidare come la provocazione di un creativo, magari di cattivo gusto, ma niente di più.
Vale la pena a tale proposito ricordare a Soffici e ai distratti le parole del comunicato ufficiale dell'Unione delle Donne in Italia dell'11 gennaio 2011:
Quando le parole sono abilmente abbinate alle immagini l'effetto può essere un pugno nello stomaco.

Questo è quello che sfugge a Soffici: non sono i pubi ad essere offensivi e lesivi della dignità delle donne, ma le parole associate alle immagini.
Parlare di conciatura accanto ad un pube, quindi associare il corpo delle donne ad un animale morto, lavorato e quindi trasformato in un prodotto da usare e vendere, questo è lesivo della nostra dignità. Questo ci offende ed è questo che ci ha mosse ad agire, andando ben oltre la provocazione (vera o presunta) di un fotografo, che anzi non è stato volutamente nominato.

L'Udi non ha voluto censurare nessuno né  lanciare un dibattito sulla creatività, ma ha chiesto alle sue Amiche se non trovavano anche loro scandaloso l'uso delle parole associate alle immagini e in caso affermativo, di chiederne conto al committente, quindi al Consorzio Vera Pelle Conciata al Vegetale.

Ancora dal comunicato, che trovate sul sito
http://unionedonne.altervista.org/index.php/comunicati/2011/366-vera-pelle-conciata.html:
La foto di un pube femminile, che di per sè potrebbe non avere nulla di scandaloso, diventa  insopportabile per una donna quando fa pensare al proprio corpo come ad una vera pelle conciata.E suscita sdegno che questo calendario venga presentato in una città segnata dall'orrore di omicidi in cui si è infierito sul pube femminile.

Questo evidentemente è sfuggito a Soffici e ai molti che accusano le donne che hanno segnalato il calendario in questione allo IAP di volontà censoria.

Nell'ultima parte dell'articolo, inoltre, si legge:
Ma ormai che la frittata è fatta, prendo lo spunto per un appello futuro: ignorare, ignorare, ignorare. Se nessuno si indignerà più per queste false polemiche forse ci sarà più spazio per indignarsi per le vere fotografie sessiste, tipo la pubblicità Sisley con la ragazza con il cetriolo/fallo in mano, quella sì davvero offensiva dell’immagine delle donna.

In realtà le reazioni  alla pubblicità citata ci sono state e come al solito non si sono limitate alla sterile indignazione: boicottaggi, segnalazioni allo IAP, e-mail di protesta. E Soffici dovrebbe saperlo, visto che tra le sue amicizie su facebook spiccano proprio l'account UDI, blog come Femminile Plurale e diverse donne molto attive e impegnate sui temi di cui si sta discutendo.
Sarebbe auspicabile che almeno queste affermazioni venissero rettificate, perché altrimenti avrebbe ragione chi ci accusa di aver agito per bigottismo e voglia di censurare la creatività altrui.

7 commenti:

  1. Io non me la sento di ignorare proprio niente, anzi...
    Come negli anni '70, come nella migliore tradizione femminista non me ne lascio sfuggire una, perché credo che solo attraverso il martellamento incessante si possa far entrare nei cervellini qualche piccolo sprazzo di luce. E parlo sia di cervellini femminili che maschili. Se c'è bisogno di ricominciare un lavoro iniziato 35 anni fa (e purtroppo evidentemente mai portato a termine)  non mi tiro indietro.
    E brava tu che sei ritornata sull'argomento.

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  2. Questo non c'entra niente con il tuo bellissimo post.
    Gap dice che il tuo nick è una vera botta di modestia!

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  3. Luz, in realtà "Arguzio" è il nome che do agli oggetti tecnologici che non so usare, a partire -ovviamente- dal mio pc e per perculare la gente un po' torda.

    Comunque, visto che Il Fatto Quotidiano non mi pubblica i commenti (o sono io che non sono capace o sono loro che in fondo in fondo censurano tutto quello che non li idolatra e che lo fa senza prenderli a male parole), ho scritto direttamente alla Soffici su FB.
    Ha risposto senza rispondere, chiaramente e la cosa mi fa incazzare ancora di più.

    Comincio benissimo il lunedì, insomma.

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  4. In effetti...

    Grazie per il commento, CIAO!!! :-D

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  5. "Come negli anni '70, come nella migliore tradizione femminista non me ne lascio sfuggire una, perché credo che solo attraverso il martellamento incessante si possa far entrare nei cervellini qualche piccolo sprazzo di luce. E parlo sia di cervellini femminili che maschili. Se c'è bisogno di ricominciare un lavoro iniziato 35 anni fa (e purtroppo evidentemente mai portato a termine)  non mi tiro indietro."
    Qui non solo il lavoro non è stato portato a termine ma è stato completamente distrutto il lavoro che era stato fatto.

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  6. @ALBERTO CANE: tu hai riportato quello che ho scritto. Nessuno più di me è dispiaciuto per quello che tu chiami lavoro distrutto. Io ero una di quelle che ha lottato. Avevo l'età giusta, la giovinezza e la voglia di cambiare il mondo. L'ho fatto per quanto ho potuto e il successo, nella famiglia che ho creato, è stato perfetto. Non avevo intuito che non bisognava allentare la presa nemmeno di un centimetro. Oggi, a 60 anni, sono mortificata, offesa e indignata.
    Luz

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