lunedì 14 febbraio 2011

Mai Stat@ Zitt@


Volevo scrivere un commento sulla manifestazione, ma non sono capace.
Quindi mi limito a fare una cronaca veloce, sperando che si intuiscano le mie impressioni e le emozioni che mi hanno accompagnata e che sono cominciate ben prima del 13 febbraio.

Ho già abbondantemente straparlato (la ridondanza è voluta) degli appelli della De Gregorio e delle foto de La Repubblica.
Per chi non mi conosce e per chi non ha voglia di leggere i miei deliri, faccio un piccolo riassunto.
Trovo opportunistico e ipocrita il richiamo alle donne quando volutamente di donne non si parla.
Credo che si debba distinguere bene tra il (presunto) "silenzio delle donne" e il terribile, colpevole e voluto "silenzio sulle donne".
Trovo assurdo chiederci foto indignate contro il bunga bunga presidenziale quando tette e culi campeggiano ogni giorno in homepage.
Quindi non ho firmato l'appello "Se non ora quando", perché per me la risposta è SEMPRE. Non c'è un momento per ascoltare le donne, non c'è un momento per lottare per i diritti di tutte noi. Si deve lottare e denunciare sempre. E tantomeno ho mandato il mio faccione a Repubblica.

Per tutti questi motivi ho aderito immediatamente e con gioia al
Critical Mass degli Ombrelli Rossi.

Grazie a facebook, che come ho già stradetto può essere usato per qualcosa di più utile che vedere le foto degli amici delle medie, sono entrata in contatto con Donne che da anni lavorano sul territorio, donne che lottano ogni giorno e non solo quando i media o gli intellettuali "amici" decidono che è ora.  Ho anche scoperto che una di loro scrive su
Femminismo a Sud, cosa che mi fa capire perché l'avessi sentita subito "amica".
Ci siamo organizzate, tra messaggi privati ed sms e ci siamo trovate a piazza del Popolo, senza manco sapere bene che faccia avesse la nostra compagna di lotta.
Niente bandiere, solo ombrelli rossi (io la parrucca, ché l'ombrello non lo uso manco quando piove).

Io ero ArguziaSandwich: il cartello che vedete in foto e dietro suo fratello "Io manifestavo per i diritti delle donne anche quando i giornali si occupavano d'altro".
Il mio disertore preferito, nonché compagno, aveva appeso al collo il suo: "Sono abbastanza uomo da essere femminista" e c'è da dire che ha riscosso un certo successo.
L'Amica Strab "Se non ora quando? SEMPRE!" e decine di ombrellini da cocktail da distribuire in giro.
E la Furiosa l'ombrello, due zaini troppo pesanti e gli striscioni.
E le altre ancora ombrelli e rossetti e belle facce.

Ci siamo arrampicate sul muro -altisssssssimo- che costeggia la piazza, abbiamo urlato e riso tanto.
Ho provato a ballare quando è partita "
People have the power", ma ammetto che ero terrorizzata dall'altezza.
Sotto di noi c'era un mare di gente. La piazza strapiena. E strapiene le vie d'accesso. Un continuo muoversi di teste, impressionante.
C'erano anche Ma&Pa, che meno male che non m'hanno vista lassù, ché Mamma soffre di vertigini e le sarebbe venuto un colpo a vedere la sua unica figlia così in alto.

Una ragazza di
Donne da Sud ci ha dato un flyer e c'ha detto che loro stavano andando in corteo.
Giù di corsa, zaini in spalla e via anche noi sul lungotevere.
Un "giro de Peppe" per raggiungere le altre, ma è stato divertente camminare chi con l'ombrello chi col parruccone e coi nostri cartelli fuori dall'area "ufficiale".

Finalmente la macchia rossa: via del Corso completamente invasa da un corteo pieno di ombrelli rossi, di donne e uomini, di femministe e disertori, come recitava il nostro striscione.

Siamo arrivate fino a Montecitorio, proprio davanti al Parlamento.
E anche lì canti e slogan e dei pacchi regalo per i nostri governanti.
Gli abbiamo regalato le dimissioni in bianco, il collegato lavoro, la proposta Tarzia e via così.
E lì ho incontrato altre amiche, quelle che vedi solo ai cortei e che per questo è ancora più bello rivedere in piazza.

E poi di nuovo corteo su via del Corso, per tornare verso la piazza.

E gli automobilisti fermi che ci suonano perché non si passa e noi "lo vedi che succede a votà Silvio?!"
E un autobus pieno e immobile da cui ci applaudono TUTTI. Le donne, gli uomini, l'autista.
E la gente che si ferma sul marciapiede e ci saluta, canta, chiede. Qualcuno si unisce.

E tornare a casa distrutta e felice.

Se non ora quando? SEMPRE!

15 commenti:

  1. arguzia... sei fantastica... ti ho rubato il cartello

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  2. peccato che ti sei coperta il viso, nella foto sei fantastica! :)

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  3. Provo a mantenere un minimo di anonimato, Demopazzia.
    Gioggio, ruba tutto.
    Ernest, MAI!

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  4. Te la copristi dopo o giravi a volto coperto?

    Facinorosa, eh, facinorosa! ;)

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  5. Sei bellissima. Esuberante e indomabile.

    Ross

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  6. P.S. Cosa c'è scritto in piccolo nel cartello, che a causa della bassa risoluzione non riesco a leggere?

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  7. "Non siamo libere per caso, né per concessione, ma solo grazie alle nostre lotte", frase rubata al mio meraviglioso segnalibro UDI, che troneggia sulla tessera Udi del 2010.

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  8. hei arguzia ma il resocontolo hai aggiunto dopo... le ultime sei righe sono da brividi, positivi ovviamente

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  9. Si, Gioggio, non sapevo se scrivere qualcosa o no. Ha vinto la logorrea.

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  10. Evviva la logorrea allora.
    Queste sono le forme di protesta che mi piacciono.

    Ross

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  11. Descrizione della giornata molto bella. Si è realizzato quello che speravamo nelle nostre varie discussioni in Rete. Qualcosa di molto diverso dalla moralista e unica chiamata alla piazza di chi per anni è stato zitto e buono permettendo al potere di portare avanti il suo proggetto, tra guerre, precarietà, nucleare ecc. Esserci con contenuti diversi ... questo è importante.
    Ally

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  12. hai fatto bene a scriverne..sai quan to avrei voluto esserci, almeno così ho una panoramica..

    Punzyna tua

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  13. Punzy, è stato proprio bello.
    Io, poi, so' ancora tutta emozionata per quello che ha preceduto la manifestazione.

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  14. cazzo ma che sole c'era ? hai la faccia tutta ustionata !!!! grande Lolaaaaa

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