martedì 8 febbraio 2011

Se non ora quando? SEMPRE.


Se non ora quando? SEMPRE!


Sono giorni che vedo in giro per Roma decine di manifesti (e meno male, sia chiaro) che invitano in piazza dicendo "Se non ora quando", ma l'immagine che mi viene davanti è sempre la stessa: io che prendo un pantone e scrivo bello chiaro: SEMPRE.



Perché non mi piace affatto l'idea che "per la dignità delle donne" si debba manifestare solo ora che Berlusconi sta impicciato con i festini e l'Olgettina.
Come se non ci fosse un prima, come se Berlusconi fosse il solo problema, come se una volta cacciato a pedate lui il paese potesse diventare un "paese per donne".

A parte il fatto che non mi è del tutto chiaro il significato di una manifestazione "per la dignità" di qualcuno.
Sarà che io alla mia dignità ci tengo sempre tanto e vivo in modo che non possa essere macchiata mai, ma davvero non credevo che si potesse indire una manifestazione per questo.

Ecco, diciamo che una manifestazione per le donne si potrebbe fare ogni volta che una di noi viene
ammazzata: sei donne negli ultimi giorni, tanto per tirare fuori i numeri.
O magari ogni volta che una neo assunta deve firmare la lettera di dimissioni in bianco perché essendo femmina potrebbe diventare madre e noi non è che possiamo mantenere una menomata (si, è pieno di gente che pensa che una donna incinta sia malata e quindi inabile al lavoro).
O anche quando le migranti vengono stuprate nei CIE e lo stupratore viene miracolosamente assolto.
Ma si potrebbe anche scendere in piazza quando il
Global Gender Gap ci sbatte al 74° posto o quando a parità di titoli e di capacità le aziende preferiscono assumere i maschi, in base a pregiudizi da commediola anni '50.

Ma allo stesso tempo credo che sia miope e controproducente ignorare la manifestazione del 13, perché se anche la nostra assenza non si noterebbe, forse potremmo far notare la nostra presenza.

Quindi sono tra quelle (
qui l'evento su facebook, che spiega tutto molto meglio di me e che da le indicazioni per partecipare con noi) che il 13 febbraio saranno in piazza senza dividere le donne in Madonne e Puttane, senza venerare tutti quei politici e intellettuali (uomini o donne, qua cambia ben poco) che ignorano ogni giorno i problemi reali delle donne (consultori, asili nido, lavoro, salario, salute, solo per dire le prime cose che mi vengono in mente)  per poi sfruttarli in campagna elettorale o per vendere qualche giornale in più.

Il vero problema per le donne italiane non sono le abitudini sessuali di Berlusconi.
Il problema è quello che succede nelle case, nei luoghi di lavoro.
Il problema sono i media che ci ignorano o ci trattano come carne da mostrare e vendere e che spesso sono gli stessi che chiedono la nostra
fotografica indignazione.

Quindi io vado in piazza, ma a modo mio, per dire che io non sono mai stata zitta e che per me "se non ora quando" è sempre.






Immagine fregata senza pudore alcuno alla mia amica Gioggio!

9 commenti:

  1. Concordo pienamente con le tue parole!
    Io dico che serve assolutamente una mobilitazione continua di tutti!
    Sempre appunto...
    Ernest

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  2. Non sarò in piazza il 13, perchè mi toccherà lavorare tutto il giorno.
    Mi dispiace non poterci essere: dopo tanto discutere e criticare l'organizzazione sarebbe stato utile e doveroso portare un contributo autonomo alla giornata e verificarne i contenuti di persona.
    Aspetterò le tue impressioni.

    Ross

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  3. utente anonimo8 febbraio 2011 14:14

    Grazie! Ho condiviso su FB. Abito all'estero ma vorrei essere in piazza con questo pensiero "da sempre" il 13/2 .

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  4. Ross, vedrò di essere dettagliatissima...

    Anonima/o #13, potresti farti un cartello da attaccare allo zaino (se lo porti) o alla finestra.
    E comunque grazie a te.

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  5. ruba ruba, felice di aver dato il mio contributo  :)

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  6. FINALMENTE qualcuno che la pensa come me. Abolire anche la festa della donna, sessèi d'accordo.

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  7. Ciclofrenia, abolire la "festa" si. Ma io voglio che l'8 marzo torni una giornata di lotta.
    E niente stronzate di cene a metà prezzo per le donne, di sconti nei locali e cazzate simili.

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  8. per Ciclofrenia... l'8 marzo non è la festa ! ma la giornata della memoria anche se per molte purtroppo è la festa di che cosa non si sa
    ciao charlie

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