mercoledì 16 marzo 2011

No, Grazie (e vaffanculo)

Nucleare

Mi ricordo di Chernobyl. Era il 1986, andavo alle elementari. A mensa non ci davano più verdura cruda e si aveva paura per il latte. Io ne ero quasi contenta, perché mi sarei evitata il latte caldo a colazione.


Purtroppo, le mie maestre ci spiegarono bene cosa era successo. E non c'ho messo molto a capire che sarebbe stato meglio tutto il latte caldo del mondo.

Mi ricordo che Zia R. portava a casa i volantini col Sole Che Ride e a me piaceva tanto, avevo anche una spilletta che forse è ancora da qualche parte a casa di Nonnetta, che non butta niente.
Mi ricordo anche il referendum. A qualche manifestazione partecipai anche io.

E mi ricordo "L'Illustrazione dei Piccoli", che mi comprava papà e che dedicò uno speciale all'esplosione. Le foto dei miei coetanei deformi, malati, morenti, giuro che non me le sono mai dimenticate.

 

3 commenti:

  1. Io ricordo questo adesivo attaccato allo sportello del vecchio frigorifero, e il giorno in cui mia mamma tenendomi in braccio davanti al sole sorridente mi spiegò che quella non era una semplice figurina come quelle degli animali con cui giocavo, e mi raccontò di Chernobyl, delle paure per lei che allora era incinta, delle verdure dell'orto lasciate lì senza fidarsi a raccoglierle, e infine del referendum, per il quale volle andare a votare nonostante fosse ancora debole a causa del secondo parto, portandosi nella borsa il braccialetto di me neonata.

    Sono dei pazzi idioti e arroganti. Fermiamoli.

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  2. Credo di essere uno dei pochi a favore del nucleare, ma contrario perché non mi fido dell'Italia.

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  3. Sciuscia, io qua ci vedo solo un buon modo per arricchirsi.
    Di buono è che se i paesi civilizzati per costruire una centrale ci mettono dieci anni, noi ce ne metteremo cinquanta e io grazie al cielo non ci sarò più.

    Quello che mi urta (non essendo io un fisico nucleare) è che non si prendano minimamente in considerazione le energie alternative. Cazzo, qua abbiamo sole, acqua e vento a strafottere! C'è un paesello in Germania dove c'avranno cinque giornate di sole l'anno che però c'ha pannelli solari su ogni tetto. Noi manco vogliamo prenderlo in considerazione.

    E poi continuo a pensare che pulirsi il culo con un referendum che fu più che chiaro sia un'azione fascista.

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