venerdì 1 aprile 2011

"E' colpa delle donne che lo fanno"


L'obiezione che più spesso mi viene rivolta, in particolar modo dagli amici maschi, quando mi incazzo per le migliaia di immagini offensive e svilenti per le donne (e per gli uomini, santa pace! Ma come fate a non sentirvi anche voi umiliati dall'idea che certi pubblicitari/autori hanno del vostro essere "maschi"?) è: "va bene, ma la colpa è della modella che si fa fare le foto nuda e della velina che si lascia riprendere in posizioni ginecologiche".



La colpa, a conti fatti,  è delle donne e della televisione. Facile. Così si è data una risposta, ma non si è, forse, colto il problema.

Ora, il vero problema, a mio avviso, non è la modella e non è la velina.
Il problema è che immagini, parole e azioni veicolano messaggi.
E la televisione, più della carta stampata, porta questi messaggi in giro per il paese, raggiungendo la quasi totalità della popolazione ed è proprio per questo che “le femministe” si indignano, parlano, denunciano tanto spesso programmi e spot televisivi.

“Be’, ma basta spegnere la TV!”
Magari.
Chi non guarda la televisione per scelta è chi può permetterselo perché ha delle valide alternative: la musica, il teatro, il cinema, la lettura, lo sport, internet. Cose che costano e che quindi non sono alla portata di tutti.
"Spegnere la televisione è un atto elitario", scrive la Zanardo.
E quelli che possono farlo, guardano agli altri con un senso di superiorità misto a  disprezzo e commiserazione, incapace di chiedersi perché ci sia tanta gente che invece non fa il “grande gesto”: Io, ad esempio, non lo faccio semplicemente perché svaccarmi sul divano con birra e tv mi piace moltissimo: ad altri non viene in mente perché la tv fa compagnia, altri ancora perché non possono.

"La gente è rovinata dalla tivvù; la tivvù genera mostri; è tutta colpa della tivvù".
Ripeto, così è troppo facile, temo.

Io sono più che certa che questi trent'anni di televisione commerciale siano stati una (con)causa del declino culturale del paese, ma non sono convinta affatto che ignorarla o prendere per poveri cretini lobotomizzati quelli che la guardano/subiscono possa avere effetti positivi.


Quando io segnalo cose che trovo offensive o quando parlo con (troppa?) foga della mercificazione del corpo delle donne, non lo faccio perché sono una femminista arrabbiata, una bacchettona, una che si scandalizza se vede una tetta.
Quello che segnalo e che aborro è il messaggio che quelle immagini, quelle parole, quelle inquadrature veicolano.
Non è il corpo nudo che ci offende, non siamo mica sceme: ci offende quello che quel corpo nudo ed esposto in quel modo ci dice.
Le trasmissioni che inquadrano tette e culi in perfetto stile porno, non sono quindi semplicemente offensive: sono pericolose.

E il pericolo sta nel fatto che milioni di persone le vedono senza avere gli strumenti per potersi interrogare sul messaggio che esce da ciò che viene presentato.

Il risultato è che le donne sono pezzi di carne da guardare e da toccare, oche da prendere in giro, spesso da insultare, incapaci di altro che non sia spogliarsi per piacere al maschio al punto che una salumeria, una casa di profumi, di bevande,potrà considerarer normale usare un
pompino per farsi pubblicità (che manco le barzellette in terza media).

4 commenti:

  1. Infatti se invece che ignorarla la televisione e considerarla il male una certa parte della nostra intellighenzia socio-culturale si fosse preoccupata di riempirla con dei contenuti diversi sarebbe stato meglio.

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  2. non ci siamo accorti di niente e poi siamo piombati nel nulla...
    ernest

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  3. Dico spesso che non guardo la televisione, in realtà ci guardo,  ho visto "La ruota della fortuna" con Enrico Papi e le inquadrature oscene della Silversted all'ora di cena, idem dicasi per il programma di Mammuccari in cui Belen saliva su una scala con il sedere in primo piano.
    Avvilente certo l'ho visto una sera poi  ho cambito canale ed ho trovato "L'isola dei famosi" o le bestemmie del "Grande fratello" , mi rifiuto di pagare per una tv diversa, ma questa roba è quello che ci propinano, così ecco che vado in biblioteca e leggo due romanzi a settimana, ma diciamolo non si può vivere solo di libri.
    Sarebbe bello poter accendere la tv e trovare di meglio che tette, culi e sesso consumato sotto i riflettori, diciamolo, ma a chi interessa sapere cosa fanno quelli sulla casa o sull'isola!?!

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  4. @demopazzia: anche la malandata intellighenzia per riempire di contenuti le televisioni avrebbe dovuto averne il controllo!

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