venerdì 20 maggio 2011

Di violenza, potere e complotti


Io non lo so se Strauss Kahn sia o meno colpevole di violenza sessuale. Lo sanno solo lui e la cameriera che lo accusa.
Quello che so, è che istintivamente io sto dalla parte delle donne.
Se poi dovesse risultare innocente, allora ci sarà da chiedere parecchie volte scusa a lui e provare a spiegare a lei il motivo per cui la sua accusa risulta doppiamente odiosa. Odiosa per la sua falsità e odiosa perché la violenza sulle donne è un dramma con cui nessuno può permettersi di giocare o usare per secondi fini.

Fino a quando la storia non avrà una fine, io potrò solo valutare la notizia  per quello che è: un uomo potente (molto) è accusato da una cameriera di violenza sessuale.

Quello che mi sconvolge completamente sono le reazioni che ho potuto osservare tra i miei contatti: è un complotto; lo hanno incastrato perché è un socialista e guida del FMI;  le elezioni in Francia sono vicine; la dinamica è strana; avrebbe potuto pagare una prostituta, non aveva bisogno di violentare una cameriera e via così.

Cito:

"un uomo ricco e potente può pagarsi una prostituta oppure ci si aspetta che violenti una donna abusando della sua posizione di potere. Invece questo si è comportato come un bruto qualsiasi, per di più in un sorvegliatissimo albergo... insomma è strano"

"il personaggio era scomodo a molti, diciamo"

"resto convinto che tendenzialmente un potente di quel livello non si comporta come un criminale da quattro soldi.. ha troppo da perdere e troppo poco da guadagnare"

"io, inizialmente, non ho avuto nessun problema a classificare l'ormai ex direttore dell'fmi come un possibile stupratore. il fatto che fosse ricco e potente non ha significato nulla nel momento della registrazione dell'informazione. poi ho letto qualcosa, ho parlato con chi ne sapeva più di me, ed ho cominciato ad avere dei dubbi. uno, in ragione della dinamica del crimine, due, in ragione della dinamica dell'arresto, tre, in ragione della considerazione di una più ampia prospettiva sugli annessi e connessi della vicenda. Detto ciò, Khan può essere uno stupratore e può aver fatto ciò di cui lo si accusa. Andrà dimostrato ma, nel frattempo, la guida del fmi è in palio e rischia di finire nelle mani di qualcuno maggiormente "ortodosso"."

Non una parola per una donna che dichiara di essere stata assalita.

La violenza su una donna da parte di un personaggio simile non è considerata reale o quantomeno
verosimile, come scrive Andrea Inglese (che non so chi sia, ma quello che ha scritto m'è piaciuto).

C'è qualcosa che continua a far credere a troppe persone che a violentarci siano stranieri, balordi, criminali sbandati, pazzi.

Ma lo stupro ha un solo colpevole e quel colpevole ha una sola caratteristica: è maschio.

E non importa quale sia  il suo lavoro, quale la sua estrazione sociale, quali le sue idee politiche o il suo ruolo istituzionale.

In questo tentativo di trovare il marcio, si passa sotto silenzio, o si considera nel migliore dei casi una denuncia opportunistica, anche la storia di
Tristane Banon, giornalista francese che nel 2007 aveva raccontato del tentato stupro da parte di Strauss Khan durante un'intervista poicensurata e riportata da AgoraVox nel 2008 prima di cadere nel dimenticatoio.

Una denuncia con tanto ritardo non può che puzzare, come nei migliori telefilm polizieschi.

Di nuovo, non si vuole prendere in considerazione il fatto che un uomo ricco, potente, di sinistra, possa essere uno stupratore qualsiasi. Non si vuole accettare che lo stupratore possa essere una persona "per bene", che un "filo europeista, attivo nella rifondazione del fmi in senso più egualitario e meno liberista, inviso agli usa" possa essere colpevole di un crimine tra i peggiori.
Eppure sono stupratori anche bravi padri di famiglia, preti, professionisti stimati.

Il complotto deve esserci o al massimo la cameriera ci stava e poi magari ha cambiato idea, si sa come sono le donne.

Io non lo so come andrà a finire questa storia, ma provo dolore nel leggere commenti come quelli che ho citato sopra.
Dolore, perché la violenza sulle donne ci riguarda tutte e ogni volta che viene nascosta, coperta, minimizzata è come se ci dessero una pugnalata.
Dolore, perché se gente che io considero superiore alla media sottovaluta in tal modo la violenza maschile sulle donne, allora vuol dire che la strada è davvero lunga.

Nel frattempo, continuo a leggere, aspettando la fine di questa brutta faccenda, con particolare disgusto per il modo in cui anche i media nazionali "di sinistra" la stanno gestendo. Guardatevi il
video  di Merlo su Repubblica. E' agghiacciante.


E scusate, siete certi che la cosa sarebbe stata gestita allo stesso modo se si fosse trattato di un qualsiasi esponente della destra italiana (e chi mi conosce o legge, sa benissimo che per me la destra è buona solo per scrivere)?


Allo schifo non c'è fine: per gli stomaci forti un altro articolo di Repubblica, a firma di Federico Rampini
QUI.
Con che coraggio ci chiederanno la prossima foto per le loro
ipocrite gallerie?
 

10 commenti:

  1. Condivido la pena e il disgusto.
    Ha riassunto bene la femminista Clémentine Autain, a lungo collaboratrice del sindaco di Parigi e collega di partito di Strauss Kahn Bertrand Delanoë: «Finora si sono sentiti soprattutto gli amici di Dominique Strauss-Kahn, il quale va naturalmente trattato con la dovuta presunzione di innocenza. Ma accanto a un presunto innocente, bisogna ricordare che c’è una presunta vittima».

    Ross

    RispondiElimina
  2. Ross, ho aggiornato poco dopo il tuo commento con l'articolo di Rampelli, che è ancora peggio del video di Merlo.
    Ho scritto a mezza redazione, non sono stata capace di tenermi.
    Provo rabbia e disgusto, solo rabbia e disgusto.
    Questi sono come la merda che dicono di combattere.

    RispondiElimina
  3. disgusto tanto per tutto, per tutta la vicenda, per le parole del dopo, per i "ma" per i "però"... condivido le tue parole e la tua premessa sulla possibile innocenza. Credo però che la sua strategia dica tutto, prima non era vero, poi il rapporto consenziente...

    un saluto
    Ernest

    RispondiElimina
  4. @Arguzia: tra le sbrodolature di Repubblica e le <a href="http://femminismo-a-sud.noblogs.org/post/2011/05/20/travaglio-e-le-sue-battute-sullo-stupro/">battutine di Travaglio</a>, che scherza sulla questione per tirare in ballo Berlusconi, non capisco cosa mi dà di più il voltastomaco.

    Ross

    RispondiElimina
  5. Ops, scusa per il link rimasto allo stato grezzo.

    RispondiElimina
  6. Frequentiamo gli stessi blog, Ross! L'ho appena postato su FB. La gente comincerà a non sopportarmi più...

    RispondiElimina
  7. utente anonimo25 maggio 2011 07:15

    Però vorrei capire bene che intendi quando scrivi questo: "Dolore, perché se gente che io considero superiore alla media sottovaluta in tal modo la violenza maschile sulle donne, allora vuol dire che la strada è davvero lunga."

    Perché mi pare che anche tu corra il rischio di sottovalutare, non magari la violenza in sé, ma perlomeno la misoginia di cui si nutre.
    Talvolta è comprensibile che noi si dia per scontate certe cose, che si creda - senza poi in realtà saperlo - che persone di cui abbiamo stima e rispetto non farebbero mai certi commenti, né commetterebbero certe azioni.
    In realtà l'esser superiori alla media, qualsiasi accezione si voglia dare, non ci garantisce nulla ed è questa la cosa peggiore forse, perché non ci dà alcuna sicurezza.
    Abbiamo gli xenofobi che riducono lo stupro ad un problema legato all'immigrazione; ma abbiamo anche - soprattutto a sinistra - quelli che gli immigrati sì, li difendono e si dicono contrari ad ogni strumentalizzazione, ma poi non con altrettanta passione difendono le donne: non per nulla strauss-kahn è difeso a spada tratta da persone di sinistra che applicano alla fine lo stesso concetto degli xenofobi: lo stupro esiste ed è brutto, però gli stupratori son sempre gli altri, mai i nostri. E sfruttano, come i primi, una notizia di violenza a scopo politico.
    Per questo scrivevo che il rischio di sottovalutazione sia ben più ampio e soprattutto noi dobbiamo fare molta attenzione e non dare mai e poi mai nulla per scontato.

    Imma

    RispondiElimina
  8. utente anonimo25 maggio 2011 07:19

    A proposito, a repubblica ho scritto anch'io, invitandoli ironicamente - ma nemmeno tanto - a scrivere senza fronzoli: se si tratta di un uomo di sinistra non è stupro!

    Imma

    RispondiElimina
  9. Imma, capisco quello che dici e mi spiace che non sia uscito da questo post che credo fermamente che ci sia una misoginia (magari inconscia, e quindi ancora più pericolosa) di fondo alla base di certi commenti. Qualcosa che è radicato anche in chi io "credo superiore alla media", nel senso di persone che in altre occasioni si sono dimostrate attente a certe dinamiche e che invece in un simile frangente si sono rivelate una cocente delusione.

    Non ho mai sottovalutato la misoginia di cui si nutrono non solo la violenza sessuale (non credo sia possibile farlo, è talmente ovvio che di fondo ci siano odio e disprezzo che  -questo si- tendo a darlo per scontato), ma anche un certo uso del linguaggio, un certo uso dell'immagine femminile e via discorrendo.
    Non potrei mai farlo, perché per me quella è causa di tutto il resto; magari non la sola, ma indubbiamente la principale e la più difficile da combattere, perché continuamente negata. Insomma, quando per insultare un'amica comune i tuoi amici maschi la chiamano "puttana" se parli di una misoginia insita nei loro stessi modi di pensare e parlare ti prendono per una pazza esagitata.
    Ne ho parlato spesso qui.

    Repubblica, comunque,  non mi risponde ancora...

    RispondiElimina
  10. Di fronte ad uno stupro sono sempre dalla parte di chi subisce.
    Non è questione di donne e uomini, ma, una questione di abuso e violenza,
    di prepotenza e sottomissione.
    Lo stupro è questo: un atto di violenza!
    A subirlo non sempre è una donna, non si può ridurre il tutto ad una questione sessista è molto ma molto di più....
    Ciao
    Nino

    RispondiElimina

Sproloquia pure tu.